{"id":64337,"date":"2013-04-27T00:00:00","date_gmt":"2013-04-27T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2013\/04\/27\/nel-nome-dell-unita\/"},"modified":"2013-04-27T00:00:00","modified_gmt":"2013-04-27T00:00:00","slug":"nel-nome-dell-unita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2013\/04\/27\/nel-nome-dell-unita\/","title":{"rendered":"NEL NOME DELL&#8217; &ldquo;UNITA&#8217;&rdquo;"},"content":{"rendered":"<p>Sotto la bandiera dell&#8217;&rdquo;unit&agrave;&rdquo; e della &ldquo;lotta alla frammentazione&rdquo; si moltiplicano, nella sinistra italiana,  proposte diverse di &ldquo;nuovi soggetti politici&rdquo; ( a volte gli uni contro gli altri armati). Spesso promossi da gruppi dirigenti corresponsabili, a diversi livelli , della disfatta delle sinistre. E in ogni caso accomunati, in forme diverse, dalla contrapposizione o estraneit&agrave; alla prospettiva rivoluzionaria socialista: all&#8217;unica prospettiva che pu&ograve; indicare agli sfruttati una via d&#8217;uscita dalla catastrofe sociale del capitalismo e della sua crisi.<\/p>\n<p>L&#8217;ENNESIMA &ldquo;RIFONDAZIONE&rdquo; DEGLI EX MINISTRI<\/p>\n<p>Una prima proposta &ldquo;unitaria&rdquo; viene dalla &ldquo;Lettera aperta alla sinistra&rdquo; promossa dalla Direzione Nazionale del PRC. Cio&egrave; dalla principale responsabile ed erede di quei 15 anni di cicliche compromissioni di governo, nazionali e locali, col centrosinistra che non solo hanno colpito i lavoratori in cambio di ministeri e assessorati, che non solo sono giunte nel 2006\/2008 a votare la guerra con la benedizione del ministro Ferrero, ma che hanno distrutto perci&ograve; stesso un patrimonio enorme di aspettative, energie, passioni militanti.<\/p>\n<p>L&#8217;ex ministro Paolo Ferrero cerca oggi di sopravvivere come Segretario all&#8217;atto finale dell&#8217;autodistruzione del PRC ( svendita a Ingroia in cambio della speranza di parlamentari) impugnando la bandiera di &ldquo;un nuovo soggetto politico unitario&rdquo;: un soggetto &ldquo;senza pregiudiziali ideologiche&rdquo; , &ldquo;sulla base di una piattaforma antiliberista&rdquo;, che &rdquo;si connoti per l&#8217;autonomia e alterit&agrave; rispetto al centrosinistra&rdquo;.<\/p>\n<p>Si tratta dell&#8217;esatta riproposizione dell&#8217; equivoco di fondo su cui &egrave; nato il PRC e che ha distrutto il PRC: quello di una unit&agrave; senza principi di classe e comunisti( &ldquo;pregiudiziali ideologiche&rdquo;!); fondata sul ripescaggio di un programma riformista Keynesiano contrapposto al programma della rivoluzione ( &ldquo;antiliberismo&rdquo; contro &ldquo;anticapitalismo&rdquo;); combinata con l&#8217;eterna ambiguit&agrave; del rapporto politico coi liberali ( dai quali si &egrave; &rdquo;altro&rdquo; ma ai quali non si &egrave; &ldquo;alternativi&rdquo;), con cui il PRC continua peraltro a governare nelle giunte di mezza Italia, votando privatizzazioni e tagli sociali.<\/p>\n<p>Riproporre 20 anni dopo come &ldquo;nuovo&rdquo; un equivoco fallito, nel momento stesso del compimento definitivo del suo fallimento- e per di pi&ugrave; con forze irrisorie rispetto a quelle di allora proprio a causa di quel fallimento- significa non solo proporre un illusione senza futuro: ma contribuire perci&ograve; stesso a nuove delusioni e dispersioni.<\/p>\n<p>ANTAGONISMO SENZA RIVOLUZIONE<\/p>\n<p>Una seconda proposta &ldquo;unitaria&rdquo; viene da un raggruppamento eterogeneo di soggetti e formazioni minori di diversa collocazione:  una parte di Sinistra Critica ( Turigliatto), che gi&agrave; vot&ograve; 21 fiducie al governo Prodi, e che ha ormai consumato una scissione interna verticale ;  una parte del gruppo dirigente ferreriano del PRC ( da Russo Spena a Forenza) da sempre partecipe delle scelte governative di Rifondazione e tuttora collocato al suo interno; la piccola organizzazione della Rete dei Comunisti( Casadio) e i suoi militanti sindacali; e in particolare Giorgio Cremaschi e la sua area di riferimento nella Rete 28 Aprile e nel comitato No Debito.