{"id":63745,"date":"2012-03-12T00:00:00","date_gmt":"2012-03-12T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2012\/03\/12\/perche-il-partito-comunista-dei-lavoratori-pcl-alle-elezioni\/"},"modified":"2012-03-12T00:00:00","modified_gmt":"2012-03-12T00:00:00","slug":"perche-il-partito-comunista-dei-lavoratori-pcl-alle-elezioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2012\/03\/12\/perche-il-partito-comunista-dei-lavoratori-pcl-alle-elezioni\/","title":{"rendered":"PERCHE&#8217;  IL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI (PCL)  ALLE ELEZIONI"},"content":{"rendered":"<p>ANALISI E PROGRAMMA ELETTORALE PER IL COMUNE DI GENOVA<\/p>\n<p>PERCHE&#8217;  IL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI (PCL)  ALLE ELEZIONI<\/p>\n<p>Il Partito Comunista dei lavoratori partecipa alle elezioni comunali di Genova con un punto di vista<br \/>\n<br \/>alternativo: quello dei lavoratori \/lavoratrici, dei nativi e dei migranti, dei giovani , dei precari e dei<br \/>\n<br \/>disoccupati, rispetto alle formazioni che si contendono la difesa degli interessi della borghesia<br \/>\n<br \/>genovese. Questo tanto pi&ugrave; di fronte alla subalternit&agrave; della sinistra riformista ( SEL e FDS) al  centro-sinistra, imperniato sul PD ( e spesso in Liguria allargato alla UDC).<\/p>\n<p>Non ci illudiamo che il terreno elettorale possa rappresentare di per s&eacute; il terreno dell&#8217;emancipazione del mondo del lavoro dallo sfruttamento .  Ma anche il terreno elettorale pu&ograve; dare visibilit&agrave; e voce a una proposta  d&#8217;azione, anticapitalista e rivoluzionaria, facendola conoscere a pi&ugrave; ampi settori di massa, e  favorendo l&#8217;organizzazione  attorno ad essa degli gli strati pi&ugrave; coscienti dei lavoratori e dei giovani. Questa &egrave; la ragione della nostra presentazione elettorale, in contrapposizione a tutti gli altri partiti.<\/p>\n<p> A differenza di ogni altra forza politica, non siamo a caccia di assessorati e prebende a braccetto col PD. Non siamo alla ricerca di pacche sulle spalle di ambienti benpensanti e della loro legittimazione. Noi non abbiamo altro interesse da difendere che l&#8217;interesse dei lavoratori e la loro liberazione. Non facciamo politica per prendere voti, ma chiediamo voti a una politica : una politica  intransigente di difesa del lavoro.<\/p>\n<p>Non a caso siamo l&#8217;unico partito della sinistra italiana a non aver mai tradito i lavoratori. A non aver mai votato- in cambio di ministeri- missioni di guerra, sacrifici sociali, regali alle banche. A non aver mai  votato, in cambio di assessori, i tagli alla sanit&agrave; , le privatizzazioni dei trasporti, il rincaro tariffe, come in Liguria. Siamo stati e saremo ovunque, ad ogni livello, da una parte sola. La parte degli sfruttati contro gli sfruttatori, i loro governi, le loro giunte. Non abbiamo l&#8217;ambizione  nazionale di allearci col PD o di non essere scaricati dal PD, che oggi sostiene il governo Monti e tutte le sue porcherie contro i lavoratori. Abbiamo un ambizione pi&ugrave; grande: unire gli sfruttati contro tutti i loro avversari per realizzare una societ&agrave; a misura d&#8217;uomo. Una societ&agrave; socialista.<\/p>\n<p>Questo patrimonio di coerenza &egrave; decisivo perch&egrave; la sinistra e il suo popolo possano tornare a vincere. La sinistra non ha perso affatto perch&egrave; troppo &ldquo;divisa&rdquo;. Ha perso perch&egrave; ha cessato di essere tale. Tutte le sinistre erano unite al governo in anni recenti a votare le leggi di precarizzazione dei giovani e le finanziarie lacrime e sangue contro i lavoratori. Altro che sinistre &ldquo;divise&rdquo;! Tutte le sinistre sono unite, al di l&agrave; delle diversit&agrave; di sigla, nelle giunte di centrosinistra a votare il taglio delle spese sociali. E se litigano spesso tra loro &egrave; solo perch&egrave; si disputano poltrone e ruoli nelle stesse giunte in cui insieme siedono. Altro che sinistre &ldquo;divise&rdquo;!