{"id":65052,"date":"2014-09-22T00:00:00","date_gmt":"2014-09-22T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2014\/09\/22\/scuola-renzi-va-alla-guerra\/"},"modified":"2014-09-22T00:00:00","modified_gmt":"2014-09-22T00:00:00","slug":"scuola-renzi-va-alla-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2014\/09\/22\/scuola-renzi-va-alla-guerra\/","title":{"rendered":"Scuola: Renzi va alla guerra"},"content":{"rendered":"<p>La scuola che vuole Renzi e il suo governo &egrave; la stessa che voleva Berlusconi. La sua politica di populismo propagandistico nasconde anche per questo settore un disegno liberista e reazionario che mai nessuno &egrave; finora riuscito ad imporre. Ci&ograve; che occorre, come sempre, &egrave; una lotta all&#8217;altezza dell&#8217;attacco.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2805_rif_scuola.jpg\" alt=\"2805_rif_scuola.jpg\" \/><br \/>\nLe cosiddette linee guida per l&#8217;ennesima controriforma della scuola sono contenute in un opuscolo di 136 pagine, il cui titolo &egrave; gi&agrave; tutto un programma: &ldquo;La buona scuola&rdquo;. Evidentemente, nel giudizio degli estensori, la scuola italiana &egrave; ancora una cattiva bambina che va prontamente rieducata.<\/p>\n<p>Premesso che gran parte di questo verbosissimo sproloquio &egrave; costituita da pure dichiarazioni di intenti, vaghe indicazioni di obbiettivi e fumose considerazioni sui metodi, soffermiamoci un momento ad analizzare i pi&ugrave; recenti fatti che l&#8217;anno preceduta, e che ne costituiscono le premesse.<\/p>\n<p>Come sappiamo, la perdurante crisi economica sta spingendo sempre di pi&ugrave; i conti dello Stato verso il baratro. Il debito pubblico viaggia spedito verso i 2.200 miliardi, la ripresa non si vede, il PIL non cresce, i consumi crollano, di far pagare chi non ha mai pagato non se ne parla nemmeno, la troika incombe&#8230; e quindi che cosa rimane da fare se non tagliare ancora la spesa pubblica, a partire da scuola e sanit&agrave;?<\/p>\n<p>Da queste semplici considerazioni &egrave; facile che capire che ancora una volta la &rdquo;linea guida&rdquo; &egrave; una sola, ed &egrave; la stessa delle riforme Berlinguer, Moratti e Gelmini: sopprimere posti, diminuire i salari, aumentare i carichi di lavoro.<br \/>\n<br \/>Naturalmente, come solitamente succede in questi casi, si &egrave; fatta precedere la riforma con dichiarazioni &ldquo;terroristiche&rdquo;: fra giugno e agosto, nel corso di interviste, tweet e dichiarazioni pubbliche, il sottosegretario Reggi e la ministra Giannini sono arrivati a paventare il raddoppio delle ore di lezione a parit&agrave; di stipendio per i professori, la eliminazione delle ferie, la libert&agrave; di licenziare e assumere da parte dei Presidi e cento altre amenit&agrave; del genere.<br \/>\n<br \/>&Egrave; un trucco vecchio come il mondo, in molti libri di scienze delle finanze gli vengono dedicati persino dei paragrafi: quando un governo vuole prendere provvedimenti che vanno a peggiorare la situazione economica di una certa categoria di cittadini, &egrave; bene che preventivamente faccia circolare voci volte a prefigurare gli scenari peggiori immaginabili, di modo che quando poi la riforma effettivamente voluta sar&agrave; presentata, apparir&agrave; come &ldquo;meno peggio&rdquo; rispetto a quella temuta, e i cittadini colpiti la accoglieranno quasi con rassegnazione, se non addirittura con soddisfazione: &ldquo;pensavo peggio!&rdquo;<\/p>\n<p>Il fatto &egrave; che questa riforma, per adesso solo annunciata, &egrave; un &ldquo;meno peggio&rdquo; che di peggioramenti delle condizioni di lavoro, della qualit&agrave; della didattica e della democrazia interna alla scuola ne contiene eccome.<br \/>\n<br \/>L&#8217;unico aspetto apparentemente positivo, che serve a coprire sotto il silenzio tutto il resto, &egrave; l&#8217;annunciata (anche in questo caso solo annunciata) regolarizzazione e assunzione a tempo indeterminato di 150.000 precari.