{"id":64570,"date":"2013-09-10T00:00:00","date_gmt":"2013-09-10T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2013\/09\/10\/cile-quaranta-anni-dopo-il-colpo-di-stato-militare-le-cose-sono-cambiate-per-una-alternativa-operaia-e-socialista-3\/"},"modified":"2013-09-10T00:00:00","modified_gmt":"2013-09-10T00:00:00","slug":"cile-quaranta-anni-dopo-il-colpo-di-stato-militare-le-cose-sono-cambiate-per-una-alternativa-operaia-e-socialista-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2013\/09\/10\/cile-quaranta-anni-dopo-il-colpo-di-stato-militare-le-cose-sono-cambiate-per-una-alternativa-operaia-e-socialista-3\/","title":{"rendered":"Cile: quaranta anni dopo il colpo di stato militare, le cose sono cambiate : per una alternativa operaia e socialista"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2501_image.jpg\" alt=\"2501_image.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>Nell&#8217;anno 2013, in Cile, si &egrave; assistito a un colossale sforzo, compiuto da parte di dirigenti delle imprese nazionali e internazionali operanti nel paese, per cercare di nascondere, o quanto meno marginalizzare, attraverso mass media, da loro controllati se non di propriet&agrave;, le proprie responsabilit&agrave; nel colpo di stato del 1973, attraverso una sovraesposizione di interviste, libri, relazioni, video, immagini, nel tentativo di addossarne le colpe esclusivamente a militari e politici.<\/p>\n<p>Ma a quaranta anni dal colpo di stato militare, si pu&ograve; affermare con certezza che:<\/p>\n<p>questo &egrave; stato il risultato del fallimento completo, fallimento le cui avvisaglie gi&agrave; si coglievano negli anni sessanta, dello sviluppo di ispirazione interamente capitalista, cui gli Stati Uniti, tramite la CEPAL, la Commissione economica per l&rsquo;America Latina, avevano cercato di dare impulso e di quella sorta di strategia borghese, imperialista, unicamente ispirata da riformismo conservatore, passata alla storia con il nome di &#8220;rivoluzione nella libert&agrave; &#8220;, incentivata dalla Democrazia Cristiana (DC) e sostenuta dai partiti padronali in dissoluzione.<br \/>\n<br \/>Di fronte a questa profonda crisi del sistema capitalista e all&rsquo;acuirsi della lotta di classe in Cile, nelle elezioni del settanta, si sono sfidati l&rsquo;imprenditore Jorge Alessandri (Partito Nazionale, candidato dei partiti padronali, che proponeva ipotesi d&rsquo;impresa e capitalistiche) e due candidati di ispirazione riformista: Radomiro Tomic (DC), che nell&#8217;ambito di un programma di continuit&agrave; con il governo di Eduardo Frei Montalva, cercava di fermare la crescita del movimento operaio di massa (riformismo borghese) e Salvador Allende che con il suo programma &ldquo;Unit&agrave; Popolare&rdquo; ipotizzava la &#8220;via pacifica al socialismo&#8221;, movimento, questo, che, dopo quattro decenni, ancora non pu&ograve; non esser considerato un fronte popolare controrivoluzionario.<\/p>\n<p>Il governo di Unit&agrave; Popolare, non &egrave; riuscito a controllare e quindi a contenere i fermenti della classe operaia, dei contadini, degli strati medi impoveriti, dei dipendenti, dei poveri nelle zone rurali e urbane, motivo per cui, tutte queste categorie sociali hanno ampliato il fronte delle proprie lotte, affinando la propria coscienza di classe e migliorando la loro organizzazione, dando risposta alle serrate padronali, ai sabotaggi, all&rsquo;aggressione economica dell&#8217;imperialismo, al terrorismo scatenato dal capitale nazionale e internazionale, ponendo le basi per la conquista del potere e per il socialismo.