{"id":64267,"date":"2013-03-12T00:00:00","date_gmt":"2013-03-12T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2013\/03\/12\/hugo-chvezun-giudizio-marxista-della-sua-figura\/"},"modified":"2013-03-12T00:00:00","modified_gmt":"2013-03-12T00:00:00","slug":"hugo-chvezun-giudizio-marxista-della-sua-figura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2013\/03\/12\/hugo-chvezun-giudizio-marxista-della-sua-figura\/","title":{"rendered":"HUGO CH&Aacute;VEZ\n<br>Un giudizio marxista della sua figura"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2310_altamira-habla2.jpg\" alt=\"2310_altamira-habla2.jpg\" \/><br \/>\nLa morte di Hugo Chavez ha provocato, come era prevedibile, un&rsquo; emozione popolare enorme in Venezuela. Ha commosso anche l&rsquo;opinione pubblica internazionale. E&rsquo; la conseguenza naturale dell&rsquo;attenzione che ha suscitato nella politica mondiale durante la maggior parte della sua gestione politica. Lo stesso gi&agrave; &egrave; successo nel passato con altri liders di nazioni di medio sviluppo, dall&rsquo;indiano Gandhi, l&rsquo;argentino Peron, l&rsquo;egiziano Nasser o l&rsquo;indonesiano Sukarno, cos&igrave; anche per Fidel Castro durante la seconda met&agrave; del secolo passato. Questo posto eccezionale si pu&ograve; spiegare per la naturalit&agrave; universale dei problemi storici che sono stati lasciati irrisolti. E&rsquo; l&rsquo;espressione del carattere mondiale dei conflitti nazionali. Il parto del chavismo si produsse a fine febbraio del 1989, quando una ribellione popolare- il Caracazo- contro il programma fondo monetarista del governo che aveva appena assunto l&rsquo;incarico, sotto la presidenza di Carlos Andres Perez, fu massacrata da una repressione eseguita dall&rsquo;esercito. Fu la fine del ciclo storico del nazionalismo civile piccolo-borghese, che per cinquant&rsquo;anni incarn&ograve; il partito Azione Democratica(Accion Democratica) Tre anni pi&ugrave; tardi, dalle proprie forze armate emerse una reazione contro coloro che avevano represso il Caracazo, sotto la sollevazione di ufficiali di rango inferiore, condotti da Hugo Chavez,che utilizzavano un&rsquo;impostazione nazionalista. La sollevazione condusse il popolo di nuovo in strada &ndash;anche se in un modo incipiente- e convert&igrave; a questo golpe militare peculiare( contro il governo e l&rsquo;alto comando delle forze armate) quasi in una sollevazione popolare. Nella coscienza del popolo alberg&ograve; l&rsquo;idea che avrebbe potuto contare sulle armi del Paese. Il Chavismo non nasce da una combinazione parlamentare n&eacute; da un inciucio tra compagni di partito, bens&igrave; da una congiunzione del nazionalismo amalgamato con una parte delle masse. Il Caracazo e la sollevazione del &rsquo;92 sono il rintocchi di campana che anticiperanno il crollo del processo di privatizzazioni e indebitamento che hanno caratterizzato la tappa neo-liberale. Curiosamente, il menemismo avrebbe dovuto ancora debuttare quando in Venezuela si poneva come manifesto che questo era condannato a terminare in una crisi semi-rivoluzionaria. <\/p>\n<p>NAZIONALISMO<br \/>\n<br \/>Il nazionalismo militare chavista ha una parentela con la storia del suo Paese e di tutta l&rsquo;America Latina. E&rsquo; il caso di Peron e dei nazionalismi militari, per esempio, in Per&ugrave; (Velazco Alvarado) e in Bolivia (Juan Jose Torres), alla fine degli anni &rsquo;60, i quali nazionalizzarono le compagnie petrolifere straniere e gli zuccherifici- in alcuni casi senza indennizzo. Tutti questi movimenti, come far&agrave; dopo il chavismo, hanno fatto sfoggio di alcune particolarit&agrave; di carattere eccezionale, specialmente a ci&ograve; che &egrave; relativo al suo leader. Il Caudillismo riflette la scarsa differenziazione sociale del movimento di massa e l&rsquo;impegno del nazionalismo di presentare il popolo come un blocco unito esclusivamente da interessi nazionali. Distorcendo, con questo procedimento, le ragioni storiche del suo emergere: il protagonismo delle masse, che con azioni e sacrifici ripetuti, hanno messo in evidenza la strada