{"id":63700,"date":"2012-02-16T00:00:00","date_gmt":"2012-02-16T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2012\/02\/16\/stalinismo-e-ignoranza-risposta-del-pcl-a-sinistra-popolare-su-grecia-e-dintorni\/"},"modified":"2012-02-16T00:00:00","modified_gmt":"2012-02-16T00:00:00","slug":"stalinismo-e-ignoranza-risposta-del-pcl-a-sinistra-popolare-su-grecia-e-dintorni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2012\/02\/16\/stalinismo-e-ignoranza-risposta-del-pcl-a-sinistra-popolare-su-grecia-e-dintorni\/","title":{"rendered":"STALINISMO E IGNORANZA: RISPOSTA DEL PCL A &#8220;SINISTRA POPOLARE&#8221; SU GRECIA E DINTORNI."},"content":{"rendered":"<p>Insulti e calunnie non sempre richiedono risposta.<br \/>\n<br \/>Ma quando vengono da dirigenti nazionali di un altro partito (fosse pure fantasmatico) al nostro partito e ai rivoluzionari greci, non possono essere passati sotto silenzio. E la risposta pu&ograve; essere in questo caso educativa. Non per l&#8217;interlocutore, ma per i lettori. Soprattutto per i tanti giovani comunisti di diversa collocazione ( o di nessuna collocazione) che cercano con sincerit&agrave; e passione la via della rivoluzione, e magari faticano a districarsi nella molteplicit&agrave; di sigle e distinzioni della sinistra &ldquo;radicale&rdquo;. Finendo a volte col restare imprigionati in formazioni che col comunismo e la rivoluzione non hanno nulla a che spartire. Come nel caso di &ldquo;Sinistra Popolare&rdquo;.<\/p>\n<p>L&#8217;attacco che viene portato al compagno Marco Ferrando e al PCL da un dirigente nazionale di &ldquo;Sinistra popolare&rdquo; a proposito di una  nota del nostro portavoce sui fatti di Grecia (14\/2), &egrave; sotto questo profilo un contributo involontario alla chiarezza. Non per il tono gridato e personalizzato, davvero sgradevole, ma per la sostanza degli &ldquo;argomenti&rdquo; e le clamorose falsit&agrave; con cui sono confezionati. Un consiglio sincero: chi pensasse che le divergenze tra stalinismo e trotskismo siano &ldquo;menate tra intellettuali&rdquo; senza rapporto con la realt&agrave; attuale, legga con attenzione la nota di Sinistra Popolare. Sar&agrave; un utile occasione di scuola.<\/p>\n<p>L&#8217;ANTICO REPERTORIO DELLA CALUNNIA CONTRO I RIVOLUZIONARI<\/p>\n<p>Per difendere la politica indifendibile del KKE greco dai rivoluzionari greci dell&#8217;EEK, i suoi avvocati italiani sfoderano il migliore repertorio dello stalinismo novecentesco. I &ldquo;Troskysti greci si contrappongono alla gran massa dei lavoratori, come in tutta la loro storia&rdquo;; &ldquo;assaltano i cortei dei lavoratori con armi ed esplosivi&rdquo; o magnificano chi lo fa; &ldquo;sono quattro ragazzi&rdquo; che tirano molotov ad uso telecamere; confondono la rivoluzione con la &ldquo;sommossa emotiva&rdquo;, come gi&agrave; &ldquo;il piccolo Trotsky&rdquo; contro &ldquo;il grande Lenin&rdquo; nel luglio 17; sono loro &ldquo;i veri controrivoluzionari&rdquo;, e per questo si contrappongono al grande KKE vera direzione della rivoluzione greca..ecc.ecc.<\/p>\n<p>Sarebbe facile limitarsi a sbugiardare questo impasto di calunnia e ignoranza, a difesa innanzitutto dei nostri compagni greci. Basterebbe ricordare che &ldquo;i quattro ragazzi&rdquo; dell&#8217;EEK sono una piccola organizzazione storica e prestigiosa nella sinistra greca; che i loro principali dirigenti- come Savas Matsas-  sono stati alla testa della rivolta di massa del Politecnico di Atene del 1973, che avvi&ograve; il rovesciamento della dittatura dei colonnelli; che EEK non ha mai partecipato ai governi della borghesia greca come invece ha fatto il KKE( con l&#8217; incredibile partecipazione al governo di unit&agrave; nazionale del 1989 a braccetto della socialdemocrazia e della destra post fascista);che in questi anni di ascesa della lotta in Grecia, EEK ha avuto sempre una presenza d&#8217;avanguardia, partecipando