<\/p>\n<p>L&#8217;appello avanzato rivendica &ldquo;un movimento politico anticapitalista e libertario&rdquo;, &ldquo;alternativo al Centro sinistra&rdquo; per una &ldquo;alternativa all&#8217;attuale sistema sistema economico, sociale, politico&rdquo; italiano ed europeo: ha dunque un impronta formalmente pi&ugrave; &ldquo;radicale&rdquo; della Lettera aperta del PRC. Ma  l&#8217;appello riflette al tempo stesso, com&#8217;&egrave; inevitabile, la tradizionale impostazione dei soggetti politici proponenti: la rimozione della prospettiva del governo dei lavoratori, quale alternativa rivoluzionaria di potere degli sfruttati, e unica vera alternativa al potere degli sfruttatori.<\/p>\n<p>Siamo all&#8217;eterna riproposizione dell&#8217;antagonismo senza rivoluzione.  Che anche quando parla di &ldquo;cambiamento rivoluzionario&rdquo; lo dissolve in un movimentismo scorporato dal fine.  Contrapponendo l&#8217;apologia dei movimenti alla costruzione del partito rivoluzionario (v. il movimento non global di Genova raffigurato come esempio potenziale del &ldquo;soggetto politico anticapitalista di massa&rdquo;); rimpiazzando la centralit&agrave; strategica della classe operaia, e della costruzione attorno ad essa del blocco sociale alternativo, con la sommatoria orizzontale di tutte le istanze di movimento ( dove le sacrosante rivendicazioni &ldquo;ambientaliste,  femministe, antirazziste..&rdquo; restano prive di quel polo sociale di ricomposizione che &egrave; condizione necessaria per la loro stessa realizzazione) ; ignorando la ragione di un programma di rivendicazioni che faccia da ponte tra gli obiettivi immediati e la necessit&agrave; della rivoluzione ( cosicch&egrave; ad es. la stessa rivendicazione dell&#8217;abolizione del debito pubblico verso le banche  viene sostituita dal &ldquo;rifiuto del vincolo del debito&rdquo;, aprendo la porta alle teorie riformiste sulla sua &ldquo;negoziazione&rdquo; , sulla distinzione tra debito &ldquo;legittimo e &ldquo;illegittimo&rdquo;..). Il risultato paradossale  &egrave; che in un appello che si vuole fondato su una &ldquo;proposta di lotta&rdquo; manca una proposta generale di svolta, unitaria e radicale, proprio sul terreno delle forme di lotta ( occupazione delle aziende che che licenziano, vertenza generale, sciopero generale prolungato..): perch&egrave; la stessa proposta di lotta &egrave; inseparabile dal fine che si persegue.<\/p>\n<p>La verit&agrave; &egrave; che nel nome del &ldquo;nuovo&rdquo; si ripropone la vecchia soluzione politica &ldquo;centrista&rdquo;- &ldquo;n&egrave; riformismo, n&eacute; rivoluzione&rdquo;, &ldquo;n&egrave; carne n&eacute; pesce&rdquo;- che ha finito col dissolvere in tempi recenti &ldquo;Sinistra Critica&rdquo;, come gi&agrave; negli anni 80 Democrazia Proletaria. Ogni volta con l&#8217;inevitabile dispersione di militanti e disgregazione di forze. Che &egrave; l&#8217;esatto opposto dell&#8217;evocazione &ldquo;unitaria&rdquo; che si solleva.<\/p>\n<p>UN&#8217;IMPROBABILE ALBA<\/p>\n<p>Una terza proposta &ldquo;unitaria&rdquo; viene dal piccolo raggruppamento di ALBA, gi&agrave; promotore dell&#8217;esperienza &ldquo;Cambiare si pu&ograve;&rdquo;. E&#8217; un raggruppamento che raccoglie esponenti dell&#8217;ala &ldquo;sabatiniana&rdquo; della FIOM ( come Airaudo, oggi parlamentare di SEL) e che &egrave; guidato da personalit&agrave; intellettuali della sinistra di diversa estrazione : da Marco Revelli, gi&agrave; impegnato negli anni 90 a spiegare- come consulente culturale di Bertinotti- la &ldquo;morte della lotta di classe&rdquo; ; al professore fiorentino Ginzburg, gi&agrave; protagonista del movimento dei Girotondi, quale strumento di pressione sugli allora DS; sino a giuristi democratici come Pepino, o ad ambientalisti radicali come Guido Viale.<\/p>\n<p>La proposta, anche in questo caso, &egrave; quella di &ldquo;Un nuovo soggetto politico unitario&rdquo;: un soggetto che inauguri &ldquo;un nuovo modo orizzontale di fare politica&rdquo;,  occupi lo spazio liberato dalla &ldquo;crisi dei vecchi partiti&rdquo; della sinistra, unisca istanze progressive- politiche, sociali, civili, ambientaliste ( a partire dalla difesa dei beni comuni) attorno al primato della &ldquo;cittadinanza democratica&rdquo;.<\/p>\n<p>La domanda &egrave; semplice: dove &egrave; il &ldquo;nuovo&rdquo;?<\/p>\n<p>Si ripropone il vecchio canovaccio del progressismo democratico, nel momento stesso in cui il capitalismo in crisi rigetta sia il progresso sociale che la democrazia.