{"id":63285,"date":"2011-03-28T00:00:00","date_gmt":"2011-03-28T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2011\/03\/28\/perche-aderiamo-al-pcl\/"},"modified":"2011-03-28T00:00:00","modified_gmt":"2011-03-28T00:00:00","slug":"perche-aderiamo-al-pcl","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2011\/03\/28\/perche-aderiamo-al-pcl\/","title":{"rendered":"PERCHE&#8217; ADERIAMO AL PCL"},"content":{"rendered":"<p>Documento di adesione al PCL dell&rsquo;ex sezione PDAC di Pesaro)<\/p>\n<p>Pesaro, 20\/03\/2011<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>PERCHE&#8217; ADERIAMO AL PCL<br \/>\n<br \/>(Documento di adesione al PCL dell&rsquo;ex sezione PDAC di Pesaro)<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>Nel 2006 il collettivo di Pesaro dell&#8217;Amr Progetto Comunista appoggi&ograve; il progetto di scissione che port&ograve; alla<br \/>\n<br \/>nascita di due partiti separati: il Partito di Alternativa Comunista e il Partito Comunista dei Lavoratori. Fummo<br \/>\n<br \/>tra i fondatori di Alternativa Comunista, convinti che, nello spazio politico che si apriva con la deriva del Prc, una<br \/>\n<br \/>disciplina ferrea unita a un rigido controllo sugli aderenti al partito, ci avrebbe portato a breve ad una crescita<br \/>\n<br \/>esponenziale. I fatti ci hanno smentito, conducendoci ad una profonda e dolorosa riflessione sulle nostre scelte e<br \/>\n<br \/>sui nostri errori.<br \/>\n<br \/>Nel corso degli anni il Pdac, vittima del suo stesso settarismo, ha accentuato molte deviazioni, ben al di l&agrave; delle<br \/>\n<br \/>nostre intenzioni. Per lungo tempo abbiamo condiviso posizioni sbagliate, ma abbiamo anche peccato di<br \/>\n<br \/>ingenuit&agrave;, credendo alle tante menzogne che ci venivano raccontate (sui compagni fuoriusciti, accusati delle<br \/>\n<br \/>peggiori nefandezze e di tradimento della causa proletaria; sul Pcl, definito centrista e opportunista; ecc..).<br \/>\n<br \/>Ovviamente si trattava di una posizione di comodo: &egrave; pi&ugrave; facile dar credito alle parole che avvallano le proprie<br \/>\n<br \/>scelte, piuttosto che mettersi in discussione.<br \/>\n<br \/>I dubbi per&ograve; aumentavano a tal punto da non permetterci pi&ugrave; di evitare il problema: abbiamo iniziato a<br \/>\n<br \/>discuterne tra noi e lentamente siamo arrivati a mettere in discussione molte nostre scelte del passato.<br \/>\n<br \/>Nel Pdac manca un bilancio obiettivo della situazione del partito. Negli anni non solo non &egrave; cresciuto, ma ha<br \/>\n<br \/>sistematicamente perso numerosi compagni e importanti quadri dirigenti, senza riuscire a costruire nuove<br \/>\n<br \/>sezioni importanti. La linea &egrave; sempre rimasta immutata nel tempo: il Pdac &egrave; l&#8217;unico soggetto in grado di crescere,<br \/>\n<br \/>l&#8217;ascesa della lotta di classe lo porter&agrave; ad un aumento improvviso ed esponenziale in quanto &egrave; l&#8217;unico partito<br \/>\n<br \/>costruito sulle giuste basi.<br \/>\n<br \/>Questa linea non ci trova d&#8217;accordo per diversi motivi. Se il Pdac fosse realmente costruito sulle basi del<br \/>\n<br \/>leninismo conseguente dovrebbe essere in grado di analizzare la realt&agrave; che lo circonda e intervenire in essa, ma<br \/>\n<br \/>cos&igrave; non &egrave;.