{"id":63859,"date":"2012-05-07T00:00:00","date_gmt":"2012-05-07T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2012\/05\/07\/voto-in-francia-e-greciala-crisi-europea-si-approfondiscela-necessita-di-unalternativa-rivoluzionaria\/"},"modified":"2012-05-07T00:00:00","modified_gmt":"2012-05-07T00:00:00","slug":"voto-in-francia-e-greciala-crisi-europea-si-approfondiscela-necessita-di-unalternativa-rivoluzionaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2012\/05\/07\/voto-in-francia-e-greciala-crisi-europea-si-approfondiscela-necessita-di-unalternativa-rivoluzionaria\/","title":{"rendered":"VOTO IN FRANCIA E GRECIA\n<br>LA CRISI EUROPEA SI APPROFONDISCE\n<br>LA NECESSITA&#8217; DI UN&#8217;ALTERNATIVA RIVOLUZIONARIA"},"content":{"rendered":"<p>I risultati elettorali del 6 Maggio in diversi paesi europei riflettono la profonda crisi di consenso delle politiche dominanti.<br \/>\n<br \/>Tutti i governi borghesi, di ogni colore, subiscono una crisi di rigetto della maggioranza della societ&agrave;.<br \/>\n<br \/>Ovunque, in forme diverse, il combinato della crisi sociale e della crisi politica dei governi alimenta una polarizzazione politica del voto, ben al di l&agrave; del recinto della tradizionale alternanza.<br \/>\n<br \/>In Francia il rigetto di Sarkosy premia la socialdemocrazia francese, dentro l&#8217;alveo apparente di un normale ricambio di governo: ma l&#8217;ascesa combinata della sinistra riformista del Fronte de Gauche ( Malenchon) e soprattutto del movimento neofascista del Fronte Nazionale ( Le Pen)indebolisce la stabilit&agrave; politica del ricambio, tanto pi&ugrave; a fronte della continuit&agrave; della crisi sociale.<br \/>\n<br \/>In Grecia il ripudio di massa del massacro sociale imposto al popolo greco si traduce nel collasso elettorale dei due partiti di governo, ed in particolare della vecchia socialdemocrazia ( Pasok): spingendo ad una polarizzazione politica estrema tra la forte ascesa della sinistra riformista ( Syriza) da un lato, e la minacciosa avanzata di forze neonaziste ( Alba dorata) dall&#8217;altro.<br \/>\n<br \/>Ne consegue un quadro di estrema instabilit&agrave; politica che il prossimo governo di unit&agrave; nazionale, sotto il peso della crisi, contribuir&agrave; ulteriormente ad alimentare.<\/p>\n<p>Le elezioni sono il termometro della crisi, non certo la sua soluzione. Dopo 5 anni di crisi capitalista e di enormi sacrifici sociali, la maggioranza della societ&agrave; esprime col voto una domanda di svolta. Ma il ritardo del movimento operaio nel costruire la propria alternativa alla crisi sociale, alimenta una massa critica di populismo reazionario, variamente composto, che &egrave; senza precedenti nell&#8217;Europa del dopoguerra. Questo &egrave; il fondamento sociale del voto del 6 Maggio.<\/p>\n<p>Tanto pi&ugrave; in questo quadro, le stesse forze beneficiarie, a sinistra, della domanda di cambiamento sono del tutto incapaci di darle una prospettiva.<\/p>\n<p>Il governo socialdemocratico di Hollande agir&agrave; in tutto e per tutto dentro il quadro del capitalismo francese e dei suoi interessi in Europa. Il suo tentativo sar&agrave; quello di negoziare col capitalismo tedesco un nuovo equilibrio della politica comunitaria tra &ldquo;rigore&rdquo; di bilancio e spese per &ldquo;la crescita&rdquo;: e per questo Hollande riceve l&#8217;appoggio politicamente trasversale di quelle forze politiche europee interessate ad allentare la pressione della BCE ai fini della salvaguardia dei propri elettorati. Ma &ldquo;aggiungere la crescita al rigore&rdquo; significa in prosa una cosa sola: il rigore antioperaio continuer&agrave; dentro le maglie di un fiscal compact che lo stesso Hollande non mette come tale in discussione; mentre i possibili pi&ugrave; ampi margini di spesa, gi&agrave; contenuti dal debito statale verso le banche, serviranno per lo pi&ugrave; a finanziare il pagamento del debito alle imprese e alle banche, cio&egrave; la gestione del &ldquo;rigore&rdquo;. Nel frattempo la recessione economica in Europa continuer&agrave; a distruggere milioni di posti di lavoro. Il governo Hollande, gi&agrave; sostenuto dal borghese Bayrou ( il Casini francese), non dar&agrave; alcuna svolta ai lavoratori francesi ed europei: sar&agrave; solo un capitolo delle politiche di austerit&agrave; sullo sfondo di una crisi capitalistica irrisolta.