{"id":65077,"date":"2014-10-08T00:00:00","date_gmt":"2014-10-08T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2014\/10\/08\/il-sol-dellavvenire\/"},"modified":"2014-10-08T00:00:00","modified_gmt":"2014-10-08T00:00:00","slug":"il-sol-dellavvenire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2014\/10\/08\/il-sol-dellavvenire\/","title":{"rendered":"Il sol dell&#8217;avvenire"},"content":{"rendered":"<p>Il capitalismo &egrave; per sua natura intrinsecamente violento. Per asservire l&rsquo;umanit&agrave; e derubarla di ci&ograve; che produce ha bisogno costantemente di annientarne la volont&agrave; negandogli la possibilit&agrave; di progredire in armonia con i suoi simili e con l&rsquo;ambiente in cui vive. A questo scopo si &egrave; dato un apparato di controllo via via sempre pi&ugrave; efficace nel terrorizzare, annichilire e, quindi, asservire la classe dominata: lo Stato, che con le sue propaggini apparentemente estranee ad un agire di lotta finalizzato ad affermare il principio del dominio dell&rsquo;uomo sull&rsquo;uomo (istituzioni politiche piuttosto che apparato burocratico), ma in realt&agrave; assolutamente funzionale ed esiziale alla Guerra di Classe che la borghesia conduce contro il proletariato. Guerra che esiste nelle sue forme palesemente manifeste e non: manifeste nella figura militare dello &ldquo;sbirro&rdquo; e del carcere, e dunque nella repressione vera e propria, o occultate nelle forme legislative della democrazia borghese, come la legiferazione sul lavoro il cui effetto pi&ugrave; evidente &egrave; la disgregazione contrattuale che divide in pi&ugrave; parti i lavoratori in base alla tipologia di contratto a cui devono sottostare. Ad una analisi critica pi&ugrave; attenta le forme di aggressione meno palesi risultano essere quelle pi&ugrave; efficaci nella realizzazione del controllo sociale ed ideologico e, paradossalmente, pi&ugrave; violente perch&eacute; colpiscono senza dare ai lavoratori nessuna possibilit&agrave; di difendersi! Noi avanguardie riteniamo altres&igrave; una violenza inaudita quella che, attraverso l&rsquo;intero blocco mass-mediatico schierato dalla parte del capitalismo, opera nella mente di ogni singolo individuo scavalcandone la coscienza critica ed instillandone nell&rsquo;inconscio il bisogno effimero della &ldquo;necessit&agrave;&rdquo;, annichilendone di fatto il bisogno concreto ed umano di &ldquo;Libert&agrave;&rdquo;, creando dei desideri assolutamente falsi, veri e propri feticci, il cui scopo polivalente &egrave; quello di indurre a consumi crescenti, alla conservazione del profitto garantito, al controllo totale delle coscienze: in breve al totale asservimento della stragrande maggioranza della popolazione a favore di oligarchie minoritarie. Con fermezza ribadiamo che questo &egrave; il vero volto della democrazia borghese! Per chiarezza, da comunisti che si pongono coscientemente lo scopo dell&rsquo;abbattimento dello stato di cose presenti l&rsquo;ultima e definitiva forma di lotta &egrave; la Rivoluzione Sociale perch&eacute; mai il comando del Capitale rinuncer&agrave; all&rsquo;espropriazione della vita degli esseri viventi: mai il Capitale per sua natura, tipica di ogni potere assoluto, rinuncer&agrave; a sfruttare l&rsquo;umanit&agrave;! Mai la borghesia rinuncer&agrave; alle sue prerogative di classe criminogena continuando ad estorcerle con brutalit&agrave; e violenza: pensarlo e mera utopia, idealismo da salotto sconnesso dalla realt&agrave;. Consci che i meccanismi sociali prescindono dalla volont&agrave; dei singoli, riteniamo che anche e soprattutto la costituzione della &ldquo;Milizia Proletaria&rdquo; praticante la Guerra Sociale resta uno degli scopi primari delle avanguardie rivoluzionarie. Fatta questa premessa il problema diventa &ldquo;del come e del quando&rdquo;. Se, a livello puramente teorico, l&rsquo;insurrezione