{"id":62932,"date":"2010-04-24T00:00:00","date_gmt":"2010-04-24T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2010\/04\/24\/lacqua-non-si-vende\/"},"modified":"2010-04-24T00:00:00","modified_gmt":"2010-04-24T00:00:00","slug":"lacqua-non-si-vende","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2010\/04\/24\/lacqua-non-si-vende\/","title":{"rendered":"L&#8217;ACQUA NON SI VENDE"},"content":{"rendered":"<p>di Tiziano Bagarolo<br \/>\n<br \/>(http:\/\/tbagarolo.blogspot.com)<\/p>\n<p>Una posta in gioco molto alta<\/p>\n<p>Negli ultimi decenni l&#8217;offensiva ideologica neoliberista, tanto insidiosa quanto menzognera, ha cercato di convincere l&#8217;opinione pubblica che privato &egrave; sinonimo di efficienza e libert&agrave; di scelta mentre pubblico &egrave; sinonimo di inefficienza e clientele. Questa offensiva ideologica aveva fondamentalmente due scopi:<br \/>\n<br \/>1) indebolire i diritti collettivi e in particolare le conquiste realizzate dal mondo del lavoro nei decenni precedenti;<br \/>\n<br \/>2) consentire al capitale di mettere le mani sui beni comuni (acqua, territorio, risorse ambientali, cultura&#8230;) e sui servizi e le imprese gestite dal settore pubblico (istruzione, sanit&agrave;, pensioni, assicurazioni, banche, energia, reti telefoniche ecc.) per consentire un rilancio dei profitti, in una fase di tendenziale sovrapproduzione nei settori tradizionali, puntando su nuovi settori garantiti dalla protezione statale.<\/p>\n<p>La realt&agrave; si &egrave; incaricata di smentire la propaganda. Ovunque sono peggiorate le condizioni dei lavoratori (precarizzazione, meno diritti, meno salario&#8230;); i cittadini ridotti a &ldquo;clienti&rdquo; hanno sempre meno diritti e meno potere; ovunque il ricchi sono diventati pi&ugrave; ricchi mentre i redditi di chi lavora si sono ridotti in modo sensibile; il capitalismo &ldquo;liberalizzato&rdquo; &egrave; precipitato nella pi&ugrave; grave crisi dal crollo degli anni trenta; la riduzione dei diritti e delle prestazioni sociali e la crisi hanno portato a un generale impoverimento e prodotto nuove ingenti sacche di miseria anche nei paesi dell&#8217;Occidente ricco, come non si vedeva dalla fine del secondo conflitto mondiale.<\/p>\n<p>La privatizzazione dell&#8217;acqua &egrave; un capitolo di questa storia. Ovunque il capitale sta cercando di mettere le mani su questo bene comune, da cui dipende la vita e la prosperit&agrave; delle comunit&agrave; e dei singoli, che in seguito alla crisi ecologica e ai cambiamenti climatici sta diventando una risorsa sempre pi&ugrave; scarsa e preziosa, su cui conta dunque di realizzare sicuri ed ingenti profitti.<\/p>\n<p>Da sempre l&#8217;acqua &egrave; stata considerata e trattata come un bene comune fondamentale. Fin dall&#8217;antichit&agrave; la gestione dell&#8217;acqua &egrave; stata attuata in forme collettive dirette dalle comunit&agrave; locali o, per vasti ambiti territoriali, dallo Stato o, pi&ugrave; spesso in epoca moderna e contemporanea, da enti intermedi di diritto pubblico (comuni, consorzi, municipalizzate, ecc.). E&#8217; vero che ci&ograve; non ha sempre garantito efficienza ed efficacia ma ha consentito, almeno in linea di principio, che i cittadini potessero dire la loro, o almeno esercitare indirettamente una certa influenza, in una materia che li riguarda tutti in prima persona.