{"id":64345,"date":"2013-04-30T00:00:00","date_gmt":"2013-04-30T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2013\/04\/30\/governo-letta-berlusconi-napolitano\/"},"modified":"2013-04-30T00:00:00","modified_gmt":"2013-04-30T00:00:00","slug":"governo-letta-berlusconi-napolitano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2013\/04\/30\/governo-letta-berlusconi-napolitano\/","title":{"rendered":"GOVERNO LETTA\/BERLUSCONI\/NAPOLITANO"},"content":{"rendered":"<p>Nota di Marco Ferrando<\/p>\n<p>La nascita del governo Letta\/Alfano, salutata dal plauso di tutta la borghesia italiana, merita alcune prime considerazioni.<\/p>\n<p>UN GOVERNO PRESIDENZIALE<\/p>\n<p>Il nuovo governo di &ldquo;unit&agrave; nazionale&rdquo; nasce sotto il segno presidenziale. Il presidente della Repubblica rieletto lo ha imposto di fatto, ne ha ispirato la composizione, si pone pubblicamente quale suo protettore e garante.<\/p>\n<p>Giorgio Napolitano ha scelto Enrico Letta come Presidente del Consiglio, per assicurarsi il massimo coinvolgimento politico del PD nel nuovo governo; e al tempo stesso per premiare un giovane quadro del capitalismo italiano, gi&agrave; ampiamente sperimentato nei crocevia bipartisan della seconda Repubblica, particolarmente gradito agli ambienti industriali e al Vaticano.<\/p>\n<p>I ministeri chiave del nuovo governo sono di fatto di nomina presidenziale: Saccomanni, direttore di Bankitalia, all&#8217;economia, a massima garanzia del capitale finanziario italiano ed europeo; Moavero, tecnico confindustriale montiano, alle politiche comunitarie, quale garanzia di diretta continuit&agrave; col governo uscente sulle partite negoziali in corso con la U.E.; Giovannini, Presidente dell&#8217;ISTAT, al lavoro, come regista &ldquo;super partes&rdquo; della nuova concertazione tra Confindustria, sindacati e banche; Cancellieri, da ministro degli Interni alla Giustizia, per lavorare da posizione &ldquo;neutra&rdquo; alla &ldquo;pacificazione&rdquo; tra Magistratura e Berlusconi, disinnescare mine, ricomporre l&#8217;equilibrio tra i poteri dello Stato; Emma Bonino agli Esteri, per garantire un sicuro presidio filo sionista (sotto la veste di un&#8217;immagine &ldquo;popolare&rdquo;)sul versante del complesso scenario medio orientale.<\/p>\n<p>Su tutte le frontiere &ldquo;critiche&rdquo; il Lord Protettore Giorgio Napolitano ha posto l&#8217;interesse generale del capitalismo italiano al di sopra del negoziato privato tra i partiti borghesi. Facendo leva sulla loro crisi e sulla crisi dei loro rapporti.<\/p>\n<p>EQUILIBRI DI GOVERNO E AFFARI BORGHESI<\/p>\n<p>I partiti borghesi, dal canto loro, si sono spartiti il resto della partita ministeriale. Letta Presidente del Consiglio e Alfano vice presidente, nonch&eacute; ministro dell&#8217;Interno, segnano al massimo livello l&#8217;accordo di governo tra PD e PDL. Al di sotto di questo livello di rappresentanza, l&#8217;equilibrio politico del nuovo  esecutivo si regge tra le seconde o terze file dei due maggiori partiti. Con due elementi di nota: la sostanziale assenza di ministri di &ldquo;estrazione PCI\/DS&rdquo; e la pletora trasversale di ministri cattolici. La prima registra la crisi verticale del campo bersaniano dentro la disfatta del PD: i gruppi dirigenti del PCI e la loro &ldquo;ditta&rdquo; sono la prima vittima del disastro della propria creatura. La seconda misura la funzione cerniera del campo cattolico borghese lungo la linea centrale dell&#8217;equilibrio politico, il suo peso contrattuale nei rispettivi schieramenti, i suoi legami con potentati borghesi. Lupi a Infrastrutture e Trasporti compensa CL della caduta di Formigoni, a presidio dell&#8217;enorme giro d&#8217;affari sull&#8217;Expo. Lorenzin alla Salute onora le proprie relazioni familiari coi vertici di Farmindustria, e garantisce gli interessi della sanit&agrave; privata. De Girolamo all&#8217;Agricoltura, pi&ugrave; modestamente, riflette i legami filiali col potente direttore del Consorzio Agrario di Benevento.