in prima fila a tutte le lotte di massa, ed estendendo anche per questo il proprio radicamento, in particolare ad Atene; che la nostra organizzazione greca ha subito arresti ripetuti di propri militanti, sotto il governo del PASOK, subendo sulla propria pelle la violenza poliziesca: come nel caso di una dirigente molto nota dell&#8217;EEK gravemente ferita negli scontri di piazza di un anno fa (fatto che assunse clamore nazionale), che rifiuto&#8217; orgogliosamente la visita ipocrita e &ldquo;riparatrice&rdquo; in ospedale del Ministro degli Interni.. <\/p>\n<p>RIVOLUZIONE E CONTRORIVOLUZIONE IN GRECIA<\/p>\n<p>Potremmo continuare a lungo a parlare di questa organizzazione.. &ldquo;controrivoluzionaria&rdquo;. Ma i nostri compagni greci, a differenza dei vertici del KKE, non hanno bisogno di avvocati. Parla la loro storia. Non solo non si sono mai &ldquo;contrapposti alla massa dei lavoratori in lotta&rdquo;, ma hanno cercato di liberare quella massa dal controllo di apparati burocratici; hanno lavorato ad unire quella massa nelle lotte e nelle piazze ( con la politica leninista del &ldquo;fronte unico&rdquo;) contro il PASOK e contro tutte le pratiche assurde di divisione condotte dal KKE ( manifestazioni di partito sempre separate e a distanza.., iniziative sempre distinte dalle iniziative unitarie e di massa del movimento); hanno contrastato l&#8217;uso sistematico della calunnia da parte del KKE contro l&#8217;insieme dell&#8217;estrema sinistra greca (&ldquo;teppaglia di provocatori&rdquo;, &ldquo;agenti del nemico&rdquo;, &ldquo;agenzia dello straniero&rdquo;), calunnia ben usata dai governi greci e dalla loro stampa per giustificare la repressione dello Stato; infine si sono difesi, al pari di altre forze di estrema sinistra ( e a volte in loro soccorso) dalla frequente aggressione militare dei servizi d&#8217;ordine del KKE: che sono giunti nel Settembre 2011 a a &ldquo;proteggere&rdquo; il Parlamento greco in piazza Syntagma dalla massa dei giovani indignati, con un robusto cordone sanitario applaudito dalla polizia. A proposito di chi (e contro chi) usa.. &ldquo;armi ed esplosivi&rdquo;. A proposito di chi &egrave; rivoluzionario e controrivoluzionario in Grecia.<\/p>\n<p>Ma tutto questo non spiega l&#8217;essenziale. L&#8217;essenziale nello stalinismo, e nella sua storia, non &egrave; l&#8217;uso della calunnia e della violenza contro altre forze del movimento operaio, ed in particolare contro i rivoluzionari. Se questo fosse il metro di misura, i nostri compagni greci potrebbero considerarsi privilegiati, se si pensa alla sorte riservata dallo stalinismo a intere generazioni di comunisti rivoluzionari: a partire dall&#8217;annientamento fisico di TUTTI i dirigenti della Rivoluzione d&#8217;Ottobre ( tutti definiti &ldquo;agenti del nazismo&rdquo; e &ldquo; banditi controrivoluzionari al soldo dello straniero&rdquo;) o di intere organizzazioni rivoluzionarie nella guerra di Spagna (36\/39). No. L&#8217;essenziale sono le ragioni e i fini della calunnia e della violenza. Che sono ragioni connesse alla difesa del proprio apparato, del proprio controllo sul movimento operaio, delle proprie relazioni dirette o indirette con le Istituzioni dello Stato.<\/p>\n<p>AUTODIFESA D&#8217;APPARATO E  MOVIMENTO DI MASSA.<\/p>\n<p>Il caso greco &egrave; esemplare.