{"id":64812,"date":"2014-04-17T00:00:00","date_gmt":"2014-04-17T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2014\/04\/17\/per-un-movimento-indipendente-del-proletariato-ucraino\/"},"modified":"2014-04-17T00:00:00","modified_gmt":"2014-04-17T00:00:00","slug":"per-un-movimento-indipendente-del-proletariato-ucraino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2014\/04\/17\/per-un-movimento-indipendente-del-proletariato-ucraino\/","title":{"rendered":"PER  UN MOVIMENTO INDIPENDENTE DEL PROLETARIATO UCRAINO"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2673_UKRA.jpg\" alt=\"2673_UKRA.jpg\" \/><br \/>\nLa crisi ucraina conosce una nuova precipitazione.<\/p>\n<p>Il distacco della Crimea dall&#8217;Ucraina e il suo ritorno alla Russia  conforme nella sostanza al suo diritto di autodeterminazione ha sospinto  una dinamica di mobilitazione di settori russofoni dell&#8217;Est Ucraina ( non maggioritari a differenza che in Crimea) sulle parole d&#8217;ordine dell&#8217;autonomia federale o della separazione.  Con la destituzione di governi locali, occupazione di edifici pubblici , processi di rottura e\/o crisi degli apparati  militari e istituzionali.<\/p>\n<p>Il governo liberal fascista di Kiev non pu&ograve; permettersi di perdere il controllo dell&#8217;Est del paese- dove si concentra il grosso della produzione industriale e delle risorse minerarie- tanto pi&ugrave; dopo la perdita della Crimea. Per questo promuove un&#8217;offensiva militare contro le mobilitazioni russofone  dell&#8217;Est nel nome della &ldquo;lotta al terrorismo&rdquo;, con l&#8217;uso  della pi&ugrave;  volgare propaganda di guerra. Mobilita per l&#8217;occasione la neonata Guardia Nazionale, segnata dalla presenza organizzata delle forze fasciste  e nazionaliste reazionarie ucraine. Si appella al sostegno attivo degli imperialismi occidentali, ed anzi cerca proprio con l&#8217;escalation militare di consolidare la loro protezione politica ed economica, &ldquo;contro la Russia&rdquo;.<\/p>\n<p>Dal canto suo, il regime bonapartista di Putin fa leva sulla mobilitazione russofona come arma negoziale con Kiev e con gli imperialismi occidentali per bloccare l&#8217; assimilazione dell&#8217;Ucraina all&#8217;area d&#8217;influenza U.E ( ed eventualmente alla Nato) , ridimensionare la sconfitta subita con la caduta di Yanukovich, consolidare il successo dell&#8217;assimilazione della Crimea, allargare l&#8217;ombrello del proprio controllo\/influenza sulle zone economiche strategiche dell&#8217;est ucraino, alimentare infine il nazionalismo interno alla Russia a tutto vantaggio della stabilit&agrave; del bonapartismo putiniano. I diritti nazionali ( reali) delle popolazioni russofone sono solo il mezzo contundente di una politica imperialistica.  Per questo la Russia si erge a protettore e garante dei settori russofoni dell&#8217;est ucraino, schierando truppe al confine.<\/p>\n<p>La dinamica in corso ha sbocchi imprevedibili. Di certo conferma la posizione di classe assunta dal PCL nella vicenda Ucraina, contro le opposte letture ideologiche presenti nella sinistra italiana: contro le posizioni demenziali di chi ha letto la rivolta reazionaria di Maidan come rivoluzione proletaria in fieri;  e contro chi confonde la Russia di Putin con l&#8217; eredit&agrave; e prolungamento della vecchia URSS, dentro il vecchio schema mondiale bipolare, e in una logica &ldquo;difensista&rdquo;.<\/p>\n<p>La classe operaia ucraina, dell&#8217;ovest e dell&#8217;est, non ha nulla a che spartire con un governo ucraino reazionario, frutto di una rivolta ad egemonia reazionaria,  sorretto dal grosso della vecchia oligarchia capitalista che prima faceva affari con Yanukovich e ora ha cambiato cavallo: un governo che fa leva sul sentimento nazionalista russofobo per offrire l&#8217;Ucraina agli imperialismi occidentali e al loro saccheggio.<\/p>\n<p>Al tempo stesso la difesa dei diritti nazionali delle popolazioni russofone contro il governo di Kiev non deve significare la subordinazione del proletariato ucraino, dell&#8217;Est e dell&#8217;Ovest,al gioco di potenza dell&#8217;imperialismo russo del bonapartista Putin e al suo progetto di rilancio grande russo di una  area di influenza euro asiatica, in contrappeso alla U.E. (e alla Cina): un progetto che non ha nulla di progressivo, n&eacute; sul terreno sociale, n&eacute; sul terreno democratico.<\/p>\n<p>Solo lo sviluppo di un movimento indipendente della classe operaia ucraina pu&ograve; spezzare la morsa dell&#8217;attuale spirale nazionalista e costruire l&#8217;unico sbocco progressivo possibile della crisi in corso: un governo dei lavoratori , che spazzi via la vecchia oligarchia capitalista dell&#8217;Est e dell&#8217;Ovest  e la feccia liberal fascista che oggi governa Kiev; che costruisca per questa via una Ucraina unita e socialista, pienamente rispettosa dei diritti nazionali delle popolazioni russofone e al tempo stesso autonoma dall&#8217;imperialismo russo.<\/p>\n<p>La costruzione di un partito di classe marxista rivoluzionario in Ucraina &egrave; in funzione di questa prospettiva. L&#8217;organizzazione rivoluzionaria ucraina &ldquo;Contro la corrente&rdquo;, oggi attiva ad Odessa e in altre citt&agrave;, e partecipe della Conferenza Europea promossa dal CRQI in Atene, lavora in questa direzione .<\/p>\n<p>PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crisi ucraina conosce una nuova precipitazione. 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