{"id":64983,"date":"2014-07-24T00:00:00","date_gmt":"2014-07-24T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2014\/07\/24\/trenta-ore-settimanali-gneralizzate-senza-diminuzione-della-retribuzione-smic-salario-minimo-intercategoriale-850-lora\/"},"modified":"2014-07-24T00:00:00","modified_gmt":"2014-07-24T00:00:00","slug":"trenta-ore-settimanali-gneralizzate-senza-diminuzione-della-retribuzione-smic-salario-minimo-intercategoriale-850-lora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2014\/07\/24\/trenta-ore-settimanali-gneralizzate-senza-diminuzione-della-retribuzione-smic-salario-minimo-intercategoriale-850-lora\/","title":{"rendered":"Trenta ore settimanali gneralizzate Senza diminuzione della retribuzione ( SMIC salario minimo intercategoriale: &euro; 8,50 l&#8217;ora)"},"content":{"rendered":"<p>gioved&igrave; 30 aprile 2015 &#8230; sciopero generale di 24 h, nell&#8217;Unione Europea ?<\/p>\n<p>L e t t e r a      a p e r t a,     p e t i z i o n e<br \/>\n<br \/>l u g l i o      2 0 1 4      <\/p>\n<p>Ottenere una legge della Repubblica Italiana ( &#8230;&#8230; e poi una Direttiva dell&rsquo; Unione Europea ) che stabilisca la settimana lavorativa legale, di trenta ore settimanali, senza diminuzione della retribuzione, ai valori correnti&#8230;&#8230;.. e relativo adeguamento nel tempo.<br \/>\n<br \/>Lavorare meno lavorare tutt*&#8230;. per lavorare meno e&#8230;.. lavorare tutt*.  <\/p>\n<p>Nella situazione storica presente ( Acciaierie di Terni; Fiat di Pomigliano e Termini Imerese, Ideal Standard, Alitalia &#8230; ma ci sono decine di aziende in Lombardia, Italia, Repubblica Ellenica, Spagna, Francia ed altri luoghi dell&rsquo;Unione Europea e non solo in condizioni simili )   molte direzioni aziendali hanno annunciato, o annunceranno licenziamenti; inoltre con tutte le variet&agrave; di contratti a tempo determinato, partite IVA coatte, migliaia di persone vivono e vivranno sempre di pi&ugrave; in una precariet&agrave; pi&ugrave; estesa.<br \/>\n<br \/>Che fare ? Un&rsquo;antica strada ma sempre buona, dei movimenti organizzati del lavoro dipendente, aveva nei suoi cartelli alle prime evidenze la riduzione generalizzata dell&rsquo;orario di lavoro; dalla met&agrave; dell&rsquo;ottocento la giornata lavorativa di otto ore fu la bandiera dell&rsquo;emancipazione-liberazione e della dignit&agrave; del lavoro subordinato. Sembrava un obiettivo &ldquo;utopistico ed improponibile&rdquo; perch&egrave; in molti settori si lavorava                  f i n o    a    q u i n d i c i    o r e    a l    g i o r n o    e    p i &ugrave;, con la settimana lavorativa, intorno a 7 0 ore.<br \/>\n<br \/>Ed ora dopo pi&ugrave; di un secolo? L&rsquo;ultima volta che fu ridotto l&rsquo;orario di lavoro nella Repubblica Italiana fu nel 1969, da 4 8  a  4 0 con il contratto dei metalmeccanici (&#8230;e con &pound; 100.000 d&rsquo;aumento).<br \/>\n<br \/>E d    o g g i ,    d o p o    q u a s i    m e z z o    s e c o l o ? ? ?<br \/>\n<br \/>Solo una grande unione di  t u t t o  il lavoro dipendente (esercito industriale variamente &ldquo;regolare&rdquo; ed esercito industriale variamente di &ldquo;riserva&rdquo;) potr&agrave; ottenere la riduzione generalizzata della settimana lavorativa  a  t r e n t a  o r e  s e t t i m a n a l i                                                  senza diminuzione della retribuzione (inoltre,&#8230; cos&igrave; si introdurrebbe, [ nei settori che operano sulle 24 ore &#8211; 365 giorni l&rsquo;anno] , al posto dei turni di otto ore per 3 = 24h, turni di sei ore e quindi 6 x 4 = 24h ): piccola-media-grande azienda; azienda pubblica-azienda privata; dal manovale all&rsquo;ingegnere; lavoratori-lavoratrici; dipendenti a tempo indeterminato, a tempo &ldquo;determinato&rdquo; e chi &egrave; senza lavoro-reddito; dipendenti stanziali, dipendenti migranti; Solo una grande unione potr&agrave; realizzare in un futuro, questo obiettivo (&#8230; dipender&agrave;  da noi quan- to &#8230; a breve, media o lunga scadenza), sapendo che l&rsquo;avvenire degli esseri umani per molti aspetti &egrave; nelle loro stesse mani e che polli fritti (&#8230; e\/o altre cose &#8230;) non cadranno dal cielo direttamente in bocca. <\/p>\n<p>Va da se che,   tra gli altri,   obiettivi connessi sono:<br \/>\n<br \/>Leggi della Repubblica iTALIANA ( e poi direttive dell&rsquo;Unione Europea):<br \/>\n<br \/>C I N Q U E      settimane di ferie (7&#215;5) annue per t u t t i    i    s e t t o r i;<br \/>\n<br \/>C O M I C    (contratto unico  m i n i m o  intercategoriale per quanto riguardi  i  d i r i t t i&#8230;..).<br \/>\n<br \/>S  M  I C     ( salario minimo intercategoriale nella Repubblica italiana; [nella Repubblica Francese c&rsquo;&egrave; gi&agrave;]; non solo nel settore pubblico; &euro; 8,50 l&rsquo;ora netti; la retribuzione mensile da aggiornare ai valori attuali: &euro; 1.400 il minimo, &euro; 14.000 mensili la retribuzione massima sia per l&rsquo;attivit&agrave; lavorativa sia per la retribuzione differita cio&egrave; la  pensione, ovvero il Presidente della Repubblica Italiana il massimo, tutti gli altri in modo decrescente) e poi direttiva dell&rsquo;Unione Europea con criteri analoghi; non aumento dell&rsquo;et&agrave; per ottenere la retribuzione    d i f f e r i t a, cio&egrave; la pensione (quarant&rsquo;anni di lavoro sono pochi ?????).