{"id":64329,"date":"2013-04-27T00:00:00","date_gmt":"2013-04-27T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2013\/04\/27\/la-crisi-della-repubblica\/"},"modified":"2013-04-27T00:00:00","modified_gmt":"2013-04-27T00:00:00","slug":"la-crisi-della-repubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2013\/04\/27\/la-crisi-della-repubblica\/","title":{"rendered":"LA CRISI DELLA REPUBBLICA"},"content":{"rendered":"<p>Nota di Marco Ferrando<\/p>\n<p>La rielezione straordinaria del presidente Napolitano misura la crisi straordinaria della seconda Repubblica.<\/p>\n<p>L&#8217;onda lunga del voto del 24\/25 febbraio non si arresta.<br \/>\n<br \/>Con le sue sole forze, il Parlamento eletto si &egrave; rivelato incapace di esprimere sia un nuovo governo, sia una nuova Presidenza della Repubblica.<\/p>\n<p>La crisi verticale del PD e della sua rappresentanza parlamentare ha rappresentato l&#8217;epicentro della crisi politico istituzionale. La supplica corale a Napolitano di accettare il reincarico &egrave; stata la confessione pubblica della debolezza del Parlamento.<\/p>\n<p>LA NUOVA FORZA DELLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA, AL SERVIZIO DELL&#8217;UNITA&#8217; NAZIONALE<\/p>\n<p>Nessun &ldquo;golpe &egrave; in atto da parte dei partiti&rdquo;, come dichiara un buffone reazionario. E&#8217; vero invece che proprio l&#8217;empasse delle relazioni tra i partiti borghesi, e in essa la dinamica potenziale di dissoluzione del PD, hanno fornito alla Presidenza Napolitano una forza politica nuova nel suo rapporto coi partiti borghesi e indirettamente col Parlamento.<\/p>\n<p>La soluzione politica di &ldquo;Unit&agrave; nazionale&rdquo; che prima si rivelava impossibile, ora diventa possibile e probabile. Napolitano ha condizionato la stessa accettazione della sua rielezione alla disponibilit&agrave; dei partiti ad una soluzione d&#8217;emergenza. E l&#8217;ha ottenuta.<\/p>\n<p>Forme ed equilibri di questa soluzione non sono ancora definiti.  Il terreno resta minato. In particolare la crisi senza rete del PD  , alla vigilia del suo congresso, si riverbera sugli equilibri parlamentari e lascia aperte alcune incognite sull&#8217;ampiezza della base di sostegno del nuovo governo. N&eacute; si possono escludere nuove imprevedibili precipitazioni della crisi politica. Ma la Presidenza della Repubblica mira ad usare tutta la sua nuova forza per dettare la soluzione di emergenza. E ha buone possibilit&agrave; di riuscita.<\/p>\n<p>L&#8217;UNITA&#8217; NAZIONALE CONTRO I LAVORATORI, AL SERVIZIO DI INDUSTRIALI E BANCHIERI<\/p>\n<p>La soluzione che si prepara rappresenter&agrave; un nuovo attacco alle condizioni sociali dei lavoratori e della maggioranza della societ&agrave;. Dentro una crisi capitalista e una crisi sociale drammatica che si vanno cronicizzando. Il programma del nuovo governo di unit&agrave; nazionale &egrave; gi&agrave; scritto, nelle sue linee di fondo. I cosiddetti &ldquo;saggi&rdquo; nominati da Napolitano lo hanno gi&agrave; predisposto persino formalmente: conferma dei patti sottoscritti col capitale finanziario italiano ed europeo, una nuova valanga di soldi alle imprese, un&#8217;ulteriore precarizzazione del lavoro, dentro la continuit&agrave; della politica di Monti.<\/p>\n<p>Peraltro il nuovo governo non si limiter&agrave; alle politiche di rapina sociale, per conto della grande industria e delle banche. Proprio la crisi politica straordinaria di cui &egrave; figlio lo spinger&agrave; a ricercare un riassetto istituzionale: che garantisca &ldquo;un quadro  pi&ugrave; certo e stabile di governabilit&agrave;&rdquo; delle politiche di rapina.