<\/p>\n<p>Ora, dove l&#8217;acqua &egrave; stata privatizzata, la situazione &egrave; drasticamente peggiorata: le tariffe sono state aumentate anche del 300% in pochi anni; i servizi sono peggiorati, perch&eacute; si sono trascurati gli investimenti; l&#8217;accesso all&#8217;acqua &egrave; diventato pi&ugrave; difficile per chi non pu&ograve; pagare gli elevati prezzi di mercato. Al punto che tutto ci&ograve; ha provocato vere e proprie rivolte (come a Cochabamba (http:\/\/www.ecologiapolitica.it\/web2\/200301\/articoli\/g_ciuffreda.pdf) in Bolivia nel 2000), diffuse proteste (&egrave; il caso di molti comuni italiani dove &egrave; stata attuata la privatizzazione (http:\/\/www.laltrasciacca.it\/2009\/02\/24\/acqua-ad-aprilia-una-storia-infinita-di-corsi-e-ricorsi\/)), ma anche la decisione di ritornare indietro, di ripubblicizzare la gestione: cos&igrave; ha fatto pochi mesi fa la citt&agrave; di Parigi, dopo 25 anni di una gestione privata fallimentare (http:\/\/tbagarolo.blogspot.com\/2009\/11\/acqua-parigi-torna-pubblica.html); cos&igrave; si apprestano a fare molte altre citt&agrave; francesi&#8230;<\/p>\n<p>La privatizzazione in Italia<\/p>\n<p>Invece in Italia, portando a termine un processo a cui negli ultimi quindici anni hanno dato una mano tanto i governi di centrodestra quanto i governi di centrosinistra, il governo Berlusconi ha stabilito, con la legge 166\/2009 (http:\/\/www.parlamento.it\/parlam\/leggi\/09166l.htm) (approvata col voto di fiducia e senza dibattito parlamentare, che ha convertito il decreto 135 del luglio 2009, che a sua volta modificava l&#8217;art. 23 bis della legge 133\/2008) l&#8217;obbligo di privatizzare i servizi pubblici locali (rifiuti, acqua, trasporti&#8230;) entro il 31 dicembre 2011. Cos&igrave;, dal 1 gennaio 2012, servizi fondamentali per la vita delle collettivit&agrave; e dei singoli come i servizi idrici &ndash; costruiti a volte nel corso dei decenni dalle comunit&agrave; locali con molti sacrifici e spesso gestiti dalla mano pubblica in modo efficiente ed economico &ndash; saranno consegnate nelle mani di societ&agrave; private controllate da multinazionali estere, a cui, per sovrappi&ugrave;, sar&agrave; garantito per legge un profitto del 7%, addirittura senza alcun vincolo in materia di investimenti e di miglioramento del servizio!<\/p>\n<p>Con queste norme l&#8217;acqua diventa una merce come tutte le altre, soggetta alla speculazione e al profitto. Ci&ograve; significa che tutti quanti noi siamo espropriati di un nostre bene comune; siamo trasformati da cittadini-padroni in clienti-dipendenti; le comunit&agrave; perdono il controllo su una risorsa vitale da cui dipende la loro vita e il loro benessere e per il cui accesso dipenderanno d&#8217;ora in poi dal prezzo che i boss di una qualche multinazionale lontana decideranno di stabilire in base a mere convenienze economiche.<br \/>\n<br \/>Tutto questo &egrave; inaccettabile per ragioni etiche e sociali, oltre che per ragioni economiche e politiche. L&#8217;acqua non pu&ograve; essere trattata come una merce, deve restare un bene comune e un diritto universale.<\/p>\n<p>La campagna referendaria &egrave; un&#8217;occasione per dire &#8220;basta!&#8221;<\/p>\n<p>I tre referendum promossi da un larghissimo fronte di associazioni e soggetti di vario orientamento politico e ideale in nome della difesa dell&#8217;acqua bene comune e pubblico, sono il punto di arrivo di una mobilitazione cresciuta negli ultimi anni e che ha visto il 20 marzo scorso in piazza a Roma la sua rappresentazione anche fisica.<br \/>\n<br \/>Sono l&#8217;occasione per dire &#8220;basta!&#8221; e per cercare di invertire questa deriva: &#8220;basta!&#8221; alla privatizzazione dell&#8217;acqua e dei beni comuni; &#8220;basta!&#8221; a questa progressiva espropriazione del controllo sulle proprie condizioni di esistenza dei singoli e delle comunit&agrave; locali; &#8220;basta!&#8221; alla speculazione sui bisogni vitali delle persone; &#8220;basta!&#8221; alla cancellazione dei diritti universali in nome del mercato e del profitto; ma anche &#8220;basta!&#8221; all&#8217;acquiescenza di larga parte dell&#8217;opinione pubblica e soprattutto del ceto politico anche della sinistra e ambientalista verso le politiche dettate dal capitale e all&#8217;ideologia che la giustifica.<br \/>\n<br \/>E&#8217; un primo tentativo di costruire una controffensiva e una battaglia generale su un terreno concreto di grande portata e di grande valenza simbolica.