{"id":64342,"date":"2013-04-29T00:00:00","date_gmt":"2013-04-29T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2013\/04\/29\/il-nostro-primo-maggio\/"},"modified":"2013-04-29T00:00:00","modified_gmt":"2013-04-29T00:00:00","slug":"il-nostro-primo-maggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2013\/04\/29\/il-nostro-primo-maggio\/","title":{"rendered":"Il nostro Primo Maggio"},"content":{"rendered":"<p>IL NOSTRO PRIMO MAGGIO<\/p>\n<p>&#8220;Se nella mia vita avessi scelto un&#8217;altra strada, oggi potrei passeggiare nei viali della citt&agrave; di Chicago [..] ma ho scelto la mia strada e oggi sto qui sul patibolo, questo &eacute; il mio delitto. Sono stato infedele e traditore verso le ingiustizie e le infamie dell&#8217;odierna societ&agrave; capitalistica. Se per voi questo &egrave; un delitto, confesso di essere colpevole&#8221;.<br \/>\n<br \/>Con questa dichiarazione lucida, lineare e coerente Albert R.Parsons, uno dei leader del<br \/>\n<br \/>movimento operaio americano, affrontava il  processo che lo avrebbe condotto alla morte per<br \/>\n<br \/>impiccagione nel lontano novembre del 1886 a Chicago.<br \/>\n<br \/>La sua colpa, assieme ad altre figure, divenute assai popolari per il ruolo che rivestirono in quel<br \/>\n<br \/>periodo (A.Spies, Louis.Lingg, Michael Schwab, George Engel, Adolf Fischer, Samuel Fielden)<br \/>\n<br \/>era quella di avere tenacemente lottato a fianco della classe operaia americana, di cui ne<br \/>\n<br \/>faceva parte, per migliorarne le condizioni di vita e di lavoro, combattendo nell&#8217;ultimo scorcio della sua vita a favore della riduzione dell&#8217;orario lavorativo.<br \/>\n<br \/>A ridosso della celebrazione del 1&deg; maggio, &egrave; giusto e legittimo ricordare il coraggio e l&#8217;abnegazione con cui tali lotte vennero condotte alla luce di ci&ograve; che oggi questa ricorrenza oramai quasi scontata suscita ed evoca nonostante tutto.<br \/>\n<br \/>Non occorre descrivere minuziosamente i fatti ed i motivi per cui in seguito ai tumulti creati ad arte dalla polizia di Chicago ad Haymarket Square nel 1886, vennero incolpati poco pi&ugrave; della mezza dozzina di compagni gi&agrave; citati, ma &egrave; doveroso sottolineare come la data del 1&deg; maggio, si pu&ograve; dire, nasca ufficialmente proprio in quell&#8217;anno e si identifichi con la richiesta semplice, netta e precisa delle 8 ore di lavoro per tutti.<br \/>\n<br \/>Lo slogan dell&#8217;epoca (nato in Australia nel 1855) recitava: &#8220;8 ore per lavorare, 8 ore per dormire, 8 ore per educarsi&#8221; e tra difficolt&agrave; e sacrifici immensi, questo semplicissimo &ldquo;programma&rdquo; riusc&igrave; addirittura ad imporsi internazionalmente all&#8217;interno della classe operaia mondiale.<br \/>\n<br \/>Il contesto politico-economico generale era assai diverso rispetto all&#8217;odierno: i lavoratori australiani stessi avevano gi&agrave; &ldquo;conquistato&rdquo; la riduzione dell&#8217;orario lavorativo; in Inghilterra la classe operaia inglese l&#8217;aveva ottenuta ancor prima (10 ore) non senza lotte e sacrifici con una legge del 1847, e negli Stati Uniti la borghesia nord-americana l&#8217;aveva abrogata in seguito alla crisi economica del 1873, dopo che grandi scioperi e manifestazioni di massa (Illinois) l&#8217;avevano imposta in diversi stati dell&#8217;unione nel 1868.<br \/>\n<br \/>La lotta per le otto ore di lavoro e la data del 1&deg; maggio sono, quindi, passate nella storia dell&#8217;intero movimento operaio mondiale come un risultato acquisito dall&#8217;intera classe operaia internazionale sul piano generale della lotta di classe.<br \/>\n<br \/>Quando una richiesta di tale portata viene fatta avanzare come obiettivo generale di tutto il mondo del lavoro &egrave; evidente che lo scontro si pone sul piano oggettivo, sociale e, quindi, avanza in relazione alla crescita ed alla forza che l&#8217;intera classe operaia acquista come classe di per s&eacute; e non pi&ugrave; come classe in s&eacute; subordinata ai dettami del sistema capitalistico.<br \/>\n<br \/>Si sviluppa, quindi, non come scontro soggettivo e limitato tra lavoratori di un settore, di un&#8217;azienda, di un territorio, ma come movimento reale esteso che si rende cosciente e vincola ai propri bisogni le istanze del profitto.