<\/p>\n<p>A loro volta le sinistre riformiste di Francia e di Grecia sono incapaci per loro natura di rispondere alla gravit&agrave; della crisi di cui sono elettoralmente beneficiarie.<br \/>\n<br \/>Fronte de Gauche e Syriza sono due diverse riedizioni del bertinottismo italiano: retorica sociale, prosa immaginifica, vocazione ministeriale. <\/p>\n<p>Malenchon, gi&agrave; sostenitore appassionato dell&#8217;intervento militare imperialista in Libia, mira a conquistare una massa critica di consenso con cui negoziare con la socialdemocrazia da cui proviene. A questo fine non entrer&agrave; probabilmente nel governo Hollande, ma lo sosterr&agrave; &ldquo;criticamente&rdquo; dall&#8217;esterno (come Bertinotti fece col primo governo Prodi, votando l&#8217;introduzione del lavoro interinale). In ogni caso rimuover&agrave; il proprio ruolo di opposizione a sinistra, lasciando alla destra peggiore la prateria dell&#8217;opposizione. Un disastro annunciato.<\/p>\n<p>Syriza ha sicuramente raccolto una grande domanda di cambiamento a sinistra; ha capitalizzato il crollo del PASOK ; ha beneficiato della politica immobile del KKE stalinista, interamente dedita ad una politica di divisione delle lotte funzionale alla pura autoconservazione del proprio spazio politico e istituzionale. Ma il suo programma di negoziazione del debito greco, contro la proposta del suo annullamento; la sua proposta di un controllo pubblico sulle banche private, contro la rivendicazione della loro nazionalizzazione; le sue illusioni su una possibile &ldquo;Europa sociale e democratica&rdquo; in ambito capitalistico, contro la rivendicazione degli Stati Uniti Socialisti d&#8217;Europa, la confinano nell&#8217;ambito di un riformismo impotente, del tutto incapace di tracciare una via d&#8217;uscita dalla crisi. Cos&igrave; ha commentato un inviato de Il Manifesto a pochi giorni dal voto: &ldquo;Il programma di Syriza &egrave; in realt&agrave; talmente moderato da poter piacere a tutte le forze semplicemente antiliberiste&rdquo;. C&#8217;&egrave; poco da aggiungere. Se non che il puro antiliberismo ha poco da dire di fronte alla crisi strutturale del capitalismo europeo, e al fallimento in essa dell&#8217;interventismo pubblico keynesiano degli Stati.<\/p>\n<p>La verit&agrave; &egrave; che la crisi europea ripropone con pi&ugrave; forza il nodo di fondo: o il movimento operaio imporr&agrave; la propria soluzione della crisi con un&#8217;azione rivoluzionaria di massa, o la profondit&agrave; della crisi capitalista trasciner&agrave; contro il movimento operaio la barbarie sociale e la reazione politica. Sullo sfondo della pi&ugrave; grande crisi capitalista degli ultimi 80 anni, rivoluzione e reazione tenderanno a confrontarsi come negli anni 20 e 30.<\/p>\n<p>La costruzione di partiti rivoluzionari in tutto il continente &egrave; l&#8217;unica risposta vera alla disperazione sociale che percorre l&#8217;Europa. E l&#8217;unica risposta di fondo alla stessa minaccia reazionaria.<\/p>\n<p>PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I risultati elettorali del 6 Maggio in diversi paesi europei riflettono la profonda crisi di consenso delle politiche dominanti. 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