{"id":65060,"date":"2014-09-26T00:00:00","date_gmt":"2014-09-26T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2014\/09\/26\/alla-direzione-della-cgil-e-della-fiomper-una-svolta-radicale-del-movimento-operaio-contro-il-renzismo\/"},"modified":"2014-09-26T00:00:00","modified_gmt":"2014-09-26T00:00:00","slug":"alla-direzione-della-cgil-e-della-fiomper-una-svolta-radicale-del-movimento-operaio-contro-il-renzismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2014\/09\/26\/alla-direzione-della-cgil-e-della-fiomper-una-svolta-radicale-del-movimento-operaio-contro-il-renzismo\/","title":{"rendered":"ALLA  DIREZIONE  DELLA  CGIL  E  DELLA  FIOM:\n<br>PER UNA SVOLTA RADICALE DEL MOVIMENTO OPERAIO CONTRO IL RENZISMO."},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2772_image.jpg\" alt=\"2772_image.jpg\" \/><br \/>\nALLA  DIREZIONE  DELLA  CGIL  E  DELLA  FIOM:<br \/>\n<br \/>PER UNA SVOLTA RADICALE DEL MOVIMENTO OPERAIO CONTRO IL RENZISMO.<\/p>\n<p>Il senso di questa lettera pubblica &egrave; molto semplice. Siamo in presenza di una svolta politica reazionaria. Voi siete di fatto la direzione maggioritaria del movimento operaio italiano. La vostra responsabilit&agrave; &egrave; politica, non solo sindacale, tanto pi&ugrave; a fronte della crisi verticale della sinistra politica italiana.  Noi pensiamo che le vostre scelte di fondo di lungo corso, in forme e con ruoli diversi, abbiano favorito in misura decisiva la deriva in corso. Per questo rivendichiamo una svolta radicale di indirizzo, capace  di trarre un bilancio di verit&agrave; e di affrontare un livello di scontro politico e sociale per molti aspetti nuovo. Senza una svolta di indirizzo, finirete complici  di una disfatta del movimento operaio e di un successo reazionario. Che colpir&agrave; la stessa CGIL e la FIOM.<\/p>\n<p>MATTEO RENZI, FRA THATCHER E BONAPARTE<\/p>\n<p>La situazione politica e sociale italiana &egrave; segnata sempre pi&ugrave; pesantemente da un corso politico reazionario. Il governo Renzi non &egrave; la semplice continuit&agrave; dei governi Monti e Letta. Incarna una tendenza bonapartista alla concentrazione dei poteri nelle mani del premier con ampie ricadute sull&#8217;intero sistema delle relazioni sociali, politiche, istituzionali.<\/p>\n<p> Il nuovo populismo di governo cerca la relazione diretta con la cosiddetta &ldquo;opinione pubblica&rdquo; fuori e contro le forme tradizionali della rappresentanza. Da un lato droga il senso comune con una recitazione d&#8217;immagine totalmente falsa che riprende in forma diversa il canovaccio del berlusconismo come di ogni populismo reazionario ( nuovo contro vecchio, futuro contro passato, giovani contro anziani, cittadini contro politici , sognatori contro burocrati..); dall&#8217;altro usa il consenso drogato, cos&igrave; costruito, come randello contro il movimento operaio , i suoi diritti, le sue organizzazioni.<\/p>\n<p>L&#8217;operazione elettorale truffa degli 80 euro, messi a carico dei beneficiari, ha coperto e copre un ulteriore salto devastante sul terreno della precarizzazione del lavoro ( dal decreto Poletti allo smantellamento definitivo dell&#8217;articolo 18), col sostegno entusiasta di Sacconi e Berlusconi.<br \/>\n<br \/>La campagna d&#8217;immagine sulla &ldquo;buona scuola&rdquo;, copre un passo avanti ulteriore nella  privatizzazione strisciante dell&#8217;istruzione pubblica, col plauso  pubblico di Gelmini e di Aprea.