{"id":63014,"date":"2010-07-24T00:00:00","date_gmt":"2010-07-24T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2010\/07\/24\/ronchi-e-tremonti-contro-i-referendum-per-lacqua-pubblica\/"},"modified":"2010-07-24T00:00:00","modified_gmt":"2010-07-24T00:00:00","slug":"ronchi-e-tremonti-contro-i-referendum-per-lacqua-pubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2010\/07\/24\/ronchi-e-tremonti-contro-i-referendum-per-lacqua-pubblica\/","title":{"rendered":"Ronchi e Tremonti contro i referendum per l&#8217;acqua pubblica"},"content":{"rendered":"<p>Dopo il successo straordinario nella raccolta delle adesioni il movimento referendario &egrave; in una posizione di forza per rispondere.<br \/>\n<br \/>Nessuna concessione alla logica dell&#8217;avversario. La battaglia dell&#8217;acqua &egrave; una grande occasione per una battaglia culturale per la coscienza della gente<\/p>\n<p>Il governo non si ferma. Approva il regolamento per la privatizzazione dei servizi pubblici locali (servizi idrici compresi) che fissa i modi di applicazione del famigerato decreto Ronchi. E non perde l&#8217;occasione per attaccare frontalmente i referendum per l&#8217;acqua pubblica accusando i promotori di falso. Se ne sono incaricati i ministri Ronchi e Tremonti.<br \/>\n<br \/>Dunque, a pochi giorni dal deposito delle firme, la campagna contro i referendum &egrave; aperta.<\/p>\n<p>Bene, che se ne parli, molto meglio della congiura del silenzio, del resto ormai impossibile.<br \/>\n<br \/>Sta a noi raccogliere la sfida e saper rispondere punto per punto, con argomenti basati sui fatti. I fatti, non l&#8217;ideologia, sono tutti con chiarezza dalla parte di chi difende l&#8217;acqua pubblica.<br \/>\n<br \/>Proprio questo, d&#8217;altra parte, cerchiamo di fare sul blog &#8220;red&amp;green&#8221; (http:\/\/tbagarolo.blogspot.com) da quando &egrave; stato aperto, poco meno di dodici mesi fa: far comprendere le ragioni dell&#8217;acqua pubblica raccogliendo sistematicamente i fatti che smentiscono la sicumera liberista e argomentando, a partire dall&#8217;esperienza, le ragioni di un altro approccio.<\/p>\n<p>I fatti, certo.<br \/>\n<br \/>Ma senza dimenticare di far capire la logica che ci sta dietro. Che non ha solo a che vedere con il malcostume e l&#8217;avidit&agrave; umana (anche con questi, naturalmente&#8230;). Ha a che fare soprattutto con ben precisi interessi economici e con il sistema di cui questi sono l&#8217;espressione, ossia con il sistema del capitale.<\/p>\n<p>Dunque rispondere argomentando in concreto a partire dai fatti, ma senza cedere un millimetro all&#8217;imperante retorica che vorrebbe, se non nel caso dell&#8217;acqua, almeno in generale, la superiorit&agrave; del privato sul pubblico, il diritto del privato di occuparsi di tutto, salvo qualche eccezione&#8230;<br \/>\n<br \/>Accettare questa retorica (come in qualche risposta difensiva di questi giorni: &#8220;non siamo contro i privati ma l&#8217;acqua &egrave; un&#8217;altra cosa&#8230;&#8221;) significa concedere in partenza all&#8217;avversario un punto (e non da poco) a suo favore: se si ammette in generale la preferenza per il privato, perch&eacute; allora &#8220;escludere i privati&#8221; dall&#8217;acqua e non lasciare aperta la porta alla possibilit&agrave; di scegliere caso per caso?<\/p>\n<p>Proprio no.<br \/>\n<br \/>Dovremmo argomentare, invece, che in un societ&agrave; civile degna di questo nome dovrebbe valere semmai il principio opposto. Dovrebbe valere il principio che in tutti gli ambiti che riguardano i beni comuni e i diritti, la vita e il futuro di tutti (di cui la questione dell&#8217;acqua &egrave; solo il simbolo) tutti dovrebbero controllare e decidere, la forma della gestione pubblica dovrebbe essere la regola, la gestione privata dovrebbe essere residuale e permessa solo negli ambiti in cui non sono in gioco i diritti fondamentali e\/o rilevanti interessi sociali.