{"id":65008,"date":"2014-08-11T00:00:00","date_gmt":"2014-08-11T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2014\/08\/11\/rasmussen-a-kiev-il-rafforzamento-delloffensiva-contro-lex-urss\/"},"modified":"2014-08-11T00:00:00","modified_gmt":"2014-08-11T00:00:00","slug":"rasmussen-a-kiev-il-rafforzamento-delloffensiva-contro-lex-urss","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2014\/08\/11\/rasmussen-a-kiev-il-rafforzamento-delloffensiva-contro-lex-urss\/","title":{"rendered":"Rasmussen a Kiev: il rafforzamento dell&rsquo;offensiva contro l&rsquo;ex URSS"},"content":{"rendered":"<p>Gioved&igrave; 7 agosto 2014, il segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen si incontrato a Kiev con Poroshenko per valutare lo stato dell&rsquo;avanzata nel Donbass e per illustrargli le questioni all&rsquo;ordine del giorno al vertice Nato del 4 settembre in Galles. Sono diverse le forze dell&rsquo;estrema sinistra del movimento operaio dell&rsquo;UE che preparano una manifestazione antimperialista. Il CRQI deve fare il suo dovere dandole il suo contributo.<br \/>\n<br \/>Rasmussen ha rassicurato Poroshenko, nervoso per la resistenza del Donbass contro la terza offensiva: &ldquo;Il sostegno della Nato alla sovranit&agrave; e all&rsquo;integrit&agrave; territoriale dell&rsquo;Ucraina &egrave; incrollabile. La nostra collaborazione &egrave; di lunga data. E&rsquo; forte e in risposta all&rsquo;aggressione della Russia, la Nato lavora ancora pi&ugrave; strettamente con l&rsquo;Ucraina per riformare le sue forze armate e le istituzioni della difesa&rdquo;. L&rsquo;integrazione dell&rsquo;Ucraina nell&rsquo;organizzazione dell&rsquo;imperialismo armato risale al 1991 quando ader&igrave; al Consiglio di cooperazione del Nord atlantico ( oggi Consiglio di partenariato euro-atlantico, vertice di Sintra, Portogallo, 30 maggio 1997). Questo cappio al collo del proletariato dell&rsquo;Ucraina &egrave; fissato nella Carta del 1997 il cui strumento organizzativo &egrave; la Commissione Nato-Ucraina: &ldquo; un&rsquo;Ucraina indipendente e stabile, fermamente impegnata a favore della democrazia e dello Stato di diritto, &egrave; la chiave per la sicurezza euro-atlantica&rdquo;. Nel linguaggio dell&rsquo;imperialismo significa: l&rsquo;Ucraina &egrave; un avamposto da cui far partire iniziative decisive per l&rsquo;asservimento del proletariato e delle risorse naturali della Federazione russa. L&rsquo;offensiva di oggi non ha per causa il progetto euroasiatico di Putin che &egrave; solo fumo ideologico per impedire lo sviluppo del movimento operaio rivoluzionario nell&rsquo;ex URSS. L&rsquo;euroasiatismo reale, non il fantasma prodotto dal delirio di quel parassita debosciato di A. de Benoist, lo ha creato l&rsquo;impero inglese dando colpi in testa all&rsquo;aquila bicipite dei Romanoff, quando questi cercavano di espandersi nel mediterraneo ed in Afghanistan. La rivoluzione d&rsquo;ottobre e l&rsquo;URSS misero fine a quella storia. La burocrazia usurpatrice e restaurazionista l&rsquo;ha riaperta.<br \/>\n<br \/>L&rsquo;insurrezione e la guerra civile del Donbass hanno decretato il fallimento degli sforzi fatti dalla Nato per trasformare l&rsquo;esercito di leva del periodo sovietico in un esercito professionale fondato sulla mobilit&agrave; e su un armamento dotati di mezzi pi&ugrave; efficaci. La Nato ha curato la preparazione di organizzazioni paramilitari. Nel 2006 prese l&rsquo;avvio la costruzione di &ldquo;una rete di partenariato per promuovere la condivisione di esperienze sul ruolo della societ&agrave; civile nella difesa e nella sicurezza tra i gruppi della societ&agrave; civile e gli operatori della Nato e dell&rsquo;Ucraina&rdquo; (www.nato.int\/cps\/en\/natolive\/news-NATO&rsquo;s relations with Ukraine). Pravi sector, Svoboda, il Partito radicale di Oleg Lyashko e tutti i gruppi banderisti non si sviluppano per la loro forza interna. Si prepara un salto di qualit&agrave; nella guerra.