<br \/>\n<br \/>Il KKE difende in Grecia, anche con le armi della calunnia e della violenza, il proprio controllo d&#8217;apparato su un pezzo importante del movimento operaio greco:  la propria burocrazia sindacale, il proprio gruppo parlamentare, la propria stampa. La sua politica di massa &egrave; in funzione di QUESTA ragione prioritaria: da un lato contro Nuova Democrazie e Pasok, suoi concorrenti elettorali, e la loro politica d&#8217;austerit&agrave;; dall&#8217;altro contro l&#8217;estrema sinistra, i rivoluzionari, ed ogni possibile dinamica &ldquo;incontrollabile&rdquo; del movimento di massa. <\/p>\n<p>L&#8217;opposizione aperta del KKE alla parola d&#8217;ordine dello &ldquo;sciopero prolungato&rdquo;;la sua politica di separazione a distanza dei propri cortei dalle manifestazioni unitarie del movimento operaio greco, (e a maggior ragione dalle occasioni di scontro di massa con l&#8217;apparato dello stato), obbediscono a questo fine: preservare le proprie forze dal rischio di contagio dell&#8217;esplosione sociale. Difendere il proprio apparato dal.. rischio della rivoluzione greca.  Spesso all&#8217;ombra di parole terribilmente &ldquo;rivoluzionarie&rdquo; da investire.. nelle successive elezioni.<\/p>\n<p>Gli argomenti usati dagli avvocati italiani del KKE a sostegno di quella politica negli ultimi giorni in Grecia, non solo sono del tutto inconsistenti, ma sono un clamoroso autogol. Di cui i loro assistiti farebbero volentieri a meno.<\/p>\n<p>LE RESPONSABILITA&#8217; DEL KKE ALLA PROVA DELLA PIAZZA<\/p>\n<p>Sinistra Popolare ci ricorda che &ldquo;il KKE e il PAME organizzano diverse decine di migliaia di lavoratori&rdquo;. Lo sappiamo bene. Ma &egrave; proprio per questo che le sue responsabilit&agrave; sono proporzionali alla sua forza. Nelle giornate del pi&ugrave; alto livello di scontro di massa tra il movimento operaio  e le istituzioni dello Stato greco ( Parlamento e polizia) in tutta la storia degli ultimi 40 anni, il KKE ha tenuto congelata la forza organizzata di &ldquo;diverse decine di migliaia di lavoratori&rdquo;. Ha tenuto fuori dallo scontro i propri servizi d&#8217;ordine ( cos&igrave;.. efficaci contro l&#8217;estrema sinistra), a tutto vantaggio dei massacratori ( sociali e polizieschi) del popolo greco. Questa &egrave; la verit&agrave;.<\/p>\n<p>Erano &ldquo;frange di teppisti!&rdquo; dice il KKE e (a pappagallo) Sinistra popolare. &Eacute; una vergognosa menzogna. Si usano le azioni marginali di alcuni piccoli gruppi , a CONCLUSIONE dello scontro di massa, per negare la realt&agrave; dello scontro di massa. TUTTE le testimonianze di piazza Syntagma, TUTTI gli osservatori interni e internazionali, hanno documentato in modo inoppugnabile le dimensioni dello scontro: una &ldquo;folla mai vista&rdquo; aveva stretto d&#8217;assedio il Parlamento; il grande Theodorakis, alla sua testa, chiedeva di poter portare in Parlamento  l&#8217;appello del popolo ai parlamentari; la polizia ha attaccato la  massa dei manifestanti con tutta la sua forza; la massa si &egrave; difesa con tutti i mezzi disponibili ( purtroppo pochi). Ed ha applaudito fragorosamente le azioni di contrattacco di migliaia di giovani contro  la polizia, come mai era avvenuto in passato. Questa, e non altra, &egrave; stata la dinamica del 13 febbraio ad Atene.<br \/>\n<br \/>Ebbene: cosa ha fatto il KKE? Ha posizionato le fila dei propri manifestanti, gi&agrave; raggruppati in una piazza separata, a un chilometro di distanza. Non solo non ha messo la propria forza organizzata al servizio della grande massa dei manifestanti contro la brutalit&agrave; dello Stato, ma ha osservato coi binocoli la mattanza di lavoratori, giovani, pensionati, donne. Non solo non ha lavorato ad organizzare la piazza contro lo Stato,  assumendosi le proprie responsabilit&agrave; di possibile direzione politica e organizzativa della piazza, ma l&#8217;ha privata di un sostegno potenzialmente decisivo. Come caratterizzare questa politica? Come controrivoluzionaria. Non esiste altro termine disponibile se si vogliono chiamare le cose con il loro nome.