{"id":63430,"date":"2011-07-06T00:00:00","date_gmt":"2011-07-06T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2011\/07\/06\/potere-e-forza-di-coercizione-lo-svelamento\/"},"modified":"2011-07-06T00:00:00","modified_gmt":"2011-07-06T00:00:00","slug":"potere-e-forza-di-coercizione-lo-svelamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2011\/07\/06\/potere-e-forza-di-coercizione-lo-svelamento\/","title":{"rendered":"Potere e Forza di coercizione, lo svelamento."},"content":{"rendered":"<p>Potere, forza di coercizione, cosa devono fare gli operai e i proletari  per contrastare il potere del capitale sorretto dalla repressione.<\/p>\n<p>Compagni, avevo contattato la sezione di mestre, ma per ragioni famigliari ho dovuto rallentare la mia partecipazione alle iniziative del partito. Nel frattempo ho buttato gi&ugrave; questo piccolo testo sottoponendolo alla vostra attenzione e critica. Una tematica che risale alla Comune di Parigi sempre presente nelle nostre lotte.  Non mi resta che salutarvi. Hasta la vittoria.<\/p>\n<p>Potere e Forza di coercizione, lo svelamento.<\/p>\n<p>La maggior parte dei teorici dello Stato affermano che &egrave; il Potere il fondamento del Diritto. Dopo aver sostenuto questo, pi&ugrave; che appassionarci alla formazione del Diritto come insieme di norme per regolare la vita delle persone, tralasciando dal dover ripercorrere l&#8217;evoluzione storica di questo concetto; la nostra attenzione &egrave; maggiormente interessata a capire oggi che cos&#8217;&egrave; il Potere in s&eacute;. Vediamo allora in termini generali qual&#8217;&egrave; la sua natura, pur sapendo quanto sia sfuggente una  esaustiva definizione. In generale possiamo semplicemente affermare che il Potere in s&eacute; &egrave; la facolt&agrave;-esercizio del Comando. Cosa significa questo. Esso per essere tale, deve avere la capacit&agrave; di imporre la Volont&agrave;-Comando da parte di chi lo detiene, al fine di modificare la realt&agrave; determinando e creando fatti e effetti sociali. Perci&ograve; il Potere come Comando si impone sull&#8217;esistente, per essere applicato ed eseguito nella sua articolazione pratica. Arrivati a questo punto, &egrave; d&#8217;obbligo chiederci chi concretamente detiene questa facolt&agrave; di creare azioni. Sostanzialmente ci troviamo di fronte a due ambiti d&#8217;imposizione diversi, ma aventi lo stesso fine. Uno attiene alla sfera privata la quale &egrave; determinata dalla condizione sociale e quindi possiamo indicarlo come il portato di un Potere economico; l&#8217;altro invece, attiene alla sfera pubblica ma determinata da una legittimazione politica, e perci&ograve; essenzialmente come un Potere politico- ideologico. Ci troviamo cos&igrave; di fronte a due forme di Potere intrinsecamente legate fra di loro che sono: il Potere economico privato e il Potere pubblico. Pur nell&#8217;apparente identit&agrave; degli effetti nella loro separazione di azione in ambiti diversi di queste due forme di autorit&agrave;, una maggiore pericolosit&agrave; in virt&ugrave; della sua stessa natura, la possiamo riconoscere a quella privata, in quanto essa possiede la capacit&agrave; di condizionare quella pubblica nel corso della sua formazione.  Effettivamente tutto questo avviene in ogni ambito sociale in cui la legittimazione politica del Potere pubblico si oggettivizza attraverso il consenso dei cittadini. Essi delegano la loro Volont&agrave;-Comando privato a dei rappresentanti politici, permettendo la formazione e gestione  di un Comando pubblico delegato. Individuato cos&igrave; l&#8217;esistenza di una divisione del Potere dal punto di vista astratto, nel concreto, i due, essendo intrinsecamente legati, viene spontaneo e logico affermare che uno non pu&ograve; fare a meno dell&#8217;altro. Quindi si pu&ograve; sostenere; se il Potere privato pu&ograve; essere delegato, significa che esso appartiene indistintamente a tutti gli individui. In un determinato contesto storico essi delegando concretamente il proprio Potere