{"id":63958,"date":"2012-07-15T00:00:00","date_gmt":"2012-07-15T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2012\/07\/15\/30-giugno-1960-un-grande-movimento-antifascista-sbarro-la-strada-al-msi-e-al-governo-tambroni\/"},"modified":"2012-07-15T00:00:00","modified_gmt":"2012-07-15T00:00:00","slug":"30-giugno-1960-un-grande-movimento-antifascista-sbarro-la-strada-al-msi-e-al-governo-tambroni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2012\/07\/15\/30-giugno-1960-un-grande-movimento-antifascista-sbarro-la-strada-al-msi-e-al-governo-tambroni\/","title":{"rendered":"30  GIUGNO  1960 \n<br>UN  GRANDE  MOVIMENTO  ANTIFASCISTA  SBARRO&#8217;  LA STRADA \n<br>AL&#8217;  MSI  E  AL  GOVERNO  TAMBRONI"},"content":{"rendered":"<p>Nella primavera del 1960, a 15 anni dalla Liberazione dal Nazifascismo, i poteri forti della borghesia italiana aprirono le porte alla partecipazione dei neofascisti (MSI) ad un governo nazionale, quello presieduto dal&#8217; On. Ferdinando Tambroni. Un politico marchigiano, che nel 1925 aveva abbandonato il Partito Popolare per iscriversi al Fascismo, e dopo la Liberazione era entrato nella DC, e nel 1953-55 aveva  ricoperto l&#8217;incarico di Ministro della Marina Mercantile.<\/p>\n<p>Tambroni si era impegnato, tra le varie cose, ad appianare i debiti della stampa fascista &ldquo;Secolo d&#8217;Italia&rdquo; con una serie di provvedimenti legislativi al limite della legalit&agrave; e con finanziamenti di oscura provenienza, e si era impegnato a finanziare la campagna elettorale del&#8217; MSI con soldi pubblici. Inoltre aveva promesso  l&#8217;aumento delle pensioni ai militari e l&#8217;equiparazione, a fini pensionistici, dello status di ex combattenti della Repubblica Sociale a quello dei  normali militari di carriera. Tutti impegni che manterr&agrave; fino in fondo.<br \/>\n<br \/>Il Governo Tambroni venne eletto definitivamente il 29 Aprile 1960: tra i politici che ne fecero parte, ricordiamo G. Andreotti che fu Ministro della Difesa, P.E.Taviani in qualit&agrave; di Ministro del Tesoro, M. Rumor che ne fu Ministro dell&#8217; Agricoltura e O. L. Scalfaro che fu sottosegretario del Ministero dell&#8217; Interno.<br \/>\n<br \/>Tutti politici che ritroveremo ancora negli anni seguenti.<\/p>\n<p>Sia durante il periodo di formazione del governo Tambroni (8 &ndash; 29 Aprile) e sia immediatamente dopo non mancarono mai le manifestazioni di protesta, in pi&ugrave; parti d&#8217;Italia, contro l&#8217;annunciata presenza dei neofascisti al governo nazionale. Per es. il 25, in occasione dell&#8217;anniversario della Liberazione, nel 26 a Reggio Emilia, dove ci fu un&#8217;importante manifestazione di protesta, e il 29 a Milano e a Sesto S.Giovanni dove si svolsero dei cortei anti Tambroni che vennero repressi dalla polizia.<br \/>\n<br \/>A seguito di ci&ograve;, nella serata del 29 il Viminale comunicher&agrave; a tutti i questori e prefetti d&#8217;Italia l&#8217;ordine tassativo di impedire qualsiasi manifestazione contraria al governo Tambroni, e come primo effetto di questo provvedimento, si avranno numerose perquisizioni di sedi e tipografie con sequestri di materiale di propaganda.<\/p>\n<p>Se era la prima volta che i neofascisti partecipavano ad un governo nazionale, cos&igrave; non pu&ograve; dirsi per le realt&agrave; locali, infatti ben 31 amministrazioni locali, di paesi e citt&agrave;, si reggevano o si erano rette in passato, grazie ai voti di consiglieri comunali del&#8217; MSI : ad es. in tutta la Sicilia, a Roma e a Genova. Gi&agrave;, proprio a Genova, c&#8217;era stata l&#8217;Amministrazione Pertusio che dal 1956 fino al 1959 si era retta con i voti determinanti dell&#8217; MSI e fra i consiglieri che ne avevano fatto parte troviamo Gianni Baget Bozzo, che in seguito lascer&agrave; la politica per dedicarsi alla carriera ecclesiastica.