<br \/>\n<br \/>La presente lettera aperta appello e le relative firme verranno inviate di volta in volta a qualsiasi organizzazione, politica, sociale, sindacale che abbia interesse  alle sorti delle moltitudini del lavoro subordinato in Italia e non solo con l&rsquo;invito che scrivano nero su bianco e questo vi rimanga a tempo indeterminato nei loro programmi: la riduzione generalizzata della settimana lavorativa legale              a      t r e n t a      o r e      s e t t i m a n a l i   e le azioni ai vari livelli,  che suggerir&agrave; l&#8217;intelligenza e il contesto, fosse  anche  la promozione di una legge d&rsquo;iniziativa popolare.<br \/>\n<br \/>Per aderire sito:trentaore.tk   (ed anche a ernesto.sattaneo@alice.it con le generalit&agrave;, lavoro e residenza)  <\/p>\n<p> &laquo;      Il pi&ugrave; grande miglioramento del potere produttivo del lavoro e la maggior parte dell&rsquo;abilit&agrave;, destrezza e discernimento con cui viene diretto o applicato ovunque, sembra sia stato effetto della divisione del lavoro.<br \/>\n<br \/>     Gli effetti della divisione del lavoro, sugli affari generali della societ&agrave;, verranno compresi pi&ugrave; facilmente se si considera in che modo esso funziona in alcune manifatture particolari.  Si ritiene comunemente che venga spinta al massimo in alcune delle attivit&agrave; insignificanti: non che essa sia effettivamente spinta al massimo in alcune delle attivit&agrave; pi&ugrave; insignificanti: non che essa sia effettivamente spinta in queste pi&ugrave; in l&agrave; che in altre importanti; ma nelle manifatture insignificanti destinate a rifornire i piccoli bisogni di una parte soltanto piccola della popolazione, il numero complessivo degli operai deve essere necessariamente limitato; e coloro che sono impiegati in ogni diverso ramo del lavoro possono spesso venire riuniti in uno stesso ambiente ed esposti tutti in una volta allo sguardo dell&rsquo;osservatore. Nelle grandi manifatture che sono destinate invece a rifornire le necessit&agrave; della grande massa della popolazione, in ciascun ramo diverso del lavoro viene impiegato un cos&igrave; grande numero di operai che &egrave; impossibile radunarli tutti in uno stesso ambiente.  In una sola volta possiamo raramente vederne pi&ugrave; di quelli impiegati in un singolo ramo.  Perci&ograve;, bench&eacute; in tali fabbriche il lavoro possa in realt&agrave; venire diviso in un numero molto maggiore di compiti, che non in quelle di natura insignificante, la divisione non &egrave; altrettanto ovvia ed &egrave; stato perci&ograve; molto notata.<br \/>\n<br \/>     Per fare quindi l&rsquo;esempio di una manifattura molto insignificante, ma nella quale la divisione del lavoro &egrave; stata molto spesso notata, prendiamo quella della manifattura degli spilli; un operaio non addestrato a questa attivit&agrave; (che la divisione del lavoro ha reso un&rsquo;attivit&agrave; distinta), che non conosca l&rsquo;uso dei macchinari impiegati in essa (l&rsquo;invenzione dei quali &egrave; stata probabilmente originata dalla stessa divisione del lavoro), potrebbe forse a malapena, sforzandosi al massimo, fabbricare uno spillo al giorno, e sicuramente non riuscirebbe a farne venti.  Ma nel modo con cui questa manifattura viene eseguita adesso, non soltanto tutto il lavoro rappresenta una particolare attivit&agrave;, ma essa &egrave; suddivisa in un certo numero di rami, di cui la maggior parte rappresenta parimenti attivit&agrave; specifiche.  Un uomo estrae il filo, un altro lo raddrizza, un terzo lo taglia, un quarto lo appuntisce, un quinto lo mola in cima per ricevere la capocchia ; fare la capocchia richiede due o tre operazioni distinte ; metterla a posto &egrave; un lavoro speciale, imbiancare lo spillo un altro ; &egrave; un&rsquo;attivit&agrave; in s&eacute; perfino metterli nell&rsquo;involucro.  L&rsquo;importante faccenda di fabbricare uno spillo &egrave; in questo modo divisa in circa diciotto operazioni distinte, che in alcune fabbriche vengono eseguite da mani diverse, bench&eacute; in altre la stessa persona a volte ne faccia due o tre.  Ho visto una piccola fabbrica del genere, dove erano impiegati soltanto dieci uomini e dove perci&ograve; alcuni di essi eseguivano due o tre operazioni distinte. Ma nonostante fossero molto maldestri e perci&ograve; sistemati a casaccio col macchinario necessario, quando si davano da fare, riuscivano a fabbricare fra tutti circa dodici libre di spilli al giorno.  In una libbra vi sono fino a quattromila spilli di misura media.  Quelle dieci persone perci&ograve; riuscivano a fare, tutte insieme oltre quarantotto mila spilli al giorno.  Quindi, poich&egrave; ciascuna di esse faceva una decima parte di tale quantit&agrave;, si poteva ritenere che facesse quarantamilaottocento spilli al giorno.  