{"id":64544,"date":"2013-10-21T00:00:00","date_gmt":"2013-10-21T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2013\/10\/21\/considerazioni-sul-19-ottobre-antagonismo-e-rivoluzione-a-confronto\/"},"modified":"2013-10-21T00:00:00","modified_gmt":"2013-10-21T00:00:00","slug":"considerazioni-sul-19-ottobre-antagonismo-e-rivoluzione-a-confronto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2013\/10\/21\/considerazioni-sul-19-ottobre-antagonismo-e-rivoluzione-a-confronto\/","title":{"rendered":"CONSIDERAZIONI SUL 19 OTTOBRE. \n<br>ANTAGONISMO E RIVOLUZIONE A CONFRONTO"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2479_IMG_0610.jpg\" alt=\"2479_IMG_0610.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>La manifestazione del 19 Ottobre ha visto una partecipazione superiore alle aspettative.<\/p>\n<p>Il clima di intimidazione poliziesca che ha preceduto e accompagnato il corteo- con blocchi, perquisizioni, strumenti repressivi di vario genere- non ha impedito a decine di migliaia di lavoratori, precari, disoccupati, migranti, attivisti dei movimenti di lotta su casa, ambiente, territorio, di manifestare la propria opposizione alle politiche di austerit&agrave; e di miseria sociale condotte dai governi di unit&agrave; nazionale, protette dalla Presidenza della Repubblica, dettate dal capitale finanziario italiano ed europeo.<\/p>\n<p>A differenza della manifestazione del 12 Ottobre( Rodot&agrave;\/ Landini), che teneva i piedi in tante scarpe( con i movimenti ma anche con le Procure, &ldquo;contro&rdquo; il governo ma strizzando l&#8217;occhio al PD), la manifestazione di sabato aveva un carattere di opposizione inequivoca. Anche da qui la partecipazione organizzata, combattiva e militante, del Partito Comunista dei Lavoratori ( oltretutto,  tra i soggetti politici del corteo, lo spezzone col maggior numero di giovani).<\/p>\n<p>Tuttavia, passata la manifestazione, si impone qualche considerazione politica. Di bilancio e di prospettiva.<\/p>\n<p>LIBERTA&#8217; PER GLI ARRESTATI<\/p>\n<p>Il primo dovere &egrave; sicuramente quello di rivendicare la immediata libert&agrave; dei compagni\/e arrestati\/e. <\/p>\n<p>E&#8217; una rivendicazione incondizionata. Non riconosciamo allo Stato borghese il diritto di colpire un&#8217;espressione di opposizione, quale che sia. Le divergenze profonde che abbiamo con impostazioni nichiliste e\/o avventuriste, indifferenti al rapporto con la classe e alla crescita del movimento di massa, non ci fanno perdere di vista il fatto fondamentale: l&#8217;avversario &egrave; lo Stato,  le classi dominanti, il loro governo. Se contrastiamo azioni e logiche minoritarie lo facciamo proprio nel nome della prospettiva della rivoluzione, non certo della difesa della &ldquo;legalit&agrave;&rdquo; o del principio della &ldquo;non violenza&rdquo;. Perch&egrave; &egrave; lo Stato l&#8217;organizzazione concentrata della violenza: quella che tutela lo sfruttamento, affonda i migranti, partecipa alle guerre..<\/p>\n<p>A sua volta proprio una seria prospettiva rivoluzionaria chiama in causa  posizioni ideologiche e culture di larga parte dei soggetti promotori della manifestazione del 19.<\/p>\n<p>&ldquo;SOLLEVAZIONE&rdquo; : PAROLE E REALTA&#8217;<\/p>\n<p>&ldquo;Sollevazione&rdquo; era la parola d&#8217;ordine e lo striscione d&#8217;apertura del corteo. &ldquo;Sollevazione&rdquo; recitava il tam tam di un&#8217;area vasta di realt&agrave; di movimento riconducibili in senso lato all&#8217;arcipelago dell&#8217;&rdquo;Autonomia&rdquo;. Ma cosa si intende per &ldquo;sollevazione&rdquo;? Questo &egrave; il punto decisivo. Perch&egrave; con le parole non si gioca. (Anche perch&egrave; qualcuno pu&ograve; prendere sul serio un gioco mediatico e d&#8217;immagine, con conseguenze imbarazzanti per gli stessi giocolieri).