<\/p>\n<p>Va ricordato, inoltre, che la gran parte degli organi costitutivi dello Stato Repubblicano, avevano avuto un passato all&#8217;interno del Regime Fascista: su 64 prefetti in attivit&agrave; nel 1960, tutti tranne due, erano stati funzionari del Ministero degli Interni del governo fascista; su 241 vice-prefetti, tutti avevano iniziato la loro carriera nella burocrazia del regime fascista, su 10 ispettori generali di PS, ben 7 avevano gi&agrave; operato sotto il regime di Mussolini, infine, su 135 questori in attivit&agrave; nel 1960, ben 120 erano entrati in polizia sotto il fascismo.<\/p>\n<p>Tutto questo per capire meglio il contesto dei fatti del 1960 e a dimostrazione, come ha scritto Renzo Del Carria  in &ldquo;Proletari senza rivoluzione&rdquo; vol 5^- cap.1^ (ediz. Savelli 1977), dei limiti della guerra di Liberazione del 1943-&#8217;45, che era rimasta una rivoluzione interrotta per non aver saputo &ldquo;distruggere&rdquo; lo Stato borghese, che si era ricostituito sotto l&#8217;egida degli americani, dei grossi industriali e del vecchio apparato burocratico-fascista. <\/p>\n<p>Il 14 Maggio il Direttivo del&#8217; MSI annunci&ograve; che il prossimo congresso nazionale del partito si sarebbe tenuto a Genova, dal 2 al 4 Luglio.  Si trattava di una provocazione intollerabile per Genova, medaglia d&#8217;oro della Resistenza, citt&agrave; che aveva pagato un tributo altissimo in termini di partigiani uccisi o torturati dai nazifascisti. E da quel momento a Genova e in tutto il paese, inizi&ograve; un ampio movimento antifascista che port&ograve; a grandi manifestazioni di piazza, a grandi scioperi e cortei, contro il governo Tambroni, e  i neofascisti. E tali proteste aumentarono di intensit&agrave; e partecipazione, quando nei giorni seguenti, fu annunciato che a presiedere il congresso dell&#8217; MSI sarebbe stato Carlo Emilio Basile, che era stato prefetto di Genova durante la Repubblica Sociale Italiana (1943-&#8217;45) e fu il maggior responsabile di uccisioni, arresti e torture di partigiani ( es. quelle praticate nella Casa dello Studente di c.so Gastaldi ) e della deportazione di operai in Germania.<br \/>\n<br \/>Fra gli altri partecipanti al congresso dell&#8217; MSI erano stati annunciati L. Falloppa, noto come il capo delle Brigate Nere della provincia di Genova e J.V. Borghese, ex comandante della X Mas che aveva operato in Liguria contro i partigiani.<\/p>\n<p>A partire dal 6 Giugno, su impulso delle organizzazioni politiche antifasciste (PCI-PSI-PRI-PSDI-Radicali) e dell&#8217; Associazione Nazionale Partigiani d&#8217; Italia (ANPI) venne costituito un Coordinamento Antifascista col compito di coordinare tutte le iniziative politiche e di piazza per opporsi al preannunciato congresso del&#8217; MSI. E fu redatto unitariamente il famoso manifesto:  &ldquo;MSI=Fascismo,Fascismo=Nazismo,Nazismo=camere a gas&rdquo;che verr&agrave; affisso in tutte le citt&agrave; d&#8217;Italia. Il 19 giugno,<br \/>\n<br \/>l&#8217; MSI tent&ograve; l&#8217;anteprima, cio&egrave; l&#8217;inaugurazione della nuova sede del&#8217; MSI a Chiavari, in provincia di Genova. Ma la risposta fu immediata: una grande folla imped&igrave; l&#8217;evento, bloccando tutte le vie di accesso alla sede, nella quale rimasero rinchiusi 5 missini, che solo in tarda serata poterono uscire.