<\/p>\n<p> La verit&agrave; &egrave; che c&#8217;&egrave; bisogno finalmente di una sinistra vera, di una sinistra che non tradisca.<br \/>\n<br \/>Solo una sinistra vera pu&ograve; unire davvero i lavoratori, i precari, i disoccupati contro i loro avversari. Pu&ograve; contrastare le mistificazioni dominanti.  Pu&ograve; aprire una pagina nuova. Il PCL &egrave; impegnato , controcorrente,con tutte le sue forze in questa prospettiva: unire in una vera sinistra tutti coloro che vogliono ribellarsi all&#8217;esistente, per costruire una societ&agrave; liberata dalla dittatura del profitto.<\/p>\n<p>IL CAPITALISMO E&#8217; FALLITO.  E&#8217; NECESSARIA UNA  ALTERNATIVA  DI  SOCIETA&#8217;<\/p>\n<p>Il capitalismo &egrave; fallito.<\/p>\n<p>Venti anni fa, dopo il crollo del Muro di Berlino, ci avevano raccontato la favola di un futuro radioso dell&#8217;umanit&agrave;, grazie alla vittoria del capitalismo. E&#8217; accaduto l&#8217;opposto.  Il capitalismo si trova di fronte alla crisi pi&ugrave; grave degli ultimi 80 anni, e non sa come uscirne. Nel frattempo prova a scaricare la propria crisi sulle condizioni sociali  , di lavoro e di vita, della maggioranza dell&#8217;umanit&agrave;.<\/p>\n<p>Ovunque si distruggono i contratti nazionali di lavoro, ovunque si precarizzano le giovani generazioni, ovunque si saccheggia l&#8217;ambiente come mai in passato, ovunque tornano i venti di guerra per la spartizione del petrolio e delle materie prime, ovunque riemergono le pulsioni malate del razzismo, in una guerra disperata tra poveri. Si &egrave; tornati indietro di un secolo . Alla faccia del.. &ldquo;progresso&rdquo; e della &ldquo;modernit&agrave;&rdquo;!<\/p>\n<p> Il lavoro e le prestazioni sociali  sono  la prima vittima del capitale in crisi. Cos&igrave; in tutta Europa, cos&igrave; in Italia.  Se in Europa siamo ormai a 20 milioni di disoccupati, in Italia la disoccupazione giovanile ha raggiunto il 30%. Mentre Confindustria e Fiat mirano al cuore dell&#8217;articolo 18 e sbattono fuori dalle fabbriche la Fiom e i diritti dei lavoratori, come non accadeva dagli anni 30. Dopo aver precarizzato una intera generazione.<\/p>\n<p> Parallelamente,  istruzione pubblica, sanit&agrave; e pensioni  diventano carne da macello per pagare gli interessi alle banche. Tutta la campagna ossessiva a favore dei tagli e dei sacrifici in nome del &ldquo;debito pubblico&rdquo; vuol dire concretamente una cosa sola: spolpare definitivamente ci&ograve; che &egrave; rimasto delle vecchie conquiste sociali per pagare gli interessi ai banchieri, grandi detentori dei titoli di stato. Lo Stato italiano versa ogni anno nelle tasche delle banche 90 miliardi di Euro. Le giunte locali di ogni colore versano complessivamente ogni anno ai banchieri 70 miliardi. Ecco a cosa servono i sacrifici sempre pi&ugrave; insopportabili imposti a lavoratori ,pensionati, cittadini: a pagare  quegli stessi banchieri che con le loro speculazioni e truffe sono i primi responsabili della grande crisi! Altro che &ldquo;democrazia&rdquo;!  La grande maggioranza della popolazione viene sacrificata alla dittatura di una piccola minoranza di industriali e banchieri. I principali partiti (di ogni colore) e i loro governi, nazionali e locali, sono solo gli esattori del capitale finanziario. Non a caso  PDL, PD, UDC- i grandi sostenitori del governo Monti-sono tutti sul libro paga di industriali e banchieri, come rivelano i loro bilanci pubblici ( al netto di gigantesche ruberie e mazzette &ldquo;private&rdquo;).