<\/p>\n<p>I contenuti e il senso della battaglia referendaria<\/p>\n<p>I quesiti dei tre referendum (http:\/\/www.acquabenecomune.org\/raccoltafirme\/index.php?option=com_content&amp;view=category&amp;layout=blog&amp;id=34&amp;Itemid=53) hanno il merito politico (del merito tecnico non sono cos&igrave; sicuro) di porre con chiarezza questioni di ampia portata:<br \/>\n<br \/>&#8211; il 1&deg; referendum chiede di abrogare le norme modificate dalla legge 166\/2009 che obbligano a privatizzare i servizi pubblici locali: si firma per fermare la privatizzazione dell&#8217;acqua;<br \/>\n<br \/>&#8211; il 2&deg; referendum chiede di abrogare le norme del decreto legislativo 152\/2006 (&#8220;Norme in materia ambientale&#8221;) che obbligano ad affidare l&#8217;acqua a societ&agrave; di capitale: si firma per consentire la ripubblicizzazione dell&#8217;acqua, fondata su una vera gestione democratica sotto il controllo dei lavoratori e degli utenti;<br \/>\n<br \/>&#8211; il 3&deg; referendum chiede di abrogare la norma del decreto legislativo 152\/2006 (&#8220;Norme in materia ambientale&#8221;) che stabilisce un profitto garantito sul capitale; si firma per dire che l&#8217;acqua non &egrave; una merce su cui fare profitto, ma un bisogno e un diritto!<\/p>\n<p>Al di l&agrave; del merito dei tre quesiti, la battaglia dell&#8217;acqua deve a mio parere avere questa posta il gioco:<br \/>\n<br \/>&#8211; il riconoscimento dell&#8217;acqua come diritto universale incondizionato;<br \/>\n<br \/>&#8211; un concreto miglioramento del servizio offerto ai cittadini, un coerente impegno contro l&#8217;inquinamento e gli sprechi, la difesa e l&#8217;uso razionale di tutte le risorse idriche (fonti, acque di superficie, falde freatiche&#8230;), risorse scarse e di fondamentale valore ecologico;<br \/>\n<br \/>&#8211; l&#8217;affermazione di un modello di economia sottratta al profitto, in cui contino i bisogni e i diritti delle persone e delle comunit&agrave; e il rispetto delle compatibilit&agrave; ambientali;<br \/>\n<br \/>&#8211; nuove forme di gestione pubblica, sottratte alle clientele e alla corruzione, fondate per quanto possibile su organismi di democrazia non delegata, sottoposti al controllo dei lavoratori, degli utenti e delle comunit&agrave; locali.<\/p>\n<p>Pi&ugrave; in generale, &egrave; importante sostenere, diffondere e difendere la battaglia referendaria perch&eacute; non solo &egrave; importante conquistare e vincere i referendum e fermare la privatizzazione dell&#8217;acqua, ma &egrave; importantissimo far diventare la questione dei beni comuni un tema politico per milioni di lavoratori e di cittadini; per porre al centro dell&#8217;attenzione generale i temi del fallimento delle privatizzazioni e del mercato; per proporre l&#8217;esigenza di conquistare nuove forme di gestione della cosa pubblica sottratte ai &#8220;comitati d&#8217;affari&#8221; dei partiti e del capitale; per porre l&#8217;esigenza di rivendicare e di praticare il controllo dei lavoratori, degli utenti e delle comunit&agrave; sulle imprese e sugli enti da cui dipende la loro esistenza.<br \/>\n<br \/>Si tratta di porre in ultima analisi l&#8217;esigenza di costruire una svolta di civilt&agrave; per uscire dalla crisi economica, sociale ed ecologica del mondo attuale; di una diversa gestione dell&#8217;economia, in cui la produzione e la distribuzione dei beni e dei servizi fondamentali siano sottratte all&#8217;anarchia capitalistica, alla speculazione privata e alla molla del profitto e siano affidate alla propriet&agrave; comune e a una gestione collettiva, fondata sulla pianificazione democratica, sul controllo dei lavoratori, degli utenti e delle comunit&agrave;, in cui comincino finalmente a contare i bisogni e i diritti delle persone, in una cornice di equilibrato rapporto con l&#8217;ambiente naturale e di consapevole preservazione del pianeta per le generazioni future.