<br \/>\n<br \/>La &ldquo;riforma della pubblica amministrazione&rdquo; maschera tagli ulteriori di decine di miliardi sulla spesa sociale,  la continuit&agrave; del blocco contrattuale per milioni di lavoratori , scelte discriminatorie e antisindacali in linea con Brunetta e con l&#8217;ammirazione di Brunetta.<\/p>\n<p>Intanto i sindacati, a partire dalla CGIL, diventano bersaglio di una campagna pubblica sprezzante, e persino di irrisione, da parte del Presidente del Consiglio: che punta a fare della contrapposizione al sindacato una leva  del proprio richiamo popolare. Mentre avanza un disegno reazionario di riforma elettorale e istituzionale- pattuito tra Renzi e Berlusconi- senza precedenti nella storia della Repubblica.<\/p>\n<p>LE VOSTRE RESPONSABILITA&#8217;.<\/p>\n<p>L&#8217;avanzata di questo populismo di governo chiama in causa le vostre responsabilit&agrave;.<\/p>\n<p>Gli 80 euro hanno brillato agli occhi di tanti lavoratori in misura proporzionale alla svendita per tanti anni dei loro interessi e all&#8217;assenza di una azione reale di mobilitazione contro le politiche dominanti e contro il padronato.<\/p>\n<p>Prima la compromissione del gruppo dirigente CGIL nelle politiche di sacrifici del governo Prodi, in compagnia di tutta la sinistra politica italiana ( riduzione dell&#8217;Ires sui profitti di banche e imprese, precarizzazione del lavoro, riduzione del cuneo fiscale tutto a vantaggio dei padroni); poi la  sua volont&agrave; di subordinare l&#8217;opposizione di massa antiberlusconiana alla riproposizione ( fallita) del centrosinistra, col risultato di disperderne potenzialit&agrave; e radicalit&agrave;; poi la sua sottomissione passiva alla macelleria di Monti contro lavoro e pensioni, in omaggio al patto con Bersani e in obbedienza a Napolitano e alla UE;  parallelamente la politica di blocco con Confindustria sulla derogabilit&agrave; dei contratti e sulla incontestabilit&agrave; dei contratti in deroga, quale sponda auspicata e fallita di un nuovo patto di centrosinistra: l&#8217;insieme di queste scelte della CGIL ha non solo rappresentato una sconfessione  delle ragioni del lavoro negli anni cruciali della grande crisi capitalista , ma un fattore decisivo di demoralizzazione, disgregazione, passivizzazione sociale, arretramento e confusione della coscienza politica di milioni di lavoratori. Il populismo reazionario ha pescato a piene mani proprio in questo arretramento, sia nella variante reazionario plebiscitaria del grillismo, sia in quella bonapartista del renzismo.  <\/p>\n<p>La FIOM ha in parte contrastato questa politica, in contrapposizione a Marchionne e a Monti. Ma non ha indicato un&#8217;alternativa di linea sul terreno dell&#8217;azione di massa e della sua prospettiva. E ha finito col rispondere alla propria sconfitta sindacale prima col tentativo di una ricomposizione pattizia con la maggioranza CGIL, poi con una spregiudicata apertura di credito verso Renzi contro i vertici CGIL. Nella ricerca  ostentata ( e grave) di un asse diretto concertativo col Capo di un governo antisindacale. La copertura di CGIL e FIOM all&#8217;operazione truffa degli 80 euro ha rappresentato, con logiche diverse, una comune politica subalterna contro un principio elementare di verit&agrave;. E un ulteriore fattore di confusione della coscienza di classe a vantaggio del populismo di governo, e della sua marcia contro il lavoro. Il fatto che l&#8217;infame decreto Poletti sia passato senza il contrasto di una sola ora di sciopero dietro la bandiera degli 80 euro, rappresenta una enormit&agrave;. Ma anche la misura di una vostra politica disarmante.