<br \/>\n<br \/>Nella mattinata del 25 vi fu uno sciopero generale dei portuali genovesi che partito dal porto si concluse al Sacrario dei Partigiani in via XX Settembre. Contemporaneamente un corteo di centinaia di studenti e professori partito dalla facolt&agrave; di Scienze e Fisica giunse alla Casa dello Studente. Nel pomeriggio si svolse una manifestazione con corteo di un migliaio di giovani, che vennero caricati dalla Celere in via XX Settembre. Immediatamente  iniziarono violenti scontri che proseguirono fino a tarda sera.<br \/>\n<br \/>Il 28 giugno in 30mila parteciparono al grande comizio di piazza della Vittoria tenuto da S.Pertini, che chiese esplicitamente la messa in fuorilegge del&#8217; MSI per ricostituzione del partito fascista.<br \/>\n<br \/>Altre manifestazioni analoghe si svolsero a Savona, Vado Ligure,Casale Monferrato, Novara, Padova, Bologna, Ravenna e Torino.<\/p>\n<p>La camera del Lavoro proclam&ograve; lo sciopero generale per il 30 giugno, dalle ore 14 alle 20.<br \/>\n<br \/>La CISL decise di non aderire allo sciopero ma lasci&ograve; libert&agrave; di scelta ai suoi iscritti; la UIL si oppose e invit&ograve; i suoi iscritti al boicottaggio.<\/p>\n<p>Si arriva cos&igrave; al 30 Giugno: in giornata si svolsero manifestazioni, comizi e cortei antifascisti in molte citt&agrave; d&#8217;Italia: Alessandria, Reggio Emilia, La Spezia, Savona, Sarzana, Roma, Napoli, Torino (dove ci saranno scontri con la polizia ), e in altre citt&agrave;.<\/p>\n<p>A Genova tutta la citt&agrave; partecip&ograve; allo sciopero generale:  fabbriche, autobus, tram e taxi fermi, negozi chiusi, ci fu la paralisi totale.<br \/>\n<br \/>Da via Balbi, sede della Camera del Lavoro di Genova, part&igrave; un grande corteo (pi&ugrave; di 100mila manifestanti) con alla testa le delegazioni con i gonfaloni delle citt&agrave; decorate per la Resistenza. Il corteo attravers&ograve; via XX Settembre per l&#8217;omaggio al Sacrario e si concluse alle ore 17 in piazza della Vittoria, dopo il comizio conclusivo di un dirigente del&#8217; ANPI genovese.<br \/>\n<br \/>Sulla strada del ritorno, circa 300 manifestanti decisero di fare una sosta in piazza De Ferrari, in maniera del tutto pacifica.<br \/>\n<br \/>E&#8217; a questo punto che, senza nessuna giustificazione, la Celere inizi&ograve; a lanciarsi contro i manifestanti facendo caroselli con le jeep. La folla fu dispersa nelle vie intorno alla piazza, e con l&#8217;arrivo di altri manifestanti, iniziarono gli scontri.<br \/>\n<br \/>Contro la polizia venne lanciato di tutto: pietre, biciclette, cartelli pubblicitari, sedie e tavolini dei bar, travi di legno, bottiglie, vasi.<br \/>\n<br \/>La polizia spar&ograve; all&#8217;impazzata e ad altezza d&#8217;uomo lacrimogeni e proiettili di pistola e un giovane rester&agrave; ferito e portato all&#8217;ospedale. Quattro jeep vennero bloccate e incendiate nelle vie adiacenti. Pi&ugrave; di 100 agenti rimarranno feriti o contusi, circa 60 i feriti tra i dimostranti.<br \/>\n<br \/>I dirigenti del&#8217; ANPI intervennero a pi&ugrave; riprese tra i manifestanti per cercare di fermare gli scontri. In una delle tante foto di questa giornata, si vede G.Gimelli, segretario dell&#8217;ANPI genovese, in piedi sul tetto di una macchina in via XX Settembre, che parla alla folla per far cessare gli scontri. Solo alle ore 20 gli scontri cesseranno, dopo che la polizia inizier&agrave; a ritirarsi, portandosi dietro una sessantina di arrestati.<br \/>\n<br \/>In tarda serata La Camera del Lavoro proclam&ograve; lo sciopero generale per il 2 Luglio, che verr&agrave; poi revocato il giorno seguente.<\/p>\n<p>Nella giornata del 1 Luglio si svolgeranno in tutte le citt&agrave; d&#8217;Italia scioperi e cortei di solidariet&agrave; per i fatti di Genova: da Venezia a Pisa, da Livorno a Palermo, da Torino a Roma.