{"id":64673,"date":"2014-01-27T00:00:00","date_gmt":"2014-01-27T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2014\/01\/27\/anche-mussolini-nel-1924-voleva-la-governabilita\/"},"modified":"2014-01-27T00:00:00","modified_gmt":"2014-01-27T00:00:00","slug":"anche-mussolini-nel-1924-voleva-la-governabilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2014\/01\/27\/anche-mussolini-nel-1924-voleva-la-governabilita\/","title":{"rendered":"ANCHE MUSSOLINI NEL 1924 \n<br>VOLEVA LA GOVERNABILITA&rsquo;"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2570_image.jpg\" alt=\"2570_image.jpg\" \/><br \/>\n<br \/>20 gennaio 2014<\/p>\n<p>L&rsquo;ombra di Giacomo Acerbo sul patto elettorale Renzi-Berlusconi.<\/p>\n<p>Esager&ograve; con il premio di maggioranza ma non impose soglie di sbarramento e ammise il voto di preferenza. Il &ldquo;bimbo&rdquo; di Firenze non &egrave; Acerbo ma produce con un pregiudicato un super-porcellum che azzera le rappresentanze minoritarie.<\/p>\n<p>di Lucio Manisco<\/p>\n<p>Correva l&rsquo;anno 1924 e il cav. Benito Mussolini era ossessionato come molti al giorno d&rsquo;oggi dal problema della governabilit&agrave;. Affid&ograve; pertanto all&rsquo;On. Giacomo Acerbo il compito di modificare la legge elettorale del 1919 basata sul proporzionale: a differenza del &ldquo;bimbo&rdquo; di Firenze l&rsquo;Acerbo nomin&ograve; una commissione di 18 insigni personaggi in gran parte liberali, socialisti e democratici (Vittorio Emanuele Orlando, Ivanoe Bonomi, Filippo Turati, Alcide De Gasperi ed altri dello stesso calibro) che sforn&ograve; una nuova legge elettorale che prevedeva un premio di maggioranza entro un collegio nazionale suddiviso in sedici circoscrizioni: in ogni circoscrizione le liste potevano presentare da tre a pi&ugrave; candidati per un totale nazionale di 356 seggi sui 535 in lizza; il cosiddetto diritto di tribuna veniva garantito dall&rsquo;assegnazione, quale che che fosse l&rsquo;esito elettorale, dei rimanenti 179 seggi ai partiti minori. Infine oltre al voto di lista era ammesso il voto di preferenza. L&rsquo;aberrazione fascistica e antidemocratica era evidenziata dal premio di maggioranza che assegnava due terzi dei seggi, e cio&egrave; i 356 di cui sopra, al partito che avesse ottenuto il 25% dei voti.<\/p>\n<p>Il Cavalier B. Mussolini ovviamente stravinse con un listone nazionale che con le liste civetta ottenne poco meno di 5 milioni di suffragi su 7 milioni di votanti. Al Partito Comunista d&rsquo;Italia andarono 268.000 voti (19 seggi), ai due partiti socialisti 46 seggi, al Partito Popolare 39, ai liberali 15, ai repubblicani 7. Secondo il patto elettorale Renzi-Berlusconi nessuno di questi partiti di allora avrebbe ottenuto un solo seggio alla Camera e al Senato.<\/p>\n<p>Si tratta di assonanze e non di analogie vere e proprie, ma vanno menzionate almeno come singolari curiosit&agrave; storiche: il duce licenzi&ograve; su due piedi tre fascisti dissidenti, Renzi ha provocato le dimissioni di Fassina e Cuperlo. Quattro mesi dopo l&rsquo;assassinio di Giacomo Matteotti Mussolini minacci&ograve; di portare i suoi manipoli nell&rsquo;aula &ldquo;sorda e grigia&rdquo; di Montecitorio: Matteo Renzi non ha assassinato nessuno e non dispone di manipoli ma con l&rsquo;imposizione del prendere o lasciare, cos&igrave; com&rsquo;&egrave;, il patto con il Cav. Berlusconi fa il bullo nella direzione del suo partito e poi con i parlamentari del PD. Naturalmente non accenna ad altri imbarazzanti contenuti della chiacchierata con Letta zio e con il Cavaliere di Arcore, contenuti peraltro sicuramente registrati dai centri d&rsquo;ascolto sallustiani della N.S.A americana a Roma. E con l&rsquo;esclusione dal parlamento dei piccoli partiti di opposizione che anche messi insieme non raggiungeranno mai le soglie di sbarramento, a tutti gli effetti pratici va al di l&agrave; di quanto osato dall&rsquo;altro cavaliere di ottanta anni fa. E per carit&agrave; di patria fermiamoci qui.<\/p>\n<p>LUCIO MANISCO<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>20 gennaio 2014 L&rsquo;ombra di Giacomo Acerbo sul patto elettorale Renzi-Berlusconi. 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