{"id":63985,"date":"2012-08-15T00:00:00","date_gmt":"2012-08-15T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2012\/08\/15\/nazionalizzare-ilvale-ragioni-di-una-rivendicazione-esemplare\/"},"modified":"2012-08-15T00:00:00","modified_gmt":"2012-08-15T00:00:00","slug":"nazionalizzare-ilvale-ragioni-di-una-rivendicazione-esemplare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2012\/08\/15\/nazionalizzare-ilvale-ragioni-di-una-rivendicazione-esemplare\/","title":{"rendered":"NAZIONALIZZARE ILVA\n<br>LE RAGIONI DI UNA RIVENDICAZIONE ESEMPLARE"},"content":{"rendered":"<p>Articolo di Marco Ferrando<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>Le contraddizioni interne alla Magistratura e soprattutto tra Magistratura e Governo, hanno aperto una nuova fase della vicenda ILVA. Che pone, pi&ugrave; che mai, l&#8217;esigenza di una iniziativa indipendente del movimento operaio.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>IL GIP SVELA LA TRUFFA<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>Perch&egrave; il grido sdegnato e corale del governo e dei partiti che lo sostengono contro il povero GIP Todisco? Perch&egrave; il GIP ha svelato di fatto l&#8217;autentica truffa delle sentenze precedenti ( patrocinate dal governo nazionale e regionale) nei loro due punti cardine : l&#8217;assenza di ogni reale impegno finanziario e operativo della propriet&agrave; nella messa a norma degli impianti; e l&#8217;incredibile assegnazione al fiduciario della propriet&agrave;, Ferrante, del ruolo di custode del processo di risanamento.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>Messi a nudo, tutti gli agenti della propriet&agrave; , protagonisti della truffa ,si sono scatenati. In primo luogo i ministri amici del padrone Riva: come Passera, gi&agrave; socio di Riva nella CAI ( Alitalia) ai tempi di banca Intesa, o come Clini, dipinto nelle intercettazioni come uomo di riferimento dell&#8217;azienda. In secondo luogo i partiti di maggioranza lautamente finanziati per decenni dal padrone Riva, &nbsp;quali Forza Italia e il PD ( come risulta nero su bianco dai loro bilanci pubblici). E poi ancora tutte le organizzazioni padronali di cui Riva &egrave; socio onorario e prezioso contribuente- da Federacciai a Confindustria- assieme naturalmente a tutta la grande stampa: quella che i dirigenti aziendali raccomandavano letteralmente di&ldquo;comprare&rdquo;( evidentemente con successo).<br \/>\n<br \/>Non poteva esserci una radiografia pi&ugrave; completa del raccordo tra grande &nbsp;capitale e Stato e della natura della democrazia borghese.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>CAPITALISMO REALE E LEGGE FORMALE<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>Cos&#8217;hanno detto in buona sostanza, a reti unificate e da tribune diverse, tutti questi attori in commedia? Che un magistrato non pu&ograve; smantellare una soluzione gi&agrave; &ldquo;concordata&rdquo; tra governo, propriet&agrave;, sindacati complici; non pu&ograve; manomettere il potere &ldquo;superiore&rdquo; e decisionale del governo; non pu&ograve; danneggiare la competitivit&agrave; della siderurgia italiana di fronte a quella cinese ed asiatica; non pu&ograve; scoraggiare gli investimenti stranieri in Italia. In una parola: tutte le forze dominanti hanno chiarito, se ve n&#8217;era bisogno, che le leggi reali del capitalismo prevalgono sull&#8217; ipocrisia delle sue leggi formali. Che il diritto alla salute e alla vita dei lavoratori e di una citt&agrave; sono solo la variabile dipendente del profitto e del mercato,nazionale e mondiale. Che accettare questa realt&agrave; &egrave; la condizione decisiva per poter continuare a lavorare&#8230; alle dipendenze di chi ti avvelena. Che non c&#8217;&egrave; alternativa a tutto questo, se non la disperazione della disoccupazione.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>La classe operaia, e innanzitutto la sua avanguardia, deve combattere e ribaltare questo messaggio.<br \/>\n<br \/>L&#8217;importanza esemplare dello scontro di classe sull&#8217;ILVA sta tutto qui: nella capacit&agrave; o meno dei lavoratori di respingere il ricatto del padrone e del governo e di battersi per una propria soluzione alternativa rispettosa del lavoro e della vita.