<br \/>\n<br \/>A fronte di tutto questo la risposta dei partiti dei padroni &egrave; stata il raccogliersi tutti intorno alla DC e alle Forze armate, le quali, nel frattempo, erano state addestrate dall&#8217;imperialismo a rispondere con la repressione violenta alle rimostranze della classe operaia e dei lavoratori, rendendosi, in tal modo, garanti della cospirazione di tutte quelle forze economiche e sociali, civili e militari, la cui mira era quella di riuscire a paralizzare e sconfiggere il proletariato del Cile, che in quegli anni, cosciente di s&eacute;, aveva rotto con quella sorta di trappola del &ldquo;contenimento&rdquo;, pensata e realizzata da quei partiti chiamati &#8220;partiti della classe operaia&#8221;, il Partito socialista (PS) e il Partito Comunista (PC).<br \/>\n<br \/>Sulla scorta di questi presupposti, &egrave; diventato poi chiaro a tutte le forze reazionarie, che la Unidad Popular non pi&ugrave; era in grado di contenere l&#8217;energia sociale che minacciava di superare il suo programma di riforma e che si stava, nel frattempo, concretizzando un&rsquo;alternativa di dualit&agrave; di potere con una prospettiva socialista e rivoluzionaria, la cui punta avanzata si &egrave; avuta poi, nei &ldquo;cordoni industriali&rdquo; (quartieri operai).<\/p>\n<p>La dittatura militare<\/p>\n<p>Politici, imprenditori e intellettuali al servizio del capitale, sicuri del fatto che, una volta che l&#8217;esercito fosse riuscito a restaurare &#8220;l&rsquo;ordine e la governabilit&agrave;&#8221;, il governo avrebbe ripreso, nel breve-medio periodo, il controllo della situazione, hanno assaporato il gusto della frustrazione pi&ugrave; profonda per l&rsquo;evidenza del fallimento del capitalismo cileno, fallimento che altro non &egrave; stato se non un tassello di un quadro pi&ugrave; ampio e generale della crisi profonda del capitalismo mondiale, il quale aveva bisogno di recuperare i propri margini di profitto.<br \/>\n<br \/>Con la forza delle armi, la dittatura militare impose, ai lavoratori e in generale alla popolazione, con una politica fatta di radicali cambiamenti, una rivoluzione nelle relazioni economiche, una sorta di capitalismo ultra-liberale (che alcuni chiamano neoliberismo), cosa questa che determin&ograve; la distruzione di gran parte dell&#8217;infrastruttura industriale, un massiccio impoverimento (PEM e POJ), l&rsquo;apertura unilaterale al mercato mondiale, la vendita delle industrie statali, la privatizzazione di sanit&agrave;, istruzione e pensioni.<br \/>\n<br \/>La crisi globale degli anni ottanta del capitalismo &egrave; riuscita a minare le fondamenta della dittatura e contro la resistenza delle manifestazioni di massa l&#8217;imperialismo ha deciso, allora, di giocarsi, alla fine degli anni 80, la carta di una &ldquo;uscita democratica&rdquo; dalla dittatura.<\/p>\n<p>La Concertazione<\/p>\n<p>La Concertazione, sin dal suo inizio, ha giocato il ruolo di una sorta di fronte popolare di collaborazione di classe (controrivoluzionario), per:<br \/>\n<br \/>&middot;          prevenire disordini sociali con l&#8217;intervento della burocrazia sindacale, utilizzata per frenare le mobilitazioni<br \/>\n<br \/>&middot;          smantellare qualsiasi minaccia potesse opporsi alla formulazione e alla promulgazione di nuove leggi atte a dare pi&ugrave; forza all&rsquo;apparato giuridico e repressivo del regime<br \/>\n<br \/>&middot;          privatizzare ancora altre imprese &ndash; oltre a quelle gi&agrave; privatizzate durante la dittatura &ndash; offrendo sostegno, con mezzi e risorse dello Stato, a quelle entrate in crisi, (Afp, La Salmoneras, ecc).<br \/>\n<br \/>&middot;          offrire una serie di vantaggi fiscali al grande capitale per facilitarne investimenti in altri settori (minerario, elettricit&agrave;, trasporti, supermercati, ecc.).