<br \/>\n<br \/>Si ripropone l&#8217;ennesima contrapposizione di una &ldquo;cittadinanza&rdquo; democratica, al di sopra delle classi, alla centralit&agrave; della lotta di classe come ancoraggio della stessa battaglia democratica.<br \/>\n<br \/>Si rilancia il vecchio rifiuto di un partito di classe anticapitalistico, nel nome di quella eterna suggestione di &ldquo;nuova forma democratica della politica&rdquo; che in realt&agrave; ripropone ogni volta, sotto mutate spoglie, tutti i vecchi vizi dei vecchi partiti burocratici riformisti.<\/p>\n<p>Il &ldquo;nuovo&rdquo; progetto unitario si riduce in realt&agrave; ad un&#8217;area di provvisorio parcheggio per un ceto politico e intellettuale neoriformista oggi privo di collocazione. Forse con ambizioni politiche infinitamente superiori ai mezzi. E destinato per la sua fragilit&agrave; ad essere terreno di incursioni e scorrerie di altre operazioni e soggetti ( da Rivoluzione civile a SEL allo stesso M5S) come si &egrave; visto nella sua recente esperienza. Con gli inevitabili effetti disgregatori, documentati dalla crisi precoce di &ldquo;Cambiare si pu&ograve;&rdquo;.<\/p>\n<p>UNIFICARE LE AVANGUARDIE ATTORNO AL PROGRAMMA DI RIVOLUZIONE<br \/>\n<br \/>E AL SUO PARTITO<\/p>\n<p>Il PCL non si fa abbagliare da queste effimere operazioni &ldquo;unitarie&rdquo;.<\/p>\n<p>Naturalmente manterremo e svilupperemo una politica di unit&agrave; d&#8217;azione, su obiettivi comuni, con ognuno di questi soggetti, reali o eventuali, dentro la costruzione dell&#8217;opposizione sociale e la lotta di classe: secondo quella cultura della pi&ugrave; ampia unificazione del fronte di lotta, fuori da ogni settarismo e personalismo, che ha sempre contraddistinto il nostro agire (a volte in polemica con le pulsioni settarie di altri soggetti..&rdquo;unitari&rdquo;.).<\/p>\n<p>Ma lo faremo a partire dal nostro programma di rivoluzione. Lavorando a sviluppare in ogni lotta la consapevolezza che solo un governo dei lavoratori, su un programma anticapitalista, pu&ograve; segnare una svolta vera per gli sfruttati. Riconducendo ogni obiettivo immediato a quella prospettiva di fondo. Individuando nella classe operaia il perno decisivo del blocco sociale dell&#8217;alternativa anticapitalista, e dunque impegnandoci in ogni movimento ( ambientalista, democratico, antirazzista, femminista, antiimperialista..) in funzione di quella prospettiva unificante. Costruendo un partito militante, socialmente radicato e organizzato, unito nell&#8217;azione e libero nella discussione, quale strumento insostituibile di questa politica rivoluzionaria.<\/p>\n<p>Attorno a questo partito lavoriamo ad unificare tutti i militanti d&#8217;avanguardia, ovunque oggi collocati, che ne condividano il programma e siano disposti a sostenerlo. Anche in risposta a quei segnali di avvicinamento ed ingresso nel PCL che si vanno moltiplicando, da versanti diversi, in varie parti d&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Siamo convinti che un programma di rivoluzione non sia solo l&#8217;unico vero programma di alternativa per i lavoratori e tutti gli oppressi. Ma sia anche l&#8217;unico solido terreno su cui poter costruire un partito capace di reggere, dentro un livello di scontro storicamente nuovo rispetto alla tradizione del dopo guerra; e dunque capace di evitare le inevitabili frantumazioni di partiti e soggetti improvvisati, senza radici e senza futuro.<\/p>\n<p>PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sotto la bandiera dell&#8217;&rdquo;unit&agrave;&rdquo; e della &ldquo;lotta alla frammentazione&rdquo; si moltiplicano, nella sinistra italiana, proposte diverse di &ldquo;nuovi soggetti politici&rdquo; ( a volte gli uni&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-64337","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64337","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64337"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64337\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64337"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64337"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64337"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}