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>PER UNA SOLUZIONE INDIPENDENTE DEL MOVIMENTO OPERAIO: LA NAZIONALIZZAZIONE DELL&#8217;ILVA<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>Non si tratta di &ldquo;affidarsi&rdquo; al magistrato Todisco, n&eacute; tanto meno di iscriversi al &ldquo;partito dei magistrati&rdquo;, peraltro a lungo silente anche sull&#8217;Ilva ( con buona pace di Di Pietro). Si tratta di far leva su una sentenza onesta ma di per s&eacute; impotente, per rivendicare l&#8217;unica possibile soluzione sociale progressiva che la situazione impone: la nazionalizzazione dell&#8217;Ilva.<br \/>\n<br \/>Se un magistrato rileva l&#8217;inaffidabilit&agrave; dell&#8217;Ilva in fatto di normalizzazione degli impianti, e l&#8217;impossibilit&agrave; che sia l&#8217;Ilva a &ldquo;controllare&rdquo; il risanamento ( per manifesto conflitto di interessi), non si tratta di contrapporsi al magistrato per conto di Riva, ma di rivendicare l&#8217;esproprio di Riva come logica implicazione ( persino) della sentenza del magistrato.<br \/>\n<br \/>Una nazionalizzazione senza indennizzo per il padrone Riva: perch&egrave; sarebbe paradossale che i lavoratori venissero a pagare di tasca propria l&#8217;esproprio di chi li ha avvelenati e sfruttati. Una nazionalizzazione sotto il controllo dei lavoratori stessi: perch&egrave; solo il controllo operaio pu&ograve; garantire insieme la tutela del lavoro e un risanamento reale della produzione e dell&#8217;ambiente di vita dei lavoratori.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>L&#8217;INGANNO DELLE ALTRE &ldquo;SOLUZIONI&rdquo;: CHIUSURA DELLA FABBRICA O AFFIDAMENTO A RIVA<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>Ogni altra &ldquo;soluzione&rdquo; &egrave; un inganno per i lavoratori, e per la popolazione povera di Taranto.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>La &ldquo;soluzione&rdquo; della chiusura della fabbrica, nel nome della bonifica delle aree e della citt&agrave;, non risolve in realt&agrave; un bel nulla. Mette sulla strada gli operai, e non risana l&#8217;ambiente. &nbsp;Parla l&#8217;esempio illuminante di Bagnoli: dove lo smantellamento della siderurgia e la distruzione sociale di quella classe operaia &nbsp;si &egrave; combinata col massimo degrado, ambientale e sociale, delle aree liberate e con devastanti processi di speculazione sul territorio. La chiusura della siderurgia a Taranto avrebbe, se possibile, nell&#8217;attuale contesto di crisi, esiti ancor pi&ugrave; drammatici, su ogni versante. La proposta della chiusura della fabbrica ( sia che muova da un ambientalismo ideologico integralista, sia che discenda da un pregiudizio antilavorista) ha in realt&agrave; un solo effetto: saldare attorno al padrone Riva un pezzo della classe operaia dell&#8217;Ilva, agevolando il gioco dei sindacati padronali interni all&#8217;azienda, UIL e CISL in testa. Quei sindacati che sono sul libro paga dell&#8217;azienda. Quei sindacati che sono giunti il 30 marzo scorso a organizzare uno sciopero cittadino letteralmente pagato dal padrone a difesa del padrone. Quei sindacati che oggi scioperano a difesa di Riva e di Monti contro il diritto alla salute degli operai.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>Ma la &ldquo;soluzione&rdquo; di affidare al padrone Riva la messa a norma degli impianti, sotto la &ldquo;pressione&rdquo; della magistratura, non &egrave; meno truffaldina. Diciotto anni di impegni e promesse ambientaliste da parte di Riva possono bastare. La propriet&agrave; criminale non risaner&agrave; nulla. Cerca semmai di perpetuare i crimini dietro lo scudo protettivo di qualche gesto simbolico e di qualche posa ecologica, con la copertura del governo. La verit&agrave; &egrave; che non &egrave; minimamente disponibile a investire le enormi risorse necessarie al risanamento. Non lo ha fatto in tempi migliori. Perch&egrave; dovrebbe farlo nel quadro di una crisi gigantesca della siderurgia mondiale, dove si scatena la corsa all&#8217;abbattimento dei costi ( inclusi quelli ambientali) per guadagnare o difendere i mercati?<br \/>\n<br \/>Non &egrave; un caso che persino &nbsp;la miseria dei 90 milioni di investimento ecologico sbandierati dall&#8217;azienda ( a fronte di tre miliardi di utili) si stiano rivelando una bolla di sapone. Riva non ha altra ragione da difendere che il proprio profitto e la propria quota di mercato. &ldquo;O mi fate continuare cos&igrave; o me ne vado altrove. Siete voi che avete bisogno di me. Non io di voi&rdquo;: questo &egrave; la minaccia che Riva alza come un clava agli occhi degli operai, dei sindacati, degli stessi partiti borghesi. In una logica perfettamente consona al cinismo del capitale.