<\/p>\n<p>Cos&igrave;, sotto i quattro governi della concertazione il modello di accumulazione capitalista, impiantato con la dittatura, riesce a raggiungere la sua pienezza e maturit&agrave;, traguardi che, per&ograve;, in seguito, si avvitano su se stessi ed esauriscono la Concertazione come progetto politico, con il suo ruolo di smobilitazione, progetto pienamente raggiunto dai governi Aylwin, Frei, Lagos e Bachelet, che hanno governato per l&#8217;imperialismo e in nome e per conto del grande capitale interno ed esterno, riuscendo a sconfiggere una &ldquo;uscita popolare&rdquo; dalla dittatura e concretizzando, quindi il proprio ruolo controrivoluzionario.<\/p>\n<p>La attuale crisi sociale in Cile<\/p>\n<p>Il disagio, latente nella maggior parte del popolo cileno, comincia a emergere negli anni 2005-2006 &#8211; con scioperi nel settore minerario, forestale e con la lotta dei &ldquo;pinguini&rdquo;, gli studenti delle scuole secondarie, che si esprime in tutto il suo vigore nel 2011.<br \/>\n<br \/>Questo malcontento &egrave; il risultato della diffusione del capitalismo e dell&rsquo;acuirsi delle contraddizioni nella sua fase di declino, dovuta all&rsquo;enorme concentrazione di potere e ricchezza e della formazione di un vero e proprio oligopolio nei settori economici : banche, AFP, ISAPRES,RETAIL, ecc.<br \/>\n<br \/>Il continuato e aggravato saccheggio delle risorse naturali con il conseguente impatto sull&#8217;ambiente, l&#8217;eccessivo sfruttamento, la pratica del subappalto, il sistematico impoverimento dei lavoratori, il fallimento completo dello stato sociale, che ha significato trasformare diritti pubblici, in attivit&agrave; private sulle quali il capitale continua a lucrare, la pacificazione della regione dell&rsquo;Araucania, al solo scopo di depredare territori ricchi di risorse naturali e consegnarli nelle mani del capitale monopolistico internazionale, hanno creato tra la gente grandi disuguaglianze in campo economico, sociale e politico.<br \/>\n<br \/>Questa disuguaglianza &egrave; in qualche maniera nascosta dal gigantesco movimento di prestiti che sostiene le relazioni economiche; poich&eacute; la stragrande maggioranza della popolazione riceve salari e stipendi bassi, per riuscire a sostenere un tenore di vita dignitoso, vive permanentemente indebitata in un alienante avvicendarsi della propria vita, vissuta perennemente nella paura della perdita del lavoro e la conseguente sottomissione a quelli che sono i rapporti di lavoro tra operai e padroni.<br \/>\n<br \/>Questa disuguaglianza estrema, come si &egrave; gi&agrave; visto con il governo Lagos, evidenzia il debito come il principale problema sociale in Cile e come prodotto di questa disparit&agrave;, la classe operaia, contenuta nei limiti imposti dalla dittatura all&rsquo;inizio e dai governi della Concertazione in seguito.<br \/>\n<br \/>Tappe importanti di questo processo sono state, il rifiuto ricevuto da Pinochet durante la visita alla nuova sede in costruzione del Congresso, rifiuto per cui ebbe a dire: &#8220;Ingrati!&#8221;, lo sciopero, considerato illegale, dei lavoratori forestali, i quali sono riusciti a imporre una negoziazione con le imprese e soprattutto hanno ottenuto che tutti i sindacati, divisi e parcellizzati dai dettami del codice del lavoro, si riunissero in un&rsquo;unica associazione; lo stesso risultato &egrave; stato ottenuto dai lavoratori in subappalto del rame e con lo sciopero dei portuali, i quali, all&rsquo;epoca dei fatti, sono riusciti a paralizzare il commercio internazionale costringendo il governo a intervenire e la burocrazia sindacale a investire proprie risorse per formalizzare un accordo che ne ha, in qualche maniera, salvato l&#8217;immagine.