<\/p>\n<p>Pensare di &ldquo;riformare&rdquo; questo stato di cose &egrave; pura utopia.<br \/>\n<br \/>Chi ha diffuso a sinistra in questi anni la leggenda di un possibile governo &ldquo;amico&rdquo; che possa risolvere la crisi a vantaggio dei lavoratori, ha raccontato frottole, per giustificare la propria corsa a ministeri o assessorati . I governi Prodi, Zapatero, Obama, sono stati il cimitero di queste fandonie e illusioni. L&#8217;univa via -certo difficile ma reale-  &egrave; quella di rovesciare questo stato di cose.  Mettendo in discussione il capitalismo e le sue radici. Rifiutando  il pagamento del debito pubblico ai banchieri strozzini. Nazionalizzando le banche ( con piena tutela dei piccoli risparmiatori), e unificandole in una unica banca pubblica, sotto controllo sociale. Espropriando le grandi aziende sotto il controllo dei lavoratori, a partire da quelle che licenziano e ignorano i diritti sindacali ( Fiat in testa).  Ripartendo il lavoro esistente fra tutti, secondo un piano democraticamente definito dai lavoratori stessi, in modo che nessuno ne sia privato. Avviando un grande piano di opere sociali ( riassetto ambientale, fonti energetiche alternative, trasporto pubblico, edilizia scolastica e popolare, riparazione della rete idrica, bonifica del territorio a partire dall&#8217;amianto..), che dia nuovo lavoro a  milioni di disoccupati ( italiani e migranti) e che sia finanziato dalla tassazione progressiva delle grandi ricchezze, dall&#8217;abbattimento dei privilegi istituzionali e clericali, dall&#8217;abbattimento delle spese militari e di guerra, dalle enormi risorse risparmiate con il ripudio del debito ai banchieri e la nazionalizzazione delle banche. A proposito della &ldquo;lotta agli sprechi&rdquo;..<\/p>\n<p>Questo programma indica l&#8217;unica via possibile di alternativa. Ma non sar&agrave; realizzato n&eacute; dai governi avversari, n&eacute; dalla pura pressione dei movimenti, n&eacute; dalle grida populiste di qualche comico guru, come Beppe Grillo ( che apre a Monti, difende gli evasori di Cortina, nega i diritti dei figli dei migranti,..). Pu&ograve; essere realizzato solo da un governo dei lavoratori e della popolazione povera:  un governo che pu&ograve; essere imposto solo da una sollevazione popolare.<\/p>\n<p> Lavorare in ogni lotta a questo sbocco &egrave; il nostro impegno quotidiano. La campagna elettorale &egrave; solo un terreno collaterale e provvisorio di questo nostro lavoro . Un nostro eletto\/a, in qualsiasi sede istituzionale, sarebbe solo un tribuno di questa battaglia generale, in  un rapporto indissolubile con le ragioni di tutti gli oppressi. Un eletto dei lavoratori, al loro servizio, per una alternativa di societ&agrave;. Non un agente dell&#8217;avversario tra i lavoratori a difesa di questa societ&agrave;, come troppe volte &egrave; successo.<\/p>\n<p>IL CENTROSINISTRA A GENOVA: COMITATO D&#8217;AFFARI DEI POTERI FORTI E DEL PROFITTO AI DANNI DELLA POPOLAZIONE POVERA.<\/p>\n<p>Negli ultimi 30 anni, sotto  le amministrazioni di centrosinistra,  Genova ha perso una parte cospicua del suo patrimonio produttivo: fabbriche chiuse o delocalizzate, ridimensionamento di altre(vedi  Ilva e Ansaldo), possibile chiusura di Fincantieri, ridimensionamento del porto, declassamento della rete ferroviaria . La dismissione delle fabbriche e dell&#8217;indotto ha causato  una perdita enorme di posti di  lavoro, di capacit&agrave; e di ricchezza per la citt&agrave;:  6000 posti di lavoro in meno tra il 2008 e il 2011, espansione geometrica del lavoro nero e irregolare, 12000 lavoratori in cassa integrazione o in mobilit&agrave; nel solo 2011. Un ciclone devastante, sospinto dalle crisi capitalista, che i governi locali hanno semplicemente gestito, quali curatori fallimentari  del disastro.