{"id":63983,"date":"2012-08-13T00:00:00","date_gmt":"2012-08-13T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2012\/08\/13\/lo-smantellamento-delle-ferroviarie-sarde-ed-il-controllo-operaio\/"},"modified":"2012-08-13T00:00:00","modified_gmt":"2012-08-13T00:00:00","slug":"lo-smantellamento-delle-ferroviarie-sarde-ed-il-controllo-operaio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2012\/08\/13\/lo-smantellamento-delle-ferroviarie-sarde-ed-il-controllo-operaio\/","title":{"rendered":"Lo smantellamento delle ferroviarie sarde ed il controllo operaio"},"content":{"rendered":"<p>La decisione presa alcuni giorni fa da Trenitalia di sopprimere la linea di Porto Torres &egrave; gravissima. Essa da un&rsquo;idea della minaccia incombente al progresso civile del popolo sardo. Poco importa che sia poi rientrata per le pressioni dei lavoratori e della CGIL provinciale . &Egrave; solo una pausa fino al prossimo tentativo di imporre, in altre forme, nuovi devastanti tagli. Questi tagli sono la conseguenze degli attacchi ai servizi pubblici e ai diritti dei lavoratori del pubblico impiego portata avanti dal governo Monti attraverso lo smantellamento degli ultimi residui di diritti sindacali e un drastico ridimensionamento di tali servizi attuato con la cosiddetta &ldquo;spending review&rdquo; (revisione di spesa) e le leggi di controriforma del lavoro(abolizione dell&rsquo;articolo 18). Gli attacchi del governo dei professori sono il colpo di grazia ad una situazione gi&agrave; disastrosa, determinata dall&rsquo;ondata di privatizzazioni iniziata nei primi anni &rsquo;90. Allora, la borghesia italiana approfitt&ograve; abilmente della crisi del capitalismo di stato, esplosa con tangentopoli, e che spazz&ograve; via il corrotto ceto politico democristiano e craxiano proliferato intorno a esso, per imporre una gigantesca ristrutturazione dell&rsquo;economia pubblica necessaria a ridurre il peso sempre pi&ugrave; insostenibile del debito pubblico che ostacolava la propria adesione al progetto di unificazione economica europea, garantire nuovi profitti ai gruppi privati e procedere allo smantellamento dei diritti acquisiti dei lavoratori. Ci&ograve; fu possibile solo grazie allo sbandamento del movimento operaio rappresentato dalla definitiva capitolazione politica dei dirigenti del PCI.<br \/>\n<br \/>Oggi, il governo Monti, reggendosi su un parlamento di corrotti e parassiti completamente screditati di fronte al popolo, sta procedendo a smantellare ci&ograve; che resta, per scaricare sui lavoratori e il ceto medio italiano e sardo i costi del salvataggio del capitalismo italiano ed europeo dalla loro bancarotta internazionale. Come si pu&ograve; spiegare, per&ograve;, la possibilit&agrave; di un attacco di tale portata agli interessi e alle conquiste dei lavoratori e delle lavoratrici, come mai si era visto nella storia della Repubblica, neppure nei periodi pi&ugrave; bui dei governi berlusconiani? Non certo con la volont&agrave; di accettare i sacrifici da parte delle masse: le cronache locali e nazionali sono piene di riferimenti di proteste e azioni di resistenza dei lavoratori e cittadini in tutto il territorio dello stato italiano. Neanche con la fiducia in un ceto politico totalmente screditato dagli scandali e dalla corruzione. Come negli anni &rsquo;90, l&rsquo;unica spiegazione &egrave;, in primo luogo, la totale capitolazione a Monti dei vertici delle burocrazie sindacali di CGIL, CISL e UIL, che subiscono, tra l&rsquo;altro, l&rsquo;influenza dei partiti filo padronali che sostengono questo governo: PD, PDL e UDC. &Egrave; mancata, poi, sinora, una chiara indicazione alternativa di potere &#8211; e una lotta conseguente &#8211; da parte di coloro che si candidano a costituire una direzione alternativa ai burocrati: il cosiddetto sindacalismo di base e buona parte della sinistra CGIL.