<\/p>\n<p>PER UNA RISPOSTA PROPORZIONALE ALL&#8217;ATTACCO<br \/>\n<br \/>PER UN&#8217;ALTRA DIREZIONE DEL MOVIMENTO OPERAIO<\/p>\n<p>Il punto &egrave; che queste vostre politiche sono fallite. Non &egrave; un punto di critica, &egrave; un dato obiettivo. Il rullo compressore del renzismo avanza non solo contro i lavoratori ma anche contro di voi. L&#8217;aggressione finale contro l&#8217;articolo 18, in aperta sfida al movimento operaio e sindacale, torna ad essere la linea di raggruppamento dell&#8217;intero fronte padronale. Di pi&ugrave;: Renzi fa dell&#8217;attacco frontale all&#8217;articolo 18 la bandiera della propria credibilit&agrave; internazionale di uomo di rottura e sfondamento contro il movimento operaio e i sindacati. Siamo a un thatcherismo in versione populista, e per questo tanto pi&ugrave; minaccioso.<\/p>\n<p>E&#8217; l&#8217;ora di una risposta proporzionale all&#8217;attacco.<\/p>\n<p>Le politiche di attesa &ldquo;critica&rdquo; o di ammiccamento equivoco vanno definitivamente archiviate. Ogni ipotesi di subordinazione alla dialettica interna al PD, in una logica di alleanza con i liberali della vecchia guardia contro i nuovi reazionari, non porterebbe da nessuna parte. Non sar&agrave; Massimo D&#8217;Alema, gi&agrave; guida in altre stagioni dell&#8217;attacco contro i lavoratori, la ciambella di salvataggio del movimento operaio italiano. Non sar&agrave; Stefano Fassina, gi&agrave; ministro del governo Letta e delle politiche di austerit&agrave;, la clausola di salvaguardia della CGIL e tanto meno dei lavoratori. Ogni ennesima ricerca di un nuovo centrosinistra sarebbe al tempo stesso, tanto pi&ugrave; oggi, subalterna e velleitaria. L&#8217;unica sua conseguenza concreta sarebbe la rimozione della mobilitazione di massa, a tutto vantaggio di Renzi (e di Grillo).<\/p>\n<p>&ldquo;Alla guerra occorre andare come alla guerra&rdquo;. Renzi ha dichiarato guerra al movimento operaio e ai sindacati riunendo attorno a s&eacute; il fronte padronale. Il movimento operaio dichiari guerra al renzismo unendo attorno a s&eacute; &#8211; attorno ad una propria piattaforma di lotta indipendente &#8211; il grosso dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati, della popolazione povera del Paese. Non bastano appuntamenti di contestazione simbolica delle misure del governo, per di pi&ugrave; eventualmente divisi e concorrenziali fra loro. E&#8217; necessario unire le forze in uno scontro vero e prolungato. Il PCL, i suoi militanti e attivisti sindacali, si battono da anni per una svolta unitaria e radicale dell&#8217;azione di lotta del movimento operaio , ponendo questa esigenza in ogni lotta, in ogni sindacato di classe,  in ogni occasione di confronto . Tanto pi&ugrave; lo facciamo e lo faremo pubblicamente in questo momento cruciale della lotta di classe in Italia e in Europa.<\/p>\n<p>Su di voi ricade una responsabilit&agrave; enorme.<br \/>\n<br \/>Su di noi quella di batterci fra i lavoratori e in ogni lotta per un&#8217;altra direzione del movimento operaio e sindacale, coerentemente classista e anticapitalista. La costruzione di un partito rivoluzionario, radicato nell&#8217;avanguardia della classe lavoratrice, &egrave; parte decisiva di questa battaglia.<\/p>\n<p>PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ALLA DIREZIONE DELLA CGIL E DELLA FIOM: PER UNA SVOLTA RADICALE DEL MOVIMENTO OPERAIO CONTRO IL RENZISMO. 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