{"id":63729,"date":"2012-03-04T00:00:00","date_gmt":"2012-03-04T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2012\/03\/04\/solidariet-al-collettivo-aula-c1-autogestita-delluniversit-di-urbino\/"},"modified":"2012-03-04T00:00:00","modified_gmt":"2012-03-04T00:00:00","slug":"solidariet-al-collettivo-aula-c1-autogestita-delluniversit-di-urbino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2012\/03\/04\/solidariet-al-collettivo-aula-c1-autogestita-delluniversit-di-urbino\/","title":{"rendered":"Solidariet&agrave; al Collettivo Aula C1 Autogestita dell&#8217;Universit&agrave; di Urbino"},"content":{"rendered":"<p>I primi mesi dell&rsquo;anno, nella citt&agrave; di Urbino, hanno dimostrato, ancora una volta, innanzitutto che la lotta paga, e, secondariamente, che questa &egrave; una cosa che fa paura e viene per questo combattuta con mezzi infami. Ma andiamo con ordine. Negli ultimi giorni di gennaio il Collettivo C1Autogestita\/Studenti in Movimento, il Collettivo Drude e l&rsquo;Associazione Fuoricorso hanno mobilitato studenti e studentesse urbinati in un Presidio permanente per rivendicare che l&rsquo;aula studio all&rsquo;interno dell&rsquo;ex Casa dello Studente (oggi Collegio Internazionale) tornasse a disposizione degli universitari nella sua antica funzione. Dopo giorni di occupazione, dimostrazioni, iniziative che hanno tentato di coinvolgere l&rsquo;intera citt&agrave;, l&rsquo;aula studio &egrave; stata riaperta, a dimostrazione che solo la giusta lotta permette di ottenere qualcosa (seppur briciole in confronto a ci&ograve; che spetterebbe agli studenti di uno degli atenei fra i pi&ugrave; cari d&rsquo;Italia, il quale sfora il limite di legge imposto alla contribuzione studentesca non di poco: nel 2009 al 38% del Fondo di finanziamento ordinario, a fronte di una soglia massima del 20%).<\/p>\n<p>In una citt&agrave; universitaria in cui gli spazi a disposizione degli studenti e a tutela del diritto allo studio si contano sulle dita di una mano, l&rsquo;aula studio si andava ad aggiungere ad un altro luogo simbolo della lotta studentesca degli ultimi anni: l&rsquo;aula C1 del polo Volponi (ex facolt&agrave; di Magistero). Tale aula era dal 2008, dalle grande mobilitazioni anti-Gelmini, luogo motore delle lotte studentesche e generatore di ogni sorta di iniziativa: politica, sociale, culturale, di formazione ed  informazione libera, di associazione, ecc. L&rsquo;aula, autogestita ed aperta a chiunque volesse essere partecipe delle varie attivit&agrave; di promozione di un pensiero non soggiogato alle logiche del potere, &egrave; stato vero e proprio punto di riferimento per le lotte e per il confronto degli studenti e delle studentesse di Urbino, non solo universitari: anche studenti delle scuole superiori utilizzavano l&rsquo;aula come luogo di incontro, di studio e di partecipazione politica. <\/p>\n<p>Nelle prime settimane di Febbraio, Urbino &egrave; uno dei luoghi pi&ugrave; colpiti d&rsquo;Italia dall&rsquo;emergenza meteo: la citt&agrave; ducale deve fronteggiare fino a 310 cm di neve con situazioni drammatiche di isolamento, crolli e black-out. In tutto questo gli studenti e le studentesse della C1, su iniziativa in particolare dei ragazzi dell&rsquo;Assemblea Permanente, decidono di andare incontro a quella citt&agrave; con la quale i rapporti sono da sempre di amore-odio ed imbracciano i badili per liberare case e strade bloccate. In quegli stessi giorni il Rettore Stefano Pivato invia un comunicato in cui dispone che, in virt&ugrave; dell&rsquo;inagibilit&agrave; di alcune strutture dell&rsquo;Ateneo causa neve, &ldquo;con effetto immediato, l&rsquo;aula C1 fosse adibita allo svolgimento delle funzioni didattiche (&hellip;) Anche mediante, se necessario, il coinvolgimento delle forze dell&rsquo;ordine competenti&rdquo;. In risposta viene pubblicata su facebook una frase volontariamente provocatoria (con chiaro riferimento alle attivit&agrave; contingenti degli studenti impegnati in quei giorni a liberare la citt&agrave; dalla coltre di neve) e, altrettanto volontariamente, utilizzata pretestuosamente: dal Rettore per mettere in pratica una delle azioni pi&ugrave; meschine