<br \/>\n<br \/>Camusso, Bonanni e Angeletti, rappresentano, in questo momento, la quinta colonna del padronato italiano nel movimento dei lavoratori. Ci&ograve; che ha consentito la nascita del governo Monti prima, e l&rsquo;attuazione delle sue politiche contro i lavoratori, poi, &egrave; stata soprattutto la mancanza di una reale opposizione dei maggiori sindacati, in primo luogo la CGIL, e la politica di freno e d&rsquo;isolamento delle lotte condotta dalle burocrazie delle tre maggiori organizzazioni sindacali. Ci&ograve; che contestiamo a dirigenti locali della CGIL, come il segretario Filt Boeddu, non &egrave; la loro mancanza di proteste o di opposizione agli attacchi ai diritti dei cittadini e agli interessi dei lavoratori in loco, non ultimo il tentativo di smantellamento delle linee ferroviarie sarde. &Egrave; il fatto di non aver sinora lavorato per l&rsquo;unificazione di tutte le lotte in corso. L&rsquo;arma fondamentale di cui dispongono i lavoratori &#8211; un dirigente sindacale questo lo sa bene &#8211; &eacute; la loro immensa forza data dal fatto di essere la maggioranza della societ&agrave; e, soprattutto, coloro che gestiscono tutti i settori decisivi della produzione e della vita economica di una nazione. L&rsquo;uso centralizzato e finalizzato di una tale forza &egrave; in grado di paralizzare l&rsquo;intera vita economica e politica di uno stato o di una regione, privando la classe dominante di ogni mezzo per attuare le proprie misure. Solo una lotta unificata e centralizzata dei lavoratori sardi e italiani di tutte le categorie del settore pubblico e privato pu&ograve; resistere e rispondere efficacemente agli attacchi del governo e del padrone. Ma ci&ograve; che ha impedito sinora l&rsquo;uso dell&rsquo;immensa forza organizzata dei lavoratori non sono errori tattici dei gruppi dirigenti sindacali, ma la politica di tradimento e di capitolazione dei vertici delle burocrazie sindacali Camusso, Angeletti e Bonanni, che si traduce in una paralisi delle organizzazioni locali, nella divisione ed indebolimento generale delle lotte, e nell&rsquo;ostacolo alla loro unificazione in un fronte unitario.<br \/>\n<br \/>La crisi inarrestabile del capitalismo ha come conseguenza una crisi di civilt&agrave;. In Sardegna i  segni di questa crisi di civilt&agrave; sono evidenti nell&rsquo;aumento della disoccupazione, nello smantellamento progressivo delle industrie, nel collasso del sistema agropastorale e nel ritorno di servizi fondamentali, come le ferrovie, a condizioni ottocentesche. In Europa, un esempio della velocit&agrave; verso cui si sta precipitando nella barbarie, &egrave; dato dal fatto che in una nazione come la Grecia, oggi, il sistema sanitario nazionale ha sospeso le chemioterapie e la mammografie a causa dei tagli pubblici alla sanit&agrave; imposti dalle misure del &ldquo;memorandum&rdquo; di Bruxelles. Solo i lavoratori sardi, italiani e d&rsquo;Europa possono porre fine al declino inarrestabile della nostra societ&agrave; sotto il capitalismo, prendendo nelle proprie mani il controllo dell&rsquo;intera vita politica ed economica di ogni nazione e di ogni regione. Per fare ci&ograve; &egrave; per&ograve; indispensabile, anzitutto, un fronte unitario di lotta di tutti i lavoratori e le lavoratrici, indipendentemente dalle sigle sindacali, dalle organizzazioni di categoria, dai settori (pubblico o privato) e dalle nazioni di appartenenza. La costruzione di questo fronte &egrave; una questione prioritaria, ma non pu&ograve; avvenire senza un rafforzamento