{"id":63560,"date":"2011-10-28T00:00:00","date_gmt":"2011-10-28T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2011\/10\/28\/una-vera-e-autentica-svolta-la-nostra-unica-possibilita-di-salvezza\/"},"modified":"2011-10-28T00:00:00","modified_gmt":"2011-10-28T00:00:00","slug":"una-vera-e-autentica-svolta-la-nostra-unica-possibilita-di-salvezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2011\/10\/28\/una-vera-e-autentica-svolta-la-nostra-unica-possibilita-di-salvezza\/","title":{"rendered":"UNA VERA E AUTENTICA SVOLTA &Egrave; LA NOSTRA UNICA POSSIBILITA&rsquo; DI SALVEZZA."},"content":{"rendered":"<p>Non &egrave; pi&ugrave; tempo di chiacchiere, Servono soltanto fatti.<\/p>\n<p>La &ldquo;lettera&rdquo; che il governo Berlusconi ha inviato ai padroni di Bruxelles, in nome del popolo italiano, non &egrave; un normale  documento diplomatico, ma l&rsquo;ultimo atto ufficiale della Repubblica Italiana intesa come Stato sovrano. <\/p>\n<p>Infatti, anche se quella ignobile lettera pu&ograve; essere interpretata come una formale richiesta di armistizio, avente il solo scopo di far digerire e assimilare agli italiani il polpettone velenoso cucinato dai cuochi francesi e tedeschi della finanza europea, nella realt&agrave; si tratta di una vera e propria resa incondizionata, che condanna il popolo italiano ad un futuro di lacrime e sangue. I tempi e le modalit&agrave; di attuazione di quelle vere e proprie imposizioni non sono pi&ugrave; una nostra prerogativa. <\/p>\n<p>Ci&ograve; che sta avvenendo in Grecia, a noi vicina non solo geograficamente, ne &egrave; la plastica rappresentazione, la prova che non si sta evocando una drammatica situazione da ipotizzare per un prossimo futuro, ma che siamo pienamente immersi in questa realt&agrave; concreta e attuale. Si tratta di subire una palese regressione di tutti i diritti civili, sociali e economici. Il ritorno ad uno stato di indigenza e al conseguente degrado sociale per larghissima parte dei cittadini, dei lavoratori, dei proletari e la condanna ad un futuro sempre pi&ugrave; incerto e drammatico per le prossime generazioni. Un autentico salto all&rsquo;indietro di decenni che vanifica e da il colpo mortale a tutto ci&ograve; che &egrave; stato conquistato con dure lotte e sacrifici da parte della classe operaia.<\/p>\n<p>Avendo perso definitivamente ogni sovranit&agrave; economica, qualunque coalizione che si appresti a governare l&rsquo;Italia, non potr&agrave; intervenire in maniera significativa e autonoma sulle grandi questioni politiche e sociali a livello nazionale. Tutto ci&ograve; si ripercuoter&agrave; naturalmente anche sulle gi&agrave; ridotte possibilit&agrave; di supporto delle amministrazioni locali. Quelle risorse che potranno essere ancora disponibili,  dovranno essere utilizzate unicamente in funzione di politiche di rilancio economico e comunque soltanto a sostegno del sistema produttivo. Che, tradotto in termini pratici, significa soltanto la certezza e la garanzia di ulteriori profitti per quella categoria di grandi parassiti del capitalismo italiano, rappresentata dalle  &ldquo;tre M&rdquo;, Marchione, Montezemolo e Marcegaglia. Oltretutto, Bersani e Di Pietro rappresentano &ldquo;l&rsquo;opposizione di sua Maest&agrave;&rdquo; e comunque quasi esclusivamente rivolta alla &ldquo;persona&rdquo; di Berlusconi, del quale hanno finora condiviso, pur con qualche doveroso distinguo di facciata, la sostanza delle politiche economiche. <\/p>\n<p>Ma anche Vendola, Ferrero, ecc., sanno benissimo che questa situazione, non &egrave; modificabile con gli attuali strumenti &ldquo;democratici&rdquo;, per cui le promesse di discontinuit&agrave; di una loro ipotetica futura maggioranza di governo con Bersani, non sono altro che una mistificazione della realt&agrave;, un nuovo inganno, l&rsquo;ennesima illusione da diffondere in larga parte di giovani, di studenti, di lavoratori, di proletari.<\/p>\n<p>Una prova della loro inadeguatezza  &ndash; e di tutte le associazioni e organizzazioni che gli ruotano intorno &ndash; a rappresentare le istanze dal basso della popolazione, soprattutto giovanile, si &egrave; avuta nella recente manifestazione di Roma &ndash; dove pi&ugrave; che &ldquo;indignados&rdquo; erano presenti molti &ldquo;desesperados&rdquo; o comunque, adoprando un termine pi&ugrave; nostrano, &ldquo;incazzati&rdquo; &ndash;. Anche in quell&rsquo;occasione si &egrave; boicottata ogni possibile variazione, fosse pure anche soltanto simbolica, al solito stanco e innocuo rituale del corteo e del finale in Piazza S.Giovanni. Pensare che sia ancora possibile contenere e circoscrivere certe legittime ribellioni riducendole a semplici proteste, continuando a sostenere e a proporre questo tipo di manifestazioni, vuol dire aver perso il contatto con la realt&agrave;. E fa sorgere il sospetto che siano pi&ugrave; interessati alla loro visibilit&agrave;, diciamo cos&igrave;, che non all&rsquo;ottenimento di risultati concreti. Infatti, che questa forma di protesta non sia pi&ugrave; adeguata o sufficiente per ottenere risultati pratici, se mai lo &egrave; stata negli ultimi tempi, &egrave; dimostrato da quello che &egrave; successo anche dopo la grande manifestazione della FIOM nell&rsquo;ottobre del 2010. Anche in quell&rsquo;occasione, grandi cortei e Piazza S.Giovanni stracolma, ma Marchionne e compagnia brutta hanno continuato a fare  tutto ci&ograve; che gli &egrave; parso fregandosene bellamente di tutta quella coreografia. <\/p>\n<p>Questa &egrave; la situazione in cui versa l&rsquo;agonizzante democrazia borghese.  