<\/p>\n<p>Come si vede i conflitti di interesse, piccoli o grandi, non sono una prerogativa di Berlusconi, come vorrebbe la letteratura liberal progressista, ma un connotato fisiologico della vita politica borghese. Quando Marx parlava del governo come &ldquo;comitato d&#8217;affari della borghesia&rdquo; si riferiva alla rappresentanza dell&#8217;interesse generale DI sistema. Ma anche alle miserie correnti dei mille interessi particolari NEL sistema.<\/p>\n<p>GRANDE CAPITALE E PARTITO DEMOCRATICO<\/p>\n<p>Il grande capitale &egrave; il mandante diretto del nuovo governo dell&#8217;unit&agrave; nazionale. Come lo fu del governo Monti nel novembre del 2011.<\/p>\n<p>Non era questo il suo disegno. Dopo l&#8217;esperienza del governo &ldquo;tecnico&rdquo; la grande borghesia puntava su un equilibrio politico basato sull&#8217;incontro tra PD e Monti, dentro la ricomposizione di una dialettica bipolare rifondata che emarginasse ruolo e peso di Berlusconi ( apparentemente &ldquo;finito&rdquo;). La sconfitta elettorale del centrosinistra, lo sfondamento populista a 5 Stelle, il recupero politico di Berlusconi, la precipitazione senza rete della crisi politico istituzionale, hanno totalmente ribaltato il quadro. Dal 26 Febbraio tutti i poteri forti hanno visto nell&#8217;unit&agrave; nazionale l&#8217;unico possibile sbocco della crisi politica. Per questo hanno accompagnato con scetticismo e persino sarcasmo i tentativi di Bersani di sfuggire alla propria sconfitta. E per questo hanno salutato con entusiasmo la rielezione di Napolitano e la formazione del nuovo governo di &ldquo;pacificazione&rdquo;.  <\/p>\n<p>Dopo mille drammatiche convulsioni, il PD e tutte le sue componenti fondamentali si sono infine allineati al volere del grande capitale. Nella drammatica emergenza capitalistica del novembre 2011 fu il grande capitale industriale e bancario a chiedere al PD di non andare al voto, a favore della soluzione Monti: e Bersani rinunci&ograve; ad una vittoria elettorale certa proprio in virt&ugrave; della dipendenza PD dalle scelte e necessit&agrave; del capitale. Oggi, nella drammatica emergenza politico istituzionale di questi mesi, &egrave; ancora una volta la pressione del grande capitale a riallineare alla fine tutto il PD attorno all&#8217;unit&agrave; nazionale: sino a imporgli la sconfessione pubblica di un&#8217;intera campagna elettorale e l&#8217;umiliazione penosa del gruppo dirigente. Oggi come ieri, l&#8217;interesse generale della borghesia italiana prevale sull&#8217;interesse particolare di partito. La natura borghese del PD, se ve ne era bisogno, &egrave; confermata nel modo pi&ugrave; clamoroso dall&#8217; intero svolgimento politico dei due ultimi anni. Contro tutte le illusioni di un suo possibile condizionamento a sinistra.<\/p>\n<p>GOVERNO MONTI E GOVERNO LETTA<\/p>\n<p>Il nuovo governo non &egrave; e non sar&agrave; la semplice continuit&agrave; del governo Monti. Medesima &egrave; la maggioranza politica che lo sostiene, seppur ora in forma esplicita e non pi&ugrave; mascherata. Ma diversa &egrave; la sua funzione, perch&egrave; diverso &egrave; il contesto.<\/p>\n<p>Il governo Monti nacque alla fine di una legislatura berlusconiana, nel momento di massima crisi economico finanziaria del capitalismo italiano, col compito di tamponare l&#8217;emergenza con misure urgenti di impatto brutale ( distruzione delle pensioni d&#8217;anzianit&agrave;, et&agrave; pensionabile a 70 anni, smantellamento dell&#8217;articolo 18): misure che non avrebbero potuto adottare con le proprie forze n&eacute; un governo Berlusconi in agonia, n&eacute; un governo Bersani\/Vendola; e che richiedevano dunque la supplenza temporanea dei grandi &ldquo;tecnici&rdquo; del capitale.