Ma se avessero faticato tutti indipendentemente e separatamente, senza che nessuno di loro fosse stato addestrato a questa attivit&agrave; particolare, &egrave; certo che essi non avrebbero saputo fare neanche venti, forse neanche un solo spillo al giorno; cio&egrave; senz&rsquo;altro neanche i duecentoquarantesimi, forse nemmeno la quarantamilaottocentesima parte di ci&ograve; che la momento sono capaci di fare, grazie ad una opportuna divisione e abbinamento delle loro diverse operazioni. &raquo; ( 1776)<br \/>\n<br \/>Adam Smith (&amp;#945; 1723 &#8211; &amp;#61527; 1790), An Inquire into the Nature and Causes of the Wealth of Nations, Roma, Newton Compton Editori, 1976, pp. 48 &#8211; 49<\/p>\n<p> &laquo; Quanto  pi&ugrave; cresce la forza produttiva del lavoro, tanto pi&ugrave; pu&ograve; essere abbreviata la giornata lavorativa e quanto pi&ugrave; pu&ograve; essere abbreviata la giornata lavorativa tanto pi&ugrave; potr&agrave; crescere l&rsquo;intensit&agrave; del lavoro. Da un punto di vista sociale la produttivit&agrave; del lavoro cresce anche con la sua economia. Quest&rsquo;ultima comprende non soltanto il risparmio nei mezzi di produzione, ma l&rsquo;esclusione di ogni lavoro senza utilit&agrave;. Mentre il modo di produzione capitalistico impone risparmio in ogni azienda individuale, il suo anarchico sistema della concorrenza determina lo sperpero pi&ugrave; smisurato dei mezzi di produzione sociali e delle forze-1avoro sociali oltre a un numero stragrande di funzioni attualmente indispensabili, ma in s&egrave; e per s&egrave; superflue.<br \/>\n<br \/>     Date l&rsquo;intensit&agrave; e la forza produttiva del lavoro, la parte della giornata lavorativa sociale necessaria per la produzione materiale sar&agrave; tanto pi&ugrave; breve, e la parte di tempo conquistata per la libera attivit&agrave; mentale e sociale degli individui sar&agrave; quindi tanto maggiore, quanto pi&ugrave; il lavoro sar&agrave; distribuito proporzionalmente su tutti i membri della societ&agrave; capaci di lavorare, e quanto meno uno strato della societ&agrave; potr&agrave; allontanare da s&egrave; la necessit&agrave; naturale del lavoro e addossarla ad un altro strato. Il limite assoluto dell&rsquo;abbreviamento della giornata lavorativa &egrave; sotto questo aspetto l&rsquo;obbligo generale del lavoro. Nella societ&agrave; capitalistica si produce tempo libero per una classe mediante la trasformazione in tempo di lavoro di tutto il tempo di vita delle masse. &raquo;  (1867)<br \/>\n<br \/>Karl Marx (&amp;#945; 1818 &#8211; &amp;#61527; 1883)   &#8211; Das Kapital.  Kritik des politischen Oekonomie  (1&deg; libro cap XV &#8211; Variazioni di grandezza nei prezzi della forza-lavoro e nel plusvalore)  Editori Riuniti, Roma, 1973, pp 244 &ndash; 245<\/p>\n<p>In pratica il regno della libert&agrave; inizia solo laddove termina il lavoro comandato dalla necessit&agrave; e dalla finalit&agrave; estrinseca; per questo si trova al di fuori della sfera della produzione materiale propriamente detta. Come il selvaggio &egrave; costretto a lottare con la natura per soddisfare le proprie necessit&agrave;, per conservare e riprodurre la propria esistenza, cos&igrave; anche deve fare l&rsquo;uomo civile, e lo deve fare in tutte le forme della societ&agrave; e in tutti i modi di produzione che possono esservi. Sviluppandosi egli sempre di pi&ugrave;, si allarga la sfera delle necessit&agrave; naturali, in quanto aumentano i suoi bisogni, ma contemporaneamente aumentano le forze produttive atte a soddisfare tali bisogni. La libert&agrave; in questa sfera pu&ograve; consistere solo in ci&ograve;, che l&rsquo;uomo socializzato vale a dire i produttori associati, regolano in maniera razionale questo loro ricambio organico con la natura, lo controllano in comune invece di essere dominati da esso come una forza cieca; che essi svolgono la loro funzione con lo spreco quanto pi&ugrave; basso di energia e nelle condizioni pi&ugrave; adatte alla loro natura umana e ad essa pi&ugrave; conformi. Questo tuttavia resta pur sempre una sfera delle necessit&agrave;. Al di fuori di essa inizia lo sviluppo delle facolt&agrave; umane, che &egrave; fine a se stesso, la reale sfera della libert&agrave;, che pu&ograve; sorgere tuttavia solo fondandosi su quella sfera delle necessit&agrave;. Condizione preliminare di tutto questo &egrave; la riduzione della giornata lavorativa.<br \/>\n<br \/>Karl Marx (&amp;#945; 1818 &#8211; &amp;#61527; 1883)   &#8211; Das Kapital.  Kritik des politischen Oekonomie (3&deg; libro &#8211; capitolo XLIII &ndash; La formula trinaria)<br \/>\n<br \/>Roma, Newton Compton Editori, 2006, p. 1468 <\/p>\n<p>&ldquo;Come sai, io ho sostenuto ostinatamente il valore di una riduzione sostanziale dell&rsquo;orario di lavoro: forse con non sufficiente energia, perch&egrave; c&rsquo;&egrave; un grande silenzio su questo tema. Bene, vorrei capire se e come essa si pu&ograve; riproporre oggi. Vorrei sapere che cosa ne pensano i sindacati italiani.&rdquo;<br \/>\n<br \/>Pietro Ingrao  i n:    Rossana Rossanda, Quando si pensava in grande, Einaudi, Torino, 2013, p. 186<\/p>\n<p>&ldquo; Ma il 28 settembre 1864 proletari della maggior parte dei paesi dell&rsquo;Europa occidentale si unirono nell&rsquo;Associazione Internazionale degli Operai di gloriosa memoria.  