<br \/>\n<br \/>Per questo, fin dall&#8217;inizio, le repressioni furono feroci negli U.S.A., in cui una borghesia forte, audace ed aggressiva, dopo la parentesi della guerra civile (1861-65), non voleva conoscere ostacoli alla propria crescita ed espansione ormai dilagante anche nel sud &#8220;liberato&#8221; di recente dal giogo della schiavit&ugrave; agricola.<br \/>\n<br \/>In quell&#8217;epoca, la lotta avr&agrave; come bandiera il periodico &#8220;The Alarm&#8221; diretto dal gi&agrave; citato Albert Parsons dirigente sindacale e segretario della Lega di Chicago per le otto ore e, a fianco di questi, il giovanissimo August Spies che di fronte allo stesso Tribunale di cui si parlava all&#8217;inizio di quest&#8217;articolo, dichiar&ograve;: &#8220;Noi abbiamo spiegato al popolo la sua situazione sociale, le leggi che sono alla base dei fenomeni sociali, i mezzi d&#8217;indagine scientifica [..]la mia difesa &egrave; la vostra accusa. I miei crimini sono la vostra storia!&#8221;<br \/>\n<br \/>Sono certamente parole che scaldano gli animi oggi ancora come allora, ed accendono entusiasmo e passioni da condurre verso un&#8217;unica direzione: la difesa intransigente delle condizioni di lavoro contro l&#8217;intero sistema capitalistico in cui trasmettere questi semplici sprazzi di cultura proletaria dal forte valore storico e che prescindono da qualunque analisi politica contingente in cui vanno sempre fatti emergere.<br \/>\n<br \/>La &ldquo;cultura&rdquo; sociale dominante, oggi resa obnubilata e mistificata da schemi, tradizioni ed ideologie  della classe del capitale, rende giocoforza comunque omaggio a tale data glorificandola ed innalzandola come giorno da dedicare al meritato riposo in famiglia e riponendola nel contempo nei vari cimeli della storia passata.<br \/>\n<br \/>Di fatto, per&ograve;, svilendola dei suoi contenuti rivoluzionari ed antisistema, la riduce ad una &#8220;domenica&#8221; in pi&ugrave; nel corso dell&#8217;anno e, come un ricordo sbiadito ormai legato anche al fatto che le &ldquo;tecnologie&rdquo; sofisticate di sfruttamento dell&#8217;oggi hanno alleviato pesanti fatiche e sudori dei lavoratori, ne nasconde il messaggio sostanzialmente sempre rivoluzionario e per lei costantemente pericoloso.<br \/>\n<br \/>Una data storica ,dunque, un giorno non da ricordare come semplice festa o con qualche concerto, ma da rievocare con iniziative e manifestazioni in cui emerga con estrema volont&agrave;, oggi pi&ugrave; che mai, l&#8217;enorme contraddizione di un sistema che troppe volte espelle dai cicli produttivi centinaia di migliaia di lavoratori mentre spreme i rimasti con ritmi di lavoro forsennati.<br \/>\n<br \/>E&#8217; questo il progresso trionfante? E&#8217; questa la civilt&agrave; superiore? Questo il modello da &ldquo; aver esportato&rdquo; nel mondo e ad aver fatto vanto nella storia?<br \/>\n<br \/>Oggi come allora, da parte nostra, questo Primo Maggio, questo nostro Primo Maggio deve intendersi come la vera festa dei lavoratori contro l&#8217;opportunismo trionfante, l&rsquo;insulso corollario ideologico democratico-borghese, la pacificazione sociale; un momento in cui cercare di far esplodere, ulteriormente, in ogni occasione di conflitto, l&#8217;enorme tensione sociale esistente tra capitale e lavoro e che, di conseguenza, faccia comprendere a milioni di lavoratori la grande forza di cui essi stessi, troppe volte inconsapevolmente, dispongono.<br \/>\n<br \/>Enrico Pellegrini<\/p>\n<p>Enrico Pellegrini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL NOSTRO PRIMO MAGGIO &#8220;Se nella mia vita avessi scelto un&#8217;altra strada, oggi potrei passeggiare nei viali della citt&agrave; di Chicago [..] ma ho scelto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[],"class_list":["post-64342","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-dalle-sezioni-del-pcl","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64342","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64342"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64342\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64342"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64342"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64342"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}