<\/p>\n<p>LE SCIOCCHEZZE SUL LUGLIO 17: UN ARGOMENTO SFORTUNATO<\/p>\n<p>N&eacute; valgono giustificazioni storiche tanto pietose quanto ignoranti. Il &ldquo;Luglio 17&rdquo; dimostra l&#8217;esatto opposto di quanto Sinistra Popolare sostiene. E&#8217; vero: nel Luglio 17 la popolazione di Pietrogrado scese in piazza prematuramente contro il governo provvisorio di Kerensky. Lenin e Trotsky- che non avevano sul punto ALCUNA divergenza- avevano sconsigliato la manifestazione di Luglio. Ma quando gli operai scesero in strada, il partito  bolscevico non volt&ograve; loro le spalle, non si tenne in disparte, non disse che l&#8217;azione era frutto di &ldquo;teppaglia prezzolata&rdquo;, non prefer&igrave; anteporre la difesa proprio apparato alle incognite della lotta, calunniando la lotta. Fece l&#8217;opposto. Scese in strada con la propria forza organizzata, si pose alla testa delle manifestazioni, partecip&ograve; agli scontri sanguinosi con l&#8217;apparato militare del governo, garantendo grazie alla propria organizzazione la minimizzazione delle perdite e una ritirata ordinata della piazza. Questa coerenza cost&ograve; ai bolscevichi una repressione spietata da parte del governo Kerensky  e della sua polizia ( saccheggio della Pravda, mandato di cattura verso i dirigenti bolscevichi, distruzione delle sedi..). Ma questa coerenza fu anche quella che avrebbe permesso ai bolscevichi, pochi mesi dopo, la conquista delle masse e la rivoluzione d&#8217;Ottobre.<br \/>\n<br \/>Certo: non si pu&ograve; pretendere dallo stalinismo il metodo del bolscevismo. N&eacute; ai suoi epigoni la conoscenza della storia o l&#8217;onest&agrave; di rivelarla. Ma, come si vede, la lotta per la verit&agrave; contro la menzogna non riguarda solamente il bilancio del 900; riguarda le prospettive della rivoluzione futura. I principi e il programma del Partito comunista da costruire, in Grecia come in Italia.<\/p>\n<p>&ldquo;SINISTRA POPOLARE&rdquo;: LA LORO STORIA E LA NOSTRA<\/p>\n<p>Infine ( ma proprio infine) un riferimento dovuto alla credibilit&agrave; degli implacabili accusatori del PCL e del EEK. Non parliamo dei &ldquo;numeri&rdquo; organizzativi di Sinistra Popolare( anche se chi parla di &ldquo;quattro ragazzi&rdquo; del EEK greco dovrebbe magari esibire i propri numeri in Italia, e non nelle conferenze stampa ma nelle piazze, nelle manifestazioni nazionali, nei movimenti di lotta: laddove la presenza di Sinistra Popolare &egrave; sostanzialmente inesistente). Parliamo piuttosto della coerenza del gruppo dirigente di Sinistra Popolare, visto che la coerenza &egrave; sempre un metro di misura decisivo di una formazione politica, delle sue parole, delle sue accuse. L&#8217;organizzazione che oggi accusa i troskisti di &ldquo;controrivoluzione,  come in tutta la loro storia&rdquo; &egrave; fondata, guidata, interpretata, da chi ( Marco Rizzo) ha sostenuto tutti i governi borghesi di centrosinistra degli ultimi 15 anni in Italia; ha sostenuto e votato tra il 96 e il 98 il lavoro interinale e i campi lager per i migranti ( primo governo Prodi); ha fatto la scissione a destra del PRC nel 98 per sostenere il governo D&#8217;Alema e i suoi bombardamenti su Belgrado; ha sostenuto &ldquo;criticamente&rdquo; il secondo governo Prodi ( 2006-2008)&#8230; E tutto questo in aperta contrapposizione ai fondatori del PCL: che sempre , senza eccezioni, hanno combattuto e denunciato queste politiche di tradimento dei lavoratori. E che per questo hanno subito innumerevoli vessazioni, prima nel PRC e poi fuori dal PRC.<\/p>\n<p>Il fatto che oggi, dopo la defenestrazione subita dal PDCI, un sostenitore per 15 anni del governismo antioperaio del centrosinistra, rivendichi improvvisamente l&#8217;opposizione al PD e ai suoi vecchi alleati liberali e riformisti, &egrave; naturalmente un fatto positivo ( ed anche comprensibile nel mercato politico elettorale). Ma da qui ad accusare di &ldquo;controrivoluzione storica&rdquo;.. i troskisti e &ldquo;l&#8217;inveterato Ferrando&rdquo; ci sembra francamente un po&#8217; troppo. Tutto ha un limite, anche la decenza. Certo, visto che si &egrave; voluta mobilitare la storia, confessiamo di preferire la nostra storia a quella di Marco Rizzo. Di preferire la scuola di Lenin e di Trotsky a quella del regime dinastico nordcoreano (che forse offre altri vantaggi.. non proprio &ldquo;rivoluzionari&rdquo; ).