<\/p>\n<p>Il governo Letta Alfano nasce al piede di partenza della legislatura, nel momento della massima crisi politico istituzionale della seconda Repubblica. Ha il compito di amministrare l&#8217;eredit&agrave; e la continuit&agrave; delle politiche di Monti sul terreno dell&#8217;attacco alle condizioni del lavoro e alle prestazioni sociali. Ma ha anche il compito di inquadrare e stabilizzare le politiche di sacrifici in un nuovo contesto. Deve  consolidare un quadro stabile di concertazione sindacale,   che recuperi organicamente la CGIL al fianco di CISL e UIL.  Deve cercare di riaprire parallelamente uno spazio di negoziazione in Europa sul Fiscal Compact e le politiche di bilancio che consenta un margine di manovra pi&ugrave; ampio ( anche e innanzitutto per dare pi&ugrave; soldi ai capitalisti). Deve avviare una vera riforma istituzionale e costituzionale che miri a dare al capitalismo italiano un quadro certo di governabilit&agrave;, sullo sfondo di una crisi capitalistica nazionale ed europea che &egrave; ben lungi dall&#8217;essere superata( &ldquo;Convenzione per le riforme istituzionali&rdquo;). L&#8217;avanzata delle posizioni presidenzialiste in campo borghese si colloca in questo quadro.<\/p>\n<p>Nel suo insieme il programma del nuovo governo &egrave; quello di una stabilizzazione capitalista sul fronte sociale e della transizione alla Terza Repubblica sul fronte politico.<\/p>\n<p>INCOGNITE POLITICHE E CRISI DI CONSENSO<\/p>\n<p>Ma questo programma ambizioso deve fare i conti con molte difficolt&agrave;, su un terreno politico ancora scosso, e segnato da numerose incognite ( sviluppi della crisi del PD, vicende giudiziarie di Berlusconi..). E sopratutto deve misurarsi con l&#8217;assenza di spazi materiali significativi sul terreno del recupero del consenso sociale; con la presenza di forti contraddizioni nei compositi blocchi sociali di riferimento i partiti che lo sostengono; col rischio, in particolare, di una ripresa reale dell&#8217;opposizione sociale e di massa.<\/p>\n<p>Il governo cercher&agrave; di prevenire e ridurre questo rischio con qualche iniziale concessione che provi a dare l&#8217;immagine di &ldquo;una nuova stagione&rdquo;( come sull&#8217;IMU). Cos&igrave; produrr&agrave; qualche fatto simbolico sul terreno dei cosiddetti &ldquo;costi della politica&rdquo;( stipendi, vitalizi, numero dei parlamentari, rimborsi elettorali..), per mascherare la continuit&agrave; dei sacrifici sociali per le grandi masse: a riprova del fatto che il populismo  rappresenta a tutti gli effetti uno strumento di conservazione dell&#8217;ordine borghese e di protezione delle sue politiche di rapina.<br \/>\n<br \/>Ma gli strumenti di distrazione di massa non sono infiniti. E possono rivelarsi effimeri.<\/p>\n<p>LO SPAZIO POLITICO DELL&#8217;OPPOSIZIONE SOCIALE<\/p>\n<p>C&#8217;&egrave; una differenza importante, dal versante della percezione di massa, tra la genesi del governo Monti e la genesi del governo Letta Alfano. Il governo Monti benefici&ograve; al piede di partenza di alcuni fattori favorevoli. In primo luogo dell&#8217;effetto &ldquo;liberatorio&rdquo; della caduta di Berlusconi presso un&#8217;ampia fascia di opinione pubblica democratica . In secondo luogo del fatto di essere un governo &ldquo;senza partiti&rdquo; nel momento del loro massimo discredito agli occhi di grandi masse popolari. Ci&ograve; consent&igrave; al governo di  intraprendere la propria offensiva antioperaia e antipopolare in un quadro segnato da un senso comune popolare inizialmente non ostile. Su cui peraltro si appoggi&ograve; la stessa burocrazia CGIL per coprire la rapina sulle pensioni, a vantaggio del PD. Un PD a sua volta tonificato dagli anni di opposizione a Berlusconi.<\/p>\n<p>Oggi il decollo del nuovo governo avviene su uno sfondo molto diverso. E meno &ldquo;protetto&rdquo; nel rapporto di massa.