L&rsquo;Internazionale, &egrave; vero, non visse che nove anni.  Ma la prova migliore che l&rsquo;eterna unione da essa fondata fra i proletari di tutti i paesi &egrave; ancora viva e pi&ugrave; forte che mai, &egrave; la giornata d&rsquo;oggi.  Oggi infatti, mentre scrivo queste righe, il proletariato europeo e americano passa in rassegna le sue forze, per la prima volta mobilitate con un solo esercito, sotto una sola bandiera e per un solo scopo immediato: l&rsquo;introduzione per legge della giornata normale di lavoro di otto ore, gi&agrave; proclamata dal congresso di Ginevra dell&rsquo;Internazionale nel 1866 e poi, per la seconda volta, dal congresso operaio di Parigi nel 1889. E lo spettacolo di questa giornata mostrer&agrave; chiaramente ai capitalisti e ai proprietari terrieri di tutti i paesi che oggi i proletari di tutti i paesi si sono di fatto uniti.<br \/>\n<br \/>     Al meno fosse Marx accanto a me per vedere questo spettacolo con i propri occhi! &ldquo;<br \/>\n<br \/>Londra, 1&deg; maggio 1890<br \/>\n<br \/>Friedrich Engels<br \/>\n<br \/>Karl Marx&ndash; Friedrich Engels (&amp;#945; 1820 &#8211; &amp;#61527; 1895)  , Opere complete vol  VI,  Editori Riuniti, Roma, 1973 p. 674<\/p>\n<p>  &ldquo;   Una buona operaia fa con il fuso non pi&ugrave; di cinque maglie al minuto, certi telai circolari ne fanno trentamila nello stesso tempo.  Ogni minuto della macchina equivale quindi a cento ore di lavoro dell&rsquo;operaia; ovvero ogni minuto di lavoro della macchina lascia all&rsquo;operaia dieci giorni di riposo.  Ci&ograve; che vale per l&rsquo;industria della maglieria vale pi&ugrave; o meno per tutte le industrie rinnovate dalla meccanica moderna. Ma a che cosa assistiamo? Pi&ugrave; la macchina si perfeziona e supera il lavoro dell&rsquo;uomo con una sempre maggiore rapidit&agrave; e perfezione, pi&ugrave; l&rsquo;operaio, invece di prolungare di altrettanto il riposo, raddoppia d&rsquo;ardore, come se volesse competere con la macchina. O concorrenza assurda e micidiale. &ldquo;(1880)<br \/>\n<br \/>Paul Lafargue (&amp;#945; 1842 &#8211; &amp;#61527; 1911), Il diritto all&rsquo;ozio, Feltrinelli, Milano, 1978, p. 126<\/p>\n<p>   &ldquo;Giungo alla conclusione che, in assenza di guerre e di rilevanti aumenti della popolazione, il problema economico possa essere risolto, o almeno essere avviato a soluzione, entro cento anni&#8230; Per la prima volta dalla sua creazione l&rsquo;uomo si trover&agrave; di fronte al suo vero, costante problema &ndash; come impiegare la sua libert&agrave; dalle pressanti esigenze economiche, come occupare il tempo libero, che la scienza e l&rsquo;accumulazione avranno guadagnato per lui, in modo da vivere saggiamente, in maniera condivisibile e bene &#8230; A giudicare dalla condotta e dai risultati ottenuti dalle classi ricche di oggi in qualsiasi parte del mondo, il panorama &egrave; molto deprimente!  Queste classi sono, infatti, per cos&igrave; dire, la nostra avanguardia &ndash; coloro che esplorano per noi la terra promessa e che vi piantano le tende.  Ed esse hanno nella maggior parte dei casi fallito disastrosamente.  Almeno a me sembra, che coloro i quali hanno un reddito che li rende indipendenti e nessun obbligo o legame o associazione, non abbiano saputo risolvere il problema che &egrave; stato loro posto. &ldquo;<br \/>\n<br \/>      &ldquo;Sono certo che, con un po&rsquo; pi&ugrave; d&rsquo;esperienza, useremo i doni della natura appena scoperti in modo assolutamente diverso dal modo in cui i ricchi li usano oggi, e tracceremo per noi un piano di vita completamente diverso dal loro. &ldquo;<br \/>\n<br \/>________________________________________________________________________________________________<br \/>\n<br \/>&ldquo;Per molte generazioni ancora, il vecchio Adamo che &egrave; in noi sar&agrave; cos&igrave; forte che tutti noi avremo bisogno di fare un qualche lavoro per accontentarlo. Faremo per noi stessi pi&ugrave; cose di quante non ne facciano di solito i ricchi per se stessi oggi, ben contenti di avere piccoli doveri, compiti e impegni abituali.  Ma al di l&agrave; do ci&ograve;, dovremo adoperarci a spartire accuratamente quel poco pane, per rendere tutto il lavoro che &egrave; rimasto da fare quanto pi&ugrave; condiviso possibile.  Turni di tre ore o settimane lavorative di quindici ore potrebbero consentirci di accantonare il problema per un po&rsquo;.  Perch&eacute; tre ore al giorno sono pi&ugrave; che sufficienti per far contento il vecchio Adamo che &egrave; nella maggior parte di noi. &ldquo;<br \/>\n<br \/>&ldquo;Sin dai tempi di cui non abbiamo nemmeno memoria i muscoli dell&rsquo;uomo sono stati, per la maggior parte degli scopi e delle operazioni produttive, la fonte dell&rsquo;energia, talvolta coadiuvati dal vento, dall&rsquo;acqua o dagli animali domestici.  Il lavoro (labor) nel senso letterale, &egrave; stato il fattore primario della produzione.  Faceva una grande differenza quando, per il trasporto o per le operazioni limitate, si aggiungevano altre fonti di energia.  