{"id":63959,"date":"2012-07-16T00:00:00","date_gmt":"2012-07-16T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2012\/07\/16\/grimaldismo-malattia-senile-del-campismo\/"},"modified":"2012-07-16T00:00:00","modified_gmt":"2012-07-16T00:00:00","slug":"grimaldismo-malattia-senile-del-campismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2012\/07\/16\/grimaldismo-malattia-senile-del-campismo\/","title":{"rendered":"Grimaldismo, malattia senile del campismo"},"content":{"rendered":"<p>Il drammatico aggravamento della situazione siriana, congiuntamente all&rsquo;instabilit&agrave; e alle contraddizioni attuali degli esiti delle rivoluzioni della &ldquo;primavera araba&rdquo;, ha come effetto il riecheggiare sempre pi&ugrave; insistente e sempre pi&ugrave; molesto di posizioni di quei settori della sinistra che nell&rsquo;attuale scontro dell&rsquo;UE e degli USA con la Siria si sono schierati senza indugio e acriticamente dalla parte di Assad, considerandolo guida illuminata ed amica del &laquo;penultimo paese sovrano e antimperialista del mondo arabo&raquo;. Sono gli stessi settori che gi&agrave; un anno fa, allo scoppio delle tumultuose sollevazioni maghrebine, mettevano in guardia da pretese &ldquo;cospirazioni&rdquo;, da &ldquo;manovre preordinate&rdquo; e da &ldquo;burattini&rdquo; delle intelligences occidentali, e che oggi sembrano compiacersi dello sbocco insoddisfacente (Egitto) che stanno trovando le rivoluzioni arabe.<br \/>\n<br \/>Particolarmente affezionato al suo ruolo di ambasciatore e flabelliere dei despoti d&rsquo;ogni risma (purch&eacute; non siano simpatici agli americani) &egrave; ormai da tempo Fulvio Grimaldi, l&rsquo;eroico freelance sempre in mimetica e sempre in trincea. E sempre embedded, appunto. Nelle sue incessanti e furiose paturnie causategli dai &laquo;saputelli, zerbini dell&rsquo;informazione imperial-colonialista, di ogni sinistra&raquo; (cio&egrave; praticamente tutti, tranne Grimaldi in persona), non pochi strali vengono riservati a quelli che egli definisce &laquo;decerebrati&raquo;, &laquo;cretini totali&raquo;, &laquo;tossico sciame dei tafani trotzkisti&raquo; (da notare il linguaggio schiettamente e classicamente stalinista, in perfetto stile anni Trenta): il PCL, insomma, reo di rivendicare addirittura, a proposito della Siria (cos&igrave; come, a suo tempo, della Libia) nientemeno che la pi&ugrave; irriducibile opposizione di classe al governo di quel Paese, fino alla cacciata di Assad, e, CONSEGUENTEMENTE e contestualmente, il sostegno pi&ugrave; assoluto alla resistenza all&rsquo;ingerenza imperialistica, diretta o indiretta.<br \/>\n<br \/>Il succo della posizione di Grimaldi &egrave; questo: 1) Assad ha ragione e la sua &ldquo;difesa&rdquo; &egrave; pienamente legittima. 2) L&rsquo;opposizione siriana non esiste. Ci&ograve; che viene chiamato opposizione &egrave; in realt&agrave; un irrilevante canagliume indistinto di pericolosi qaedisti, wahabiti e predoni assortiti che vogliono impossessarsi della Siria e farne un regime teocratico. E in questo obbiettivo sono appoggiati e diretti da&hellip; USA, Europa ed Israele! 3) Chi, in Italia, solidarizza con l&rsquo;opposizione siriana e vuole la destituzione di Assad &egrave; nel migliore dei casi un ingenuo credulone che, in balia delle centrali della disinformazione imperialista, nulla sa e nulla ha capito; nel peggiore, un odioso complice dell&rsquo;attacco congiunto imperialista-qaedista all&rsquo;&rdquo;umanista&rdquo; (secondo Chavez) Assad. In ogni caso, un classico &ldquo;utile idiota&rdquo;, che consapevolmente o inconsapevolmente sta dalla parte degli imperialisti.<br \/>\n<br \/>Deve sembrare quindi, a Grimaldi, una ben strana pretesa quella di rivendicare una rivoluzione anticapitalista e un governo dei lavoratori in Siria, e allo stesso tempo una difesa della Siria dalla morsa strangolatoria del capitale internazionale.