{"id":65033,"date":"2014-09-02T00:00:00","date_gmt":"2014-09-02T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2014\/09\/02\/il-lascito-liberale-di-fausto-bertinotti-la-dissociazione-ipocrita-dei-suoi-vecchi-cortigiani-smemorati\/"},"modified":"2014-09-02T00:00:00","modified_gmt":"2014-09-02T00:00:00","slug":"il-lascito-liberale-di-fausto-bertinotti-la-dissociazione-ipocrita-dei-suoi-vecchi-cortigiani-smemorati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2014\/09\/02\/il-lascito-liberale-di-fausto-bertinotti-la-dissociazione-ipocrita-dei-suoi-vecchi-cortigiani-smemorati\/","title":{"rendered":"IL LASCITO  LIBERALE  DI FAUSTO BERTINOTTI.\n<br>LA  DISSOCIAZIONE  IPOCRITA  DEI  SUOI  VECCHI CORTIGIANI (SMEMORATI)."},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2794_image.jpg\" alt=\"2794_image.jpg\" \/><br \/>\nFausto Bertinotti ha coronato il proprio pensionamento politico proclamando il &ldquo;fallimento del comunismo&rdquo;, la superiorit&agrave; del liberalismo, la grandiosit&agrave; del Papato.<\/p>\n<p>Sono spunti ideologici che in forma pi&ugrave; temperata il Fausto segretario aveva da sempre coltivato.   Il Fausto pensionato, libero da ogni responsabilit&agrave;, li ha resi solo pi&ugrave; espliciti e pi&ugrave; organici.<\/p>\n<p>Avendo sempre sovrapposto la propria storia personale a quella del partito che dirigeva , del movimento operaio, in definitiva del mondo, era inevitabile che la propria fine politica si configurasse ai suoi occhi come la fine del mondo. Del suo mondo. E che un nuovo mondo di riferimenti ideologici, culturali, persino metafisici e religiosi, liberasse definitivamente il proprio volo nel suo pensiero.<\/p>\n<p>Nessuna sorpresa  per la celebrazione borghese dell&#8217;evento. Nulla &egrave; pi&ugrave; appetibile  per i salotti  liberali &#8211;  nel momento della massima crisi del capitalismo &#8211; che l&#8217;iscrizione postuma di un ex segretario &ldquo;comunista&rdquo;. E nulla pu&ograve; essere pi&ugrave; efficace per tornare a parlare in quei salotti che la &ldquo;confessione&rdquo; penitente delle proprie colpe di &ldquo;comunista&rdquo;.<\/p>\n<p>La relazione di amorosi sensi tra Bertinotti e salotti &egrave; bilaterale e non &egrave; nuova: unisce il Segretario al pensionato Fausto. Perch&egrave; meravigliarsi, una volta tanto, di una coerenza?<\/p>\n<p>Colpisce invece un altro fatto. Che quando il Segretario Bertinotti dirigeva il PRC , per lungo tempo da autentico Papa, la stragrande maggioranza dei dirigenti del partito lo acclamava stringendosi alla sua corte e demonizzando chiunque osasse opporsi. Quando il Segretario precipita sotto le rovine della propria politica e diventa un anonimo pensionato, i vecchi cardinali cortigiani fingono di non conoscerlo o si accaniscono contro di lui. Magari per continuare a lucrare politicamente sul poco che resta della sua (disastrosa) eredit&agrave;,  e delle proprie ( residue) fortune, connesse a quella eredit&agrave;.<\/p>\n<p>La critica di  Paolo Ferrero a Bertinotti &egrave;, sotto questo profilo, emblematica.