<\/p>\n<p>Grandi sono e restano le contraddizioni paralizzanti fra i partiti borghesi su questo terreno. Tanto pi&ugrave; in rapporto ai tempi incerti di durata e consistenza politica del prossimo governo. Ma il tema della &ldquo;terza Repubblica&rdquo;  tender&agrave; ad assumere in prospettiva un peso centrale. E non si limiter&agrave; alla sola ridefinizione della legge elettorale. La questione degli equilibri fra i poteri entrer&agrave; di petto nel confronto politico. Lo stesso tema dell&#8217;elezione diretta del Presidente della Repubblica, secondo il modello della Quinta Repubblica francese, &egrave; ormai entrato nel campo del confronto politico pubblico dei circoli dominanti. Il presidenzialismo informale di Napolitano ha trascinato con s&eacute; lo sdoganamento formale del gaullismo, oltre il confine del vecchio costituzionalismo parlamentare. <\/p>\n<p>RODOTA&#8217; E IL DISEGNO REAZIONARIO DI CASALEGGIO<\/p>\n<p>Dentro la crisi del movimento operaio, il grillismo resta il principale beneficiario della crisi politico istituzionale della Repubblica. E ancor pi&ugrave; tender&agrave; a capitalizzare a proprio vantaggio, dall&#8217;opposizione, un prossimo governo di unit&agrave; nazionale.<\/p>\n<p>Per un&#8217;intera settimana,le convulsioni di un partito borghese liberale allo sbando come il PD hanno consentito a Grillo\/Casaleggio di utilizzare la bandiera di una personalit&agrave; &ldquo;democratica&rdquo;( Rodot&agrave;) in funzione del proprio progetto reazionario &ldquo;contro tutti i partiti&rdquo; per la loro &ldquo;abolizione&rdquo;. Questo era il segno egemone della piazza di Montecitorio. <\/p>\n<p>Rodot&agrave; non ha nulla a che vedere con Casaleggio,  di cui denunciava mesi fa con parole inequivoche la natura reazionaria. Cos&igrave; Casaleggio non ha nulla a che spartire con Rodot&agrave;: al punto da inserirlo due anni fa nell&#8217;indistinta &ldquo;casta&rdquo; da spazzare via. Il punto &egrave; che un movimento populista che mira alla conquista del potere nel nome del &ldquo;popolo&rdquo; contro la &ldquo;casta&rdquo;, dei &ldquo;cittadini&rdquo; contro i &ldquo;politici&rdquo;, usa spregiudicatamente ogni possibile arma propagandista per costruire attorno a s&eacute; un consenso popolare. Oggi l&#8217;arma Rodot&agrave; era la pi&ugrave; indicata per affondare la lama nell&#8217;elettorato del PD. Cos&igrave; come, in altri contesti, la campagna anti migranti appariva lo strumento pi&ugrave; conveniente per capitalizzare un elettorato leghista allo sbando.  Del resto, i comizi &ldquo;pro Berlinguer&rdquo; in Emilia e i civettamenti con Casa Pound a Roma , danno la misura di un populismo senza confini  al servizio dell&#8217;unico vero progetto ideologico di Casaleggio: quello di uno sfondamento di massa ( &ldquo;il 100\/% del Parlamento&rdquo;..) in funzione di una Repubblica plebiscitaria. ( Che innanzitutto abolisca il sindacato in quanto &ldquo;roba dell&#8217;800&rdquo;.)<\/p>\n<p>La verit&agrave; &egrave; che il pellegrinaggio che Casaleggio sta conducendo in prima persona presso le associazioni territoriali di Confindustria  per promettere loro l&#8217;&rdquo;abolizione dell&#8217;IRAP&rdquo; ( pagato dal taglio di stipendi e pensioni) documenta la natura reale del grillismo assai pi&ugrave; che qualsiasi posa propagandistica d&#8217;occasione. Il fatto che buona parte del popolo della sinistra non lo comprenda misura al tempo stesso il disorientamento del movimento operaio e la pericolosit&agrave; del grillismo. Assieme alle responsabilit&agrave; di una sinistra sindacale e politica muta ( o compiacente) verso il M5S.<\/p>\n<p>LA CRISI VERTICALE DEL PD LIBERA NUOVI PROCESSI POLITICI<\/p>\n<p>La crisi verticale del PD pu&ograve; mettere in moto nuovi processi nella geografia politica italiana.<\/p>\n<p>Per la prima volta dalla sua nascita il PD si trova realmente di fronte a un possibile processo di frantumazione: frutto del fallimento dell&#8217;&rdquo;amalgama&rdquo; liberale posticcio che ne ha segnato l&#8217;origine; della sconfitta elettorale, sospinta dal rigetto delle politiche di Monti cui il PD si &egrave; associato; di una gestione politica folle della fase post voto da parte di un  gruppo dirigente allo sbando.