possibili all&rsquo;interno di un&rsquo;Universit&agrave; e dalla stampa per sparare quanto pi&ugrave; fango si potesse su quei ragazzi che sarebbero dovuti essere azzittiti per non continuare a dimostrare cosa &egrave; possibile ottenere lottando per rivendicare il proprio diritto alla dignit&agrave;. La frase incriminata: &ldquo;Lui approfitta dell&#8217;emergenza, noi lo aspetteremo con i badili in mano&rdquo;; l&rsquo;azione infame: la chiusura dell&rsquo;aula mediante lucchetti alle porte, lo svuotamento, nottetempo, di tutto il materiale accumulato in anni di autogestione (libri, poster, riviste, volantini, mobilio&hellip;) e il presidio delle forze dell&rsquo;ordine. In una lettera aperta di alcuni Professori dell&rsquo;Ateneo, in risposta anche a quella di qualche giorno prima di solidariet&agrave; al Rettore da parte dei Presidi di Facolt&agrave; &ldquo;per le ingiustificate azioni di violenza verbale che Ti sono giunte da un esiguo gruppo di studenti&rdquo;, viene riconosciuta la gravit&agrave; e la sproporzione di un gesto altamente significativo nella sua spregevolezza. I Professori firmatari della suddetta lettera  ricordano come questa sia la prima volta nella storia dell&rsquo;Ateneo in cui si siano chiamate le forze dell&rsquo;ordine: &ldquo;Carlo Bo non lo ha mai fatto nemmeno in pieno 68&rdquo;.  Oltretutto gli studenti si erano resi disponibili a cedere la C1 a fronte di reali esigenze determinate dall&rsquo;inagibilit&agrave; temporanea delle strutture universitarie, ma &egrave; palese la non reale necessit&agrave; dell&rsquo;aula in questione per le attivit&agrave; didattiche visto che l&rsquo;inizio di queste ultime &egrave; stato rimandato al 12 Marzo (lo sgombero &egrave; avvenuto la notte fra domenica 19 e luned&igrave; 20 Febbraio). Da ci&ograve; emerge chiaramente che l&rsquo;apertura alla trattativa sbandierata dalle gerarchie universitarie &egrave; una pura facciata, in una situazione in cui, comunque, una trattativa non sarebbe potuta essere possibile perch&eacute; avrebbe significato cedere. Non c&rsquo;era e non c&rsquo;&egrave; nulla da trattare: gli studenti hanno diritto ad avere uno spazio autogestito di confronto e di promozione del libero pensiero, di fronte ad un rifiuto in tal senso nulla pu&ograve; essere ceduto. A questo Rettore &amp; co. (company nella quale, altro aspetto stomachevole e disgustoso, ma non cos&igrave; inaspettato, trova posto anche buona parte dei &ldquo;Rappresentanti del Rettore presso gli Studenti&rdquo;, come ribattezzati dall&rsquo;Assemblea Permanente) hanno pronta una risposta, che viene resa nota sul sito di ateneo in cui viene esplicitata l&rsquo;intenzione di offrire una nuova aula:<\/p>\n<p>&ldquo;Il provvedimento dell&rsquo;Ateneo &egrave; giustificato dalla necessit&agrave; di procedere alla razionalizzazione degli spazi e alla volont&agrave; di effettuare risparmi sugli affitti che gravano sul bilancio e pesano negativamente sulle valutazioni del MIUR. L&rsquo;aula C1, in quanto &ldquo;occupata&rdquo;, comportava oneri e spese gravanti sui contribuenti e, nel caso specifico, sulle tasse degli studenti di Urbino&rdquo;.<\/p>\n<p>Non si capisce come possa gravare economicamente l&rsquo;occupazione di un&rsquo;aula in una struttura in cui durante tutto l&rsquo;anno accademico gran parte delle aule &egrave; vuota; inoltre questa grande attenzione verso le tasche dei contribuenti mal si concilia con le decine di agenti arrivati a presidiare l&rsquo;aula C1 su precisa richiesta dell&rsquo;Universit&agrave;. Sono gli stessi Massimo Zeloni (comandante della Polizia di Urbino) e Italo D&rsquo;Angelo (questore di Pesaro) a sembrare un po&rsquo; perplessi per la situazione (e gi&agrave; questo &egrave; tutto un dire, infatti successivamente correggeranno il tiro) dichiarando, rispettivamente,  che &ldquo;la situazione della C1 non &egrave; una minaccia all&rsquo;ordine pubblico&rdquo; e che  &ldquo;i ragazzi sono stati collaborativi, a parte forse una sola eccezione. Io li ho anche incontrati nel mio ufficio e ho parlato con loro perch&eacute; mi trovavo a Urbino. Gli ho chiesto &lsquo;Che succede?