{"id":64298,"date":"2013-04-01T00:00:00","date_gmt":"2013-04-01T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2013\/04\/01\/francia-lescalation-antioperaia-della-peugeot-renault-e-della-burocrazia-sindacale\/"},"modified":"2013-04-01T00:00:00","modified_gmt":"2013-04-01T00:00:00","slug":"francia-lescalation-antioperaia-della-peugeot-renault-e-della-burocrazia-sindacale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2013\/04\/01\/francia-lescalation-antioperaia-della-peugeot-renault-e-della-burocrazia-sindacale\/","title":{"rendered":"[FRANCIA]: L&#8217;ESCALATION ANTIOPERAIA DELLA PEUGEOT, RENAULT E DELLA BUROCRAZIA SINDACALE"},"content":{"rendered":"<p>Siamo dinanzi ad un nuovo stadio desolante della crisi mondiale che sta scuotendo la Francia. Diversi mesi fa la Peugeot aveva annunciato la chiusura dell&rsquo;impianto di Aulnay, nei dintorni di Parigi. Ad oggi l&rsquo;azienda ha confermato che andr&agrave; avanti con i suoi progetti, ignorando le disposizioni cautelari della magistratura.<\/p>\n<p>Ma la novit&agrave; si ritrova fra i sindacati che hanno concluso un accordo dove hanno accettato la chiusura. Si tratta di un finale annunciato: le confederazioni sono scese a patti per una riforma del lavoro di portata nazionale con il governo e le camere imprenditoriali, questo implica ribassi salariali ed un sensibile aumento della flessibilit&agrave; lavorativa. L&rsquo;accordo con Peugeot smentisce che la riforma del lavoro, come hanno preteso di dimostrare le burocrazie sindacali e politiche, servir&agrave; alla salvaguardia dei posti di lavoro. I 3.500 posti di Peugeot sono la punta dell&rsquo;iceberg, dal momento che la misura impatter&agrave; indirettamente su 11.000 lavoratori. Nondimeno, inoltre, questa conclusione ha incoraggiato la classe padronale di Renault, dove lo Stato &egrave; fra i suoi principali azionisti, che ha posto un prezzo molto alto per non seguire le orme di Peugeot. Si esige di congelare i salari, la libert&agrave; di licenziare i lavoratori di un impianto ed inoltre prolungare la giornata di lavoro. Niente di tutto questo, tuttavia, esclude la possibilit&agrave; di ulteriori licenziamenti. Nei piani del settore auto, &egrave; gi&agrave; stata prevista la perdita di 7.500 posti di lavoro.<\/p>\n<p>La CGT non ha firmato l&rsquo;accordo con la Peugeot, ma non per questo &egrave; meno responsabile. Anche se sostiene un conflitto strategico per l&rsquo;unione del movimento operaio, essa non ha fatto valere la sua capacit&agrave; di mobilitazione volta ad affrontare questo attacco. Ha lasciato dissanguare la resistenza dei lavoratori dello stabilimento di Aulnay, che lo occuparono per diverse settimane. La CGT sta agendo come l&rsquo;ultima ruota del carro del Fronte de Gauche (socialisti dissidenti fuoriusciti ed attribuiti a Melanchon ed al PC) che spinge per un progetto parlamentare di tutela dai licenziamenti che i sindacalisti utilizzano come pretesto per cercare da un lato di calmare le iniziative di lotta.<\/p>\n<p>Contemporaneamente, cresce la protesta dei lavoratori contro la burocrazia, l&rsquo;inquietudine e l&rsquo;ordinanza. Appaiono anche, sebbene isolate, le iniziative di lotta. In questo modo si &egrave; determinata l&rsquo;occupazione della Peugeot, capeggiata dall&rsquo;attivismo pi&ugrave; combattivo della fabbrica. La temperatura sale sul movimento operaio e sulla fertilit&agrave; dei campi che prepara il terreno per una nuova fase<\/p>\n<p>Pablo Heller<\/p>\n<p>28\/03\/2013<\/p>\n<p>Traduzione a cura del Pcl Napoli<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori &#8211; Sezione Napoli &#8220;Rosa Luxemburg&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo dinanzi ad un nuovo stadio desolante della crisi mondiale che sta scuotendo la Francia. 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