<\/p>\n<p>Vedremo se questo processo si svilupper&agrave; e, nel caso, con quali tempi, dinamiche, sbocchi. Lo stesso posizionamento verso il nuovo governo sar&agrave; una cartina di tornasole di questi sviluppi. Di certo il coinvolgimento del PD in un governo di convergenza con Berlusconi, sulla base di una politica di austerit&agrave;, sar&agrave; un nuovo capitolo del calvario di questo partito, nelle sue relazioni interne, nei suoi rapporti di massa.<\/p>\n<p>Ad oggi l&#8217;unit&agrave; nazionale attorno all&#8217;elezione di Napolitano ha rotto il vecchio patto centrosinistra. Una Sinistra e Libert&agrave; che sino a 10 giorni fa annunciava la propria disponibilit&agrave; a confluire nel PD, annuncia il cantiere di una &ldquo;nuova sinistra di governo&rdquo; ai danni del PD  candidandosi a polarizzare ci&ograve; che pu&ograve; liberarsi a sinistra dalla sua crisi. Non &egrave; il segno di una &ldquo;svolta a sinistra&rdquo; di Vendola. E&#8217; il segno della profondit&agrave; della crisi del PD e di un possibile terremoto politico in gestazione negli equilibri interni al centrosinistra. E che pu&ograve; investire gli assetti della stessa sinistra italiana.<\/p>\n<p>SOLO IL MOVIMENTO OPERAIO PUO&#8217; DARE SOLUZIONE PROGRESSIVA ALLA CRISI SOCIALE E ISTITUZIONALE<\/p>\n<p>L&#8217;intero scenario politico conferma un giudizio di fondo: la crisi del movimento operaio, dentro la crisi capitalista, &egrave; il vero carburante dei processi reazionari in atto in tutte le loro varianti.<\/p>\n<p>Solo un&#8217; irruzione della classe operaia nello scenario politico, con la sua forza di massa e con un suo programma indipendente, pu&ograve; alzare una diga contro la reazione e indicare l&#8217;unica possibile soluzione progressiva della crisi sociale ed istituzionale: quella di un alternativa dei lavoratori.<br \/>\n<br \/>Solo questa irruzione pu&ograve; unificare il mondo del lavoro, dei precari, dei disoccupati, offrendo un punto di riferimento alternativo ai sentimenti di &ldquo;rabbia&rdquo; e di &ldquo;rifiuto&rdquo; che si agitano in vasti settori popolari e che oggi tendono a raccogliersi attorno al grillismo.<br \/>\n<br \/>Solo questa irruzione pu&ograve; rovesciare i rapporti di forza e aprire dal basso un nuovo scenario politico.<\/p>\n<p>Il PCL porter&agrave; questo indirizzo nella manifestazione nazionale che la FIOM ha convocato per il 18 Maggio. L&#8217;appuntamento non pu&ograve; ridursi ad una manifestazione sindacale ordinaria. Deve assumersi la responsabilit&agrave; di rilanciare una prospettiva indipendente del movimento operaio: in aperta contrapposizione all&#8217;unit&agrave; nazionale e a tutti i partiti che ne faranno parte; ma anche al grillismo e al suo progetto sociale e politico reazionario. E dovr&agrave; indicare un piano straordinario di mobilitazione di massa a sostegno di questa prospettiva. Perch&egrave; il bivio di fondo &egrave; molto netto: o il movimento operaio dar&agrave; la propria soluzione alla crisi politica e sociale, sul terreno anticapitalistico, o sar&agrave; la reazione a darla, in un modo o nell&#8217;altro, contro il movimento operaio.<\/p>\n<p>La necessit&agrave; di una sinistra rivoluzionaria che si batta per un alternativa di potere della classe operaia- contro tutti i suoi avversari- &egrave; dunque riproposta dal carattere straordinario della crisi politica e sociale.<br \/>\n<br \/>Non &egrave; tempo di una &ldquo;nuova sinistra di governo&rdquo; che poi si allei con ci&ograve; che resta del PD, come vorrebbe Nichi Vendola. N&eacute; &egrave; tempo di nuove sinistre &ldquo;n&egrave; carne, n&egrave; pesce&rdquo;, gi&agrave; fallite, che ripropongano &ldquo;unit&agrave;&rdquo; attorno a programmi riformisti (o di puro antagonismo). E&#8217; tempo di una sinistra di rivoluzione. Quella che il PCL ovunque lavora a costruire, controcorrente, con grande determinazione.<\/p>\n<p>MARCO FERRANDO<\/p>\n<p>MARCO FERRANDO<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nota di Marco Ferrando La rielezione straordinaria del presidente Napolitano misura la crisi straordinaria della seconda Repubblica. 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