{"id":63469,"date":"2011-08-14T00:00:00","date_gmt":"2011-08-14T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2011\/08\/14\/scontro-ferrando-de-mita-davanti-agli-operai-della-fiat-irisbus-di-avellino\/"},"modified":"2011-08-14T00:00:00","modified_gmt":"2011-08-14T00:00:00","slug":"scontro-ferrando-de-mita-davanti-agli-operai-della-fiat-irisbus-di-avellino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2011\/08\/14\/scontro-ferrando-de-mita-davanti-agli-operai-della-fiat-irisbus-di-avellino\/","title":{"rendered":"SCONTRO FERRANDO-DE MITA DAVANTI AGLI OPERAI DELLA FIAT-IRISBUS DI AVELLINO"},"content":{"rendered":"<p>La Fiat IRISBUS &nbsp; di Avellino- con 700 dipendenti- &egrave; l&#8217;unica fabbrica in Italia che produce autobus. La Fiat vuole cedere lo stabilimento ad un&#8217;azienda molisana, che non garantirebbe la continuit&agrave; del lavoro e dell&#8217;occupazione. I lavoratori hanno immediatamente reagito all&#8217;annuncio aziendale iniziando una lotta a oltranza con il presidio permanente, giorno e notte, dei cancelli della fabbrica. Siamo ormai a 35 giorni di lotta operaia, che registra la solidariet&agrave; attiva non solo delle famiglie dei lavoratori ma anche di larga parte della popolazione irpina. E&#8217; infatti evidente che lo smantellamento della presenza industriale della Iribus significherebbe una retrocessione sociale pesantissima per l&#8217;intera provincia.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>La vicenda IRISBUS &nbsp;&egrave; al centro del dibattito politico locale. Tutti i partiti avellinesi si presentano come difensori dei lavoratori e della Irpinia in funzione dei propri interessi elettorali. In realt&agrave; il loro intervento ha come unico scopo quello di tener buoni il pi&ugrave; possibile i lavoratori con promesse di &ldquo;interventi parlamentari, interpellanze, appelli alle autorit&agrave; ecc.&rdquo; Tutte promesse o iniziative che lasciano il tempo che trovano. Tanto pi&ugrave; a fronte dell&#8217;arroganza della Fiat- che ha gi&agrave; deciso di concentrare in Cechia e in Francia la produzione di Autobus- e di un governo che taglia i fondi per trasporti locali e servizi, oltre a liberalizzare i licenziamenti. La nostra sezione avellinese interviene controcorrente tra i lavoratori, con una presenza frequente ai cancelli, portando le proposte del partito: a partire da quella dell&#8217;occupazione degli stabilimenti. Una ipotesi di lotta che incontra molto interesse tra i lavoratori, al punto che il quotidiano Il Manifesto del 9\/8 l&#8217;ha presentata come oggetto centrale di discussione interna fra le maestranze.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>In questo contesto le rappresentanze di fabbrica hanno deciso di promuovere per il 12\/8 un&#8217;iniziativa pubblica davanti allo stabilimento, invitando le direzioni sindacali, le autorit&agrave; locali, i parlamentari del territorio, i partiti, a sostegno della propria lotta. L&#8217;iniziativa ha visto una massiccia presenza degli operai e delle loro famiglie che hanno resistito per due ore sotto un sole cocente pur di ascoltare gli interventi dal palco.<br \/>\n<br \/>Tra gli esponenti politici erano presenti Marco Ferrando, in rappresentanza del PCL, Antonio Barbato, deputato dell&#8217;IDV, e soprattutto Ciriaco De Mita, ex segretario nazionale della DC e Presidente del Consiglio negli anni 80, oggi senatore della UDC, e tuttora &nbsp;padre padrone dell&#8217;Irpinia.<br \/>\n<br \/>Il confronto reale &egrave; avvenuto tra De Mita e Ferrando, la cui presenza combinata aveva gi&agrave; attratto la curiosit&agrave; ( un po&#8217; ironica) di Stampa e TV locali.