<\/p>\n<p>Parallelamente la mole di lavori pubblici in citt&agrave; e dintorni non solo non ha compensato la perdita di lavoro di industria e servizi, ma si &egrave; trasformata in un fattore di deturpamento del territorio ( mostro urbanistico di &#8216;Erzelli, speculazioni della SPA parcheggi, minaccia ai parchi cittadini come all&#8217;Acquasola e a Nervi, privatizzazione di fatto dei caruggi tramite i cancelli) e in un mercato di mazzette e corruzione. Non a caso  l&#8217;attuale Piano Urbanistico Comunale ha fatto propri i dettati dei costruttori, ignorando le richieste e osservazioni delle stesse associazioni ambientaliste. Mentre  sono sotto gli occhi di tutti le enormi responsabilit&agrave; dei governi locali ( regionale e comunale) nelle concause del disastro provocato dalla recente alluvione e nella gestione della drammatica emergenza : mancata pulitura dei fiumi,  licenza di costruzione lungo gli argini, mancate opere pubbliche strutturali, quali lo scollamatore del Bisagno.. La legge del profitto e le sue compatibilit&agrave; l&#8217;hanno fatta insomma da padrone, a danno  della sicurezza pi&ugrave; elementare del territorio.<\/p>\n<p>Le giunte cittadine di centrosinistra, al pari delle corrispondenti giunte provinciali e regionali, non solo non hanno contrastato (se non a parole) la stretta dei trasferimenti pubblici dei governi nazionali ( inclusi quelli di centrosinistra), ma hanno gestito -disciplinate ed obbedienti- tutte le conseguenze sociali di quella stretta: aumentando il proprio indebitamento verso le banche, e dunque esponendosi alla loro pratica usuraia, a scapito delle risorse pubbliche (  pagamento di interessi onerosi e crescenti);  affidando servizi pubblici a cooperative private;  precarizzando i rapporti di lavoro nella stessa amministrazione pubblica; tagliando la spesa sociale in tutti i suoi aspetti, persino nella manutenzione ordinaria dell&#8217;arredo urbano  ( pulizia delle strade); privatizzando servizi fondamentali ( gestione dell&#8217;acqua e del gas,  mense scolastiche,  trasporto pubblico, strutture cimiteriali) con il relativo taglio di personale, peggioramento del servizio, rincaro delle tariffe.<\/p>\n<p>Dunque da ogni punto di vista, le giunte locali hanno operato come agenti degli industriali, dei banchieri, dei costruttori e pi&ugrave; in generale  del profitto . La subordinazione religiosa  al Patto di stabilit&agrave; imposte dalle finanziarie nazionali di centrodestra e centrosinistra ne &egrave; la misura. Il coinvolgimento ripetuto nel malaffare ( &ldquo;mensopoli&rdquo;) ne &egrave; il portato naturale.<br \/>\n<br \/>Non pu&ograve; esservi alternativa reale a tutto questo se non rovesciando questa logica: sfidando apertamente, anche sul terreno locale, la dittatura del capitale, e contrapponendovi le ragioni del lavoro e della maggioranza della societ&agrave;. Siano i lavoratori a governare Genova, non le banche, gli industriali e la Curia. Questa &egrave; l&#8217;unica reale alternativa<\/p>\n<p>NON UN PROGRAMMA &ldquo;PER GENOVA&rdquo;, MA PER I LAVORATORI, I PRECARI, I DISOCCUPATI GENOVESI.<br \/>\n<br \/>SIANO I LAVORATORI A GOVERNARE GENOVA, NON I BANCHIERI, GLI INDUSTRIALI, LA CURIA<\/p>\n<p>Le nostre rivendicazioni programmatiche, sul terreno comunale, sono dichiaratamente &ldquo;di parte&rdquo;. Rifiutano di recitare il mantra ipocrita dell&#8217;&rdquo;interesse generale della Citt&agrave;&rdquo;. Sposano dichiaratamente una parte della Citt&agrave; contro l&#8217;altra: la parte del lavoro, dei giovani precari, dei disoccupati, dei migranti ( la larga maggioranza della popolazione genovese) contro la parte dei salotti, della borghesia benpensante, dei poteri forti cittadini ( la piccola minoranza di banchieri ,industriali, costruttori, Curia, e dei loro ambienti ramificati). O di qua o di l&agrave;: in mezzo non si pu&ograve; stare. E noi stiamo senza riserve da una parte sola.