<br \/>\n<br \/>Per questo la linea della &ldquo;conversione&rdquo; ecologica di una propriet&agrave; criminale si ritrova su un binario morto. Pu&ograve; servire a fornire un &#8216;eventuale foglia di fico alla propriet&agrave;, consentendole di sbandierare l&#8217;ennesima solenne promessa ( &ldquo;vendiamo fumo&rdquo; ha confessato Riva al telefono a un suo dirigente dopo un incontro con Vendola). Pu&ograve; sicuramente fornire al governatore Vendola l&#8217;ennesima patacca propagandista di &ldquo;salvatore&rdquo; di lavoro e ambiente. Pu&ograve; servire al gruppo dirigente della Fiom (che pur giustamente ha rifiutato di scioperare per l&#8217;azienda) di far quadrare il cerchio delle proprie contraddizioni. Pu&ograve; servire sicuramente agli ambienti di governo per mascherare con belle parole la tutela della propriet&agrave;. Sicuramente non serve n&eacute; ai lavoratori, n&eacute; alla loro salute: che resterebbero nelle mani di un padrone assassino, come pure merci di scambio e leve di ricatto.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>LA NAZIONALIZZAZIONE, UNICA VIA. &nbsp;<br \/>\n<br \/>FATTIBILITA&#8217; TECNICA E SOLUZIONE SOCIALE DELLA RICONVERSIONE<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>Ecco perch&egrave; la nazionalizzazione dell&#8217;Ilva &egrave; l&#8217;unica via.<br \/>\n<br \/>Non esiste alcuna impossibilit&agrave; tecnologica di coniugare produzione e risanamento ambientale. L&#8217;impedimento &egrave; sociale, non tecnico. Tante osservazioni, testimonianze, rilievi affiorati in questi giorni ai margini della stessa comunicazione ufficiale, per bocca di tecnici competenti ( non a caso anonimi), hanno documentato la perfetta possibilit&agrave; tecnologica di convertire profondamente la produzione siderurgica, evitando o limitando al minimo l&#8217;interruzione della produzione. La vera obiezione che gli stessi tecnici avanzano &egrave; che la riconversione richiede risorse enormi, che la propriet&agrave; non &egrave; in grado di metterle perch&egrave; affonderebbe nella concorrenza, che lo Stato non pu&ograve; provvedere sia perch&egrave; assediato dal debito pubblico, sia perch&egrave; la normativa europea sulla &ldquo;concorrenza&rdquo; &ldquo;impedisce aiuti pubblici&rdquo; alla siderurgia, relegando l&#8217; intervento pubblico al solo aspetto della bonifica del territorio esterno.<br \/>\n<br \/>Ma queste sono tutte obiezioni sociali, non tecniche. Obiezioni che proprio la nazionalizzazione dell&#8217;azienda,sotto il controllo dei lavoratori, spazzerebbe via. Il Padrone non vuole o non pu&ograve; investire nel risanamento? E&#8217; indubbio. Ma proprio per questo il padrone va espropriato. I suoi enormi utili verrebbero investiti dallo Stato nella messa a norma degli impianti. Sarebbero gli utili privati di una propriet&agrave; criminale a provvedere al risanamento del crimine. Come &egrave; giusto che sia. Se poi queste risorse non saranno sufficienti, possono intervenire le risorse pubbliche, magari ricavate dall&#8217;annullamento del debito pubblico verso le banche o da una tassazione progressiva dei grandi patrimoni. E se Bruxelles protester&agrave;, nel nome degli interessi concorrenziali delle altre imprese europee, al diavolo Bruxelles!. Il diritto alla vita e al lavoro non pu&ograve; essere sacrificato alla legge del profitto e della concorrenza. Ed anzi una riconversione ecologica della siderurgia italiana, sotto il controllo dei lavoratori, darebbe un enorme incoraggiamento a lotte di massa analoghe in altri Paesi e continenti, contro le &ldquo;leggi&rdquo; dell&#8217;Unione. In pi&ugrave; il controllo operaio sul processo di riconversione, unito al controllo sociale sulla bonifica esterna dei territori, darebbe piena garanzia ai lavoratori dell&#8217;Ilva circa il mantenimento del proprio posto di lavoro, e potrebbe anzi aprire a nuove assunzioni di disoccupati (in particolare &nbsp;per l&#8217;azione di bonifica). In ogni caso il ricatto occupazionale di Riva ( &ldquo;o cos&igrave;, o me ne vado&rdquo;) verrebbe annullato. Se poi particolari ragioni tecniche, riconosciute dai lavoratori stessi, dovessero comportare un periodo di interruzione della produzione ai soli fini del completamento del risanamento, i lavoratori dell&#8217;Ilva, e tutti i lavoratori dell&#8217;indotto, avrebbero diritto ad un salario pieno garantito dall&#8217;industria nazionalizzata per tutto il periodo necessario. Anche in questo caso a spese dei grandi profitti e patrimoni. Non si tratterebbe di &ldquo;un sussidio al posto del lavoro&rdquo;, ma di un costo del risanamento della produzione, nell&#8217;interesse del lavoro e della sua protezione.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>LA NAZIONALIZZAZIONE: SOLUZIONE RIFORMISTA O RIVOLUZIONARIA?