<br \/>\n<br \/>Grimaldi, come tutti i non comunisti, non ragiona in termini di classe. Non accetta il principio dell&rsquo;autonomia politica ed organizzativa del proletariato, nazionale ed internazionale. Come tutti i non comunisti, non riesce a vedere la centralit&agrave; strategica di un fronte proletario che, nell&rsquo;impugnare la bandiera della PROPRIA lotta antimperialista, pone le basi per una PROPRIA lotta sociale &ldquo;interna&rdquo;, contro il &ldquo;suo&rdquo; capitale. Come tutti i non comunisti, non riesce a considerare il conflitto antimperialista come parte integrante e continuazione del conflitto anticapitalista. Per Grimaldi, come per tutti i non comunisti, l&rsquo;imperialismo perde qualsiasi contenuto e connotazione di carattere storico ed economico, per divenire nient&rsquo;altro che un combattimento fra una parte e l&rsquo;altra. Fra buoni e cattivi. La macchiettistica interpretazione che ne deriva &egrave; propria di un fumetto di supereroi, pi&ugrave; che di una lettura marxista della realt&agrave;.<br \/>\n<br \/>Questo punto di vista &egrave; coincidente con quello del &ldquo;campismo&rdquo;, posizione secondo cui la collocazione e l&rsquo;atteggiamento proprio del proletariato dev&rsquo;essere quello di supporto ad un &ldquo;campo&rdquo; statuale antimperialista (che si contrappone al campo statuale imperialista) attraverso blocchi politici con le borghesie o con le burocrazie post-staliniste dei propri rispettivi stati. Questa posizione, logicamente conseguente alla teoria staliniana del &ldquo;socialismo in un Paese solo&rdquo;, ha suggellato, a partire almeno dagli anni Trenta-Quaranta del secolo scorso, la fine della tradizione internazionalista del marxismo, ripudiata da Stalin e dai partiti comunisti stalinizzati nella loro demolizione controrivoluzionaria teorica e programmatica della III Internazionale di Lenin.<br \/>\n<br \/>Nell&rsquo;ottica campista successiva, il rifiuto di analizzare non solo la natura sociale ma anche quella politica dei vari sistemi ai quali le lotte anticoloniali e in larga parte antimperialiste avevano dato luogo, port&ograve; a non riconoscere ci&ograve; che essi effettivamente furono e sono tuttora: regimi bonapartisti (a volte militari) piccolo-borghesi. Non solo. Il campismo stalinista condusse ad identificare quei regimi con Paesi socialisti (ancora oggi Grimaldi parla ridicolmente di &laquo;Jamahiriya socialista&raquo;!), e alla conseguente disastrosa subordinazione del proletariato alle varie borghesie e ceti dominanti nazionali e ai loro interessi.<br \/>\n<br \/>Il copione campista &egrave; sempre lo stesso. Niente di nuovo, quindi, per quanto riguarda Libia e Siria. Ma Grimaldi va oltre. Non si tratta pi&ugrave;, come nel caso della politica staliniana del secolo scorso, di appoggio e subordinazione ai governi nazionali borghesi aventi funzioni antimperialiste e ruoli progressivi all&rsquo;interno dei rispettivi stati. Con la fine della Guerra Fredda e la scomparsa del potere di bilanciamento e di &ldquo;garanzia&rdquo; dell&rsquo;URSS, quel contesto storico-politico che vedeva un&rsquo;esposizione globale, diretta dell&rsquo;imperialismo al &ldquo;campo&rdquo;, appunto, dell&rsquo;&rdquo;Impero del male&rdquo; &egrave; stato soppiantato dalla presenza residuale, regressiva ed impotente dei vari orfani -pi&ugrave; o meno &#8220;legittimi&#8221;- di Breznev. In assenza del &ldquo;vecchio campo&rdquo;, i campisti del XXI secolo si sono quindi in molti casi trovati al fianco di leaders che non solo non rappresentano (ormai da tempo) pi&ugrave; niente di progressivo (checch&eacute; ne dica il turiferario Grimaldi), ma i cui fattori di contrasto e di attrito con l&rsquo;imperialismo si sono spesso gradualmente ridotti fino a svanire (riabilitazione occidentale del &laquo;creatore della libert&agrave; libica&raquo;  Gheddafi, miglioramento dei rapporti tra dinastia siriana e USA a partire dalla prima guerra del Golfo, ecc.)