privato a dei rappresentanti sociali presenti in quella situazione reale, ognuno di questi viene investito da una particolare quantit&agrave; di Comando, e nel caso specifico, esso si trasforma esclusivamente in Pubblico. Bisogna tener presente che anche il Potere economico privato assume una diversa gradazione a seconda della posizione in cui si trova l&#8217;individuo all&#8217;interno della scala sociale. Tralasciamo di approfondire questi  aspetti teorici in quanto tutti i pi&ugrave; grandi filosofi si sono gi&agrave; occupati su questo terreno integrandosi a vicenda nel corso del tempo. L&#8217;accettabilit&agrave; delle loro ipotesi teoriche sulla formazione del Potere e del Diritto, sono diventate ormai patrimonio universale.<br \/>\n<br \/>Dopo aver definito la tesi generale sul Potere, con ulteriore passo, veniamo a conoscenza che chi lo possiede nella sua manifestazione concreta, sa di poterlo esercitare in virt&ugrave; di una prodigiosa e misteriosa Forza. Ma qual&#8217;&egrave; la natura di questa &#8220;oscura&#8221; Forza. Per rispondere a questa domanda, dobbiamo accompagnarla all&#8217;aggettivo coercitivo, che completa il suo significato di limitazione della volont&agrave; di un soggetto con la sopraffazione quando viene aggredito dal comando. Comunemente significa che, chi detiene il Potere si appropria e domina per un suo obiettivo l&#8217;uso di una pura Forza di coercizione, la quale viene esercita in ogni ambito sociale. In una societ&agrave; evoluta  come quella attuale, gi&agrave; Foucault aveva svelato la subdola applicazione del Potere attraverso la Forza coercitiva, la quale viene esercitata ovunque in tutte le attivit&agrave;  sociali; come per esempio: sui corpi delle persone, sulla sessualit&agrave;, all&#8217;interno della famiglia, nella scuola, sui saperi, sulle tecniche e scienze, e soprattutto sull&#8217;informazione, ecc. (Foucault in microfisica del potere).<br \/>\n<br \/>Tuttavia in questa ricostruzione della repressione di tutte le attivit&agrave; umane da parte della Forza di coercizione, rimane escluso un dettaglio fondamentale. Finora abbiamo esaminato la natura del Potere, ora &egrave; necessario capire come esso materialmente prenda forma. &Egrave; chiaro allora, l&#8217;ordine trasmesso trova la sua applicazione da parte di quello che qui indichiamo come un  particolare soggetto. Vediamo chi sono questi presunti soggetti particolari insigniti della Forza coercitiva per essere impiegata a far rispettare il Comando che proviene da chi detiene il Potere. Anche in questo caso il suo trasferimento apparentemente astratto avviene tramite una delega. Cio&egrave; il Potere concede alla Forza coercitiva il mandato di  eseguire in suo nome l&#8217;ordine da far rispettare. Potrebbe sembrare allora paradossale, il grande Potere avendo tra le mani il destino dell&#8217;uomo, eppure si affida all&#8217;azione particolare di un singolare individuo. Questa magica trasmutazione del Potere in Forza coercitiva avviene nell&#8217;istante in cui, una umile divisa trasfigura il pi&ugrave; debole e umile essere umano in una persona sovrumana dotandola di una potenza soprannaturale. Noi crediamo che proprio su questa potenza soprannaturale si fondi lo Stato. Lo Stato ente astratto-concreto sussume entro s&eacute; l&#8217;intera potenza soprannaturale, e diventa l&#8217;arbitro di tutte le  applicazione del Comando. Come si vede, l&#8217;esecuzione del Comando &egrave; praticato da questa Forza di coercizione concreta, anche se rimane irreale la sua investitura. Questo ci fa capire quanto sia fragile in s&eacute; chi detiene il Potere. Bisogna sempre tener presente che chi lo detiene, &egrave; solo una persona in carne ed ossa e in quanto tale per la sua debole ed effimera esistenza, pu&ograve; essere spazzata via in qualsiasi momento. Non per niente Mao tse tung  affermava che il Potere sta nella canna del fucile. Perci&ograve; il Potere non nasce dall&#8217;individuo come atto di forza personale che gli permette di impadronirsi della