&rsquo; e mi hanno esposto le loro ragioni con grande compostezza&rdquo;. Il questore, in merito allo sgombero, aggiunge: &ldquo;Mi sono incontrato con il rettore e gli ho chiesto &lsquo;Era opportuno?&rsquo; E&rsquo; stato un atto forte da parte sua quello di portare fuori tutte le cose e richiedere il nostro intervento . Ma noi non interveniamo nel merito dell&rsquo;utilizzo dell&rsquo;aula, perch&eacute; il &lsquo;dominus&rsquo; dell&rsquo;Universit&agrave; &egrave; lui. E solo lui pu&ograve; prendere la decisione di contattare la Questura&rdquo;. Un&rsquo;ulteriore contraddizione emerge da un altro punto del comunicato pubblicato sul sito, il quale esplicita inoltre il vero punto della questione: il problema &egrave; la presenza di soggetti che, smarcandosi dall&rsquo;imposizione dell&rsquo;ideologia dominante, mettono quest&rsquo;ultima in pericolo instillando la voglia di pensare criticamente e liberamente; si legge infatti: &ldquo;Nel mettere a disposizione delle associazioni studentesche una nuova aula, l&rsquo;Ateneo ribadisce la volont&agrave; di offrire a &ldquo;tutte&rdquo; le rappresentanze e non a una minoranza, uno spazio autogestito. In particolare si ritiene auspicabile che &ndash; in base a un elementare principio di democrazia &ndash; nella nuova aula trovino spazio (contrariamente a quanto avviene attualmente) anche gli studenti eletti nei vari organi istituzionali dell&rsquo;Ateneo (Senato accademico, CdA)&rdquo;.<\/p>\n<p>Quello che l&rsquo;Ateneo dice di voler offrire &egrave; quello che l&rsquo;Ateneo ha sottratto militarmente! <\/p>\n<p>Mentre quello che l&rsquo;Ateneo realmente vorrebbe, al limite, concedere &egrave; un luogo non autogestito dagli studenti e dalle associazioni che vogliono farne parte, ma regolamentato e gestito da chi meglio possa garantire che il pensiero che ivi venga portato avanti sia quello che pi&ugrave; si conforma alle logiche gerarchiche e di potere. In un comunicato dell&rsquo;ufficio di presidenza del consiglio degli studenti dell&rsquo;universit&agrave;, in cui vengono rivendicati luoghi di espressione e confronto, viene espressa l&rsquo;intenzione di richiedere all&rsquo;Ersu e al Comune l&rsquo;apertura di aree gestitite con regole democratiche, nelle quali possano partecipare tutte le associazioni e ogni studente e nel quale lo stesso Ufficio di Presidenza si pone come garante di un percorso che arrivi alla creazione di un regolamento per la gestione democratica degli spazi collettivi: &ldquo;Non scatole simboliche in cui si segua una linea e si pratichi il conflitto per il conflitto. La baruffa non serve a nessuno, mentre la cooperazione, invece, permette la crescita individuale e sociale&rdquo;. In tale comunicato l&rsquo;esortazione &egrave;: &ldquo;Gi&ugrave; dalle barricate!&rdquo;, ma gli studenti e le studentesse che in questi anni hanno animato l&rsquo;attivit&agrave; politica all&rsquo;interno dell&rsquo;Universit&agrave; non ci stanno, e da giorni su quelle barricate ci stanno per riappropriarsi di uno spazio libero ed autogestito  in cui portare avanti le vecchie e nuove lotte davanti alle quali ci pone la gestione capitalista della societ&agrave;. Su quelle stesse barricate il Partito Comunista dei Lavoratori incontra gli studenti e le studentesse di Urbino, solidarizzando con la lotta senza compromessi per la rivendicazione della C1.<\/p>\n<p>Eleonora Palma  PC Lavoratori sez. Pesaro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I primi mesi dell&rsquo;anno, nella citt&agrave; di Urbino, hanno dimostrato, ancora una volta, innanzitutto che la lotta paga, e, secondariamente, che questa &egrave; una cosa&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[],"class_list":["post-63729","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-dalle-sezioni-del-pcl","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63729","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=63729"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63729\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=63729"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=63729"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=63729"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}