<br \/>\n<br \/>Ultimamente c&rsquo;&egrave; stata una serie infinita di scioperi, tra legali e illegali, come ad esempio quelli dei lavoratori della vendita al dettaglio, degli addetti ai call center, del personale delle grandi catene di negozi come Falabella, Ripley, Sodimac e altri che hanno avuto connotazione nazionale, come quello dei lavoratori della spazzatura, quelli di Correos de Chile (le Poste Cilene) e all&#8217;interno degli scioperi a diffusione nazionale, colpisce quello dei lavoratori della National University di San Tommaso, votato da tutti gli uffici regionali con il 98% delle adesioni e a tutto questo si aggiunge la magnifica e straordinaria lotta giovanile per il ritorno a una istruzione pubblica e gratuita.<br \/>\n<br \/>Queste azioni, intraprese dai lavoratori, tutte contro la volont&agrave; degli apparati sindacali, come quella del settore postale e quella della raccolta dei rifiuti, sono servite a mettere alla luce l&rsquo;atteggiamento ambiguo, se non proprio il doppio gioco, che la CUT[1] ha avuto contro le lotte dei lavoratori, questi scioperi sono il chiaro indice della cattiva sopportazione da parte delle masse nei riguardi della politica di &ldquo;moderazione&rdquo; adottata dalla direzione nazionale del sindacato, costantemente in collisione con le richieste dei lavoratori, i quali cominciano di nuovo a scontrarsi con la borghesia e con il suo modello di sfruttamento, che ha sempre meno spazio nella crisi mondiale del capitalismo.<\/p>\n<p>L&#8217;attuale crisi politica<\/p>\n<p>La &#8220;democrazia guidata&#8221; e lo Stato cileno sono in un momento di enorme crisi e larghi settori della popolazione, considerano, oramai, ampiamente discreditate le istituzioni politiche: in questa situazione si ritrovano il parlamento, la magistratura, il governo, la presidenza, i partiti politici, le forze armate, la costituzione, la legge binominale; in sintesi, tutte le istituzioni politiche ereditate dalla dittatura nel suo insieme, vengono oramai rigettate dalla maggioranza della popolazione, di riflesso, quindi, la legalit&agrave; si trova davanti a una perdita di prestigio e a un processo di delegittimazione senza precedenti che ha reso pi&ugrave; forti le posizioni di coloro che richiedono un&rsquo;assemblea costituente.<br \/>\n<br \/>Il disastro globale innescato dal capitalismo, oramai in fase avanzata di decadenza e la crisi in Cile del modello ultra-liberista imposto dalla dittatura, sono i chiari indicatori del fatto che a quaranta anni dal colpo di stato militare, la classe dirigente e i suoi alleati non possono continuare a governare come hanno fatto fino ad oggi, anche perch&eacute; i loro partiti, &ldquo;Alleanza per il Cile&rdquo; e &ldquo;Nuova Maggioranza&rdquo;, con la partecipazione del Partito Comunista nel processo di concertazione, sono oramai del tutto privi di credibilit&agrave;, privi di organizzazione e non in grado di offrire alternative valide.<br \/>\n<br \/>La situazione della borghesia cilena, &egrave; solo la reiterazione di quanto accade alla borghesia nel resto del mondo: attualmente, il punto focale in Cile e nel resto del mondo &egrave; la questione del potere: l&rsquo;umanit&agrave; tutta sta vivendo in un periodo di transizione verso nuovi ordini nazionali e verso un nuovo ordine mondiale che dovr&agrave; essere costruito su relazioni completamente reinventate e su basi sociali da ricostruire con parametri profondamente diversi.