<br \/>\n<br \/>Libia, Siria, ma anche &#8211; per quanto casi diversi &#8211; Cuba, Venezuela, Serbia, (Iran? Corea del Nord?)  il mitico grimaldello di Grimaldi e dei campisti &egrave; sempre uguale: se l&rsquo;imperialismo americano sta (cio&egrave;: sembra stare) da una parte, io sto ORGANICAMENTE dall&rsquo;altra parte. Se poi, guardacaso, l&rsquo;&rdquo;altra parte&rdquo; dovesse essere naturalmente, stabilmente e organicamente ben affollata e presidiata da burocrati, bonapartisti, fantocci, despoti, rottami ammuffiti del post-baathismo, nazionalisti, falangisti, sionisti, &ldquo;bulangisti&rdquo;, reazionari d&rsquo;ogni fatta; questo, al nostro, non desta sorpresa n&eacute; disturbo (salvo poi accusare il PCL di andare a braccetto con gli integralisti islamici siriani e libici). Sembra importargli molto, invece, che i suddetti compagni di ventura siano tutti accomunati dall&rsquo;essere formidabili massacratori del proletariato, magari in nome e per conto del&hellip; proletariato!<br \/>\n<br \/>La negazione accanita dei minimi e pi&ugrave; evidenti elementi di realt&agrave; -metodologicamente, quanto di pi&ugrave; staliniano possa esserci- porta Grimaldi ad escludere in partenza perfino la  possibilit&agrave; che le masse di alcuni paesi arabi possano improvvisamente insorgere contro i propri oppressori. Da questo punto di vista, si pu&ograve; dire che Grimaldi e soci siano stati spiazzati dalla potenza della &ldquo;primavera araba&rdquo; quanto e pi&ugrave; dei benpesanti borghesi delle diplomazie occidentali. Vittime prime della propria frustrazione impotente, non riescono a farsi una ragione della testa dura dei fatti, come direbbe Lenin, che fanno piazza pulita di tutti i loro paradossi e incoerenze.<br \/>\n<br \/>Ci&ograve; che non si spiega con la fallacia logica di un ragionamento, se cos&igrave; lo si pu&ograve; definire, fondato sulla paranoia (tratto distintivo dello stalinismo) pu&ograve; trovare giustificazione solamente nella pi&ugrave; aurea malafede. Dire ad esempio che il PCL ha &laquo;sostenuto l&rsquo;annientamento Nato-Al Qaida della libera Libia&raquo; vuol dire falsificare completamente e sistematicamente la posizione assunta dal PCL riguardo alla Libia e a tutte le rivoluzioni arabe.<br \/>\n<br \/>Dev&rsquo;essere fatalmente l&rsquo;ormai sempre pi&ugrave; stretta e vergognosa contiguit&agrave;, nella difesa di Assad e Gheddafi, con gli ambienti cosiddetti rossobruni (ambienti nei confronti dei quali, va riconosciuto, Grimaldi conserva ancora qualche istintiva repulsione, ma che sar&agrave; forse presto addomesticata) uno degli effetti pi&ugrave; catastrofici di un cos&igrave; formidabile daltonismo politico unito ad una cos&igrave; sorprendente disonest&agrave; intellettuale.<br \/>\n<br \/>Grimaldi e i variegati gruppi dei campisti e dei complottisti non rappresentano, purtroppo, opinioni minoritarie e &ldquo;ai margini&rdquo; della sinistra che si vorrebbe di classe. Tutt&rsquo;altro. Il loro approccio e le loro argomentazioni sono capaci di far breccia tanto pi&ugrave; oggi, in presenza di un terreno politico in larghissima parte e da molti decenni bonificato dalla teoria marxista rivoluzionaria (&ldquo;formulette astratte e autoreferenziali&rdquo;, secondo Grimaldi). E&rsquo; per questo motivo che il presupposto principale di una VERA militanza antimperialista, e cio&egrave; marxista e rivoluzionaria, non pu&ograve; non essere la rottura con il campismo e con lo stalinismo. Anche per evitare di continuare a prendersela con il solo Grimaldi e di essere costretti a rispondergli, come Petrolini al loggionista che lo importunava sguaiatamente: &ldquo;Non ce l&#8217;ho con te, ma con quello di fianco a te che non ti butta di sotto&rdquo;.<\/p>\n<p>Sergio Leone<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il drammatico aggravamento della situazione siriana, congiuntamente all&rsquo;instabilit&agrave; e alle contraddizioni attuali degli esiti delle rivoluzioni della &ldquo;primavera araba&rdquo;, ha come effetto il riecheggiare sempre&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-63959","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63959","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=63959"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63959\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=63959"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=63959"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=63959"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}