Ma perfino l&rsquo;impiego del vapore e dell&rsquo;elettricit&agrave; e del petrolio non ha, di per s&eacute;, determinato un cambiamento cos&igrave; radicale come quello causato dai nuovi processi di produzione. Lo scopo principale delle nuove macchine, fino agli anni pi&ugrave; recenti, era quello di rendere il lavoro, e cio&egrave; i muscoli umani, pi&ugrave; efficienti.<br \/>\n<br \/>Gli economisti potevano cos&igrave; plausibilmente sostenere che le maccchine integrano il lavoro. E non competevano con esso.  Ma l&rsquo;effetto degli ultimi tipi di macchine &egrave; sempre di pi&ugrave;, non di rendere i muscoli degli uomini pi&ugrave; efficienti, bens&igrave; di renderli obsoleti. E la conseguenza &egrave; duplice.  Innanzi tutto ci fornisce la capacit&agrave; di produrre beni di consumo, diversi dai servizi personali, quasi senza limiti; e inolte, di usare cos&igrave; poco lavoro nel processo che una quota sempre crescente dell&rsquo;occupazione umana deve essere impiegata o nel campo dei servizi personali o nel far fronte alla domanda di beni durevoli che, se il saggio d&rsquo;interesse fosse tenuto basso abbastanza saremmo ancora lontani dall&rsquo;aver soddisfatto.&rdquo;<br \/>\n<br \/>13 dicembre 1931<br \/>\n<br \/>  John Maynard Keynes (&amp;#945; 1883 &#8211; &amp;#61527; 1946), L&rsquo;assurdit&agrave; dei sacrifici, Manifestolibri, Roma, 1995, pp. 20-21 \/ 21 \/ 21 \/  46-47<\/p>\n<p>&ldquo;Tra pochi anni la nostra ambizione di fare di questa industria italiana un tipo d&rsquo;industria che si avvicini nelle dimensioni e nel rendimento ai grandi organismi d&rsquo;Oltreoceano sar&agrave; compiuta e ne vedremo permanentemente le conseguenze sul piano sociale, verso un pi&ugrave; alto livello di salari ed un orario di lavoro pi&ugrave; ridotto&rdquo; 23 aprile 1955, discorso d&rsquo;inaugurazione dello stabilimento di Pozzuoli (NA)  i n<br \/>\n<br \/>Adriano Olivetti (&amp;#945; 1901 &#8211; &amp;#61527; 1960), Ai lavoratori, Comunit&agrave; Editrice, Roma\/Ivrea (TO), 2012, p.27<\/p>\n<p>&ldquo;I lavoratori vogliono un salario pi&ugrave; remunerativo, pi&ugrave; confort nella loro vita, pi&ugrave; tempo libero, maggiori possibit&agrave; per migliorarsi come uomini, come membri dei sindacati e come cittadini. Queste erano le ambizioni di ieri; sono quelle di oggi e saranno quelle di domani e di dopodomani. La lotta pu&ograve; assumere diverse forme, ma il problema &egrave; sempre lo stesso: i produttori si sforzano di ottenere una ricchezza crescente che scaturisce della produzione.&rdquo;  -1903<br \/>\n<br \/>Samuel Gompers (&amp;#945; 1850 &#8211; &amp;#61527; 1924) Presidente dell&rsquo;American Federeration of Labor  i n:<br \/>\n<br \/>Jack London (&amp;#945; 1876 &#8211; &amp;#61527; 1916), La lotta di classe, Malcord D&rsquo; Edizione, Catania, 2013, p. 32<\/p>\n<p>A   D   E   S   I   O   N   I      <\/p>\n<p>n\tNome\tCognome\t                          Condizione                       Settore        provincia lavorativa\tResidenza &#8211; abitazione<\/p>\n<p>1.\t\tGaetano\tAllotta\t\tdipendente\ta tempo   \tdeterminato\tEnti  Locali\tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>2.\t\tMaria Letizia \tAnastasio\t\tdipendente\ta tempo    \tindeterminato\tScuola  Pubblica                  \tCosenza\tPaola\t(C S)<br \/>\n<br \/>3.\t\tAnna \tBarbaro\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato   \tSettore  Ristorazione\tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>4.\t\tValentino\tBenvenuto\t\tdipendente\ta tempo    \tindeterminato\tScuola  Pubblica                  \tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>5.\t\tAnna Maria\tBinotto\t\tdipendente\ta tempo\tIndeterminato\tSettore  Metalmeccanico      \tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>6.\t\tAdriana\tBlanco\t\tdipendente\ta tempo    \tindeterminato\tSanit&agrave;  Pubblica                  \tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>7.\t\tPascal\tBonafemme\t\tdipendente\ta tempo    \tindeterminato\tE D F  (  ENEL francese )\tParis\tParis         France<br \/>\n<br \/>8.\t\tMario\tBossi\t\taddetto  \ta tempo   \tindeterminato\tSettore  Commercio                     \tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>9.\t\tRoberto\tBrovedani\t\tdipendente     a tempo    determinato\tEnti Locali\tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>10.\t\tAntonio\tBurale\t\td i s o c c u p a t o\tSettore  Trasporti                                                     \tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>11.\t\tTeresa\tCaccuri\t\tdipendente\ta tempo    \tindeterminato\tScuola  Pubblica                  \tMilano\tSesto San Giovanni\t( M I )<br \/>\n<br \/>12.\t\tRiccardo\tCallegaro\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tEnti  Locali\tMilano\tSaronno                  \t( V A )<br \/>\n<br \/>13.\t\tGiada\tCannizzaro\t\td i s o c c u p a t a\tSettore Ristorazione\tVarese\tSaronno\t( V A )<br \/>\n<br \/>14.\t\tEnnio\tCantoni \tgi&agrave;\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tSettore  Metalmeccanico      \tMilano\tSettala\t( M I )<br \/>\n<br \/>15.\t\tDaniele\tCapilonghi\t\tdipendente\ta tempo   \tdeterminato\tEnti  Locali\tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>16.