senza uscita delle relazioni sociali vigenti, infine, la connessione tra la crisi sociale e politica in un paese con la declinazione storica del complesso del sistema nazionale dominante. La presunzione di rappresentare la nazione o lo slogan dell&rsquo;unit&agrave; nazionale puntano a giustificare la sottomissione della classe operaia con ci&ograve; che si sarebbe battezzato &ldquo;la comunit&agrave; organizzata&rdquo;. E&rsquo; la giustificazione ideologica dell&rsquo;imbavagliamento dei sindacati da parte di una burocrazia integrato allo Stato. Il movimento nazionale- civile o militare- &egrave; un&rsquo;espressione della tagliola che la dipendenza del capitale finanziario internazionale mette allo sviluppo delle forze produttive nei paesi della periferia capitalista. E&rsquo; l&rsquo;espressione di una lotta per difendere la parte dell&rsquo;entrata nazionale nelle risorse che genera il complesso dell&rsquo;economia mondiale. Il chavismo no si &egrave; limitato a utilizzare la rendita petrolifera del Venezuela per lo sviluppo dei programmi sociali di ampio raggio, prima di ci&ograve;, si &egrave; scontrato in forma aperta con il capitale internazionale e i suoi agenti interni per evitare la internazionalizzazione di PDVSA, l&rsquo;impresa statale del petrolio, nelle mani delle borse straniere. Questa crisi fu la ragione che spinse al golpe militare che rovesci&ograve; a Chavez nell&rsquo;aprile del 2002,e il sabotaggio petrolifero alla fine di quell&rsquo;anno. In quelle date, il prezzo del barile di petrolio ancora si situava appena sopra i 10 dollari, di modo che non &egrave; certo che nella crisi avesse giocato un ruolo determinate la cattura della rendita mineraria straordinaria che sarebbe sorta dopo, dovuta all&rsquo;aumento internazionale dei prezzi. La mobilitazione popolare che sconfisse il colpo di stato di Aprile e dopo il sabotaggio petrolifero furono il 17 di Ottobre del Chavismo, il quale gi&agrave; si era tratteggiato con la sollevazione del 1992, Un&rsquo;ironia: Hugo Chavez salut&ograve; le masse che si erano mobilizzate per liberarlo dal golpe fascistoide con un invito a &ldquo;tornare a casa&rdquo;. <\/p>\n<p>CHAVISMO E RELAZIONI DI PROPRIETA&rsquo;<br \/>\n<br \/>La sconfitta del golpe &ldquo;civico-militare&rdquo; convert&igrave; alle forze armate in chaviste, una consistenza che ha attraversato la prova del sabotaggio petrolifero. L&rsquo;arbitraggio politico di Chavez incontr&ograve; nella &ldquo;chavizzazione&rdquo; delle forze armate un posto solido. Questa unione si rinforz&ograve; quando Chavez risolse a suo favore uno scontro con il generale Baduel, il paracadutista che lo salv&ograve; nel 2002 e che dopo divenne la massima autorit&agrave; dell&rsquo;esercito. Un&rsquo; altra cosa importante e&rsquo; che, nel momento pi&ugrave; aspro del sabotaggio petrolifero, la banca internazionale non interruppe il finanziamento al Venezuela, n&eacute; Chavez smise di pagare il debito estero. Perci&ograve;, la nazionalizzazione di alcune banche- una misura fondamentale per qualunque trasformazione sociale e per l&rsquo;industrializzazione-  si &egrave; prodotta solo di recente, quando ironicamente- la Banca Santander &egrave; stata comprata dallo Stato per far fronte alla crisi bancaria internazionale con il denaro di un ottimo indennizzo. Nei momenti pi&ugrave; duri dei suoi scontri reciproci, il capitale finanziario internazionale ha sempre avuto chiaro che il chavismo non aveva interesse a rompere con le Borse, ne tanto meno era nemico della propriet&agrave; privata. Le nazionalizzazioni generosamente indennizzate perdono il loro contenuto anticapitalista, dove lo Stato scambia denaro fiscale per capitale e il capitale si scambia con denaro privato. La propaganda antichavista, specialmente quella del sionismo, imputa a Chavez interessi sinistri riguardo la sua alleanza con l&rsquo;Iran. Si tratta di un&rsquo;altra cosa: l&rsquo;asse Venezuela-Iran &egrave; fondamentale per contrastare la pressione dell&rsquo;Arabia Saudita e gli emirati del Golfo, istigati dalle industrie petrolifere anglo-franco-nordamericane