<\/p>\n<p>Chiamare &ldquo;sollevazione&rdquo; una manifestazione di decine di migliaia, convocata da due mesi, concordata (comprensibilmente) con la Prefettura, sfociata in un presidio autorizzato di duecento compagni davanti a un ministero, &egrave; obiettivamente ridicolo. Tanto pi&ugrave; se il suo sbocco &egrave; l&#8217;incontro con il Ministro Lupi, attraverso l&#8217;interessamento dell&#8217;assessore Nieri( SEL). <\/p>\n<p>Ma non si tratta di una impropriet&agrave; terminologica. Si tratta di una questione politica seria. Si tratta di una cultura che riduce la rivoluzione al &ldquo;proprio&rdquo; antagonismo, cio&egrave; all&#8217;antagonismo di una minoranza. Questo antagonismo pu&ograve;, a seconda dei casi, confliggere con lo Stato negli scontri di piazza e\/o negoziare con lo Stato e i suoi ministri. Ma  parte sempre dal culto di s&eacute;, dalla propria autorappresentazione come &ldquo;Il Movimento&rdquo;, al tempo stesso avversario e interlocutore dello Stato. Dentro una visione in cui tutto si riduce al ( proprio) &ldquo;conflitto&rdquo; e\/o &ldquo;mediazione&rdquo; col potere. Senza prospettiva di reale alternativa di societ&agrave; e di potere, quindi di rivoluzione, quindi di conquista delle grandi masse alla rivoluzione. Chiamare &ldquo;sollevazione&rdquo; la &ldquo;propria&rdquo; manifestazione &egrave; semplicemente una traduzione di questa cultura.<\/p>\n<p>LA SERIETA&#8217; DI UNA PROSPETTIVA RIVOLUZIONARIA<\/p>\n<p>Le reali ragioni di lotta e di movimento che si sono espresse nella manifestazione del 19 Ottobre meritano e richiedono un&#8217;altra logica e prospettiva. Non la propria autorecinzione in un piccolo bacino d&#8217;avanguardia. Ma l&#8217;investimento in una prospettiva di autentica esplosione sociale di massa, concentrata e radicale, che rovesci i rapporti di forza con la borghesia e il suo Stato. Perch&egrave; questa &egrave; una sollevazione : non una manifestazione di migliaia, ma una ribellione di milioni. A partire dalla forza decisiva di 16 milioni di lavoratori salariati. <\/p>\n<p>E&#8217; questa l&#8217;unica via per strappare risultati reali in ordine alle proprie rivendicazioni, perch&egrave; l&#8217;avversario- tanto pi&ugrave; in tempo di crisi- concede solo quando ha paura ( e solo una ribellione di massa pu&ograve; incutergli realmente paura). Ma soprattutto &egrave; l&#8217;unico modo di aprire la prospettiva del rovesciamento del capitalismo e della conquista del potere da parte dei lavoratori e degli sfruttati. Un potere basato sulla loro organizzazione e la loro forza: l&#8217;unico potere che possa riorganizzare da cima a fondo la societ&agrave;, e dunque l&#8217;unico potere che possa davvero assicurare lavoro, reddito, casa, diritti&#8230;<br \/>\n<br \/>Costruire un ponte, in ogni lotta, tra queste rivendicazioni e un alternativa di potere, &egrave; l&#8217;unico modo di dare loro una prospettiva seria. Certo difficile, ma l&#8217;unica reale. La costruzione controcorrente del partito rivoluzionario &egrave; in funzione di questa politica e prospettiva.<\/p>\n<p>&ldquo;Senza le masse non c&#8217;&egrave; sollevazione, lotta di classe, rivoluzione&rdquo;: questa parola d&#8217;ordine- tra le altre- ha scandito non a caso lo spezzone di corteo del PCL. Riassume la differenza di fondo tra puro antagonismo e prospettiva anticapitalista. E perci&ograve; stesso tra il gioco autocentrato dell&#8217;illusionismo ideologico, e la seriet&agrave; della politica rivoluzionaria.<\/p>\n<p>MARCO FERRANDO<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La manifestazione del 19 Ottobre ha visto una partecipazione superiore alle aspettative. 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