<br \/>\n<br \/>Per prima cosa diciamo subito che la stabilizzazione dei precari storici &egrave; gi&agrave; stata imposta all&#8217;Italia dalla Corte di giustizia europea, e che gi&agrave; fioccano le sentenze di giudici che condannano il MIUR a risarcimenti per centinaia di migliaia di euro. Quindi l&#8217;assunzione di questi lavoratori &egrave; un atto dovuto, ed era un atto dovuto inserirlo nel documento della riforma. Il problema &egrave; che non viene indicato da nessuna parte dove si prenderanno i tre miliardi di euro che servono, ed &egrave; opinione comune che, finita l&#8217;epoca degli annunci, il numero degli assunti sar&agrave; molto inferiore, e finir&agrave; per uguagliare quello dei pensionamenti avvenuti nel frattempo.<\/p>\n<p>Il resto del documento, poi, contiene una serie di preannunciati attacchi ai diritti dei lavoratori che fino ad oggi nessuno, comprese Moratti e Gelmini, si era mai sognato di sferrare.<br \/>\n<br \/>Si parla espressamente di un aumento dell&#8217;orario di lavoro, con l&#8217;obbligo per i docenti di &ldquo;regalare&rdquo; ore a disposizione per supplire i colleghi assenti, cos&igrave; da non dover assumere supplenti temporanei. Si eliminano definitivamente gli scatti legati all&#8217;anzianit&agrave;, sostituendoli con una indegna lotteria che ogni tre anni dovrebbe premiare i docenti pi&ugrave; &ldquo;meritevoli&rdquo;, peraltro con una somma irrisoria. E stiamo parlando di una categoria di lavoratori con un contratto scaduto da cinque anni e ai quali sono stati scippati gli scatti gi&agrave; maturati da anni e anni, dei quali non parla pi&ugrave; nessuno!<br \/>\n<br \/>Si prefigura una ridefinizione degli organi collegiali della scuola, con uno svuotamento pressoch&eacute; totale delle competenze del Collegio docenti, con l&#8217;ingresso di privati nel Consiglio di Istituto, con l&#8217;aumento del potere dei dirigenti. Basti dire che Valentina Aprea e Maria Stella Gelmini cantano, giustamente, vittoria: &ldquo;&egrave; la riforma che avremmo voluto fare noi!&rdquo;<\/p>\n<p>Nelle 136 pagine del documento c&#8217;&egrave; altro ancora, ma non sembra il caso di scendere ulteriormente in particolari. Ora spetta ai lavoratori della scuola e agli studenti organizzarsi e mobilitarsi contro questa vera e propria aggressione alla scuola pubblica italiana. Il nemico gode dell&#8217;appoggio dei poteri forti, come sappiamo, ma non appare invincibile.<\/p>\n<p>Il &ldquo;metodo Renzi&rdquo;, sempre pi&ugrave; simile al &ldquo;metodo Marchionne&rdquo;, impone al Primo Ministro di bypassare i sindacati, presentandosi come l&#8217;eroe popolare, il Bonaparte che far&agrave; assumere tanti giovani e polverizzer&agrave; i &ldquo;privilegi&rdquo; dei lavoratori. Ma, nonostante gli appoggi mediatici di cui gode e le sue qualit&agrave; di comunicatore, all&#8217;interno del mondo della scuola non sembra aver convinto nessuno.<br \/>\n<br \/>I sindacati confederali sentono franare il terreno sotto i piedi, e qualcosa dovranno pur cercare di dire e di fare, ma il problema che pi&ugrave; preoccupa Renzi &egrave; che il mondo della scuola, fra docenti di ruolo, supplenti, ATA, studenti e genitori organizzati, rappresenta un parte consistente del suo zoccolo duro elettorale, e lui lo sa bene. La ministra di Scelta Civica non sembra possedere le qualit&agrave; adatte per far passare una riforma che pi&ugrave; la si conosce pi&ugrave; appare indigeribile, e gi&agrave; si vocifera di una sua sostituzione con un nuovo ministro targato PD.<br \/>\n<br \/>Insomma, &egrave; questo il momento di organizzarsi e dare il via a una grande mobilitazione contro la controriforma Renzi-Gelmini. Il PCL &egrave; e sar&agrave; a fianco dei lavoratori della scuola e degli studenti in questa lotta fondamentale per la difesa della scuola pubblica, della libert&agrave; di insegnamento, della democrazia all&#8217;interno delle aule!<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori &#8211; Commissione scuola e universit&agrave;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scuola che vuole Renzi e il suo governo &egrave; la stessa che voleva Berlusconi. La sua politica di populismo propagandistico nasconde anche per questo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-65052","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65052","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65052"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65052\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65052"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65052"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65052"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}