affinch&eacute; la Opec riduca i prezzi del petrolio. Chavez e gli ayatollah difendono la parte dei suoi paesi nell&rsquo;entrata economica mondiale &#8211; anche se ci&ograve; pregiudica nazioni non petrolifere della periferia. In compenso, Chavez ha offerto a vari di quei paesi prezzi di preferenza, per questo ha rinforzato l&rsquo;autorit&agrave; del Venezuela nella disputa energetica. Il chavismo proclama un &ldquo;socialismo del XXI secolo&rdquo;, pero &egrave; socialismo della divisione parziale della ricchezza sociale, non della trasformazione del capitale in propriet&agrave; pubblica, ne dello Stato in direzione collettiva delle masse. La denominata &ldquo;ridistribuzione dell&rsquo;entrata&rdquo; ha migliorato considerevolmente, a partire dai livelli di vita pi&ugrave; miserabili della popolazione, pero questa entrata continua ad essere quella della rendita petrolifera. Chavez ha proceduto a numerose nazionalizzazioni, le principali in cambio di indennizzi generosi per i grandi capitali: Verizon, la nordamericana delle telecomunicazioni; Sidor, la siderurgica de Techint, pagata con estrema generosit&agrave;; lo stesso dicasi per il cementificio del messicano Slim. Nelle campagne non &egrave; successo lo stesso, perch&eacute; si comprovato che i titoli di propriet&agrave; degli espropriati erano fraudolenti. Queste nazionalizzazioni non risposero a un piano; sono state improvvisate dalla crisi stessa. La pianificazione richiede la partecipazione cosciente del proletariato, la sua indipendenza politica di classe. Per esempio, quando manc&ograve; il cemento per i programmi di residenza popolare o quando il governo non riusc&igrave; a conciliare lo scontro de Techint con gli operai di Sidor, si nazionalizzarono i cementifici e l&rsquo;industria siderurgica- per&ograve; per questo non cambi&ograve; nella sostanza la produzione gli uni o dell&rsquo;altra, bens&igrave; la importazione. I grandi capitali fecero fagotto quando conclusero che non gli interessava lo scenario economico prevalente. Per&ograve; il Venezuela non si trasform&ograve; in un paese industriale continua ad essere monoproduttore di combustibile. La redistribuzione delle entrate si fece con la cassa di PDVSA, la quale si trova fortemente indebitata e con un forte squilibrio economico dovuto al congelamento del valore del bolivar in un contesto di inflazione. I limiti di PDVSA si manifestano protagonismo del capitale straniero( con l&rsquo;unica esclusione di EXXON) nello sfruttamento della fascia dell&rsquo;Orinoco. La crisi di PDVSA &egrave; la ragione principale della recente decisione di svalutare il bolivar fuerte( immettere pi&ugrave; moneta nazionale per dollaro esportato). Ugualmente alle altre esperienze nazionaliste del passato, quella del Venezuela ha fallito nell&rsquo;obiettivo di assicurare uno sviluppo nazionale autonomo. Ci&ograve; non &egrave; possibile nello stadio di declino del capitalismo mondiale. Per&ograve; nello stesso modo, il Venezuela emerge da questa esperienza con uno Stato pi&ugrave; centralizzato, con la relativa retrocessione dei settori pi&ugrave; parassitari del capitale nazionale e soprattutto con una presenza pi&ugrave; attiva delle masse. Qualunque cambio al processo economico conter&agrave; su questi fattori come strumenti di lavoro. <\/p>\n<p>PROSPETTIVE<br \/>\n<br \/>Il Chavismo ha combattuto lo sviluppo di un sindacalismo indipendente. Il Codice del Lavoro introduce conquiste importanti per i lavoratori del terziario, per&ograve; impone l&rsquo;arbitraggio obbligatorio e la facolt&agrave; del Presidente di decidere la legalit&agrave; di qualsiasi sciopero. Le commissioni paritetiche non si convocano quando scadono i contratti collettivi, i salari nella grande industria non sono aumentati. C&rsquo; &egrave; una statalizzazione dei sindacati. La morte di Chavez blocca la possibilit&agrave; che le masse del Venezuela esauriscano l&rsquo;esperienza politica con il suo tentativo nazionalista. Le critiche o delusioni che potr&agrave; provocare la nuova gestione salveranno questa esperienza storica considerata nel suo insieme. Dal