{"id":63446,"date":"2011-07-18T00:00:00","date_gmt":"2011-07-18T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2011\/07\/18\/genova-2001-dieci-anni-che-smascherano-il-volto-della-dittatura-di-capitalisti-e-banchieri\/"},"modified":"2011-07-18T00:00:00","modified_gmt":"2011-07-18T00:00:00","slug":"genova-2001-dieci-anni-che-smascherano-il-volto-della-dittatura-di-capitalisti-e-banchieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2011\/07\/18\/genova-2001-dieci-anni-che-smascherano-il-volto-della-dittatura-di-capitalisti-e-banchieri\/","title":{"rendered":"Genova 2001: dieci anni che smascherano il volto della dittatura di capitalisti e banchieri"},"content":{"rendered":"<p>In quelle calde giornate del luglio 2001 anche noi eravamo a Genova contro l&#8217;imperialismo e il sistema capitalista.<br \/>\n<br \/>Eravamo un piccolo nucleo marxista rivoluzionario e internazionalista che, costruendosi sul granito dei principi, si ancorava saldamente al programma di transizione della IV Internazionale, e respingendo le idiozie post-fordiste rilanciava con forza lo scontro tra capitale e lavoro. Gi&agrave; da allora controcorrente, non accettavamo le fandonie dei disobbedienti, e respingevamo le illusioni dei riformisti, dei pacifisti e dei movimentisti.<br \/>\n<br \/>La stampa, quando ci citava, ci definiva trotskisti, ma le prime pagine erano in massima parte dedicate a tute bianche e no-global.<\/p>\n<p>Sono trascorsi 10 anni da allora e possiamo, senza timore di smentita, definirci quella generazione di combattenti sociali che all&#8217;alba di un nuovo secolo si &egrave; affacciata con la certezza che un &ldquo;altro mondo&rdquo; non solo era possibile ma era (e continua ad essere) necessario.<br \/>\n<br \/>&Egrave; in questo contesto, in un momento storico in cui, nello scacchiere internazionale le ragioni dell&#8217;anticapitalismo erano confermate dalle guerre, dalle migrazioni e dalle crisi cicliche del modello economico, che molti di noi hanno scoperto l&#8217;attualit&agrave; del marxismo e la necessit&agrave; del partito internazionale ed &egrave; per questo che in questi anni di militanza ed impegno politico, numerosi compagni si sono sommati a quel piccolo nucleo di trotskisti che testardamente, con coerenza e coraggio, manteneva in piedi alta la bandiera dell&#8217;alternativa di classe.<\/p>\n<p>Allora ci dissero: &ldquo;State a casa a Genova ci sar&agrave; battaglia&rdquo;, ma finimmo per accettare la sfida e partimmo ugualmente. Da quelle giornate, a differenza di altri, non abbiamo pi&ugrave; smesso di combattere.<\/p>\n<p>Mentre la stagione dei social forum andava esaurendo, fino a sparire nel volgere di pochi anni, noi lavoravamo, nei movimenti come nelle fabbriche, alla costruzione del partito della rivoluzione mondiale; e mentre le associazioni umanitarie si scandalizzavano per i soprusi da macelleria messicana perpetrati dalle forze di polizia nelle giornate di Genova (Amnesty International arriv&ograve; persino a dichiarare che si era di fronte &ldquo;Alla pi&ugrave; grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale&rdquo;) noi, senza ingenuit&agrave;, replicavamo che la dittatura di capitalisti e banchieri non era mai stata tenera con i proletari in lotta e ricordammo i manganelli democratici degli anni &#8217;50 dei Reparti celere di Scelba, i morti di Reggio Emilia, le leggi d&#8217;emergenza per archiviare gli anni &#8217;70 che hanno caratterizzato l&#8217;ignominia della storia d&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Abbiamo ricordato che pochi mesi prima (nel marzo 2001) a Napoli un governo di altro colore, ma sempre al servizio del capitale internazionale, aveva represso le proteste contro il G8 con brutalit&agrave; e violenza, quale infame preludio del sanguinario agguato di luglio. Abbiamo ricollegato la mattanza di Genova al contesto internazionale richiamando le repressioni di Seattle (1999) e G&ouml;teborg (giugno 2001).<br \/>\n<br \/>Dopo Genova furono i nostri compagni in Argentina nel giugno del 2002 a subire un analogo attacco repressivo ad Avellaneda, dove vennero uccisi Maxi Kosteki e Dario Santillan.