<\/p>\n<p>FAUSTO BERTINOTTI E PAOLO FERRERO:<br \/>\n<br \/>14 ANNI DI FEDELTA&#8217; E SCHERZI DELLA MEMORIA<\/p>\n<p>Il segretario Bertinotti ha una storia di 14 anni alla testa del PRC. In 14 anni non ha prodotto solo teorie balorde, tutte demolite impietosamente dalla realt&agrave; ( il &ldquo;movimento dei movimenti&rdquo; quale sostituto della classe operaia, la  fine dell&#8217;imperialismo e degli Stati nazionali, l&#8217;assimilazione di stalinismo e comunismo, la celebrazione metafisica della non violenza..) , tutte suggestioni devastanti  per la stessa formazione intellettuale di una giovane generazione d&#8217;avanguardia.  All&#8217;ombra di quelle teorie Bertinotti ha prodotto fatti, scelte politiche, concrete strategie che hanno ciclicamente subordinato il PRC agli avversari dei lavoratori e ai loro crimini sociali.<\/p>\n<p>L&#8217;ingresso nella maggioranza del primo governo Prodi ( 96\/98) trascin&ograve; il voto favorevole al lavoro interinale (pacchetto Treu), alla valanga di privatizzazioni, ai tagli sociali per l&#8217;adesione all&#8217;Euro, ai campi lager per i migranti ( legge Turco Napolitano sui CPT). L&#8217;ingresso nel secondo governo Prodi ( 2006\/2008) trascin&ograve; il voto favorevole alle missioni di guerra, all&#8217;aumento delle spese militari, alla detassazione massiccia dei profitti ( l&#8217;Ires pass&ograve; dal 34% al 27%!), alla continuit&agrave; della precarizzazione del lavoro ( mantenimento della legge 30).<br \/>\n<br \/> Domanda: dov&#8217;era Paolo Ferrero in quei.. 14 anni? Al fianco di Bertinotti. In veste di massimo scudiero di Bertinotti e di tutte le sue &ldquo;teorie&rdquo;, di massimo difensore delle sue peggiori scelte governiste contro la sinistra del partito. La conquista del ministero degli Affari sociali, in una maggioranza di governo che andava da Mastella a Turigliatto, fu la contropartita di questa lunga  compromissione e fedelt&agrave;. Pu&ograve; Ferrero oggi rimuovere tutto ci&ograve;? Pu&ograve; considerare (nel migliore dei casi )&ldquo;errori&rdquo;.. sulla via del socialismo i voti alle politiche dell&#8217;imperialismo italiano?<\/p>\n<p>Il PRC  non fu distrutto  dalle &ldquo;interviste&rdquo; salottiere di Bertinotti e neppure dalle sue &ldquo;teorie&rdquo;. Fu distrutto dalle politiche di Bertinotti (e Ferrero). Dalla loro collaborazione  con la borghesia italiana contro le ragioni del lavoro e dei giovani. Interviste e &ldquo;teorie&rdquo; furono solo la copertura ideologica  di quelle politiche. Che hanno privato il movimento operaio di un riferimento politico indipendente proprio al piede di partenza della pi&ugrave; grande crisi economica e sociale del capitalismo del dopoguerra. E le cui conseguenze, a cascata, sulla coscienza e sulle condizioni dei lavoratori segnano non poco la situazione presente della lotta di classe.<\/p>\n<p>L&#8217;unico soggetto che si oppose coerentemente a Bertinotti, che denunci&ograve; la natura della sua politica, che previde il disastro che preparava, fu l&#8217;opposizione interna al PRC di &ldquo;Progetto Comunista&rdquo;. Da cui nacque nel 2006\/2008 il Partito Comunista dei Lavoratori.  Questa verit&agrave; pu&ograve; essere al pi&ugrave; ignorata. Ma nessuno la potr&agrave; cancellare.<\/p>\n<p>L&#8217;&rdquo;UNITA&#8217; DEI COMUNISTI&rdquo;:<br \/>\n<br \/>FUORI E CONTRO SOCIALDEMOCRAZIA E STALINISMO<\/p>\n<p>Il PCL  lavora per unire i comunisti. Ma &ldquo;unire i comunisti&rdquo; ha un senso progressivo e una prospettiva se la base dell&#8217;unit&agrave; &egrave; il programma comunista e i principi del comunismo rivoluzionario. Diversamente l&#8217;unit&agrave; &egrave; una truffa senza futuro, che oltretutto prepara inevitabilmente nuove divisioni e frammentazioni. La vicenda di Rifondazione in grande, quella di tante altre formazioni e operazioni in piccolo ( in ultimo Sinistra Critica e Rossa..) stanno l&igrave; a dimostrarlo. &ldquo;Unire i comunisti&rdquo; nel nome di un simbolo, di un puro richiamo di valori,  o di mitologie movimentiste, significa in realt&agrave; disperderli, e spesso tradirli.  