dei nostri sindacati tramite una lotta decisa dei lavoratori contro la direzione dei burocrati per riappropriarsi del controllo effettivo dell&rsquo;organizzazione. I lavoratori non possono pi&ugrave; permettere che dei burocrati che non rispondono pi&ugrave; ai loro interessi, ma a quelli della loro casta o, peggio, dell&rsquo;avversario di classe, possano continuare a esercitare impunemente e senza risponderne direttamente ad essi, il potere di firmare contratti o di rappresentanza in nome di tutti i lavoratori, compresi quelli non iscritti ai loro sindacati. Parallelamente, l&rsquo;unificazione pratica delle lotte non &egrave; possibile senza la costruzione di organismi autenticamente democratici e unitari di lotta, che raggruppino tutti i lavoratori a tutti i livelli e in tutti i settori di lavoro e di lotta, indipendentemente dalle tendenze sindacali e politiche di appartenenza, costituiti da delegati eletti sul posto di lavoro secondo il principio della rigorosa proporzionalit&agrave;, e della revocabilit&agrave; immediata del mandato. Sono questi organismi che devono costituire l&rsquo;ossatura del fronte unitario di lotta e lo strumento per l&rsquo;esercizio del controllo democratico dei lavoratori su ogni settore, servizio e unit&agrave; produttiva. Il sindacati devo mettere a disposizione tutte le loro risorse per facilitare e sostenere l&rsquo;organizzazione di queste strutture.<br \/>\n<br \/>Il Partito Comunista dei Lavoratori fa appello a tutti i lavoratori e i militanti sindacali sardi delle ferrovie per:<br \/>\n<br \/>1) L&rsquo;occupazione della direzione sarda delle ferrovie allo scopo di bloccare ogni tentativo di smantellamento;<br \/>\n<br \/> 2) Imporre lo scioglimento di tutti i consigli d&rsquo;amministrazione e la loro sostituzione con organismi democratici di gestione e controllo dei lavoratori;<br \/>\n<br \/>3)  l&rsquo;abolizione di tutti i criteri di gestione privatistici delle ferrovie;<br \/>\n<br \/>4) blocco dei licenziamenti, assunzione di nuovo personale, trasformazione di tutti i contratti precari a tempo indeterminato;<br \/>\n<br \/>5) un grande piano di investimenti pubblici, pagati interamente con i profitti dei capitalisti, per potenziare, estendere e modernizzare l&rsquo;intera rete ferroviaria sarda riassorbendo una parte della disoccupazione.<br \/>\n<br \/>Allo stesso modo il PCL ricorda ai lavoratori il fatto che la difesa dei servizi e dei diritti non pu&ograve; che passare attraverso un vasto movimento di lotta, contro la spending review e la altre misure che smantellano i diritti  dei lavoratori, che porti alla cacciata del governo Monti e all&rsquo;instaurazione di un governo dei lavoratori. Questo &egrave; possibile solo con:<br \/>\n<br \/>Una lotta decisa contro la linea dei burocrati dentro i sindacati;<br \/>\n<br \/>L&rsquo;unificazione di tutte le lotte in corso con la costituzione di organismi democratici di lotta in ogni luogo di lavoro e a tutti i livelli, e il loro coordinamento in un fronte unico delle lotte in Sardegna.<br \/>\n<br \/> Contro la crisi e la decadenza del capitalismo solo la rivoluzione pu&ograve; cambiare le cose:<br \/>\n<br \/>Controllo operaio sui sindacati!<br \/>\n<br \/>Controllo operaio sulla produzione!<br \/>\n<br \/>Controllo operaio sulla societ&agrave;!<br \/>\n<br \/> Se ne vadano tutti e governino i lavoratori!<\/p>\n<p>Partito comunista dei Lavoratori per la Quarta Internazionale<br \/>\n<br \/>Sezione provinciale di Sassari<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La decisione presa alcuni giorni fa da Trenitalia di sopprimere la linea di Porto Torres &egrave; gravissima. 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