proletaria &egrave; all&rsquo;ordine del giorno nei fatti non &egrave; praticabile in questa fase storica. Nel luglio del 1917 il proletariato di Pietrogrado fece un &ldquo;Vyshuplennie&rdquo; (manifestazione armata)per scatenare l&rsquo;insurrezione nonostante il parere contrario del partito bolscevico e fu sconfitto. Nell&rsquo;ottobre dello stesso anno lo stesso proletariato guidato da Lenin scatener&agrave; la vincente Rivoluzione. Questo &egrave; uno dei tanti esempi storici. Lenin scriver&agrave; che i comunisti devono rimanere legati alle masse di cui ne sono avanguardie militanti senza fare fughe in avanti rispetto al livello di coscienza del proletariato per non rimanere isolati e sconfitti. Lo scopo dei comunisti &egrave; creare coscienza rivoluzionaria in un processo di crescita dialettico. Questo &egrave; oggettivit&agrave;, la soggettivit&agrave; sarebbe confondere il bisogno delle avanguardie con quello di tutto il proletariato che va educato e fatto crescere alla Rivoluzione. L&rsquo;alternativa e l&rsquo;isolamento e conseguentemente la sconfitta come &egrave; successo con le formazioni combattenti degli anni &rsquo;80. Esse hanno perso quando il livello dello scontro, che da un certo momento in poi hanno praticato, non era pi&ugrave; condivisibile dal proletariato di per s&eacute; gi&agrave; battuto nelle sua progettualit&agrave; antagonista. Oggi, vista la tremenda condizione di arretramento del livello di coscienza della massa dei lavoratori determinato da decenni di sconfitte operate dell&rsquo;ex PCI e suoi successori, da un lato, e, dall&rsquo;altro, dalla oggettiva incapacit&agrave; dei rivoluzionari di imporre la loro egemonia, c&rsquo;&egrave; da pensare a nuove forme di lotta che portino alla rottura sovversiva come necessit&agrave; della Classe. Assodato il fatto che non esistono modalit&agrave; astratte o libresche di scontro sociale, ma che la lotta si attua sul campo partendo dai rapporti di forza esistenti per forzarli e costruirne di nuovi, come avanguardie riteniamo che le forme di lotta, che il movimento si d&agrave;, di volta in volta, senza tab&ugrave; o miti dogmatici, abbiano valore puramente tattico, un tatticismo intergrato in una strategia pi&ugrave; ampia e partecipata da tutti i soggetti realmente antagonisti. Riteniamo che, tatticamente, i modelli di lotta, di conflitto, debbano essere determinati dal livello di coscienza delle masse perch&eacute; possano essere funzionali al reale ed efficaci da un punto di vista strategico. Nel concreto non esiste nessuna pregiudiziale verso la &ldquo;violenza&rdquo; ( il Capitale la applica oltre ogni dire) o la &ldquo;non violenza&rdquo;, ma esistono, appunto, solo scelte &ldquo;tattiche&rdquo; funzionali allo sviluppo del conflitto: l&rsquo;alternativa non &egrave; tra il mitra o la resistenza passiva, ma tra ci&ograve; che serve ed &egrave; compreso dalle masse in un dato momento storico. Scelta utilitaristica che nulla esclude, scelta dovuta all&rsquo;immaginazione e alla simbiosi tra le avanguardie e le masse, tra il &ldquo;dove siamo&rdquo; e il &ldquo;dove e come ci andiamo&rdquo;. Scelta in cui &egrave; giusto ci&ograve; che &egrave; funzionale, azioni che colpiscano l&rsquo;immaginario collettivo e di cui ne siano espressione, che creino leggende possibili e condivisibili, che incendino le metropoli, ingrigite dalla servit&ugrave; del potere borghese, con i centomila fuochi della Rivolta accesi dalla creativit&agrave; della Classe ed intorno ai quali si aggrega ed unisce tutto ci&ograve; che altero rispetto al Dominio, perseguendo un progetto politico alto: sovvertire lo Stato capitalista e borghese.<\/p>\n<p>PCL Parma sez. Frida Kahlo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il capitalismo &egrave; per sua natura intrinsecamente violento. 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