Per completare la gi&agrave; deprimente descrizione non poteva mancare la figura del Presidente della Repubblica, Napolitano. Schierato nettamente e apertamente dalla parte dei grandi poteri economici e finanziari europei, anche in questa occasione si &egrave; fatto interprete  e garante in maniera scandalosa dei loro interessi, tradendo cos&igrave; il suo mandato che lo vorrebbe impegnato nella difesa del popolo italiano. <\/p>\n<p>Di fronte a un quadro cos&igrave; desolatamente negativo e ad un orizzonte che pi&ugrave; nero non si pu&ograve;, ci sembra evidente che nell&rsquo;interesse delle classi subalterne sia necessario e urgente un deciso cambio non solo di guida politica istituzionale, ma soprattutto di  prospettiva politica sociale e economica. E questo lo si pu&ograve; ottenere soltanto con una sollevazione di popolo,  una rivolta sociale che, per prima cosa, ritenga imprescindibile e ineludibile l&rsquo;abbattimento del potere delle banche. <\/p>\n<p>&ldquo;NOI IL DEBITO NON LO PAGHIAMO&rdquo;,  non pu&ograve; essere ridotto ad uno slogan, ma deve essere interiorizzato e sentito come un impegno personale, come un obiettivo reale e concreto da perseguire con la massima tenacia da parte delle classi subalterne. Innanzitutto perch&eacute; quel debito non &egrave; nostro, non &egrave; stato contratto dal proletariato, pertanto non ce ne dobbiamo fare carico e tantomeno sentirci &ldquo;moralmente&rdquo; in obbligo di onorarlo. Di conseguenza, almeno in questo campo, &egrave; fuorviante e stupido cercare di  individuare &ldquo;chi&rdquo; o &ldquo;come&rdquo; deve pagare. Semmai questa ricerca va fatta seriamente e non solo a parole in ambito fiscale. E secondariamente perch&eacute; quelle immense risorse di cui il sistema bancario e finanziario vorrebbe continuare ad appropriarsi, servono soltanto a incrementare e perpetuare il loro dominio economico, e dunque sociale, anche sulle generazioni future. Al contrario, quelle risorse vanno impiegate a beneficio e nell&rsquo;interesse della maggioranza della popolazione, per esempio, per la tutela e la salvaguardia  dei beni comuni, per il totale riassetto idrogeologico, in mancanza del quale ogni anno si succederanno sempre pi&ugrave; estese catastrofi ambientali con il tragico corredo di vittime e immensi disagi per la popolazione. Quanto accaduto in Liguria e in Toscana in queste ultime ore ce lo rappresenta in maniera terribile. Ma sono tanti i campi su cui intervenire, tutti di importanza assoluta, nei quali devono essere indirizzate e investite quelle risorse finora destinate al parassitismo economico e finanziario.<\/p>\n<p>Non agire in questa direzione significa lasciare un pesantissimo fardello in dote ai giovani di oggi e di domani, sui quali gi&agrave; grava una terribile situazione ambientale. E questo non possiamo n&eacute; dobbiamo pi&ugrave; permettercelo. <\/p>\n<p>Il Partito Comunista dei Lavoratori fa appello a tutti i cittadini, giovani, studenti, lavoratori, precari, pensionati affinch&eacute; si riconoscano in queste ragioni, che concentrino tutti i loro sforzi e tutte le loro risorse, individuali e collettive, verso questo obiettivo. Anche coloro che sono attivamente e lodevolmente impegnati in movimenti o associazioni che a vario titolo e in varie forme si occupano di problemi sociali, devono riconoscere che oggi, non in un prossimo futuro, c&rsquo;&egrave; bisogno di iniziare una lotta che deve avere la priorit&agrave; assoluta su tutto il resto. Che &egrave; quella di doverci affrancare completamente e definitivamente dal dominio del capitale e delle banche. Senza raggiungere questo risultato ogni altra rivendicazione, pur giusta e legittima, perde valore e consistenza, essendo di fatto irrealizzabile.<\/p>\n<p>Il Partito Comunista dei Lavoratori, rappresentando una forza autenticamente e nella maniera pi&ugrave; assoluta anticapitalista, e dunque veramente alternativa all&rsquo;attuale sistema economico e sociale, si propone come guida in questa battaglia per trasformare quell&rsquo;indignazione e quell&rsquo;incazzatura in una rivolta sociale, in una ribellione indirizzata verso una vera democrazia, cio&egrave; verso una prospettiva socialista.<\/p>\n<p>PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI &#8211; sezione di Pistoia<\/p>\n<p>mario capecchi &#8211; PCL sezione di Pistoia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non &egrave; pi&ugrave; tempo di chiacchiere, Servono soltanto fatti. 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