<br \/>\n<br \/>Si tratta, in sintesi, di riproporre in concreto e in modi attuali l&#8217;alternativa che caratterizza il mondo contemporaneo, l&#8217;alternativa socialismo o barbarie.<\/p>\n<p>Argomenti collegati:<\/p>\n<p>&#8211; Giornata mondiale dell&#8217;acqua. Preservare l&#8217;acqua bene comune e pubblico: una battaglia contro il capitale, una battaglia di civilt&agrave; (http:\/\/tbagarolo.blogspot.com\/2010\/03\/giornata-mondiale-dellacqua.html)<\/p>\n<p>&#8211; L&#8217;acqua non si vende. Sito internet del Forum italiano dei movimenti per l&#8217;acqua e del coordinamento nazionale promotore dei referendum (http:\/\/www.acquabenecomune.org\/raccoltafirme\/)<\/p>\n<p>&#8211; World Water Day 2010: sito e pagina dedicata alla giornata dell&#8217;acqua (http:\/\/www.unwater.org\/worldwaterday\/flashindex.html)<\/p>\n<p>&#8211; In difesa dell&#8217;acqua bene comune e pubblico. L&#8217;appello della manifestazione nazionale del 20 marzo a Roma (http:\/\/tbagarolo.blogspot.com\/2010\/03\/in-difesa-dellacqua-bene-comune-e.html)<\/p>\n<p>&#8211; Acqua, come ci sar&agrave; tolta. Un articolo di approfondimento sulla legge che privatizza i servizi idrici locali (http:\/\/tbagarolo.blogspot.com\/2010\/02\/acqua-come-ci-sara-tolta.html)<\/p>\n<p>&#8211; Per approfondire, si pu&ograve; leggere la Piccola guida al consumo critico dell&#8217;acqua di Luca Martinelli (64 pp., 3 euro)<\/p>\n<p>&#8211; Vedi anche il sito: www.acquabenecomune.org<\/p>\n<p>&#8211; Chi della privatizzazione si &egrave; pentito: il caso di Parigi (http:\/\/tbagarolo.blogspot.com\/2009\/11\/acqua-parigi-torna-pubblica.html)<\/p>\n<p>&#8211; Altri link sulla rivolte dell&#8217;acqua in giro per il mondo: Cochabamba (http:\/\/www.ecologiapolitica.it\/web2\/200301\/articoli\/g_ciuffreda.pdf); Kerala (http:\/\/www.villaggiodeipopoli.org\/articoli_dossier\/acqua-dei-popoli-acqua-in-movimento?pg=6).<br \/>\n<br \/>&#8211; Zanotelli sulla privatizzazione dell&#8217;acqua (http:\/\/www.libreidee.org\/2009\/09\/zanotelli-se-lacqua-non-sara-piu-nostra-come-in-bolivia\/):<\/p>\n<p>&#8211; Per capire la logica della appropriazione capitalistica dei beni comuni (che trasforma i precedenti proprietari\/possessori in poveri, in proletari, in &#8220;clienti&#8221; dipendenti&#8230;) sono illuminanti le pagine del XXIV capitolo del I libro del Capitale di Marx dedicate alla &#8220;accumulazione originaria&#8221;: in questo post se ne trova una sintesi (http:\/\/tbagarolo.blogspot.com\/2009\/08\/introduzione-al-capitale-di-marx-p-2.html); vi si pu&ograve; leggere anche la testimonianza di Tommaso Moro, l&#8217;autore di Utopia, sul fenomeno delle enclosures con cui nel XVI secolo si attu&ograve; la privatizzazione delle terre comuni.<\/p>\n<p>&#8211; Un Nobel comunista? Sul Nobel per l&#8217;economia 2009 a Elinor Olstrom, studiosa statunitense che si occupa da decenni della gestione dei beni comuni i cui studi hanno dimostrato che la gestione pi&ugrave; efficiente &egrave; quella affidata alle comunit&agrave; locali (http:\/\/tbagarolo.blogspot.com\/2009\/10\/un-nobel-comunista.html)<\/p>\n<p>Tiziano Bagarolo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Tiziano Bagarolo (http:\/\/tbagarolo.blogspot.com) Una posta in gioco molto alta Negli ultimi decenni l&#8217;offensiva ideologica neoliberista, tanto insidiosa quanto menzognera, ha cercato di convincere l&#8217;opinione&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-62932","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62932","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=62932"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62932\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=62932"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=62932"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=62932"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}