{"id":64833,"date":"2014-04-25T00:00:00","date_gmt":"2014-04-25T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2014\/04\/25\/il-nazionalismo-russo-perdente\/"},"modified":"2014-04-25T00:00:00","modified_gmt":"2014-04-25T00:00:00","slug":"il-nazionalismo-russo-perdente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2014\/04\/25\/il-nazionalismo-russo-perdente\/","title":{"rendered":"Il nazionalismo russo &egrave; perdente"},"content":{"rendered":"<p>Il problema politico di Putin &egrave; triplice:<br \/>\n<br \/>1)lasciare mano libera all&rsquo;imperialismo per liquidare l&rsquo;insurrezione del Donetsk, che si &egrave; arricchita il 23 aprile con lo sciopero dei minatori nelle miniere di Rinat Akhmetov e andare incontro al disprezzo di coloro che lo ritenevano un difensore;<br \/>\n<br \/>2) fronteggiare la recessione che &egrave; alle porte;<br \/>\n<br \/>3) contrattare al meglio il perdono dell&rsquo;imperialismo per l&rsquo;avventura militare in Crimea, la trappola in cui &egrave; caduto nella penisola del Mar Nero.<br \/>\n<br \/>Lo sciopero dei minatori arricchisce di contenuti la guerra civile in Ucraina. La lotta per gli aumenti salariali attacca direttamente il capitalista pi&ugrave; ricco dell&rsquo;Ucraina, Rinat Akhmetov proprietario delle miniere. Questo magnate &egrave; legato al Partito delle Regioni. L&rsquo;11 aprile i minatori erano entrati a Kharkov allarmati dall&rsquo;incontro del padrone delle miniere con Yasteniuk. Lo sciopero dei minatori &egrave; l&rsquo;elemento dinamico chiaramente classista a cui Putin non sa come rispondere, se non con la repressione o direttamente o con quella attuale dei mercenari della Nato. La lotta &egrave; iniziata con la mobilitazione contro il licenziamento di trenta compagni. L&rsquo;insurrezione ha incoraggiato i minatori: il 23 aprile, in duemila si sono radunati davanti alla sede della Krasnodonugol, a Lugansk, e poi hanno occupato gli uffici. L&rsquo;insurrezione del Donestk &egrave; iniziata con l&rsquo;occupazione di sedi dell&rsquo;apparato statale, dai municipi e sedi di governo alle stazioni e caserme di polizia. L&rsquo;insurrezione &egrave; iniziata nel cielo della politica, con la giornata dei minatori di Lugansk l&rsquo;insurrezione mette i piedi per terra.  Si pongono le condizioni per lo sviluppo del federalismo degli insorti del Donetsk nella direzione socialista. Quanto pi&ugrave; si svilupperanno le lotte economiche dei salariati in tutta l&rsquo;Ucraina, tanto pi&ugrave; emerger&agrave; che la base materiale del federalismo rivendicato dagli insorti non pu&ograve; che essere quella ereditata dall&rsquo;Unione Sovietica, un&rsquo;immensa macchina economica distesa su 22 milioni di km&sup2;. Una macchina economica costruita in poco pi&ugrave; di un mezzo secolo. In Inghilterra su una superficie insignificante, rispetto a quella dell&rsquo;URSS, l&rsquo;industria e le sue infrastrutture sono apparse dopo una transizione durata tre secoli. L&rsquo;avanzata dell&rsquo;imperialismo distrugger&agrave; quella gigantesca impresa resa possibile solo dalla espropriazione della classe dominante dopo il 25 ottobre 1917, dobbiamo impedirglielo.<br \/>\n<br \/>Per Oleg Tsarev del Partito delle Regioni, candidato alle presidenziali del 25 maggio (aggredito e picchiato dai sicari di Settore Destro),  il governo di Kiev ha paura che l&rsquo;insurrezione del sud est si sposti al centro e a ovest del paese (glagol.in ua). Tsarev, membro della banda di Yanukovitch, ha assicurato che la crisi in Ucraina si risolverebbe in &ldquo;pochi giorni&rdquo; se il governo &ldquo;ascoltasse&rdquo; le richieste delle popolazioni del sud est e si offerto come &ldquo;mediatore&rdquo; tra governo e &ldquo;manifestanti&rdquo; e afferma che il governo dovrebbe concedere l&rsquo;amnistia agli insorti del Donetsk-Donbass. Tsarev  ha soffiato sulla brace per conto di Putin, ma adesso ha perso il polso della situazione. Come pu&ograve; pensare dopo essere stato pestato e umiliato dai sicari del governo di diventare un suo interlocutore. Chiedere l&rsquo;amnistia per gli incorsi significa lavorare per disarmarli. Si muove secondo gli accordi di Ginevra come il suo protettore Lavrov. Da Putin a Tsarev, sono tutti intrappolati dagli accordi di Ginevra, a ricordarglelo &egrave; stata Merkel :&#8221;considerati i mancati risultati, dobbiamo pensare, e anche mettere in pratica, ulteriori sanzioni nell&#8217;ambito del livello due&#8221;(RAI NEWS 25 aprile).