volont&agrave; della comunit&agrave; in cui vive, come aveva supposto  Hegel; bens&igrave; esso nasce dall&#8217;umile uomo il quale rinunciando alla sua dignit&agrave; di persona mediante un atto di libera sottomissione, accetta di diventare un servitore, e quindi di servire e ubbidire al Potere del nuovo padrone per far rispettare il suo Comando. Questo &egrave; il passaggio fondamentale; accondiscendere alla libera sottomissione. Senza questo atto-condizione non si verificherebbe la formazione del Potere. Basta immaginare una situazione primitiva, in cui lo scontro potrebbe avvenire tra uno e uno, tra uno e due,  tra uno e tre, tra uno e quattro, tra uno e cinque individui, finch&eacute; il dominio dell&#8217;uno non soccombe. Una ulteriore visione si presenta alla nostra attenzione, per cui La libera sottomissione, un consenso senza coercizione, &egrave; la base fondante su cui si legittima il Potere. Questo ci porta a sostenere che l&#8217;esistenza della Forza di coercizione &egrave; possibile semplicemente chiamarla  Forza di polizia, e diventa la causa del formarsi delle classi sociali, in quanto ne garantisce la loro vita e continuit&agrave; sociale. Andando oltre possiamo affermare che la Forza di polizia, &egrave; la legittimazione della divisione in classi della societ&agrave;. Tuttavia rimane un capitolo ancora tutto da scoprire. Cio&egrave; le classi sociali non sarebbero altro che il frutto di una imposizione decisa dall&#8217;articolazione del Comando da parte di chi detiene il Potere. Ma l&#8217;aspetto pi&ugrave; sorprendente e straordinario contrariamente a quanto affermato in altre ipotesi, il compenso al servitore per il suo servizio, potrebbe rappresentare l&#8217;unit&agrave; di misura del salario sociale.<br \/>\n<br \/>Di qui la necessit&agrave; da parte dello Stato nel formare distaccamenti speciali di uomini in armi, i soli in grado di assicurare il suo regolare funzionamento e rispetto alla amministrazione pubblica da parte di tutti i cittadini, legittimandolo e nel proteggergli la sovranit&agrave; e il suo territorio.<br \/>\n<br \/>Ma questo porta con se una aporia che pu&ograve; essere superata e cio&egrave;: In una societ&agrave; fosse anche la pi&ugrave; democratica, finch&eacute; continuer&agrave; a esistere la Forza di coercizione, i cittadini non potranno mai affermare di essere uomini liberi. Per cui tutti indistintamente sono dei dominati e rimarranno tali in siffatta Societ&agrave;.<br \/>\n<br \/>Riprendendo il discorso sullo Stato da un&#8217;altra angolatura, sappiamo che Hobbes nella sua fondamentale opera &#8220;il Leviatano&#8221; attraverso un rigido dispositivo logico, aveva affermato che la sovranit&agrave; dello Stato si fonda proprio sull&#8217;uso della forza di coercizione. La legittimazione avviene mediante una forma astratta di contratto. Ogni appartenente alla comunit&agrave; dovr&agrave; volontariamente rinunciare ad una parte della sua libert&agrave; personale, ricevendo in cambio la sicurezza dei suoi beni e della sua persona. Su questa base teorica si sono cimentati i maggiori studiosi per capire che cos&#8217;&egrave; lo Stato. Hegel far&agrave; un salto mistico per giustificare la forza di coercizione affermando che lo Stato &egrave; l&#8217;ingresso di Dio nel mondo. Quindi esso viene considerato divino per giustificare la soggezione degli individui. Ma per l&#8217;esistenza e il suo funzionamento pratico indicher&agrave; la collaborazione con il potere da parte della Societ&agrave; civile, riservando un ruolo marginale  a volte ostativo alla parte della popolazione che spregiatamente indicher&agrave; come la plebe.<br \/>\n<br \/>Secondo Marx invece lo Stato non sarebbe altro che una sovrastruttura utilizzata dal capitale e i borghesi per garantire e conservare i loro profitti e ricchezze. Lo Stato diventa lo strumento di controllo per governare la lotta di classe tra il proletariato, e cio&egrave; i lavoratori, e il Capitale che detiene il controllo dei mezzi di produzione. Anche Marx assocer&agrave; il sottoproletariato alla plebe hegheliana.