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>De Mita si &egrave; presentato con un seguito di almeno 200 persone osannanti, ed &egrave; stato annunciato dai sindacalisti locali della CISL come l&#8217;unico possibile salvatore della fabbrica e dell&#8217;Irpinia. L&#8217;ex Segretario DC ha svolto di fatto un intervento contro l&#8217;occupazione della fabbrica. Tutta la sua argomentazione, classicamente democristiana, ha elogiato la &ldquo;virt&ugrave; contadina della pacatezza&rdquo;, il primato della &ldquo;ragione sulla intemperanza&rdquo;, la &ldquo;moderazione dei sentimenti&rdquo;. Concludendo che la soluzione possibile del contenzioso andava affidata alla trattativa tra sindacati nazionali e governo, con la mediazione..di De Mita. L&#8217;intervento &egrave; stato accolto da un tripudio dei fans, ma anche da un silenzio perplesso di tanti lavoratori che si attendevano risposte chiare.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>Marco Ferrando &egrave; intervenuto subito dopo De Mita svolgendo un&#8217;argomentazione di segno opposto. Affermando che la &ldquo;ragione&rdquo; pu&ograve; vincere solo quando &egrave; sorretta dalla forza di massa. Che la vicenda recentissima di Fincantieri- con la protesta radicale di Castellamare e di Genova- ha dimostrato che solo una ribellione &nbsp;radicale dei lavoratori pu&ograve; costringere l&#8217;avversario a un passo indietro. Che questo &egrave; tanto pi&ugrave; vero nel quadro di una crisi sociale capitalistica acutissima e in presenza di un governo nazionale particolarmente reazionario. Concludendo che se i lavoratori dell&#8217;Iribus occupassero l&#8217;azienda, questo fatto potrebbe rappresentare oltretutto un riferimento esemplare per i lavoratori degli altri stabilimenti Fiat e delle altre centinaia di aziende in lotta a difesa del lavoro.<br \/>\n<br \/>L&#8217;intervento &egrave; stato accolto da ripetuti applausi, da una grandissima attenzione, da un diffuso riconoscimento, durante e dopo. A partire naturalmente dai lavoratori della FIOM. Che hanno chiesto la presenza del PCL &nbsp;davanti ai cancelli il 30 agosto.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>La Stampa e le televisione locali hanno dato molta attenzione all&#8217;episodio. Il Mattino ha parlato dello scontro Ferrando-De Mita come del confronto tra &ldquo;il diavolo e l&#8217;acqua santa&rdquo;. Non senza accusare il PCL di voler &ldquo;strumentalizzare la disperazione dei lavoratori&rdquo;.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>L&#8217;episodio va contestualizzato. La vicenda Iribus &egrave; molto complicata. Le direzioni sindacali nazionali sono di fatto assenti. La RSU vede una maggioranza CISL, UIL, UGL, con la FIOM in minoranza. I lavoratori hanno un&#8217;et&agrave; media elevata, e la Fiat cerca anche per questo di dividerli giocando la carta dei prepensionamenti. Ma al tempo stesso c&#8217;&egrave; una tradizione di lotta dei lavoratori, che gi&agrave; nel 92 difesero la fabbrica da un tentativo di chiusura: un fatto che &egrave; rimasto nella memoria degli operai e che pesa nella lotta attuale. La determinazione dei lavoratori a resistere sembra molto grande. Ma si scontra con l&#8217;assenza drammatica di una direzione, sia locale che nazionale.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>La sezione avellinese del PCL si &egrave; guadagnata un piccolo patrimonio di credibilit&agrave; tra i lavoratori, grazie alla sua presenza ripetuta ai cancelli. Ed oggi vede allargarsi il numero dei contatti e degli interlocutori in fabbrica.<br \/>\n<br \/>Non c&#8217;&egrave; altra via per i rivoluzionari che continuare a fare controcorrente il proprio dovere, nell&#8217;interesse del movimento operaio.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<\/p>\n<p>PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Fiat IRISBUS &nbsp; di Avellino- con 700 dipendenti- &egrave; l&#8217;unica fabbrica in Italia che produce autobus. 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