{"id":63204,"date":"2011-01-19T00:00:00","date_gmt":"2011-01-19T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2011\/01\/19\/ma-il-padrone-e-scaltro\/"},"modified":"2011-01-19T00:00:00","modified_gmt":"2011-01-19T00:00:00","slug":"ma-il-padrone-e-scaltro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2011\/01\/19\/ma-il-padrone-e-scaltro\/","title":{"rendered":"MA IL PADRONE E&#8217; SCALTRO."},"content":{"rendered":"<p>Alla fine del 1700 il mondo come lo conosciamo oggi era ormai del tutto venuto alla luce. In Europa risiedevano le grandi Potenze mondiali e molte di esse detenevano possedimenti coloniali sparsi in tutto il pianeta. Fu cos&igrave; che si inziarono a tirare due somme sulla ricchezza globale ed emerse che in Europa, il reddito pro capite dell&#8217;occidente europeo superava del 30% circa quello di India, Cina ed Africa. Gi&agrave; nel 1870, solo cento anni dopo e a rivoluzione industriale in pieno sviluppo, quello stesso reddito europeo era diventato undici volte superiore a quello dei paesi pi&ugrave; poveri. nel 1995, il rapporto era di 50 a 1. L&#8217;economista francese Daniel Cohen, osservava come la diseguaglianza economica fra le nazioni era maturata sostanzialmente in appena due secoli e proprio in concomitanza con la nascita della rivoluzione industriale.<br \/>\n<br \/>Era in pieno vigore il dualismo tra capitale e lavoro e l&#8217;abbraccio mortale si &egrave; fatto pi&ugrave; stretto con il passare dei decenni.<br \/>\n<br \/>Ci&ograve; che sembrava un connubio conflittuale, il lavoro elemento insostituibile al capitale e viceversa, consentendo tuttavia le ragioni di una lotta, assume sempre pi&ugrave; i connotati di una vittoria del secondo sul primo.<br \/>\n<br \/>Henry Ford, agli inizi del &#8216;900, raddoppi&ograve; dall&#8217;oggi al domani gli stipendi dei suoi operai. Si disse che il vecchio Henry propose questa mossa per consentire ai suoi uomini di potersi comprare le macchine che essi stessi producevano. Una barzelletta, neanche divertente. Basterebbe osservare i dati per rendersi conto che la quota di operai in grado di acquistare una Ford &#8220;T&#8221; in quegli anni era pressoch&eacute; nulla. In realt&agrave;, come lo stesso Ford ebbe a dire, egli aveva iniziato ad investire sulla sua forza lavoro in termini di addestramento e formazione e non voleva che uno sforzo cos&igrave; costoso potesse venir meno. Decise quindi di fidelizzare il pi&ugrave; possibile gli operai, impedendo che essi scegliessero altri distretti industriali pi&ugrave; appetibili. Tutto qui. ROI, si dice in gergo, Return Of Investment.<br \/>\n<br \/>Il Padrone non fa niente per niente. Il Padrone &egrave; scaltro.<br \/>\n<br \/>Gli operai di tutto il mondo si sono cimentati in gesti umani, come i contratti di solidariet&agrave;, o le vecchie collette messe in piedi per tutelare un compagno sanzionato o licenziato, o ancora la mobilitazione a tutela dei diritti di tutti, con relativa perdita di parte del salario. Non ci risulta qualcosa del genere sul versante padronale. La sola forma di intesa tra capitalisti che si conosca &egrave; il cartello delle grandi imprese di un determinato settore, compiuta al fine di non far scendere i prezzi al di sotto di una certa soglia. Il tutto, ovviamente, a scapito dei lavoratori che, smessi i panni dell&#8217;operaio, vestono quelli del consumatore.<br \/>\n<br \/>E la forbice della disuguaglianza sociale ed economica continua a crescere. Per sopperire alle difficolt&agrave; delle imprese e degli impresari, si &egrave; arrivati ad aberrazioni come la Legge 30; una &#8220;tana libera tutti&#8221; che ha dato sfogo agli istinti pi&ugrave; biechi e nefandi del genere umano al quale tutto &egrave; consentito. Arrivare all&#8217;ultima legge sul &#8220;concordato lavoro&#8221; &egrave; stato il logico finale di una china che vede il Capitale annientare il lavoro e soprattutto dividerlo al suo interno. La scissione dell&#8217;uomo dal lavoro, grazie ad un&#8217;intercambiabilit&agrave; smisurata e all&#8217;assenza di regole, sta decretando la fine dell&#8217;ultimo round. Non pu&ograve; meravigliare, almeno a me non meraviglia certo, le dichiarazioni di un Fassino, di un Chiamparino o di un Bersani,tutte candidamente schierate con le logiche di iMarchionne.<br \/>\n<br \/>Si concede come assunto di partenza che il mondo industrializzato va cos&igrave; e che queste sono le regole, e allora tanto vale fare meno rumore e mettersi in fila con i polacchi, i serbi e i brasiliani.<br \/>\n<br \/>La disuguaglianza economica &egrave; in splendida forma anche in Italia e non ci serviva l&#8217;Istat o la Banca d&#8217;Italia per confermarlo.<br \/>\n<br \/>Il cammino &egrave; quello e la fine non &egrave; poi cos&igrave; lontana.<br \/>\n<br \/>Come fare per invertire la rotta? Quale movimento politico pu&ograve; rappresentarmi in Parlamento?<br \/>\n<br \/>Voto e sostengo il Partito Comunista dei Lavoratori, ma pongo una questione di merito e la pongo a tutti i simpatizzanti e gli iscritti: &egrave; sufficiente per cambiare lo stato attuale delle cose?<br \/>\n<br \/>La mia non &egrave; una domanda provocatoria per andare a parare da qualche altra parte; la mia &egrave; proprio una domanda fine a se stessa, poich&eacute; &egrave; ormai chiaro che di fronte abbiamo un Capitale che &egrave; in piena osmosi con il potere legislativo e con quello esecutivo.<br \/>\n<br \/>Sto giocando a carte con un baro che ha l&#8217;impudicizia di ridermi in faccia mentre si infila gli assi nella manica.<br \/>\n<br \/>O smetto di giocare o gli rovescio il tavolo addosso.<br \/>\n<br \/>Con affetto.<\/p>\n<p>Un compagno.<\/p>\n<p>Andrea Boni<\/p>\n<p>Andrea Boni<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla fine del 1700 il mondo come lo conosciamo oggi era ormai del tutto venuto alla luce. 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