<br \/>\n<br \/>Uno degli ultimi teorici in ordine di tempo, Hans Kelsen affermer&agrave; che lo Stato &egrave; semplicemente l&#8217;ordinamento giuridico nel suo carattere normativo coercitivo, cio&egrave; il monopolio della forza legittima. Ritornando allo Stato, sostanzialmente riscontriamo nella sua composizione che a grandi linee sono: l&#8217;organo di potere, il ceto militare, la societ&agrave; civile, il capitalista, il proletariato, la plebe e il sottoproletariato, e la religione necessaria per legittimare la sua origine divina. Noi crediamo che per comprendere meglio la realt&agrave; storica attuale sia necessario ampliare questa costruzione individuando una diversa articolazione sociale, per cui  indichiamo in sei categorie fondamentali la formazione dello Stato moderno: Societ&agrave; servile; societ&agrave; civile; societ&agrave; imprenditoriale; societ&agrave; religiosa; societ&agrave; militare; societ&agrave; istituzionale politico amministrativa. Per maggior chiarezza vediamo questa ipotesi che qui sotto illustriamo:<br \/>\n<br \/>Che cosa intendiamo per Societ&agrave; servile: Essa &egrave; la rappresentazione negativa dell&#8217;autocoscienza dello spirito servile. Qui non si tratta solo di condizioni economiche in cui si trova una persona. Bens&igrave; ci troviamo di fronte ad una situazione articolata che investe due ambiti sociali diversi. Uno che si caratterizza per il suo basso livello di istruzione e bagaglio culturale sempre immerso in difficolt&agrave; economiche, la quale  pu&ograve; essere paragonata  alla cosi detta Plebe hegheliana o sotto proletariato marxiano; e per questo sempre disponibile a svolgere qualsiasi ruolo all&#8217;interno della collettivit&agrave; anche il pi&ugrave; indegno. Diversamente l&#8217;altra componente portatrice di un alto contenuto culturale ed economico sostanzialmente predisposta ad accettare la loro sottomissione nei confronti del Potere la cui funzione &egrave; contrassegnata dal servilismo ideologico . Con questo si attua una vera e propria alienazione della universale libert&agrave;, propria della  infinita personalit&agrave; e dignit&agrave; dell&#8217;individuo, che accettando la condizione di servo-servo si assoggetta al particolare del Potere. Sembrerebbe un atto al quale viene &#8220;costretto&#8221;; in realt&agrave; &egrave;  soltanto la sua volont&agrave; che si piega al canto della sirena nel lasciarsi andare al piacere del  servilismo. La sua visione del mondo &egrave; quella di  un conservatore reazionario che normalmente pensa di vivere l&#8217;esistente senza alcuna finalit&agrave; nei confronti del futuro, ma soltanto pensando di arricchirsi per partecipare alla mensa del signorotto di turno. Qui si possono trovare individui presenti nelle pi&ugrave; disparate attivit&agrave;. Dai giornalisti, scrittori, poeti, docenti, artisti, pseudo filosofi, scienziati, politici, magistrati ecc. Va da se riconoscere la loro pericolosit&agrave; sociale sia nei rapporti pubblici di appartenenza negli stessi ambiti di lavoro, tra loro stessi per l&#8217;egoismo e l&#8217;ambizione che gli caratterizzano; e sia per l&#8217;altra parte degli individui della comunit&agrave; che non si riconoscono nelle loro scelte di vita. Possiamo semplicemente affermare che a questo settore della societ&agrave; appartengono tutti coloro che vengono pagati dal potere direttamente o indirettamente.<br \/>\n<br \/>Veniamo ora alla Societ&agrave; civile, ovvero, la Societ&agrave; dell&#8217;autocoscienza pura dello spirito libero: Si sar&agrave; subito capito come essa sia l&#8217;esatto opposto della societ&agrave; servile. Il dato caratterizzante &egrave; la grande fiducia nel progresso umano, l&#8217;aspirazione alla giustizia, uguaglianza, libert&agrave; e pace tra gli uomini. Immersa nel grande flusso storico del pensiero umano rivolto al bene universale, e sempre dal quale scaturisce un continuo movimento di idee di sviluppo orientato verso il futuro. Una Societ&agrave; civile  piena di vitalit&agrave;, energica, intraprendente sempre pronta a contrastare la tirannia e la dittatura in una lotta ininterrotta contro ogni forma di servit&ugrave;, che si potrebbe accostare alla lotta di classe di marxiana memoria. Essa, &egrave; il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. In essa vi &egrave; la Forza per battere il Potere ingiusto e corrotto.