<br \/>\n<br \/>I vertici russi si trovano in una situazione in cui gli spazi di manovra sono ristrettissimi. L&rsquo;editoriale del sito marxista russo rabkor.ru ha sottolineato che &ldquo;mentre la milizia combatte per respingere gli attacchi dell&rsquo;esercito ucraino nel Donetsk, in Russia sta crescendo l&rsquo;insoddisfazione contro il proprio governo, perch&eacute; non sostiene adeguatamente gli insorti della Nuova Russia&rdquo;(Spazzare le stalle di Augias). Questo malcontento per il mancato sostegno agli insorti non &egrave; un sentimento sciovinista e reazionario. Ci aiuta a comprendere questo sentimento delle masse russe quanto hanno scritto Savas Michael-Matsas e Shungur Savran nel commento critico alla Dichiarazione approvata alla conferenza di Minsk(7-8 giugno 2014): &ldquo;Il ruolo determinante degli USA e l&rsquo;imperialismo dell&rsquo;UE non pu&ograve; essere oscurato o messo sullo stesso piano della politica di potenza del Cremlino e che non si pu&ograve; sostenere che la Russia &egrave; la prima e principale, se non unica forza responsabile[della guerra civile]. Il Cremlino dovrebbe essere criticato, ma per altri motivi: unisce la retorica nazionalista e il sostegno a parole ai russofoni subordinando la lotta popolare nel Donbass alla contrattazione diplomatica con l&rsquo;imperialismo. La rivendicazione contenuta nella Dichiarazione di Minsk di &lsquo;mettere fine all&rsquo;interferenza nel conflitto ucraino&rsquo; &egrave; come una ripetizione della politica di &lsquo;non intervento&rsquo; seguita dai governi britannico e francese durante la guerra civile spagnola contro il fascismo, mentre Hitler e Stalin armavano i Fascisti di Franco e bombardavano Guernica&rdquo;(For peace to the people of Ukraine, against capitulatio to its enemies! redmed.org). Le masse russe criticano Putin perch&eacute; questo non interviene ad arrestare l&rsquo;avanzata dell&rsquo;imperialismo armato in Ucraina e meglio di Putin comprendono che la sconfitta dell&rsquo;insurrezione del Donbass crea un avamposto strategico per lo smembramento della Federazione russa. Questo malcontento si aggiunger&agrave; a quello prodotto dalla recessione in cui &egrave; caduta l&rsquo;economia russa. Recessione che non &egrave; prodotta dagli effetti delle sanzioni o dalla guerra ucraina ma dalla crisi inarrestabile in cui &egrave; precipitato il capitalismo nel 2007. Ci&ograve; &egrave; riconosciuto ormai, anche,  da qualche intellettuale borghese( si veda &lsquo;Mosca sogna in grande ma l&rsquo;economia &egrave; di nuovo a terra&rsquo;, Gian Paolo Caselli in Limes, 8 2014). Tutto questo riguarda il fronte interno. Dal lato dell&rsquo;imperialismo Usa e Ue oltre al nuovo giro di sanzioni aumenta la pressione, la minaccia militare e le iniziative per sostituire Putin con un governo accondiscendente. Rasmussen, prima dell&rsquo;incontro con Poroscenko, ha incontrato in Belgio, a Mons, nella sede dell&rsquo;Allied Command for Operations ( struttura del Comando supremo della Nato predisposta alla pianificazione ed esecuzione delle operazioni NATO), il primo ministro inglese Cameron e il capo del Comando supremo alleato in Europa (SACEUR), il Gen. Philip Breedlove(4 agosto). Alla fine dell&rsquo;incontro Rasmussen ha dichiarato che la NATO &#8220;&egrave; decisa&rdquo; a difendere tutti gli alleati contro ogni minaccia. &#8220;siamo ad un punto cruciale della storia: come ci ricorda la devastazione della Prima Guerra Mondiale, la nostra pace e la nostra sicurezza sono ancora una volta in fase cruciale, con l&#8217;aggressione della Russia all&#8217;Ucraina. E l&#8217;abbattimento del vMH17 ha chiarito che un conflitto in una parte dell&#8217;Europa pu&ograve; avere tragiche conseguenze in tutto il mondo&rdquo;(sito della NATO). Il capo di stato maggiore dell&rsquo;esercito USA, Gen. Martin Dempsey, al Security Forum dell&rsquo;Aspen(24 luglio), ha detto che gli USA dovevano rivedere modelli di difesa che non erano pi&ugrave; presi in considerazione da vent&rsquo;anni. Perch&eacute; il Cremlino il Cremlino &#8220;ha preso la decisione consapevole di usare la sua forza militare all&#8217;interno di un&#8217;altra nazione sovrana per raggiungere i suoi obiettivi&hellip;<br \/>\n<br \/>&egrave; chiaramente su un percorso di affermazione di se stesso  non solo in Europa orientale, ma l&#8217;Europa nel complesso, e verso gli Stati Uniti&rdquo;.  