<br \/>\n<br \/>La costruzione del partito &egrave; certo il risultato del lavoro dei suoi militanti, ma, essendo marxisti, sappiamo che<br \/>\n<br \/>agiamo entro condizioni che non siamo noi a decidere. Se &egrave; vero che la crisi mondiale (e soprattutto le misure<br \/>\n<br \/>che i vari governi hanno adottato per affrontarla) ha scatenato una lunga scia di mobilitazioni (alcune persino<br \/>\n<br \/>rivoluzionarie), se &egrave; vero che anche nel nostro Paese ci sono state occasioni di forte ascesa della lotta<br \/>\n<br \/>(nonostante il ruolo nefasto giocato dalle burocrazie sindacali), &egrave; anche vero che ad oggi non si &egrave; invertita ancora<br \/>\n<br \/>la tendenza dell&#8217;ultimo periodo storico che vede una difficolt&agrave; generale di crescita e reclutamento per i partiti<br \/>\n<br \/>della sinistra.<br \/>\n<br \/>In Italia, anche nelle mobilitazioni pi&ugrave; avanzate (quelle degli studenti, ad esempio), prevale un forte<br \/>\n<br \/>antipartitismo. Tra gli operai prevale la sfiducia verso i partiti, derivata da anni di tradimenti e di sconfitte. E&#8217;<br \/>\n<br \/>vero che anche un piccolo gruppo pu&ograve; crescere a seguito di un&#8217;ondata di lotte, se dotato di una giusta<br \/>\n<br \/>organizzazione, di un giusto programma e della capacit&agrave; di intervenire nella lotta di classe con le parole d&#8217;ordine<br \/>\n<br \/>adatte, utilizzando il metodo transitorio, ma neanche l&#8217;ascesa della lotta di classe garantisce una crescita<br \/>\n<br \/>&ldquo;meccanica&rdquo;.<br \/>\n<br \/>L&#8217;esperienza storica dimostra, inoltre, che limitarsi a proclamare la &ldquo;linea giusta&rdquo; non &egrave; sufficiente, occorre<br \/>\n<br \/>entrare in contatto con i compagni per riuscire a convincerli tramite un lavoro lungo e paziente, che passa<br \/>\n<br \/>attraverso il dibattito e la formazione politica. E&#8217; necessario un duro lavoro di radicamento nella classe, in cui &egrave; di<br \/>\n<br \/>fondamentale importanza saper essere l&#8217;avanguardia pi&ugrave; risoluta, ma senza perdere di vista il contatto con essa,<br \/>\n<br \/>lanciando le parole d&#8217;ordine adatte alla fase, rifuggendo ogni forma di settarismo.<br \/>\n<br \/>Abbiamo avanzato nel Pdac nuove proposte, che ci permettessero di uscire dalla gabbia del settarismo nella<br \/>\n<br \/>quale ci eravamo rinchiusi, prima fra tutte la proposta di fronte unico da avanzare alle altre forze del movimento<br \/>\n<br \/>operaio.<br \/>\n<br \/>Il Pdac ha sempre rifiutato questo approccio, limitandosi alla denuncia di presunto centrismo o riformismo delle<br \/>\n<br \/>altre organizzazioni, senza voler entrare in contatto in alcun modo con i militanti delle altre forze, ponendosi di<br \/>\n<br \/>fatto al di fuori del movimento reale.<br \/>\n<br \/>Non possiamo neanche affermare che ci sia stato un reale dibattito su queste questioni: al primo tentativo di<br \/>\n<br \/>proposta alternativa ci siamo ritrovati nell&#8217;impossibilit&agrave; di argomentare serenamente le nostre posizioni, le<br \/>\n<br \/>modalit&agrave; di confronto interno del Pdac nulla hanno a che fare con il leninismo e il centralismo democratico.<br \/>\n<br \/>Diverso &egrave; il nostro giudizio sulla Lega Internazionale dei Lavoratori, di cui il Pdac &egrave; sezione. Riteniamo la pratica<br \/>\n<br \/>e la politica della Lit molto distanti da quelle della sua sezione italiana, e crediamo che pi&ugrave; in generale il<br \/>\n<br \/>movimento trotskista mondiale sia oggi eccessivamente frammentato. Le divergenze di alcune organizzazioni<br \/>\n<br \/>(pensiamo al Crqi, alla Lit, alla Ft-CI) potrebbero coesistere all&#8217;interno di una unica organizzazione<br \/>\n<br \/>internazionale regolata secondo il principio del centralismo democratico. Ci auguriamo che all&#8217;interno del Pcl e<br \/>\n<br \/>del Crqi troveremo spazio per proseguire la battaglia per l&#8217;unit&agrave; dei trotskisti conseguenti nel mondo. Siamo<br \/>\n<br \/>consapevoli che non &egrave; un obiettivo semplice, n&egrave; di immediata realizzazione, che dipender&agrave; in buona parte dal<br \/>\n<br \/>corso della lotta di classe a livello mondiale, ma siamo anche convinti che un impegno in questo senso non sia pi&ugrave;<br \/>\n<br \/>rinviabile.