{"id":65144,"date":"2014-11-24T00:00:00","date_gmt":"2014-11-24T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2014\/11\/24\/electrolux-una-lotta-operaia-svenduta-dalla-burocrazia-sindacale\/"},"modified":"2014-11-24T00:00:00","modified_gmt":"2014-11-24T00:00:00","slug":"electrolux-una-lotta-operaia-svenduta-dalla-burocrazia-sindacale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2014\/11\/24\/electrolux-una-lotta-operaia-svenduta-dalla-burocrazia-sindacale\/","title":{"rendered":"ELECTROLUX: UNA LOTTA OPERAIA SVENDUTA DALLA BUROCRAZIA SINDACALE"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;Electrolux &egrave; la seconda azienda pi&ugrave; grande del mondo (dopo la Whirpool) nel campo degli elettrodomestici: colosso multinazionale svedese, ha 22 stabilimenti in Europa, circa 13 miliardi di euro di fatturato annuo e circa 60.000 dipendenti. Di questi, diverse migliaia si trovano in Italia nei 5 stabilimenti di Solaro, Pordenone, Porcia, Susegana, Forl&igrave;.<br \/>\n<br \/>All&#8217;inizio del 2013, nonostante il quadro generale di espansione dell&#8217;azienda, con migliaia di assunzioni fra 2001 e 2012, l&#8217;Electrolux ha messo seriamente in questione la produzione negli stabilimenti italiani, prospettando una forte riduzione della sua presenza, in particolare a Porcia, Susegana e Solaro. L&#8217;intenzione era quella di delocalizzare altrove, perlopi&ugrave; in Polonia e in Ungheria. Electrolux decise di avviare un&#8217;analisi per singola linea di prodotto, arrivando alla conclusione che le sue produzioni italiane non erano competitive con le stesse produzioni realizzate nell&#8217;Europa orientale; da ci&ograve; ricavava un piano di tagli che prevedeva la riduzione del personale impiegatizio (200) e dei rami di ricerca e struttura commerciale, il trasferimento di parte della produzione delle lavastoviglie fatte a Solaro e dei frigoriferi fatti a Susegana. Ci&ograve; significava il licenziamento di 461 tra operai e impiegati oltre a 1.100 lavoratori con contratto di solidariet&agrave;. I numeri dell&#8217;offensiva 2013 erano la conseguenza logica degli attacchi in corso dal 2010 che avevano sempre al centro diminuzioni del salario, esuberi e disinvestimento.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio del 2014 si arriv&ograve; addirittura ad ipotizzare tagli del 20% del salario. Quando, a febbraio, dopo che i sindacati non si erano opposti alla diminuzione della produzione, si presentarono i camion per portarsi via i macchinari, part&igrave; una lotta operaia, con picchetti e blocco delle merci in uscita. A Forl&igrave;, in particolare, gli operai si organizzarono per scioperare immediatamente e presidiarono la fabbrica per due mesi. La burocrazia della FIOM, sindacato egemone nello stabilimento, fece da subito di tutto per prendere il controllo della lotta e neutralizzarla in vista dell&#8217;accordo con i padroni; accordo che arriv&ograve;, votato dalla maggioranza dei dipendenti su pressione dei sindacati, che prevedeva: la riduzione del 50% della pausa aggiuntiva nello stabilimento di Porcia avuta in un precedente accordo sulla massimazione dei ritmi; la riduzione di oltre 60% dei permessi sindacali; aumenti dei ritmi gi&agrave; definiti dall&#8217;azienda gi&agrave; portati al limite in questi ultimi anni, per gli stabilimenti di Forl&igrave; e Solaro in particolare di un 15% circa per alcuni reparti &#8211; aumenti che permettono di poter avere la stessa produzione di 8 ore nelle 6 ore di lavoro previste dall&#8217;incentivo dell&#8217;accordo. S&igrave;, perch&eacute; venivano ritirati i licenziamenti a fronte della possibilit&agrave; di mettere sotto contratto di solidariet&agrave; gli operai. Tutto questo senza nemmeno la contropartita di un vero piano industriale, visto che l&#8217;accordo durer&agrave; fino al 2017 e nulla &egrave; stato detto di ci&ograve; che dovr&agrave; succedere dopo.<\/p>\n<p>La cosa grave &egrave; che, se da una parte i sindacati hanno gridato vittoria quando invece la sconfitta era palese (e non poteva essere altrimenti, quando la priorit&agrave; &egrave; cercare un accordo che vada bene innazitutto ai padroni), l&#8217;intero arco delle forze politiche ha di fatto sostenuto l&#8217;accordo e l&#8217;attacco dei padroni contro gli operai: il presidio di Forl&igrave; si trasform&ograve; in una platea per comizi elettorali (erano in vista le comunali), specie per gli esponenti del PD, lo stesso partito che, da quando esiste, ha sempre fatto la politica degli industriali e dei banchieri, non certo dei lavoratori.<br \/>\n<br \/>In quell&#8217;occasione emerse con chiarezza anche la vera natura del Movimento 5 Stelle di Grillo, che assunse subito la logica dei padroni lamentandosi dell&#8217;eccessivo costo del lavoro in Italia &ndash; insomma il profitto viene prima di tutto, dei diritti sindacali degli operai come del loro bisogno di vivere decentemente. La soluzione grillina dava risposte concrete: tagliare l&#8217;IRAP, cio&egrave; tagliare le tasse ai padroni! E agli operai? Arrangiatevi!<\/p>\n<p>Non a caso, la Confindustria e il suo presidente Squinzi furono entusiasti dell&#8217;accordo e del comportamento dei sindacati confederali che, alla richiesta di straordinari il sabato, non si arrischiarono mai nemmeno di minacciare di fare saltare il tavolo e di portare avanti la lotta, mentre si assicuravano di emarginare il sindacato di base CUB che, pur essendo il sindacato maggiormente rappresentativo all&rsquo;interno della fabbrica di Solaro, sulla base degli accordi nazionali siglati fra Confindustria e CGIL-CISL-UIL e subito recepiti da Electrolux, non veniva riconosciuto come controparte dalla direzione della multinazionale.<\/p>\n<p>PCL Romagna sez. Domenico Maltoni<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Electrolux &egrave; la seconda azienda pi&ugrave; grande del mondo (dopo la Whirpool) nel campo degli elettrodomestici: colosso multinazionale svedese, ha 22 stabilimenti in Europa, circa&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[],"class_list":["post-65144","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-dalle-sezioni-del-pcl","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65144","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65144"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65144\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65144"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65144"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65144"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}