<\/p>\n<p>Proprio per questo rifiutiamo apertamente la logica apparentemente &ldquo;realista&rdquo; delle cosiddette &ldquo;compatibilit&agrave;&rdquo;. A chi ci dice che la svolta che ci vorrebbe &ldquo;non &egrave; possibile&rdquo;, &ldquo;perch&egrave; c&#8217;&egrave; la crisi, perch&egrave; le risorse sono poche, perch&egrave; il comune ha competenze limitate, perch&egrave; non si pu&ograve; che obbedire alle leggi esistenti&rdquo; ecc, ecc, rispondiamo che  proprio la subordinazione a questa cultura , ad ogni livello, ha accompagnato negli ultimi 30 anni la  sconfitta drammatica del mondo del lavoro. Noi rifiutiamo questa logica.  La nostra logica non &egrave; quella  di gestire l&#8217;esistente, ma di rompere con le sue leggi. Non &egrave; quella della rassegnazione e della resa, &egrave; quella della rivolta. L&#8217;unica via per ritornare a vincere.<\/p>\n<p>Il nostro programma &ldquo;elettorale&rdquo;  &egrave; molto poco.. elettorale.<br \/>\n<br \/>Non si limita ad elencare i buoni propositi del nostro Candidato Sindaco, che  Sindaco non sar&agrave;. Ma presenta  innanzitutto quello che comunque facciamo e faremo a fianco dei lavoratori, precari, disoccupati genovesi, in opposizione alle giunte di centrosinistra o centrodestra. Sia se resteremo fuori del Consiglio Comunale. Sia, con  forza ben superiore, se la nostra candidata a sindaco sar&agrave; eletta.<\/p>\n<p>Le politiche di attacco al lavoro, di privatizzazione, di tagli sociali, continueranno purtroppo anche a Genova  sia che vinca  il centrosinistra, sia che vinca il centrodestra. Pensiamo solo al fatto che il candidato del Centrosinistra, Marco Doria, appena vinte le primarie, ha cominciato ad assicurare il PD e i poteri forti della citt&agrave; ( a partire dagli ambienti della Compagnia San Paolo di cui &egrave; consigliere): &ldquo;non esclude&rdquo; il taglio degli stipendi degli autisti ATM,  annuncia che  manterr&agrave; il caro tariffe nei servizi, loda la &ldquo;svolta&rdquo; del governo Monti.  E&#8217; la stessa logica di Pisapia e di Vendola: prendono voti a sinistra per gestire poi le politiche di sempre. Col primo che che taglia  a Milano 50 milioni di spese sociali , aumenta il prezzo del bus, gestisce il grande businness dell&#8217;Expo ( contro cui ha vinto le elezionii ). E il secondo che chiude 18 ospedali pubblici in Puglia, mentre regala centinaia di milioni alla clinica privata di Don Verz&egrave;.<\/p>\n<p>Noi ci opporremo con tutte le nostre forze a queste politiche, chiunque le gestisca. Come facciamo a Milano , in Puglia, e ovunque. Sosterremo tutte le lotte che si svilupperanno contro di esse. Lavoreremo a unificarle in una grande vertenza cittadina. Chiederemo incessantemente a tutte le sinistre cittadine ( politiche, sindacali, associative, di movimento) di rompere con esse e di combatterle, in ogni sede, a partire dalle piazze e dai luoghi di lavoro. Di rompere col PD ( e la UDC) in tutta la regione, cessando di votare tagli e privatizzazioni in cambio di assessorati. Di realizzare con noi un fronte unico delle sinistre al fianco dei lavoratori, contro le forze dominanti.<\/p>\n<p>Al tempo stesso non ci limiteremo all&#8217;opposizione. Non siamo solo &ldquo;antagonisti&rdquo;. Siamo comunisti. Non ci limitiamo a combattere l&#8217;attuale potere, vogliamo un altro potere, quello dei lavoratori, in funzione di un altra societ&agrave;, dove a comandare non siano le banche ma chi lavora.<\/p>\n<p>In questo senso avanziamo un programma di rivendicazioni radicali: tanto radicali quanto radicale &egrave; la crisi che i lavoratori subiscono e l&#8217;attacco che viene loro portato. E&#8217; il programma di una giunta di svolta a Genova, che abbia il coraggio di rompere apertamente con le regole del gioco del capitalismo e di battersi per un governo nazionale dei lavoratori.