<br \/>\n<br \/>Il giudizio che col tempo abbiamo maturato verso il Pcl ha assunto un ruolo decisivo nella nostra rottura con il<br \/>\n<br \/>Pdac.<br \/>\n<br \/>Siamo ormai consapevoli che la scissione del 2006 sia stato un grave errore politico, che ha arrecato un forte<br \/>\n<br \/>danno al radicamento del marxismo rivoluzionario in Italia, disperdendo anni di duro lavoro proprio alla vigilia<br \/>\n<br \/>della costruzione del partito indipendente.<br \/>\n<br \/>All&#8217;epoca fummo convinti di quella scelta, che oggi riteniamo sbagliata, e su questo terreno non cerchiamo scuse.<br \/>\n<br \/>Prendiamo atto che nel corso degli anni la presunta deriva opportunista del Pcl, sempre predetta dal Pdac, non &egrave;<br \/>\n<br \/>mai avvenuta e che anzi il Pcl, lungi dall&#8217;essere un partito centrista, &egrave; un partito marxista rivoluzionario.<br \/>\n<br \/>Da diverso tempo osserviamo l&#8217;operato del Pcl e abbiamo letto con grande interesse i documenti del secondo<br \/>\n<br \/>congresso, giungendo alla conclusione di avere una completa identit&agrave; di vedute su tutte le questioni<br \/>\n<br \/>fondamentali: condividiamo a pieno i quattro requisiti per l&#8217;adesione, il programma e la prassi. Crediamo che<br \/>\n<br \/>l&#8217;approccio del Pcl sia quello corretto, in grado di evitare una chiusura settaria e al tempo stesso di correggere<br \/>\n<br \/>eventuali errori di linea, che anche i pi&ugrave; bravi compagni possono compiere, ma anche di garantire la crescita dei<br \/>\n<br \/>militanti nel libero confronto, pur mantenendo la massima tensione unitaria nell&#8217;azione.<br \/>\n<br \/>Oggi, che chiediamo di diventare militanti del Partito Comunista dei Lavoratori, siamo lieti di condividere con i<br \/>\n<br \/>compagni i motivi che ci hanno spinto a cambiare le nostre posizioni e a prendere atto dei nostri errori.<br \/>\n<br \/>E&#8217; con questo spirito che aderiamo al Partito Comunista dei Lavoratori.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>F.to<\/p>\n<p>Enrica Franco<br \/>\n<br \/>Giovanni Lemma<br \/>\n<br \/>Davide Margiotta<br \/>\n<br \/>Mila Masini<br \/>\n<br \/>Eleonora Palma<\/p>\n<p>PC Lavoratori Pesaro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Documento di adesione al PCL dell&rsquo;ex sezione PDAC di Pesaro) Pesaro, 20\/03\/2011 &nbsp; PERCHE&#8217; ADERIAMO AL PCL (Documento di adesione al PCL dell&rsquo;ex sezione PDAC&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[],"class_list":["post-63285","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-dalle-sezioni-del-pcl","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63285","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=63285"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63285\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=63285"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=63285"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=63285"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}