<br \/>\n<br \/>Si calcola che 500 mila lavoratori fossero mobilitati e pronti a scendere in piazza per lo sciopero del 2 Luglio. E&#8217; a questo punto che il governo cap&igrave; di avere perso la partita, e nella Mezzanotte del 1 Luglio venne diramato un comunicato ufficiale firmato da Tambroni, che annunciava  il ritiro<br \/>\n<br \/>al&#8217; MSI del permesso di tenere il proprio congresso di partito.<br \/>\n<br \/>Il congresso del&#8217; MSI a Genova non si far&agrave; pi&ugrave; .!<\/p>\n<p>Nei 10 giorni seguenti centinaia di citt&agrave; d&#8217;Italia, grandi e piccole, manifesteranno contro il governo Tambroni  e la sua politica &ndash; tra queste vanno ricordate  Reggio Emilia &#8211;  Palermo &ndash; Licata &ndash; Catania , dove la dura repressione della polizia provoc&ograve; la morte di 12 manifestanti e il ferimento di 134. Qualche giorno dopo il governo Tambroni, sostenuto dai fascisti, cadr&agrave; e gli succeder&agrave; un governo monocolore democristiano presieduto da Fanfani con l&#8217;appoggio esterno dei socialisti del PSDI, per la prima volta dal dopoguerra.<\/p>\n<p>La lotta delle masse popolari blocc&ograve; cos&igrave; il tentativo reazionario di ridare cittadinanza al fascismo.<br \/>\n<br \/>E fu l&#8217;ennesima prova del forte sentimento antifascista, ancora presente nelle masse, e della convinzione diffusa che dietro ai fascisti ci fossero a sostenerli i padroni, la polizia, e il governo.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, i fatti del Giugno-Luglio 1960 fecero comprendere alla borghesia e agli altri poteri forti, Vaticano in primis, che era diventato necessario praticare governi di centrosinistra, per meglio imbrigliare le masse nei gangli del sistema capitalista.<br \/>\n<br \/>Il governo Fanfani del 1960 &egrave;, in tal senso, il &ldquo;padre&rdquo; dei successivi governi di centrosinistra, fino ad arrivare a quelli del giorno d&#8217;oggi, fino alle larghe intese per sostenere i governi tecnici, non ultimo l&#8217;attuale governo Monti . Con tutti i risultati negativi per le masse, che conosciamo. <\/p>\n<p>Oggi, a pi&ugrave; di 50 anni da quei fatti, per noi comunisti-rivoluzionari non solo &egrave; doveroso celebrarli e propagandarne la conoscenza, ma &egrave; altres&igrave; fondamentale propagandare quel sentimento antifascista che oggigiorno &egrave; meno diffuso, e collegarlo con la necessit&agrave; imprescindibile di lottare per l&#8217;abbattimento dell&#8217;attuale societ&agrave; capitalista, per l&#8217;edificazione di una societ&agrave; alternativa, il comunismo.<\/p>\n<p>14-07-2012<\/p>\n<p>Fonti:<\/p>\n<p>Renzo Del Carria, &ldquo;Proletari senza rivoluzione&rdquo; vol 5^- 1^ cap.,  ediz. Savelli 1977, Roma.<br \/>\n<br \/>Riccardo Navone, &ldquo;30 Giugno. La Resistenza continua&rdquo;, ediz.  COEDIT  2010, Genova.<\/p>\n<p>L.S. (PCL- Genova)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella primavera del 1960, a 15 anni dalla Liberazione dal Nazifascismo, i poteri forti della borghesia italiana aprirono le porte alla partecipazione dei neofascisti (MSI)&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-63958","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63958","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=63958"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63958\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=63958"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=63958"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=63958"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}