<br \/>\n<br \/>La Societ&agrave; imprenditoriale:  Bisogna riconoscere che &egrave; una componente dinamica dello Stato.<br \/>\n<br \/>L&#8217; elemento negativo che la caratterizza &egrave; soprattutto l&#8217;egoismo e la brama del potere personale che va contro il bene della societ&agrave;.  Il Talento che sembrerebbe appartenere a questa categoria potrebbe essere utilizzato e rivolto verso il benessere di tutti, e questa stessa componente e  l&#8217;intera comunit&agrave; ne trarrebbero profitto. Purtroppo l&#8217;ambizione dei protagonisti oscura la mente e vedono l&#8217;uomo come un suo nemico e un mezzo per fare profitti. Pur di raggiungere i loro risultati sono disposti a sacrificare la vita delle persone senza preoccuparsi dal ricorrere anche alla guerra che essi stessi alimentano senza preoccuparsi se viene distrutto tutto. Questo soprattutto quando vedono minacciato il loro Potere. La mente malata, lucida al limite della follia simile a quella della criminalit&agrave;, in cui si idealizza il  negativo, che accoglie la Forza di coercizione come garanzia per mantenere i propri privilegi. In questo sistema essi rappresentano il lato peggiore della corruzione di ogni attivit&agrave; umana. E&#8217; portatrice di divisione e conflitti nella societ&agrave;. &#8220;Quasi tutti, quando si trovano nella prosperit&agrave;, anche se completamente incapaci, sono cos&igrave; gonfi di sapienza che, se ci si pone a dar loro un consiglio, ne ritengono un&#8217;offesa personale. (Machiavelli, discorsi sopra la prima deca, di Tito Livio)<br \/>\n<br \/>L&#8217;egoismo, la megalomania, l&#8217;odio, la rivalit&agrave; e intolleranza, l&#8217;ira e la violenza, l&#8217;inganno, il tradimento, la menzogna dei truffatori e imbroglioni. Questa &egrave; la caratteristica fondamentale del loro essere imprenditore capitalista. Eppure una via semplice di speranza ci sarebbe per superare questa situazione. Se pensiamo ad una ipotetica societ&agrave; primitiva dove vigeva la libert&agrave; di cacciare da parte di tutti i suoi componenti per poter continuare a vivere, dove veniva distribuito il bottino nell&#8217;uguaglianza tra tutti i membri della comunit&agrave;. Ora ci troviamo nella stessa condizione  dove &egrave; sostituita la caccia con il lavoro salariato per la produzione di merci per poter continuare a vivere, ma senza quella libert&agrave; che rendeva uguali gli uomini. In questa societ&agrave; moderna basterebbe rispettare il principio di Giustizia, solidariet&agrave; e uguaglianza per ritornare ad essere nuovamente tutti liberi.<br \/>\n<br \/>La Societ&agrave; religiosa. E&#8217; la forma pi&ugrave; sottile e subdola di condizionamento delle mente dell&#8217;uomo per la materia trattata, la spiritualit&agrave;. L&#8217;ideologia religiosa &egrave; la componente pi&ugrave; persuasiva e pervasiva che facilita il verificarsi dell&#8217;asservimento. Questo avviene attraverso un indottrinamento spirituale di accettabilit&agrave; della propria condizione di povert&agrave;. Nel Vangelo vi sono riferimenti precisi sulla salvezza del povero che verr&agrave; premiato con la promessa di un migliore futuro in un mondo spirituale. Machiavelli, (discorsi sopra la prima deca, di Tito Livio) aveva gi&agrave; individuato il percorso che porta all&#8217;asservimento e alla sottomissione. Infatti egli cos&igrave; afferma:<br \/>\n<br \/>&#8220;&#8230;Vuole che tu sia atto a patire che a fare cosa forte. Questo modo di vivere adunque pare abbia renduto il mondo debole, e datole in preda a uomini scellerati, i quali sicuramente lo possono maneggiare&#8230;.La disuguaglianza