Dopo l&rsquo;abbattimento dell&rsquo;aereo malese si &egrave; ritornati ai toni della propaganda bellicista anti-russa del marzo e di aprile di quest&rsquo;anno. Sulla copertina di Der Spiegel del 28\/07\/2014 venivano riportati i visi dei morti del disastro dell&rsquo;aereo malese e sopra questi era scritto &ldquo;Stoppt Putin Jetzt&rdquo; (Ferma Putin Ora). Certo, ci sono degli interessi immediati dei capitalisti che fanno affari in Russia e contano. Ma ci sono gli interessi strategici e, ragionando, proprio su questi che Trotsky fondava il pronostico che la restaurazione capitalista sarebbe avvenuta nella forma di una conquista coloniale supportata da regimi fascisti e semifascisti. L&rsquo;identificazione della linea di marcia dell&rsquo;imperialismo &egrave; fondamentale per poter comprendere i modi con cui inizier&agrave; il processo rivoluzionario nell&rsquo;ex URSS.<br \/>\n<br \/>Il consenso della classe media al bonapartismo di Putin proveniva dalla ripresa dell&rsquo;economia sovietica nei primi anni del 2000 fino alla crisi irreversibile. Oggi sono in molti ad accusare Putin di riportare l&rsquo;economia russa al periodo eltsiniano. Ma il ceto medio &egrave; sempre disposto a tradire i &ldquo;nobili ideali&rdquo;. Su svpressa ru ( 9 agosto &lsquo;La patria, la guerra e la borsa&rsquo;) il prof. Alexander Shatila, preside della facolt&agrave; di sociologia e scienze politiche di Mosca, evidenziava la fuga a Mosca del ceto medio del Donetsk: &ldquo;da una parte c&rsquo;era l&rsquo;opposizione a Kiev, dall&rsquo;altra non erano disposti a sacrificare la vita nella guerra civile&rdquo;. E per quanto riguarda la classe media russa? &ldquo;Durante la campagna elettorale presidenziale del 2012, a mio parere, Putin ha trovato una formula piuttosto di successo per attrarre i voti della classe media: &lsquo;Abbiamo qualcosa da perdere&rsquo;. Infatti, i membri della classe media, soprattutto a Mosca, San Pietroburgo e altre grandi citt&agrave; hanno qualcosa da perdere. Altra cosa &egrave; che la lealt&agrave; di questo segmento della societ&agrave; &egrave; in gran parte dovuto all&#8217;efficienza e all&#8217;efficacia dell&#8217;azione pubblica. Come mostra la pratica, la classe media sostiene la leadership del suo paese e lo Stato nel suo insieme finch&eacute; c&#8217;&egrave; una situazione politica ed economica stabile. Questa parte della societ&agrave; &egrave; molto sensibile a qualsiasi perdita di stato. In questo caso, pu&ograve; prendere una posizione passiva o addirittura critica. Cos&igrave;, la classe media &egrave; insieme inaffidabile e opportunista. Nel caso di calamit&agrave; nel paese, la maggior parte dei suoi membri declina rapidamente tutta la responsabilit&agrave; di ci&ograve; che accade e prende le distanze dal governo&rdquo;. Nell&rsquo;immediato la recessione verr&agrave; addossata alle sanzioni e la responsabilit&agrave; di ci&ograve; sar&agrave; addossata a Putin. I malumori della classe media potranno essere utilizzati per un&rsquo;edizione di &lsquo;euroMaydan&rsquo;, nella Piazza Rossa? Il ceto medio russo non seguir&agrave; le mitologie euroasiatiche, cos&igrave; come non le seguiranno gli oligarchi( il&lsquo;grande capitale&rsquo;, come scrive il prof. Shatila :&ldquo;Nel paese possiamo dire che c&rsquo;&egrave; una dittatura del grande capitale&rdquo;). Ci&ograve; che sappiamo dalle lezioni della guerra civile nel Donbass &egrave; che sar&agrave; il proletariato russo ad arrestare l&rsquo;avanzata dell&rsquo;imperialismo armato ad est. Nella lotta si costruir&agrave; la coscienza di classe.<\/p>\n<p>Gian Franco Camboni &#8211; sezione di Sassari del PCL per la IV Internazionale  11 agosto 2014<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gioved&igrave; 7 agosto 2014, il segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen si incontrato a Kiev con Poroshenko per valutare lo stato dell&rsquo;avanzata nel Donbass&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[],"class_list":["post-65008","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-dalle-sezioni-del-pcl","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65008","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65008"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65008\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65008"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65008"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65008"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}