<\/p>\n<p>Una giunta di svolta dovrebbe innanzitutto:<\/p>\n<p>1)\tRifiutare di subordinarsi al Patto Finanziario di Stabilit&agrave; che sta strangolando i Comuni a vantaggio delle banche, e ripudiare il debito pubblico contratto con le banche: le risorse cos&igrave; risparmiate e recuperate vanno investite nei servizi pubblici e sociali, a tutela dei lavoratori e della popolazione povera.<\/p>\n<p>2)\tAbolire il finanziamento pubblico di scuole private, laiche o confessionali, devolvendo le risorse cos&igrave; risparmiate all&#8217;istruzione pubblica e agli asili. Opporsi al finanziamento regionale delle cliniche private, a vantaggio della sanit&agrave; pubblica e della cancellazione dei tickets. Tutti i servizi sociali devono essere pubblici, sotto controllo sociale. Tutte le aziende e servizi privatizzati  a Genova in tanti anni, vanno recuperati al controllo pubblico.<\/p>\n<p>3)\tRifiutare l&#8217;applicazione dell&#8217;IMU sulla prima casa popolare di abitazione ( tanto pi&ugrave; insopportabile per chi sta pagando mutui da rapina), e applicare un prelievo progressivo sulle seconde e terze case. Requisire le case sfitte, a partire da quelle detenute dalle grandi societ&agrave; immobiliari, e porle a disposizione della popolazione povera e bisognosa.  Requisire le grandi propriet&agrave; immobiliari del Clero ( esclusi i luoghi di culto), e usarle a fini sociali sotto controllo pubblico, a partire da strutture autogestite per i giovani e di strutture di ritrovo per anziani.<\/p>\n<p>4)\tPromuovere un autonomo controllo popolare sul territorio, col pieno coinvolgimento di comitati di quartiere e strutture sindacali, per censire in modo capillare tutti i casi di sfruttamento odioso del lavoro nero e irregolare, e di evasione fiscale e contributiva: imponendo la regolarizzazione dei lavoratori sfruttati (o la requisizione delle aziende responsabili) e investendo le risorse cos&igrave; recuperate  nell&#8217;assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari della pubblica amministrazione.<\/p>\n<p>5)\tAbbattere  i privilegi istituzionali: sindaco, assessori, consiglieri, dirigenti del Comune e delle aziende comunali dovranno avere uno stipendio non superiore a quello di un operaio specializzato. Le risorse cos&igrave; liberate dovranno partecipare al finanziamento di un salario sociale ai disoccupati in cerca di lavoro.<\/p>\n<p>6)\tVanno annullate le spese faraoniche oggi previste per opere speculative e anti ambientali, al servizio degli interessi di costruttori e privati ( piano Erzelli, inceneritore di Scarpino, Gronda..), investendo le risorse cos&igrave; liberate in un grande piano di rinascita sociale della citt&agrave;, capace di dare lavoro utile a migliaia di disoccupati, italiani e migranti: recupero pieno al controllo pubblico della gestione dell&#8217;acqua, riassetto idrogeologico del territorio,  piano generale di raccolta differenziata dei rifiuti, ampliamento dei consultori,  realizzazione dello scollamatore del Bisagno,  potenziamento del trasporto pubblico  cittadino, risanamento dell&#8217;edilizia scolastica e residenziale.<\/p>\n<p>Una simile giunta di svolta, e il suo programma-  proprio per il loro carattere di rottura- incontrerebbero  l&#8217;opposizione aperta dei governi nazionali ( e regionali) di ogni colore. E dunque potrebbero essere imposti e realizzati solo da una mobilitazione di massa straordinaria in aperta contrapposizione alle classi dirigenti. Anche a questo fine, l&#8217;intera macchina comunale andrebbe  rivista da cima a fondo: trasferendo il potere reale nelle strutture autorganizzate dei lavoratori e del popolo, quartiere per quartiere, e su scala cittadina. Una assemblea cittadina di delegati eletti nei posti di lavoro e nei quartieri, privi di ogni privilegio sociale, permanentemente revocabili dai loro elettori, sarebbe infinitamente pi&ugrave; forte, pi&ugrave; efficiente, pi&ugrave; democratica, pi&ugrave; economica, di qualsiasi  vecchia macchina burocratica dello Stato.  