economica &egrave; una condizione della predisposizione sociale all&#8217;asservimento&#8230;&#8221;<br \/>\n<br \/>La religione &egrave; sempre servita per mantenere buoni gli uomini e ubbidienti i soldati. Lo dimostra il passato con l&#8217;intermediazione che i sacerdoti stabilivano con le divinit&agrave; per far si che le proprie truppe sostenute dalla forza divina, potessero sconfiggere i loro nemici. Inoltre, &#8220;&#8230; credono che Dio sia nemico dei sapienti ed abbia impresso i propri decreti non nella mente dell&#8217;uomo, ma nelle viscere delle bestie. Non fa dunque meraviglia se dell&#8217;antica religione non &egrave; rimasto che il culto esteriore (con cui il volgo pi&ugrave; che adorare sembra adulare Dio) e se la fede si &egrave; ridotta ormai a credulit&agrave; e pregiudizi&#8221;.(Spinoza, trattato teologico-politico).<br \/>\n<br \/>La Societ&agrave; religiosa di qualunque credo essa sia, &egrave; e sar&agrave; sempre contraria alla pace. Ancora oggi lo dimostra l&#8217;esistenza dei cappellani militari che benedicono i soldati per ottenere la vittoria sul suo nemico. L&#8217;accettazione della miseria come elemento di salvezza eterna. L&#8217;ideologia religiosa della povert&agrave; come condizione per salvare l&#8217;anima non &egrave; altro che la manifesta volont&agrave; di volere continuare il dominio dell&#8217;uomo sull&#8217;uomo. Il Vangelo esalta ancora l&#8217;uomo che ha accettato l&#8217;umiliazione e la subordinazione della sua persona allo Stato militare e religioso.<br \/>\n<br \/>Societ&agrave; militare; l&#8217;oggettivazione del servilismo.  E&#8217; la componente pi&ugrave; retriva dell&#8217;uomo. Il  sadismo viene mascherato dalla giustificazione del loro intervento nei confronti della criminalit&agrave;, in occasioni di calamit&agrave; naturali ed altri episodi riguardanti l&#8217;ambiente, i paesaggi naturali ecc. Questa componente dell&#8217;animo umano si manifesta in tutta la sua ferocia, quando scarica sugli inermi l&#8217;ordine che gli viene comandato dal Potere, di sopprimere tutti coloro che si oppongono alle ingiuste leggi. L&#8217;utilizzo della Polizia sulle questioni sociali quando esercita la sua Forza di coercizione, &egrave; un atto ingiusto dal punto di vista etico. Anche perch&eacute; le Leggi non hanno un valore assoluto, in quanto possono cambiare quando si modificano le condizioni sociali, culturali e politiche di una comunit&agrave;. Le controversie dovrebbero essere risolte nell&#8217;ambito di un coinvolgimento della Societ&agrave; civile nelle scelte politiche con l&#8217;istituzione di opportuni strumenti di partecipazione attiva democratica. La forze di Polizia dovrebbero funzionare solo come strumento di indagine rivolto a eliminare comportamenti e azioni criminali che mettono in pericolo la vita umana; e non intervenire in difesa della propriet&agrave; privata e dei privilegi personali e sociali. Di diverso avviso &egrave; il giudizio sul comportamento dei soldati che per il loro utilizzo nelle guerre pu&ograve; essere paragonato a  quello degli infami che senza piet&agrave; uccidono. Solitamente la sua componente sociale proviene dalla parte economicamente  pi&ugrave; debole della societ&agrave; per essere impiegata a svolgere questo crudele compito. Ma molto spesso ne fanno parte anche quelle componenti colte della societ&agrave; servile, che si esaltano della loro intoccabilit&agrave; e quel potere personale da esercitare sulla pelle delle persone deboli.<br \/>\n<br \/>Il famoso detto: se vuoi la pace, prepara la guerra, non &egrave; altro che un falso argomento per ingannare il popolo ad accettare la sua subordinazione al potere costituito. Esso pu&ograve; diventare la premessa per la creazione di uno Stato autoritario; e ancor peggio quello di una dittatura apparentemente democratica.