Se possibile in cambio di ministeri. Altrimenti in cambio  di assessori e alleanze di Centrosinistra. Come quelle che il PRC di Ferrero tuttora preserva ovunque pu&ograve; (dalla Liguria all&#8217;Umbria).<\/p>\n<p>Allo stesso modo non si possono &ldquo;unire i comunisti&rdquo; senza sciogliere il nodo dello stalinismo. Chi oggi attacca Bertinotti e il suo governismo sventolando la bandiera di Stalin non solo rimuove che fu proprio lo stalinismo  a legittimare la collaborazione ministeriale con la borghesia liberale (contro la tradizione di Lenin e dell&#8217;Ottobre), ma che nella stessa vicenda di Rifondazione la corrente pi&ugrave; governista fu proprio (guarda caso) quella di estrazione stalinista. Da Cossutta a Diliberto a Rizzo: che dopo aver nominato Bertinotti  Segretario del PRC ( &#8217;94), dopo aver votato tagli sociali e precarizzazione del lavoro a fianco di Bertinotti , dopo aver difeso Bertinotti ad ogni passo  contro.. l&#8217;opposizione dei &ldquo;trotskisti&rdquo;, giunsero a sostenere i bombardamenti su Belgrado del governo D&#8217;Alema  per salvaguardare  il ministero di &ldquo;Grazia e Giustizia&rdquo;. Salvo  finire poi col dividersi tra loro, dopo anni, nell&#8217;ora del naufragio. Chi inseguendo il ritorno nel centrosinistra , come Diliberto. Chi finendo col celebrare come &ldquo;socialismo&rdquo; il regime dinastico coreano di Kim il Sung -oggi esaltato da Razzi e Salvini- come Marco Rizzo. Uno spettacolo degradante da piccoli burocrati da fiera. Eredi di una grande tragedia, protagonisti di una piccola farsa.<\/p>\n<p>LA COSTRUZIONE DEL PCL<\/p>\n<p>Il PCL si &egrave; costruito fuori e contro tutto questo. Contro la socialdemocrazia, contro lo stalinismo, contro il triste cascame delle loro tradizioni e delle loro truffe.  Attorno a una morale di classe e al programma del marxismo rivoluzionario: quello che riconduce ogni lotta ad una alternativa di societ&agrave; e di potere in cui siano i lavoratori a comandare; quello della rivoluzione sociale e del governo dei lavoratori. Su questo programma e questi principi lavoriamo a raggruppare forze , costruire organizzazione, selezionare quadri, radicare presenza e intervento nei luoghi di lavoro e in ogni movimento di resistenza sociale.<\/p>\n<p>La crisi storica del capitalismo, il fallimento del riformismo in ogni sua variante, ripropongono pi&ugrave; che mai  la centralit&agrave; della costruzione del partito rivoluzionario e dell&#8217;internazionale rivoluzionaria. Questa &egrave; la nostra impresa. Chiediamo a tutti  i comunisti onesti, a tutti i militanti d&#8217;avanguardia, quale che sia la loro provenienza, di portare a questa impresa il proprio contributo.<\/p>\n<p>PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fausto Bertinotti ha coronato il proprio pensionamento politico proclamando il &ldquo;fallimento del comunismo&rdquo;, la superiorit&agrave; del liberalismo, la grandiosit&agrave; del Papato. 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