<br \/>\n<br \/>I partiti che si alleano al governo attorno a Letta hanno perso nel loro insieme 11 milioni di voti dal 2008. I lunghi anni della crisi capitalista e l&#8217;esperienza comune del sostegno a Monti per ben due anni ne hanno sfibrato ulteriormente credibilit&agrave; e forza. In pi&ugrave; il popolo della sinistra &egrave; ampiamente traumatizzato e scosso dal &ldquo;ritorno di Berlusconi&rdquo; al governo e da un quadro di unit&agrave; nazionale che lo stesso PD aveva chiamato a superare e a respingere: da qui un sentimento diffuso a sinistra di estraneit&agrave; o di rigetto.<br \/>\n<br \/>La burocrazia CGIL (nuovamente spiazzata dal mancato appuntamento concertativo con l&#8217;agognato governo di centrosinistra) si aggrappa in mancanza di meglio al nuovo governo e alla ritrovata intesa con CISL e UIL, candidandosi pi&ugrave; direttamente di ieri a copertura di un PD allo sbando, e dunque a scudo del governo. Ma sar&agrave; dura coprire la continuit&agrave; dei sacrifici, senza risultati, e dentro una recessione che permane.<\/p>\n<p>Da qui il &ldquo;rischio&rdquo; serio di una radicalizzazione sociale.<br \/>\n<br \/>E&#8217; il vero timore dei circoli dominanti. La reazione corale di sistema agli sventurati colpi di pistola di piazza Montecitorio, all&#8217;insegna del &ldquo;stringiamoci a corte&rdquo; contro chi &ldquo;aizza la piazza&rdquo;, non ha alcun rapporto logico con l&#8217;episodio in s&eacute;: riflette invece la volont&agrave; di disarmare preventivamente l&#8217;opposizione di massa, di intimidirne le ragioni, di disinnescare ogni possibile dinamica di ribellione. Quando Napolitano evoca il rischio di &ldquo;una piazza contrapposta alle istituzioni&rdquo; confessa la paura della borghesia italiana.<\/p>\n<p>Le opposizioni parlamentari lavorano contro la radicalizzazione sociale.<br \/>\n<br \/>Il M5s di Grillo e Casaleggio cercher&agrave; di capitalizzare le politiche dell&#8217;unit&agrave; nazionale a vantaggio del proprio progetto (reazionario) di Repubblica plebiscitaria. Che &egrave; contro il movimento operaio.<br \/>\n<br \/>Sinistra e Libert&agrave; si attester&agrave; sull&#8217;opposizione &ldquo;costruttiva&rdquo; per salvaguardare la prospettiva di una ricomposizione col PD in occasione delle future elezioni politiche.<\/p>\n<p>Il PCL lavorer&agrave; per l&#8217;unificazione delle lotte sul terreno di un&#8217;opposizione radicale e di massa che miri alla cacciata del governo Letta\/Alfano\/Napolitano. Solo un&#8217;esplosione sociale radicale guidata dal movimento operaio pu&ograve; dare una soluzione progressiva alla crisi italiana aprendo dal basso un nuovo scenario politico. Solo la rottura di ogni cordone ombelicale col PD, e il rifiuto di ogni subordinazione al qualunquismo populista, possono liberare la via della ribellione di massa. Lavorare all&#8217;innesco della ribellione, dare ad essa una coscienza anticapitalista, indicare nel governo dei lavoratori l&#8217;unica vera alternativa per gli sfruttati: questa &egrave; tanto pi&ugrave; oggi la politica del PCL, e lo strumento della sua stessa costruzione e radicamento.<\/p>\n<p>Marco Ferrando<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nota di Marco Ferrando La nascita del governo Letta\/Alfano, salutata dal plauso di tutta la borghesia italiana, merita alcune prime considerazioni. UN GOVERNO PRESIDENZIALE Il&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-64345","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64345","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64345"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64345\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64345"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64345"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64345"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}