\t\tDelfino\tCarnevale\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tTrasporto  Pubblico         \tMilano\tRho                        \t( M I )<br \/>\n<br \/>17.\t\tGiorgio\tCarubelli\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tEnti  Locali\tMilano\tMonza<br \/>\n<br \/>18.\t\tCecilia\tContino\t\tdipendente\ta tempo    \tindeterminato\tSanit&agrave;  Pubblica                  \tMilano\tMonza<br \/>\n<br \/>19.\t\tCarlo\tCurti\tgi&agrave;\tdipendente\ta tempo    \tindeterminato\t\tLugano\tSvizzera<br \/>\n<br \/>20.\t\tAlfredo\tDamiani\t\tdipendente\ta tempo   \tdeterminato\tSettore  Metalmeccanico      \tMilano\tBrugherio     \t( M B )<br \/>\n<br \/>21.\t\tCaterina\tDamiani\t\td i s o c c u p a t a\tSettore  Ristorazione                                                     \tMilano\tMonza<br \/>\n<br \/>22.\t\tMichele\tDamiani\tgi&agrave;\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tSettore  Metalmeccanico      \tMilano\tCologno Monzese     \t( M I )<br \/>\n<br \/>23.\t\tNicoletta\tDamiani\t\tdipendente\ta tempo    \tindeterminato\tSanit&agrave;  Pubblica                  \tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>24.\t\tRosa\tDe Felice\t\tdipendente\ta tempo    \tindeterminato\tSanit&agrave;  Pubblica                  \tMilano\tSan Giuliano Milanese\t( M I )<br \/>\n<br \/>25.\t\tElisabetta\tDe Finis\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tTrasporto  Pubblico          \tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>26.\t\tGiuseppe\tDimitrio\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tSettore Metalmeccanico\tVarese\tSaronno\t( V A )<br \/>\n<br \/>27.\t\tMichele\tDimitrio\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tEnti  Locali\tMilano\tSolaro\t( M I )<br \/>\n<br \/>28.\t\tRita\tDi Pietro\t\tdipendente\ta tempo    \tindeterminato\tSanit&agrave;  Pubblica                  \tMilano\tMilano\t( M I )<br \/>\n<br \/>29.\t\tStefano\tErreni\t\tdipendente\ta tempo \tdeterminato\tSettore Farmaceutico\tMilano\tGorgonzola<br \/>\n<br \/>30.\t\tMaria Rosa \tFerraro \t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tEnti  Locali\tComo\tFigino Serenza \t( C O )<br \/>\n<br \/>31.\t\tPaola\tFerraro \tgi&agrave;\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tEnti  Locali\tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>32.\t\tRita\tFerraro \t\tdipendente\ta tempo    \tindeterminato\tSanit&agrave;  Pubblica                  \tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>33.\t\tEmma\tFicara\t\tdipendente\ta tempo    \tindeterminato\tScuola  Pubblica                  \tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>34.\t\tSoledad\tGarcia\t\tdipendente      a tempo    determinato\tServizi Sociali\tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>35.\t\tAlessandro\tGentile\t\tstudente  universitario\t\tMilano\tVignate\t( M I )<br \/>\n<br \/>36.\t\tAlessio\tGentile\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tTrasporto  Pubblico          \tMilano\tCinisello Balsamo\t( M I )<br \/>\n<br \/>37.\t\tCarlo\tGentile\tgi&agrave;\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tTrasporto  Pubblico          \tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>38.\t\tDaniele\tGentile\t\tstudente  scuola  media   superiore\t\tMilano\tVignate\t( M I )<br \/>\n<br \/>39.\t\tEmanuele\tGentile\t\tdipendente\ta tempo    \tindeterminato\tSettore  Commercio             \tMilano\tCinisello Balsamo\t( M I )<br \/>\n<br \/>40.\t\tFederica\tGentile\t\tstudentessa  universitaria\t\tMilano\tVignate\t( M I )<br \/>\n<br \/>41.\t\tLorenzo\tGentile\t\tstudente  universitario\t\tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>42.\t\tLuca\tGentile\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tTrasporto  Pubblico          \tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>43.\t\tSalvatore\tGentile\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tTrasporto  Pubblico          \tMilano\tVignate\t( M I )<br \/>\n<br \/>44.\t\tSavio\tGentile\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tTrasporto  Pubblico          \tMilano\tNova Milanese\t( M I )<br \/>\n<br \/>45.\t\tSimone\tGentile\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tTrasporto  Pubblico          \tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>46.\t\tVincenzo\tGentile\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tTrasporto  Pubblico          \tMilano\tCinisello Balsamo\t(M I )<br \/>\n<br \/>47.\t\tMercedes\tGestera\t\tdipendente \ta tempo    \tindeterminato\tSanit&agrave;  Pubblica                  \tSantander\tCantabria   SPAGNA<br \/>\n<br \/>48.\t\tMichele\tGiannattasio\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tEnti  Locali\tMilano\tSesto San Giovanni          \t( M I )<br \/>\n<br \/>49.\t\tDaniela\tGiovannini\t\td i s o c c u p a t a\tServizi Sociali\tMilano\tSesto San Giovanni\t( M I )<br \/>\n<br \/>50.\t\tDomenica\tGrazioso\tgi&agrave;\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tSettore  Cartotecnico           \tMilano\tCologno Monzese     \t( M I )<br \/>\n<br \/>51.