{"id":63211,"date":"2011-01-25T00:00:00","date_gmt":"2011-01-25T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2011\/01\/25\/commento-di-marco-ferrandoclasse-contro-classe-sinistre-alla-prova\/"},"modified":"2011-01-25T00:00:00","modified_gmt":"2011-01-25T00:00:00","slug":"commento-di-marco-ferrandoclasse-contro-classe-sinistre-alla-prova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2011\/01\/25\/commento-di-marco-ferrandoclasse-contro-classe-sinistre-alla-prova\/","title":{"rendered":"COMMENTO di Marco Ferrando\n<br>CLASSE CONTRO CLASSE, SINISTRE ALLA PROVA"},"content":{"rendered":"<p>O emerge la forza del lavoro, o vince la forza del padrone. Il secondo congresso nazionale del Pcl ha tradotto in questi termini semplici lo snodo della situazione italiana. La Fiat dirige l&#8217;attacco finale ai diritti sindacali. Prima a Pomigliano, poi a Mirafiori, l&#8217;obiettivo &egrave; realizzare in Italia quello che l&#8217;industria automobilistica Usa ha imposto ai propri operai: contratti individuali, controllo totale del lavoro, abbattimento della presenza sindacale nelle fabbriche. Anche i metodi sono gli stessi, a partire dai referendum ricatto. Medesimi sono infine gli alleati: tutti i governi del capitale e tutti i partiti della borghesia, siano essi &#8220;repubblicani&#8221; o &#8220;democratici&#8221;, &#8220;reazionari&#8221; o &#8220;liberali&#8221;. Ha ragione Landini: &laquo;&Egrave; uno scontro epocale&raquo;.<br \/>\n<br \/>Questa operazione, apparentemente vincente, ha un solo difetto: non pu&ograve; ingannare gli operai. Pu&ograve; ricattarli e persino piegarli in un primo momento. Ma non pu&ograve; conquistare la loro mente. Nessun operaio alla catena di montaggio potr&agrave; mai vedere il &#8220;progresso&#8221; nella riduzione delle pause, o nell&#8217;impossibilit&agrave; di scegliere la propria rappresentanza sindacale. I padroni possono vincere, ma non convincere le proprie vittime. La rabbia dei lavoratori &egrave; dunque destinata a crescere. Ma tutto dipende dalla sua trasformazione in ribellione, coscienza, organizzazione. E questo &egrave; un passaggio molto complesso.<br \/>\n<br \/>La Fiom ha svolto e svolge un ruolo prezioso respingendo il ricatto della Fiat e le stesse pressioni della maggioranza Cgil. Il suo no ha incoraggiato ampi settori di lavoratori, ha mutato il volto sociale dell&#8217;opposizione, ha favorito l&#8217;irruzione di una nuova generazione di studenti. Per questa stessa ragione la Fiom merita il sostegno di tutta la sinistra di classe, senza defezioni. Ma il no della Fiom a Marchionne non modifica di per s&eacute; il rapporto di forza con la Fiat. Questo &egrave; il punto.<br \/>\n<br \/>Lo sciopero generale dei metalmeccanici del 28 gennaio &egrave; un fatto molto importante, ancor pi&ugrave; se fosse preceduto da un&#8217;affermazione &#8220;politica&#8221; del no a Mirafiori, per cui tutti ci battiamo in queste ore. Ma il problema non &egrave; semplicemente mostrare la forza della propria rappresentanza sindacale. &Egrave; investire questa forza sino in fondo per piegare materialmente il padronato. A questo fine &egrave; necessaria una svolta unitaria e radicale di tutte le sinistre sindacali e politiche, che punti apertamente a vincere: opponendo alla forza della Fiat una forza uguale e contraria. Questa &egrave; la necessit&agrave; del momento: intraprendere un&#8217;azione di massa generalizzata e prolungata, a partire dal 28 gennaio; bloccare lo straordinario in tutta Italia; preparare l&#8217;occupazione di tutte le aziende che licenziano o violano i diritti sindacali; coordinare nazionalmente le aziende occupate; costituire una cassa nazionale di resistenza a sostegno della lotta; rivendicare apertamente la nazionalizzazione della Fiat e di tutte le aziende in crisi, senza indennizzo e sotto il controllo dei lavoratori. E al tempo stesso far leva su questo scontro alla Fiat e nelle aziende in lotta per estendere il fronte della mobilitazione sociale all&#8217;intero mondo del lavoro, pubblico e privato.<br \/>\n<br \/>Una simile svolta non &egrave; affatto semplice. Deve rimontare il peso delle sconfitte subite, di tante delusioni, di tanto scetticismo. Ma le forme di lotta, purtroppo, non si possono &#8220;scegliere&#8221; a piacimento. E oggi un livello di scontro storicamente nuovo richiama la necessit&agrave; di nuove forme di lotta. Se la Fiat torna agli anni&#8217;20, possono farlo anche gli operai. Se la Fiat mira a distruggere la presenza sindacale con l&#8217;arma antica del ricatto e della &#8220;serrata&#8221; &#8211; come fece nel &#8217;20 &#8211; i lavoratori possono rispondere come fecero allora: con l&#8217;occupazione degli stabilimenti. Se la Fiat punta all&#8217;esproprio dei diritti operai, gli operai possono battersi &#8211; come allora &#8211; per l&#8217;esproprio della Fiat. L&#8217;esito della lotta, come sempre, non sarebbe scontato. Scontato sarebbe l&#8217;esito &#8211; catastrofico &#8211; di una lotta mancata.<br \/>\n<br \/>Questa svolta richiede la piena autonomia del movimento operaio, a partire dalla Cgil, dai partiti borghesi e dal centrosinistra. La rottura col Pd filo Fiat &egrave; la precondizione di una svolta di lotta. Non si pu&ograve; resistere ai padroni assieme a chi ogni giorno ricerca la loro investitura. Per questo ci appelliamo a Sel, alla Fed, a tutte le sinistre politiche, sindacali, di movimento, perch&eacute; rinuncino all&#8217;alleanza &#8220;democratica&#8221; con un partito complice di Marchionne e uniscano nell&#8217;azione le proprie forze attorno a un autonomo programma anticapitalista. Perch&eacute; non intraprendere questa strada, dopo che tutte le altre hanno fallito?<\/p>\n<p>Marco Ferrando<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>O emerge la forza del lavoro, o vince la forza del padrone. 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