E&#8217; la prefigurazione di un altro Stato:  non pi&ugrave; lontano e  nemico dei lavoratori, ma organizzatore ed espressione della loro forza.<br \/>\n<br \/>Una simile giunta sarebbe a tutti gli effetti un organo di potere degli sfruttati contro sfruttatori. Per questo costituirebbe di per s&eacute;  un fattore di richiamo per i lavoratori di tutta Italia, e un atto di ribellione contro le classi dirigenti nazionali. Per questo sarebbe solo un passo in direzione di una alternativa generale,  uno strumento di lotta per un governo dei lavoratori in tutta Italia.<\/p>\n<p>E&#8217; naturale che sia cos&igrave;. Tutti i problemi sociali dei lavoratori, precari, disoccupati genovesi, possono essere risolti compiutamente solo su scala pi&ugrave; grande. Lottare a Genova per questa prospettiva generale di svolta, non &egrave; &ldquo;parlar d&#8217;altro&rdquo;: &egrave; l&#8217;unico modo coerente di battersi per gli obiettivi e le esigenze dei lavoratori genovesi. Fuori da questa prospettiva generale, ogni forma di radicalismo municipale rischierebbe, contro una sua apparente &ldquo;concretezza&rdquo;, di rimuovere la reale soddisfazione delle domande degli sfruttati.<\/p>\n<p>Peraltro solo una lotta radicale generale per una alternativa anticapitalista pu&ograve; strappare cammin facendo risultati parziali e concreti. Le classi dominanti sono disposte a concedere qualcosa solo quando hanno paura di perdere tutto. Rivendicare &ldquo;tutto&rdquo; &egrave; l&#8217;unico modo concreto di strappare qualcosa.  E viceversa. Respingere una prospettiva di lotta radicale, &egrave; il modo sicuro di non ottenere niente, e dunque di continuare ad arretrare lungo una discesa senza fondo.<\/p>\n<p>Per questo ci rivolgiamo a tutti gli sfruttati ed oppressi di questa citt&agrave;, a partire dalle persone pi&ugrave; combattive, pi&ugrave; generose,  pi&ugrave; coscienti, per dire loro la cosa pi&ugrave; semplice: uniamo le nostre forze attorno ad un programma di vera opposizione e di vera alternativa. Anche attraverso il voto: perch&egrave; ogni voto al PCL rafforzerebbe quel programma. Ma soprattutto al di l&agrave; del voto, nei luoghi di lavoro, nelle strade, nelle piazze: perch&egrave; l&igrave; si decider&agrave; chi comanda e chi obbedisce nella societ&agrave; italiana. Noi vogliamo  che al posto di comando vadano finalmente i lavoratori. Dare un partito a questo programma &egrave; l&#8217;impegno del Partito Comunista dei Lavoratori (PCL).<\/p>\n<p>PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI<br \/>\n<br \/>______________________________________________________________________________<\/p>\n<p>PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ANALISI E PROGRAMMA ELETTORALE PER IL COMUNE DI GENOVA PERCHE&#8217; IL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI (PCL) ALLE ELEZIONI Il Partito Comunista dei lavoratori partecipa alle&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-63745","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63745","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=63745"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63745\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=63745"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=63745"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=63745"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}