<br \/>\n<br \/>Ma ognuno ha i suoi gusti legittimi. Basta non scomodare il comunismo. Con la calunnia o con l&#8217;imbroglio.<\/p>\n<p>PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI<\/p>\n<p>_______________________________________________________________________________________<br \/>\n<br \/>_______________________________________________________________________________________<\/p>\n<p>Di seguito riportiamo per intero il documento di ALBERTO LOMBARDO per conto di CSP:<\/p>\n<p>Attacco isterico e provocatorio del PCL ai compagni greci del KKE e del PAME .<\/p>\n<p>Nell&#8217;articolo l&#8217;inveterato trozkista Ferrando non solo sostiene avventuristicamente lo sciopero &#8220;a oltranza&#8221; promosso dai suoi compagni del EEK,<br \/>\n<br \/>che ben si sa non pu&ograve; essere retto a lungo, al posto degli scioperi a intermittenza proposti dal PAME, ma &#8211; anzich&eacute; fare di questo una questione di divergenza tattica &#8211; se ne fa motivo per schierarsi contro la gran massa di lavoratori in lotta, come hanno sempre fatto i trozkisti nella loro storia.<\/p>\n<p>Non pago di ci&ograve;, Ferrando magnifica certe frange che hanno provocato e provocano non scontri con la polizia, ma veri e propri assalti ai cortei<br \/>\n<br \/>dei lavoratori con armi improprie e esplosivi, accusando &#8211; udite bene &#8211; il KKE di &#8220;difendere i palazzi del potere&#8221;.<\/p>\n<p>Certo, caro Ferrando, se quelli che i tuoi amici troskisti greci organizzano sono quattro ragazzi &#8211; certamente e giustamente incazzati &#8211; fanno presto a fare qualche bella fiammata, questa s&igrave; a beneficio delle telecamere di tutto il mondo.<br \/>\n<br \/>Ma se devi organizzare decine e decine di migliaia di lavoratori, pensionati, giovani, donne in cortei che tengono la piazza per giorni e giorni, come fanno da mesi i compagni &#8220;stalinisti&#8221; del KKE e del PAME, non puoi giocare a cowboy e indiani, ma hai anche la responsabilit&agrave; della loro sicurezza e soprattutto che questi restino in piazza per molto molto tempo.<br \/>\n<br \/>Ci&ograve; lo capisce anche un bambino ma non Ferrando.<\/p>\n<p>Chi pensa che la rivoluzione possa essere frutto solo di dimostrazioni di piazza e non di un&#8217;opera di organizzazione e radicamento in tutti i luoghi di lavoro, chi pensa che la rivoluzione non la faccia il popolo, guidato dal suo partito comunista, alla testa del proletariato, ma sia il frutto di un&#8217;onda emotiva, magari sacrosanta e spontanea, non vuole la rivoluzione ma la sommossa, come sempre hanno operato i trozkisti nella loro storia<br \/>\n<br \/>(per chi &egrave; appassionato di storia si ricordi lo scontro nel luglio del 1917 quando il grande Lenin si oppose al piccolo Trozky che voleva fare la sommossa subito e invece non era il momento, come invece lo fu nel novembre).<br \/>\n<br \/>I controrivoluzionari sono loro e non il KKE e il PAME, che stanno organizzando la vera RIVOLUZIONE in Grecia, cio&egrave; quella fatta e appoggiata da milioni di lavoratori, giovani, donne, e che possa davvero rovesciare non solo questo governo ma anche il sistema in modo duraturo.<br \/>\n<br \/>O, cari trozkisti, credete ancora che il socialismo non si possa fare in un solo paese, anche piccolo ma valoroso come la Grecia?<\/p>\n<p>documento di ALBERTO LOMBARDO per conto di CSP<br \/>\n<br \/>________________________________________________________________________________________<br \/>\n<br \/>________________________________________________________________________________________<\/p>\n<p>PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Insulti e calunnie non sempre richiedono risposta. 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