<br \/>\n<br \/>Oltre all&#8217;acqua, non mancano certo esempi di ambiti in cui la logica della mercificazione e del profitto produce disastri e occorre rivendicare una (un&#8217;altra) gestione pubblica: la sanit&agrave;, l&#8217;istruzione, l&#8217;abitare, il territorio urbano, l&#8217;ambiente, la sicurezza sociale, i rifiuti, l&#8217;energia, le reti di comunicazione, il risparmio e il credito&#8230;<\/p>\n<p>Ma oggi &egrave; possibile andare anche oltre: &egrave; accettabile che il gestore di uno dei gruppi industriali pi&ugrave; importanti del paese, da sempre privato e da sempre foraggiato dai soldi pubblici, decida dei diritti e della sorte di migliaia di operai e delle loro famiglie, in base alle convenienze degli azionisti privati, in base agli indici di Borsa? Non sarebbe il caso di rivendicare la nazionalizzazione, il controllo dei lavoratori, e magari un piano di riconversione del settore alle nuove tecnologie energetiche e ai mezzi per la mobilit&agrave; sostenibile?<\/p>\n<p>Dai singoli casi al generale. Non &egrave; forse il caso di cominciare a chiedere conto della pi&ugrave; grave crisi economica dagli anni trenta del XX secolo? Per colpa di chi si chiedono lacrime e sangue per ripianare le voragini aperte nei conti pubblici dal salvataggio statale dei banchieri privati? Chi porta la responsabilit&agrave; della bancarotta finanziaria, se non gestori privati irresponsabili e strapagati, tutti comunque ancora al loro posto? Chi ha permesso e permette le truffe finanziarie e le evasioni fiscali per miliardi di cui sono piene le cronache degli ultimi anni? Non &egrave; la logica della gestione privata che ha guidato la BP a minacciare di licenziamento gli operai che mettevano in guardia contro i rischi di incidente nel Golfo del Messico?<br \/>\n<br \/>E si potrebbe continuare. Ma ogni tanto &egrave; utile sintetizzare tutto questo in alcune domande &#8220;ideologiche&#8221;: qual &egrave; l&#8217;economia che ha distrutto milioni di posti di lavoro e la vita di milioni di famiglie, perch&eacute; ha prodotto merci in eccesso che nessuno vuole, mentre restano insoddisfatti i bisogni essenziali di centinaia di milioni di famiglie? Qual &egrave; il sistema economico che ha portato il mondo sull&#8217;orlo di questa catastrofe?<\/p>\n<p>Credo che siano domande perfettamente legittime nel momento in cui si va a discutere di gestione pubblica e gestione privata e i nostri avversari, fuggendo dal terreno dei fatti, che frana sotto i loro piedi, la &#8220;buttano in ideologia&#8221;. Mai come oggi anche questo terreno &egrave; precario e friabile sotto i loro piedi. Siamo dentro la pi&ugrave; grave crisi capitalistica da ottant&#8217;anni a questa parte, tutti i giorni centinaia di migliaia di persone sono alle prese con i problemi creati dal sistema della propriet&agrave; privata e del profitto. Molti cominciano a farsi domande e le vecchie risposte che per vent&#8217;anni hanno spiegato che tutto andava per il meglio nel migliore dei mondi possibili (salvo qualche problema residuo creato da alcuni retrogradi statalisti&#8230;) hanno perso molta della loro capacit&agrave; di convincimento.<br \/>\n<br \/>Credo che sia giunto il tempo in cui al ministro Tremonti non debba pi&ugrave; essere consentito di fare tranquillamente l&#8217;antiliberista arrabbiato con i banchieri alla domenica e di continuare a lavorare per loro tutti gli altri santi giorni della settimana!<\/p>\n<p>In altre parole: la battaglia dell&#8217;acqua sar&agrave; vinta se non arretreremo. La battaglia dell&#8217;acqua ci fornisce un terreno favorevole per contrattaccare anche su questioni quali la visione del mondo, della societ&agrave;, dell&#8217;economia. La battaglia dell&#8217;acqua &egrave; anche una battaglia culturale per le coscienze della gente. La battaglia dell&#8217;acqua pu&ograve; diventare lo strumento per un&#8217;inversione di tendenza, per una controffensiva che rimetta in modo concreto i temi di fondo di come dev&#8217;essere un&#8217;altra societ&agrave;, un&#8217;altra economia, un altro potere.<\/p>\n<p>http:\/\/tbagarolo.blogspot.com\/2010\/07\/ronchi-e-tremonti-contro-i-referendum.html<\/p>\n<p>Tiziano Bagarolo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo il successo straordinario nella raccolta delle adesioni il movimento referendario &egrave; in una posizione di forza per rispondere. Nessuna concessione alla logica dell&#8217;avversario. 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