{"id":65006,"date":"2014-08-10T00:00:00","date_gmt":"2014-08-10T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2014\/08\/10\/sullabolizione-del-lavoro-ne-lideologia-tedesca\/"},"modified":"2014-08-10T00:00:00","modified_gmt":"2014-08-10T00:00:00","slug":"sullabolizione-del-lavoro-ne-lideologia-tedesca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2014\/08\/10\/sullabolizione-del-lavoro-ne-lideologia-tedesca\/","title":{"rendered":"Sull&#8217;abolizione del lavoro ne L&#8217;ideologia tedesca"},"content":{"rendered":"<p>Innanzitutto, va considerato che l&#8217;opera &egrave; del &#8217;45-6 e che non fu pubblicata: indice che buona parte del materiale che vi troviamo &egrave; stato ripreso e raffinato nei successivo mezzo secolo dagli autori &#8211; nel senso che, per approfondire il tema &#8220;lavoro&#8221;, c&#8217;&egrave; tanto da leggere nei testi scritti dopo questo&#8230;  Credo che sia da tenere in conto il fatto che Marx ed Engels associno qui il concetto di lavoro a quello di economia individuale, cio&egrave; dell&#8217;economia che, evolvendosi in varie forme, fa da base strutturale alla societ&agrave; umana da quando &egrave; divisa in classi e caratterizzata dalla propriet&agrave; individuale. Il superamento dell&#8217;economia individuale verso l&#8217;economia comunista porta all&#8217;abolizione del lavoro: cos&igrave;, in effetti, dicono M&amp;E. Ma che intendono? Per capirlo, &egrave; centrale secondo me questa citazione dal terzo capitolo:<\/p>\n<p>Lo stato moderno, dominio della borghesia, &egrave; basato sulla libert&agrave; del lavoro . . . La Libert&agrave; del Lavoro &egrave; la libera competizione dei lavoratori tra loro . . . Il lavoro &egrave; libero in tutti i paesi civilizzati; non &egrave; una questione di liberare il lavoro, ma di abolirlo.<\/p>\n<p>Dunque, il lavoro &egrave; inteso come processo di riproduzione sociale legato all&#8217;economia e allo stato moderni (cio&egrave; a quelli capitalistici), un processo che si rivela come sfruttamento dei lavoratori da parte dei borghesi e come una lotta all&#8217;ultimo sangue tra i lavoratori stessi per avere l&#8217;opportunit&agrave; di essere sfruttati.<br \/>\n<br \/>Ma come si fa a mantenere un&#8217;economia, seppur comunista, senza lavoro? Credo che, per rispondere a questa domanda rimanendo nell&#8217;ambito di questa specifica opera di M&amp;E, si debba ricordare che, proprio come quando parliamo di famiglia o di altri concetti trattati da San Bruno e San Max e criticati da M&amp;E, anche il discorso sul lavoro portato avanti da M&amp;E esce dai binari dell&#8217;ideologia borghese e dell&#8217;immediata prospettiva storica a loro contemporanea. In una societ&agrave;, come quella comunista, dove la priorit&agrave; non &egrave; pi&ugrave; il profitto capitalistico, ma il progresso materiale e spirituale della specie umana, pensare la riproduzione della societ&agrave; nei termini del lavoro capitalistico porta ad un punto di vista limitato; se per i borghesi il lavoro libero &egrave; l&#8217;attuale macello chiamato mercato del lavoro, per i comunisti il lavoro &egrave; s&igrave; libero, ma in un&#8217;altra maniera:<\/p>\n<p>La libera attivit&agrave; per i comunisti &egrave; la manifestazione creativa della vita che scaturisce dal libero sviluppo di tutte le abilit&agrave; della persona nel suo complesso.<\/p>\n<p>La societ&agrave; si riproduce nel suo complesso tramite lo sfruttamento delle macchine, poste al servizio della societ&agrave; senza classi e non del profitto della classe sfruttatrice, e tramite la libera attivit&agrave;, cio&egrave; lo sviluppo, quanto pi&ugrave; libero possibile, delle attitudini delle persone. Di qui, l&#8217;immagine (abbastanza ambigua, anche se carica di significato) dell&#8217;uomo che la mattina si occupa di una cert&agrave; attivit&agrave; per poi compierne una totalmente diversa il pomeriggio, senza essere costretto ad un lavoro estraniante. Se, come scrivono M&amp;E [vedi due citazioni sotto], lo sviluppo delle forze produttive raggiunto dall&#8217;uomo fa s&igrave; che tali forze siano a oggi distruttive, e che possano tornare a essere costruttive solo coll&#8217;abolizione della propriet&agrave; privata, se ne consegue che l&#8217;evoluzione dei rapporti sociali (e quindi l&#8217;abolizione della propriet&agrave; privata) e dello stato di cose attuale porta al superamento del (libero) lavoro cos&igrave; come si manifesta nella societ&agrave; capitalistica.<\/p>\n<p>L&#8217;abolizione di questo stato di cose &egrave; determinata, in ultima analisi, dall&#8217;abolizione della divisione del lavoro.<br \/>\n<br \/>La propriet&agrave; privata pu&ograve; essere abolita solo come conseguenza di uno sviluppo a 360 gradi degli individui.<\/p>\n<p>Come possiamo cio&egrave; noi chiamare ancora lavoro un&#8217;attivit&agrave; che ha al centro l&#8217;uomo stesso, e paragonare tale attivit&agrave; a quella dell&#8217;operaio cinematografico che, per mantenere i ritmi di produzione, pensa alle forme della collega, oggetto irraggiungibile del suo desiderio? Il superamento della divisione del lavoro &#8211; e quindi del progressivo declassamento dell&#8217;intera attivit&agrave; umana a mera merce del ciclo capitalistico &#8211; permette all&#8217;uomo di riprodurre la societ&agrave; tramite, appunto, un&#8217;attivit&agrave; sociale e umana, complessivamente di una qualit&agrave; molto superiore al lavoro capitalistico.<\/p>\n<p>Cos&igrave; mi pare vada letto il concetto di abolizione del lavoro nell&#8217;Ideologia tedesca.<\/p>\n<p>PCL Romagna &#8211; Sezione Domenico Maltoni<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Innanzitutto, va considerato che l&#8217;opera &egrave; del &#8217;45-6 e che non fu pubblicata: indice che buona parte del materiale che vi troviamo &egrave; stato ripreso&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[],"class_list":["post-65006","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-dalle-sezioni-del-pcl","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65006","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65006"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65006\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65006"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65006"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65006"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}