\t\tLara\tIannitello\t\td i s o c c u p a t a\tSettore  Servizi  Sociali                                                     \tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>52.\t\tVincenzo\tIerardi\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tEnti  Locali\tMilano\tMeda                           \t( M I )<br \/>\n<br \/>53.\t\tRosanna\tImperato\t\tdipendente\ta tempo    \tindeterminato\tScuola  Pubblica                 \tMilano\tGorgonzola\t( MI )<br \/>\n<br \/>54.\t\tAnne\tKokko\t\td i s o c c u p a t a\tSettore  Servizi  Sociali                                                     \tMilano\tVignate\t( M I )<br \/>\n<br \/>55.\t\tAntonella\tLaudadio\t\tdipendente\ta tempo    \tindeterminato\tSettore  Commercio             \tMilano\tSesto San Giovanni   \t( M I )<br \/>\n<br \/>56.\t\tLetteria\tMaggiola\t\tdipendente\ta tempo   \tdeterminato\tEnti  Locali\tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>57.\t\tAntonio\tManes\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tTrasporto  Pubblico          \tMilano\tRho                        \t( M I )<br \/>\n<br \/>58.\t\tGiuseppe\tMarena\t\tdipendente\ta tempo    \tindeterminato\tSanit&agrave;  Pubblica                  \tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>59.\t\tAntonella \tMasiello\t\tdipendente\ta tempo    \tindeterminato\tSanit&agrave;  Pubblica                  \tMilano\tRozzano\t( M I )<br \/>\n<br \/>60.\t\tPasqualino\tMauro\t\taddetto  \ta tempo   \tindeterminato\tSettore  Commercio                    \tCosenza\tPaola                       \t( C S )<br \/>\n<br \/>61.\t\tCarlo\tMazzetti\t\tdipendente\ta tempo\tdeterminato\tSettore Farmaceutico\tMilano\tMilano\t( M I )<br \/>\n<br \/>62.\t\tGiovanni\tMazzetti\t\tdipendente \ta tempo    \tindeterminato\tScuola  Pubblica                 \tCosenza\tRoma<br \/>\n<br \/>63.\t\tVeronica\tMercadante\t\tdipendente\ta tempo   \tdeterminato\tSettore  Servizi  Sociali                                                     \tMonza\tMonza<br \/>\n<br \/>64.\t\tAntonella\tMessina\t\td i s o c c u p a t a\tSettore  Servizi  Sociali                                                     \tMilano\tFilago\t( B G)<br \/>\n<br \/>65.\t\tCecilia\tMinisci\t\tdipendente\ta tempo    \tindeterminato\tScuola   Pubblica                  \tCesena\tCesena\t( F C )<br \/>\n<br \/>66.\t\tMarcella\tMocci\t\tdipendente\ta tempo    \tindeterminato\tSanit&agrave;  Pubblica                  \tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>67.\t\tCarmen\tMontagna\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tTrasporto  Pubblico          \tMilano\tRho                        \t( M I )<br \/>\n<br \/>68.\t\tAngelo\tPagliaro\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tEnti  Locali\tCosenza\tPaola\t( CS )<br \/>\n<br \/>69.\t\tSalvatore\tPandolfi\t\tdipendente\ta tempo   \tdeterminato\tEnti  Locali\tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>70.\t\tGiuseppe\tPassalacqua\t\tdipendente\ta tempo   \tdeterminato\tEnti  Locali\tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>71.\t\tEster\tPedone\t\tdipendente\ta tempo\tindeterminato\tSettore Pubblico\tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>72.\t\tPaolo\tPelizzoli\t\td i s o c c u p a t o\tSettore Agricoltura\tMilano\tSesto San Giovanni\t( M I )<br \/>\n<br \/>73.\t\tSem\tPelizzoli\t\tdipendente\ta tempo   \tdeterminato\tEnti  Locali\tMilano\tSesto San Giovanni   \t( M I )<br \/>\n<br \/>74.\t\tAnna Giulia\tPortadibasso\t\taddetta     \ta tempo   \tindeterminato\tSettore  Commercio                 \tCosenza\tPaola                       \t( C S )<br \/>\n<br \/>75.\t\tVincenzo\tPrestia\t\tdipendente\ta tempo   \tdeterminato\tEnti  Locali\tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>76.\t\tGiuseppe\tQuatela\t\td i s o c c u p a t o\tSettore  Cartotecnico                                                     \tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>77.\t\tGiancarlo\tRadice\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tEnti  Locali\tMilano\tGarbagnate Milanese\t( M I )<br \/>\n<br \/>78.\t\tJacopo\tRadice\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tTrasporto  Pubblico          \tMilano\tGarbagnate Milanese\t( M I )<br \/>\n<br \/>79.\t\tMelissa\tRadice\t\tdipendente\ta tempo   \tdeterminato\tSettore  Commercio                 \tMilano\tGarbagnate Milanese\t( M I )<br \/>\n<br \/>80.\t\tPietroluigi\tRisolo\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tSettore Pubblico\tLecce\tUggiano La Chiesa\t( LE )<br \/>\n<br \/>81.\t\tCarlo\tRogato\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tEnti  Locali\tMilano\tSesto San Giovanni   \t( M I )<br \/>\n<br \/>82.\t\tAntonia\tRubini\t\td i s o c c u p a t a\tSettore  Servizi  Sociali                                                     \tMilano\tSolaro\t( M I )<br \/>\n<br \/>83.\t\tSara\tSabatino\t\td i s o c c u p a t a\tSettore  Metalmeccanico      \tMilano\tBrugherio   \t( M I )<br \/>\n<br \/>84.\t\tFausto\tScovino\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tSettore  Credito      \tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>85.