<br \/>\n<br \/>Il compito che si presenta alle avanguardie della classe operaia &egrave; quello di preparare le condizioni per contrastare e respingere l&#8217;attacco della borghesia contro i diritti dei lavoratori, questo obiettivo pu&ograve; essere raggiunto solo con la costruzione di una direzione della classe operaia e dei lavoratori, accantonando l&rsquo;ingannevole, inutile e dannosa meccanica del dialogo politico conciliante e riformista, proposto e messo in essere per pi&ugrave; di due decenni dai sindacati delle varie tendenze, dal Fronte popolare alla sinistra democratizzante.<br \/>\n<br \/>Quaranta anni dopo, le cose sono cambiate, la classe operaia e i lavoratori cominciano a riarticolare le loro organizzazioni, a convergere con altre forze sociali sfruttate e maltrattate; con gli studenti, i Mapuche[2], il movimento ambientalista, la questione del debito, gli agricoltori, ecc. il tutto al di fuori delle istituzioni borghesi e questo dimostra che la coscienza del popolo &egrave; in una fase di evoluzione tale che &egrave; oramai in grado di combattere il capitalismo e la sua funesta crisi globale e impedire che questa sia scaricata sulla classe operaia e sui lavoratori e, soprattutto, &egrave; oramai in grado di intraprendere il cammino che porti alla presa del potere, a un governo dei lavoratori e alla costruzione di una nuova societ&agrave; fondata su basi sociali rinnovate.<\/p>\n<p>Il Partito Operaio Rivoluzionario fa appello alla classe operaia e in particolare ai lavoratori cileni affinch&eacute; combattano per:<br \/>\n<br \/>&middot;          un governo dei lavoratori<br \/>\n<br \/>&middot;          la convocazione di un congresso che rifondi il sindacalismo, che lo renda indipendente dalla politica, dalle istituzioni statali, dai partiti tradizionali, dai governi e dai datori di lavoro e che recuperi l&#8217;indipendenza di classe<br \/>\n<br \/>&middot;          preparare la classe operaia e i lavoratori a lanciare uno sciopero generale per impedire che i capitalisti scarichino la crisi sui propri dipendenti, cos&igrave; come sta accadendo in Europa<br \/>\n<br \/>&middot;          Opporsi a qualsiasi forma di precariet&agrave;, subappalto, ecc, perch&eacute; i lavoratori non sono responsabili della crisi<br \/>\n<br \/>&middot;          aumentare, se necessario, i parametri di scala mobile del lavoro, senza perdita di retribuzione.<br \/>\n<br \/>&middot;          abolire il codice del lavoro, eredit&agrave; di Pinochet<br \/>\n<br \/>&middot;          fine alla AFP<br \/>\n<br \/>&middot;          istruzione e sanit&agrave;, pubbliche e gratuite<\/p>\n<p>CHE LA CRISI LA PAGHINO I CAPITALISTI<\/p>\n<p>[1] CUT (Central &Uacute;nica de Trabajadores de Chile) fu la pi&ugrave; grande confederazione sindacale tra il 1953 e il 1973, fondata con l&#8217;obiettivo di raggruppare l&#8217;intero movimento operaio fino a quel momento disperso in pi&ugrave; realt&agrave;.<br \/>\n<br \/>[2] I Mapuche sono gli abitanti Amerindi, originari del Cile.<\/p>\n<p>PARTIDO OBRERO REVOLUCIONARIO &#8211; CHILE<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;anno 2013, in Cile, si &egrave; assistito a un colossale sforzo, compiuto da parte di dirigenti delle imprese nazionali e internazionali operanti nel paese, per&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[],"class_list":["post-64570","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-internazionale","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64570","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64570"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64570\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64570"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64570"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64570"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}