<br \/>\n<br \/>A un anno di distanza dall&#8217;uccisione di Carlo Giuliani, mentre il capitalismo internazionale dimostrava con evidenza sempre maggiore che la repressione era una strategia unitaria noi denunciavamo sempre pi&ugrave; chiaramente che contro la risposta violenta e repressiva del capitale era (ed &egrave;) necessaria una risposta altrettanto radicale, unitaria e internazionale del proletariato.<\/p>\n<p>In questi 10 anni abbiamo assistito a riflussi, brusche svolte e persino, non ultimo, a veri e propri processi rivoluzionari (come abbiamo visto recentemente in Nord Africa).<br \/>\n<br \/>La rivoluzione &egrave; tornata a far capolino nel nuovo secolo, ma &egrave; tornato a scorrere anche il sangue pagato dai militanti rivoluzionari: a migliaia nel mondo arabo, a decine in America Latina tra cui il nostro compagno Mariano Ferreyra assassinato lo scorso anno dalla burocrazia sindacale.<\/p>\n<p>In questi 10 anni abbiamo visto gli Stati assolvere i criminali in divisa; e in Italia, i principali responsabili delle mattanze di Genova hanno persino avuto riconoscimenti e promozioni. Fini &egrave; presidente della Camera; Scajola &egrave; stato rinominato ministro del governo Berlusconi; De Gennaro, a quei tempi capo della polizia, &egrave; stato promosso a capo gabinetto del ministero dell&#8217;Interno dal governo Prodi (sostenuto dai rottami opportunisti di sinistra).<br \/>\n<br \/>L&#8217;allora vicecapo della polizia Ansoino Andreassi &egrave; stato promosso a vicedirettore dei servizi segreti del Sisde. Il capo della Digos Spartaco Mortola, che comand&ograve; la spedizione nella scuola Diaz &egrave; diventato questore.<br \/>\n<br \/>Francesco Gratteri allora capo del Sco (Servizio centrale operativo) &egrave; stato nominato a capo del dipartimento antiterrorismo (ex-Ucigos). Il braccio destro del prefetto La Barbera, Giovanni Luperi &egrave; diventato capo del dipartimento analisi (ex-Sisde) rinominata Aisi. Alessandro Perugini, numero due della Digos genovese &egrave; diventato vice-questore ad Alessandria. Dei 45 poliziotti imputati per il massacro avvenuto a Bolzaneto, nessuno &egrave; stato costretto alle dimissioni. Mario Placanica materiale assassino di Carlo Giuliani &egrave; stato prosciolto per legittima difesa.<br \/>\n<br \/>Sono state prescritte le centinaia di violenze commesse dalle forze dell&#8217;ordine nelle strade di Genova e nelle celle dove si arriv&ograve; persino alla tortura.<br \/>\n<br \/>Il tutto mentre 25 manifestanti imputati per &ldquo;devastazione e saccheggio&rdquo; nel 2009 sono stati condannati per 99 anni di carcere e un risarcimento di 23 mila euro!<\/p>\n<p>&Egrave; questa l&#8217;essenza della democrazia borghese, e per dirla con Marx: &ldquo;Finch&eacute; la violenza di stato si chiamer&agrave; giustizia, la giustizia del proletariato non potr&agrave; che essere chiamata violenza&rdquo; &#8230; com&rsquo;&egrave; recentemente accaduto in Val di Susa.<\/p>\n<p>Dopo 10 anni siamo qui ancora pi&ugrave; determinati e convinti che un altro mondo &egrave; certamente possibile, a patto che ci si ponga al di fuori delle illusioni riformiste e delle chiacchiere pacifiste.<br \/>\n<br \/>Ed &egrave; per questo che rifiutiamo senza mezzi termini tutte le organizzazioni ed i partiti che, in forma aperta o velata, addormentano, demoralizzano, snervano il proletariato esortandolo a inchinarsi di fronte ai feticci di cui si veste la dittatura della borghesia: la legalit&agrave;, la democrazia, la difesa nazionale.<\/p>\n<p>Rifondare la quarta internazionale &egrave; il solo modo per fare giustizia non solo delle mattanze di Seattle, Davos, Goeteborg, Avellaneda, Atene e Genova&#8230; ma di un intero modello sociale basato su guerra, povert&agrave; e sfruttamento.<br \/>\n<br \/>&ldquo;Il proletariato ha una pazienza infinita, ma anche una memoria prodigiosa. Stiano certi i signori al potere, alla fine nulla rester&agrave; impunito&rdquo;.<\/p>\n<p>PCL sez. D.Maltoni Forl&igrave; Cesena<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In quelle calde giornate del luglio 2001 anche noi eravamo a Genova contro l&#8217;imperialismo e il sistema capitalista. 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