<br \/>\n<br \/>L&rsquo;elemento politico centrale &egrave; che gli insorti tengono testa alle milizie fasciste e ai mercenari (a  Kramatorsk &egrave; stato abbattuto un elicottero ed hanno in ostaggio i messi dell&rsquo;OSCE) e che dal 13 aprile, inizio dell&rsquo;insurrezione, alla fine di aprile, si pu&ograve; constatare il disfacimento dell&rsquo;esercito ucraino.<\/p>\n<p>A Putin come agli altri governi dei Brics l&rsquo;estate scorsa ha tolto molte illusioni. Nel maggio dello scorso anno, alla conferenza annuale della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers) furono riviste le previsioni di crescita della Russia, dal 3,5 all&rsquo; 1,8%, determinate dal calo delle esportazioni di materie prime. La gravit&agrave; della crisi indusse uno degli accademici pi&ugrave; ascoltati, Kenneth Rogoff, a fare del sarcasmo: &ldquo; Sembra solo ieri, quando gli analisti di Goldman Sachs celebrano il miracolo della cresita dei Brics&rdquo;, e il Fondo Monetario Internazionale, nel World Ecnomic Outlook prevedeva un&rsquo;altra ripresa guidata dai mercati emergenti&rdquo; (Febbraio 6 febbraio 2014, P&amp;S). Una settimana prima Nouriel Roubini prendeva atto dello stesso fallimento : &ldquo;per un lungo tempo di moda, i famosi BRICS sono essi stessi costretti a ritornare alla realt&agrave;. Tre di essi (Brasile, Russia e Africa del Sud) conosceranno quest&rsquo;anno una crescita pi&ugrave; lenta di quella degli Stati Uniti, mentre le economie degli altri due (Cina ed India) si trovano di fronte ad un rallentamento&rdquo;( 31 gennaio 2014, P&amp;S9). Da quando il Cremlino ha infatti mosso le truppe in Crimea, sono 70 i miliardi di dollari di capitali esteri fuggiti dalla Russia. La Russia &egrave; un paese che dipende dall&rsquo;esportazione di  materie prime, il 75% della valuta estera &egrave; prodotto dalla vendita di gas e petrolio. Putin, che &egrave; tonto, si era convinto di poter contrattare alla pari con la Germania e con l&rsquo;UE perch&eacute; queste, secondo la sua analisi, &ldquo;dipendevano&rdquo; dal gas russo. UE e Germania gli stanno provando il contrario. La valuta estera non viene investita per sviluppare l&rsquo;apparato produttivo ma per mantenere in piedi l&rsquo;apparato di stato e quanto intascano gli oligarchi russi lo investono e lo spendono in Occidente non hanno nessun interesse ad inasprire i rapporti con l&rsquo;imperialismo USA ed UE. Dopo l&rsquo;accordo di Ginevra, &ldquo;i mercati internazionali cominciano a mettere sotto pressione le obbligazioni sovrane russe e quindi la sostenibilit&agrave; del debito di quel Paese sul medio-lungo termine. Il rendimento del bond decennale denominato in rubli &egrave; salito di 94 punti base dall&rsquo;inizio della crisi in Crimea all&rsquo;inizio di marzo, ma gi&agrave; da inizio anno, giustificando il fatto con &ldquo;sfavorevoli condizioni di mercato&rdquo;, Mosca ha annullato otto aste obbligazionarie, l&rsquo;ultima la scorsa settimana. I funzionari del Tesoro russo usano toni tranquillizzanti, ricordando come la nazione &#8211; grazie ai quasi 500 miliardi di dollari di riserve &#8211; possa permettersi di rimandare le operazioni di finanziamento e sottolineando come il mercato abbia ben accolto i passi avanti diplomatici ottenuti a Ginevra, ma sempre pi&ugrave; osservatori ritengono che i recenti stop-and-go di Mosca verso le aste obbligazionarie sovrane siano un segnale chiaro che giunge dai mercati di capitale Dopo aver toccato il 9,8% nel mese di marzo, la scorsa settimana il rendimento del decennale russo era sceso al 9,1%, un livello che per&ograve; sembra non spaventare nell&rsquo;immediato il Cremlino, il quale scommette tutto su un miglioramento a breve delle condizioni di mercato, ipotesi che ovviamente va a braccetto con quella di un abbassamento dei toni bellici in Ucraina. C&rsquo;&egrave; per&ograve; il fatto che la Russia, in questo modo, ha varcato il Rubicone della fiducia degli investitori, creando un danno serio alla propria reputazione in fatto di investimenti esteri occidentali: ogni minimo miglioramento della percezione dell&rsquo;economia russa sui mercati internazionali pu&ograve; facilmente e rapidamente tramutarsi in una paralisi di lungo termine se in Ucraina si arrivasse a una guerra aperta con coinvolgimento diretto di Mosca&rdquo;( Maurizio Bottarelli 22 aprile).