punto di vista dello sviluppo della coscienza di classe, la morte di Chavez rappresenta un blocco. La morte di Chavez crea, obiettivamente, una crisi del regime politico, quello del potere personale. I successori dovranno trovare un&rsquo;uscita alternativa. Gran parte del circolo che governa rappresenta quello che lo stesso popolo chavista definisce &ldquo;la destra endogena&rdquo;. Un&rsquo; alternativa &egrave; che, dopo le prossime elezioni, il sistema politico segua l&rsquo;esperienza argentina Kirchnerista( qualcosa di ironico quando si accusa ai Kirchener di chavizzarsi). Ci&ograve; consisterebbe in un certa parlamentarizzazione del sistema, a scapito del verticalismo attuale e delle organizzazioni parallele a quelle ufficiali- com&rsquo;&egrave; il caso dei consigli comunali. Il chavismo non &egrave; unito da un programma n&eacute; &egrave; omogeneo in termini sociali; anche se rumoreggino le critiche al suo interno, funziona come un apparato di Stato e incluso parastatale. Il nuovo governo dovr&agrave; far fronte, senza l&rsquo;autorit&agrave; di Chavez, alla destabilizzazione economica che cresce e alle svalutazioni anche maggiori della moneta. Sarebbe un aggiustamento senza anestesia, in mezzo al cambio di un regime. L&rsquo;ultima svalutazione &egrave; stata presentata dall&rsquo;establishment attuale come una decisione che Chavez avrebbe preso alla Habana. Esiste una forte critica interna alla gestione distorta dell&rsquo;informazione sulla malattia di Chavez,  si &egrave; interpretato cio&egrave; come funzionale all&rsquo;establishment che sta al comando. Dopo le nuove elezioni presidenziali, dovranno avere luogo le elezioni municipali, le quali sono state posticipate varie volte. Qui, l&rsquo;opposizione di destra potrebbe incrementare la sua rappresentazione. La divisione della destra, come da poco ha osservato Diosdado Cabello-presidente dell&rsquo;Assemblea Nazionale e presumibile leader della destra endogena- &ldquo;voi siete pi&ugrave; divisi di noi&rdquo;. E&rsquo; vero. Incitata dall&rsquo;uribismo colombiano, dai repubblicani degli USA e dai capitalisti finanziari venezuelani, una minoranza attiva spinge per la destabilizzazione. Sembra stare alla sua testa il sindaco di Caracas, Ledezma. Capriles sarebbe la testa della frazione conciliatrice. In questa crisi di complesso, le forze armate costituiscono la carta di riserva per bloccare una disgregazione politica. Si &egrave; parlato fino alla nausea della leadership continentale di Chavez. Quando si osserva con maggiore attenzione, si evince che &egrave; stata questa leadership , almeno negli ultimi anni, ad operare all&rsquo;ombra della spinta delle imprese minerarie e delle appaltatrici brasiliane, le quali hanno imposto la loro agenda attraverso il &ldquo;governo dei lavoratori&rdquo; di Lula e Dilma Roussef. La Unasur &egrave; un satellite della diplomazia brasiliana. Dalle &ldquo;riforme&rdquo; a Cuba, alle negoziazioni con le Farc o gli accordi con l&rsquo;Iran, l&rsquo;operatore fondamentale &egrave; stato il Brasile, non Chavez-ossia la Borsa di Sao Paulo ( un santuario delle grandi banche di investimento). Non &egrave; caso che la Banca del Sud sia morta per mano degli interessi del BNDES- il Banco di sviluppo del Brasile( il quale finanzier&agrave; le opere idroelettriche delle imprese appaltatrici brasiliane in Argentina). Si &egrave; creato una situazione nuova in America Latina. Lo sfida principale che viene rappresentata &egrave; per la sinistra, la parte che &egrave; marginale in tutto questo processo. Nonostante tutto, dovrebbe essere la protagonista storica principale. Dovrebbe aprirsi un dibattito continentale per caratterizzare questa nuova situazione e ottenere da questa situazione tutte le conclusioni rivoluzionarie.<\/p>\n<p>Jorge Altamira (Partito Obrero- Argentina)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La morte di Hugo Chavez ha provocato, come era prevedibile, un&rsquo; emozione popolare enorme in Venezuela. Ha commosso anche l&rsquo;opinione pubblica internazionale. 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