\t\tFranca\tScovino\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tSettore Commercio   \tMilano\tCormano                 \t( M I )<br \/>\n<br \/>86.\t\tGuido\tScovino\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tEnti  Locali\tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>87.\t\tPompeo\tScovino\tgi&agrave; \tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tSettore  Metalmeccanico      \tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>88.\t\tRenato Antonio\tScovino\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato    \tSettore Trasporti                 \tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>89.\t\tCarmelo\tScrofani\t\tdipendente\ta tempo    \tindeterminato\tSanit&agrave;  Pubblica                 \tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>90.\t\tSalvatore\tSeverini\t\tdipendente\ta tempo    \tindeterminato\tScuola  Pubblica                 \tMilano\tGorgonzola\t( MI )<br \/>\n<br \/>91.\t\tSestilia\tSiciliano\t\td i s o c c u p a t a\tSettore  Servizi  Sociali                                                     \tMilano\tCinisello Balsamo\t( M I)<br \/>\n<br \/>92.\t\tLoris\tSilvestri\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tSettore  Servizi  Sociali                                                     \tMilano\tIdro\t( B S )<br \/>\n<br \/>93.\t\tElena\tSoboleva\t\td i s o c c u p a t a\tSettore  Servizi  Sociali                                                     \tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>94.\t\tFrancesco\tSorrentino\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tEnti  Locali\tMilano\tSegrate\t( M I )<br \/>\n<br \/>95.\t\tEleonora\tStucchi\tgi&agrave; \tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tSanit&agrave;  Pubblica                 \tMilano\tCusano Milannino\t( M I )<br \/>\n<br \/>96.\t\tRaffaela\tTalerico\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tEnti  Locali\tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>97.\t\tTersilio\tTangocci\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tEnti  Locali\tComo\tFigino Serenza    \t( CO )<br \/>\n<br \/>98.\t\tLilia\tTerzariol\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tTrasporto  Pubblico          \tMilano\tGarbagnate Milanese\t( M I )<br \/>\n<br \/>99.\t\tDaniela\tTomassi\t\taddetta  \ta tempo   \tindeterminato\tSettore  Commercio                     \tMilano\tRho  \t( M I )<br \/>\n<br \/>100.\t\tEdo\tTosi\t\tdipendente\ta tempo   \tdeterminato\tEnti  Locali\tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>101.\t\tGianflaminio\tToscani\t\taddetto  \ta tempo   \tindeterminato\tSettore  Metalmeccanico                     \tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>102.\t\tTeseo\tTosi\t\tstudente scuola media superiore\t\tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>103.\t\tManuela\tTosi\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tSettore  Commercio                     \tMilano\tSettala\t( M I )<br \/>\n<br \/>104.\t\tMaristella\tTosi\t\td i s o c c u p a t a\tSettore  Servizi  Sociali                                                     \tMilano\tMilano<br \/>\n<br \/>105.\t\tNicola\tUliano\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tEnti Locali\tMilano\tBresso\t( M I )<br \/>\n<br \/>106.\t\tSylvie\t Vannier\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tS N C F (Ferrovie Francesi )\tParis \tFrance<br \/>\n<br \/>107.\t\tGiuseppe\tVeneziano\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tSettore Ristorazione\tMilano\tBovisio Masciago\t( M I )<br \/>\n<br \/>108.\t\tOrazio\tVitagliano\t\tdipendente\ta tempo   \tindeterminato\tEnti Locali\tMilano\tMilano\t<\/p>\n<p>L e g e n d a :<\/p>\n<p>C o m p a r t o<\/p>\n<p>trasporti<br \/>\n<br \/>Ferrovie dello Stato, ATM Milano FerrovieNord, e simili ; trasporti privati;<\/p>\n<p>scuola<br \/>\n<br \/>pubblica e privata  tutte le scuole di ogni ordine e grado senza distinzioni di mansioni svolte;<\/p>\n<p>Funzione pubblica<br \/>\n<br \/>INPS, INAIL, Pubblico Impiego e simili dipendenti dei Comuni, Province, Regioni ed affini;;<\/p>\n<p>settore servizi sociali\tservizi alla persona in genere;<\/p>\n<p>settore (&#8230;&#8230;)\tdi volta in volta: ( &#8230;ristorazione, chimica&#8230; cartotecnica &#8230;.. metalmeccanico);<\/p>\n<p>sanit&agrave; \tpubblica e privata qualsiasi struttura sanitaria senza distinzione di mansioni svolte;<\/p>\n<p>_____________________________________________________________________________________________________________<\/p>\n<p>gi&agrave;                              \t<\/p>\n<p>non pi&ugrave; in attivit&agrave; lavorativa,  ma percepisce la    r e t r i b u z i o n e    d i f f e r i t a   ( &#8230; comunemente chiamata pensione );<\/p>\n<p>addetta o addetto        \tlavoro in proprio (partita IVA);      <\/p>\n<p>disoccupata\/o\t\tcon  ultimo settore lavorativo.<\/p>\n<p>Student*<\/p>\n<p>non ancora occupat*<\/p>\n<p>Ernesto Sattaneo &#8211; Milano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>gioved&igrave; 30 aprile 2015 &#8230; sciopero generale di 24 h, nell&#8217;Unione Europea ? 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