<br \/>\n<br \/>La Storia non &egrave; solo come pensava Marx nelle tesi sul Materialismo storico in cui si affermava che lo sviluppo sociale &egrave; determinato dai rapporti economici tra gli uomini che corrisponde ad una certa fase di sviluppo delle loro forze produttive materiali, ma &egrave; anche la storia della creazione degli eserciti del loro sviluppo di offesa e di perfezionamento dei sistemi di coercizione. Queste osservazioni ci portano ad affermare che bisognerebbe rivedere la storia. Non pi&ugrave; generali che si divertono nelle loro strategie come si trattasse di  una partita a scacchi, dove immolare inservibili individui che hanno accettato di offrire la propria anima per un pugno di riso. Ora ci troviamo di fronte ad una ulteriore degenerazione della guerra. Il kamikaze. Non pi&ugrave; sofisticate armi di distruzione, ma la vita stessa come se si trattasse di un inutile contenitore da sacrificare assieme ad altre vite sull&#8217;altare della barbarie dove trovare un dio benevolo a benedire l&#8217;inutile sacrificio. Superbia, odio, ira, inganno, traggono origine non dalla natura ma dalla volont&agrave; perversa dell&#8217;individuo. L&#8217; imperativo categorico che dovrebbero porsi  tutti coloro che fanno parte della Forza di coercizione, &egrave; quello di chiedersi, perch&eacute; mai gli viene ordinato di rischiare la vita col farsi carico di proteggere l&#8217;altrui ricchezza privata, quando il compenso per eseguire questo compito &egrave; appena sufficiente per sopravvivere. Di fronte alla visione degli sperperi della ricchezza per un lusso sfrenato, spesse volte si manifesta e si giustifica un travaso di questa Forza verso la ricchezza criminale, dovuta proprio alla miserabile condizione di vita.<br \/>\n<br \/>Societ&agrave; istituzionale politico amministrativa. La rappresentanza che materializza il Potere. Definire questa componente dello Stato presenta  alcune difficolt&agrave;. L&#8217;affermazione di Marx: &#8220;lo Stato non &egrave; altro che il Comitato d&#8217;affari della borghesia&#8221;, seppur vera, tuttavia ci porta a sostenere che non tutti i suoi componenti si possono identificare come gli esecutori del Comando del Potere. L&#8217;unica certezza come unit&agrave; di misura la possiamo ricavare nell&#8217;individuare la provenienza sociale del rappresentante che pu&ograve; appartenere alla Societ&agrave; servile o a quella Civile. Lo Stato come strumento magico di coercizione potr&agrave; cadere solo attraverso uno scontro diretto con la forza di coercizione della Moltitudine, la sola in grado di cambiare la sua natura nel momento in cui si verificher&agrave; la sua caduta e conseguente distruzione del sistema.<br \/>\n<br \/>Siamo cos&igrave; arrivati a concludere questo percorso per affermare lo scopo finale di questa ipotesi: Dimostrare, svelando la struttura vuota dello Stato seppur sostenuto dal Potere, il Comando, la Forza di coercizione che, esso pu&ograve; essere abbattuto. La sua rovina &egrave; la sola condizione per aprire una nuova era, cos&igrave; da permettere a tutti gli uomini di essere liberi, liberando l&#8217;infinita energia creativa dell&#8217;umanit&agrave;,  riconoscendo altress&igrave; al Filosofo il ruolo di garante del cambiamento, perch&eacute; egli ama la pace e muore per la pace. La moltitudine sapiente crede in lui e nella sua guida, la Giustizia. Quindi il superamento della Forza di coercizione porter&agrave; necessariamente alla riformulazione di un nuovo patto tra i cittadini, riconoscendo a tutti indistintamente la gestione della ricchezza prodotta e la sua distribuzione egualitaria affiancata da una progettazione collettiva per il futuro.<br \/>\n<br \/>Si potrebbe concludere cos&igrave;: Marx ha svelato l&#8217;esistenza dello sfruttamento operaio e sociale da parte del capitalismo; oggi va svelato il potere che garantisce e legittima lo sfruttamento da parte del capitalismo.  Una pagina tutta da scrivere.<\/p>\n<p>armando<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Potere, forza di coercizione, cosa devono fare gli operai e i proletari per contrastare il potere del capitale sorretto dalla repressione. 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