<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>E&#8217; interessante osservare che la soluzione della nazionalizzazione dell&#8217;Ilva sarebbe talmente naturale nella conciliazione di lavoro e ambiente, che incomincia ad affacciarsi timidamente, in forme diverse e da versanti diversi, nel commentario di intellettuali e sindacalisti. Lo scrittore Ermanno Rea, giornalista esperto della dismissione di Bagnoli e dei suoi effetti, si &egrave; pronunciato pubblicamente sul Corriere della Sera &ldquo;a favore della nazionalizzazione dell&#8217;Ilva, premessa necessaria della sua riconversione&rdquo;. L&#8217;ex pretore ambientalista Gianfranco Amendola , sempre sul Corriere, chiede &ldquo;che il governo espropri l&#8217;Ilva, faccia un decreto legge, nomini un commissario con pieni poteri&rdquo; per gestire una vera riconversione. Giorgio Cremaschi, dalle colonne de Il Manifesto, ha rivendicato la nazionalizzazione dell&#8217;ILVA come una possibilit&agrave; garantita &ldquo;dalla Costituzione&rdquo;, naturalmente con &ldquo;indennizzo&rdquo;.<br \/>\n<br \/>Ma il punto debole di questi pronunciamenti, tutti peraltro significativi, &egrave; che ignorano o rimuovono il carattere rivoluzionario e dirompente della rivendicazione della nazionalizzazione dell&#8217;Ilva: la circoscrivono in un illusorio recinto riformista, la subordinano al dettato costituzionale( obbligo di &ldquo;indennizzo&rdquo;), ne smussano i risvolti radicali e di classe ( rifiuto del controllo operaio). Il tutto nello sforzo di mostrarne la &ldquo;realizzabilit&agrave;&rdquo;, la &ldquo;fattibilit&agrave;&rdquo; e dunque la conciliabilit&agrave; col capitalismo.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>La verit&agrave; &egrave; un altra. La nazionalizzazione dell&#8217;Ilva non sar&agrave; mai realizzata dal governo Monti o da un altro governo borghese, tanto pi&ugrave; nel quadro attuale della crisi capitalista e della &ldquo;compatibilit&agrave;&rdquo; di mercato dell&#8217;Europa dei capitalisti. I costi ingenti della riconversione e della bonifica dell&#8217;acciaieria pi&ugrave; grande d&#8217;Europa, non saranno mai compatibili con le leggi del profitto, e col vincolo del debito pubblico imposto dalla crisi. La soluzione di svolta pu&ograve; essere imposta solamente da un&#8217;azione di massa radicale della classe operaia e della popolazione povera, che renda ingovernabile ogni altra soluzione, rompa con le leggi del capitale, rovesci i rapporti di forza, apra la via di un governo dei lavoratori, basato su un programma anticapitalista.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>IL CASO ILVA E IL REALISMO DELLA RIVOLUZIONE<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>&ldquo;Ma allora la nazionalizzazione non &egrave; realistica&rdquo;, obietter&agrave; qualcuno. E&#8217; una obiezione mal posta. La verit&agrave; &egrave; che non &egrave; &ldquo;realistico&rdquo; nessun reale avanzamento delle condizioni di lavoro, di salute, di vita, dei lavoratori e della maggioranza della societ&agrave; senza il rovesciamento della dittatura degli industriali e dei banchieri.Cio&egrave; senza la conquista del potere da parte dei lavoratori e di tutti gli sfruttati.<br \/>\n<br \/>La proposta della nazionalizzazione dell&#8217;ILVA, proprio perch&egrave; &egrave; l&#8217;unica soluzione reale, si limita a chiarire da un versante particolare questa verit&agrave; generale.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<br \/>\n<br \/>La rivoluzione sociale &egrave; l&#8217;unica soluzione realistica delle grandi questioni del nostro tempo. Sviluppare la coscienza delle masse, e innanzitutto della loro avanguardia, sino alla comprensione di questa verit&agrave; &egrave; l&#8217;obiettivo, in ogni lotta, del Partito Comunista dei Lavoratori.<br \/>\n<br \/>&nbsp;<\/p>\n<p>MARCO FERRANDO<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo di Marco Ferrando &nbsp; &nbsp; &nbsp; Le contraddizioni interne alla Magistratura e soprattutto tra Magistratura e Governo, hanno aperto una nuova fase della vicenda&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-63985","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63985","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=63985"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63985\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=63985"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=63985"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=63985"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}