<br \/>\n<br \/>Proprio l&rsquo;acutizzarsi della crisi inarrestabile con il fallimento dei BRICS, ha spinto l&rsquo;imperialismo ad una prova di forza in Ucraina per ridurre drasticamente il potere dello stato russo sul prezzo di petrolio e gas. Proprio l&rsquo;acutizzarsi della crisi inarrestabile con il fallimento dei BRICS che ha spinto l&rsquo;imperialismo ad una prova di forza in Ucraina per ridurre drasticamente il potere dello stato russo sul prezzo di petrolio e gas. Per questa ragione, il principale alleato degli USA, nell&rsquo;avanzata nell&rsquo;exURSS &egrave; la Germania. Sul settimanale economico Handesblatt il 18 gennaio del 2013, si riportava quanto aveva dichiarato, nel maggio 2010, Horst Koelher, presidente della Confindustria tedesca sulle preoccupazioni del grande capitale tedescosulla libert&agrave; di accesso al petrolio, ai gas e ai minerali e sulla richiesta di sostegno al governo e se necessario l&rsquo;uso dei militari per garantire la sicurezza di approvvigionamento. Il padrone tedesco manifestava i suoi timori &ldquo;per la fornitura delle principali materie prime e per la libert&agrave; di scambio&rdquo;, cio&egrave; al gas e al petrolio russo. Dierk Paskert, presidente dell&rsquo;Alleanza per la sicurezza delle materie prime, fondata nel 2012 da Bayer, Bosch, Thyssenkrupp, VW e BMW, ribadiva, sempre nello stesso articolo, quanto dichiarato da Koeller tre anni prima: la Germania deve &ldquo;assumersi maggiori responsabilit&agrave; nella politica estera sulle quistioni economiche e sulla sicurezza&rdquo;. Quasi tutte le aziende che hanno fondato l&rsquo;Alleanza sono le stesse che portarono il nazismo al governo.<\/p>\n<p>La sinistra non ripeta gli errori fatti con l&rsquo;insurrezione albanese del 1997. Dopo il lungo silenzio da quella prima reazione popolare condotta con metodi rivoluzionari alla restaurazione capitalistica, da due anni &egrave; ripresa la lotta di massa contro i governi restauratori in Bulgaria, Romania, quest&rsquo;anno in Bosnia e, ora, in Ucraina.<br \/>\n<br \/>La Prima Internazionale &egrave; nata nel contesto di una campagna a sostegno dell&rsquo;indipendenza polacca e contro l&rsquo;espansionismo zarista. Al Congresso della I Internazionale del 1866, a Marx domandarono per quale ragione i lavoratori erano a favore della causa polacca, questa fu la sua risposta: &ldquo;In primo luogo, perch&egrave; i pubblicisti e gli agitatori della borghesia sono tutti d&rsquo;accordo nell&rsquo;ucciderla, malgrado prendano sotto la loro protezione qualunque causa nazionale del continente, perfino quella dell&rsquo;Irlanda. Come mai questo silenzio? Perch&egrave; tanto gli aristocratici quanto la borghesia considerano la cupa potenza asiatica [la Russia]che sta alle  loro spalle come ultimo rifugio contro l&rsquo;avanzata della classe operaia. Questa potenza pu&ograve; essere abbattuta realmente solo ricostituendo la Polonia su basi democratiche&rdquo;<\/p>\n<p>Gian Franco Camboni sezione sassarese del PCL      25 Aprile<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il problema politico di Putin &egrave; triplice: 1)lasciare mano libera all&rsquo;imperialismo per liquidare l&rsquo;insurrezione del Donetsk, che si &egrave; arricchita il 23 aprile con lo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[],"class_list":["post-64833","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-dalle-sezioni-del-pcl","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64833","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64833"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64833\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64833"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64833"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64833"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}