{"id":65146,"date":"2014-11-24T00:00:00","date_gmt":"2014-11-24T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2014\/11\/24\/titan-electrolux-2-la-vendetta\/"},"modified":"2014-11-24T00:00:00","modified_gmt":"2014-11-24T00:00:00","slug":"titan-electrolux-2-la-vendetta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2014\/11\/24\/titan-electrolux-2-la-vendetta\/","title":{"rendered":"TITAN : ELECTROLUX 2 &#8211; LA VENDETTA"},"content":{"rendered":"<p>La tattica di Marchionne dell&#8217;attacco generale in FIAT modellato stabilimento per stabilimento, ripresa dalla stessa Electrolux e che non trov&ograve; a suo tempo nessun&#8217;opposizione reale n&eacute; dalla FIOM n&eacute; degli altri sindacati confederali, &egrave; stata usata anche dalla Titan per disinvestire in Italia e spostare altrove la produzione (dove le merci costano meno, dove i lavoratori vivono in condizioni peggiori &ndash; vedi minor salario!). In particolare, da oltre quattro anni l&#8217;azienda ha deciso di chiudere lo stabilimento di Crespellano, fuori Bologna, che conta ora 186 operai che producono freni e dischi per macchinari agricoli. Negli ultimissimi mesi, la Titan ha sferrato l&#8217;attacco finale: lettera di licenziamento a tutti i dipendenti, annuncio di chiusura dello stabilimento. Se gli operai hanno subito agito di conseguenza bloccando le merci e presidiando l&#8217;azienda per non far portare via i macchinari, la FIOM (a cui sono iscritti quasi tutti gli operai dello stabilimento) ha da subito cercato l&#8217;accordo, la concertazione coi padroni, arrivando a ignorare le indicazioni e il piano di ristrutturazione degli operai e entrando subito nell&#8217;ottica della chiusura dello stabilimento. Ci&ograve; ha portato alla firma di un accordo, teoricamente definitivo (con 111 s&igrave; [tra cui i dirigenti e quasi tutti gli impiegati], 58 no e diversi astenuti) , che costringe 85 operai alla mobilit&agrave; &#8220;volontaria&#8221; con 45.000 euro lordi se si accetta subito, o 30.000 se ci si pensa  su (sul proprio destino!) per oltre un mese; altri dovranno spostarsi allo stabilimento di Finale Emilia (coi relativi disagi dei 40 km di distanza) &ndash; peccato che sono stati annunciati esuberi anche per Finale Emilia! Di fronte a questa minaccia, anzich&eacute; lavorare per unire gli stabilimenti in un&#8217;unica lotta che sarebbe stata pi&ugrave; incisiva, i sindacati a Finale sono stati immobili sperando nella clemenza dei padroni, che &egrave; come chiedere clemenza a degli squali che ti hanno gi&agrave; tra la fauci.<\/p>\n<p>Anche la Titan &egrave; una multinazionale importante, prima nel suo settore in Europa. In particolare, gli stabilimenti di Titan Italia fanno capo a Titan Europe, che controlla decine di stabilimenti in tutti i continenti, e che dipende da Titan Internation, cio&egrave; alla sede americana che possiede anche parte della Goodyear. L&#8217;anno scorso il boss della Titan International, Maurice Taylor, si lament&ograve; di quanto fossero improduttivi i lavoratori francesi e disse che per lui era conveniente, piuttosto che investire in Francia, assumere operai in Cina o India dove &#8220;li pu&ograve; pagare meno di un euro all&#8217;ora&#8221;. Ecco cosa importa all&#8217;azienda della vita e della dignit&agrave; dei suoi operai!<\/p>\n<p>L&#8217;interesse della Titan come di qualsiasi altra azienda sta nel fare profitti, e qui sta il problema: le vendite della Titan International nel 2014 sono circa un decimo in meno di quelle del 2013: questo per&ograve; non ha nessuna proporzione con il licenziamento di centinaia di operai a Crespellano in pochi anni. Quello che &egrave; calato di pi&ugrave; &egrave; il guadagno: da 150 a 68 milioni di dollari nel secondo e terzo trimestre rispettivamente del 2013 e del 2014. Il profitto netto da spartirsi, e questo interessa ai padroni e agli azionisti, &egrave; passato da 21 milioni di dollari a &#8220;soli&#8221; (poverini!) 11 milioni di dollari che lor signori hanno intascato il 30 settembre scorso! Capite che questa differenza i padroni non la vogliono tirare fuori di tasca loro: la vogliono far tirare fuori a voi, coi sacrifici, con i soldi pubblici, con gli ammortizzatori sociali, con le riduzioni di salario (e questo, lo dice l&#8217;azienda stessa sul suo sito, l&#8217;hanno fatto proprio quest&#8217;anno con gli operai di Titan Russia) e, come se questo non fosse gi&agrave; troppo, via coi licenziamenti! Sapete quanti lavoratori aveva Titan Russia a gennaio? 2300. Ecco, la Titan vuole arrivare a quota 1000 (non mille in meno, mille in tutto!) per il prossimo gennaio. Cosa impedisce di credere che non possano fare cose del genere in Italia? Perch&eacute; siamo i pi&ugrave; belli?<br \/>\n<br \/>Insomma, la morale &egrave; questa: &egrave; calata la domanda? Le conseguenze devono essere pagate dai lavoratori e solo da loro, secondo i padroni della Titan. E se invece fossero solo i padroni a pagare le conseguenze della loro incapacit&agrave; di sopravvivere sul mercato?<\/p>\n<p>Perch&eacute; devono essere licenziati gli operai Titan che hanno sempre lavorato bene, facendo arricchire l&#8217;azienda, quando i padroni, per crescere sul mercato internazionale, dal 2006 a oggi hanno preso OLTRE 400 MILIONI DI DOLLARI a prestito da nientedimeno che GOLDMAN SACHS! Goldman Sachs &egrave; quella banca per investimenti che &egrave; stata tra i principali responsabili della bolla finanziaria del 2007-2008 che ha fatto scoppiare la crisi di oggi. Sono veri e propri delinquenti che recentemente hanno comprato 5.000 appartamenti in Spagna, appartamenti che prima erano a equo canone. Ebbene, cosa ci fa Goldman Sachs con questi appartamenti? Chiede il doppio dell&#8217;affitto che c&#8217;era prima, e chi non paga verr&agrave; sfrattato! Una pratica che ricorda molto il dramma che sta vivendo il comitato inquilini di via Gandusio nel quartiere di San Donato a Bologna, a cui sono state triplicate le bollette dopo che gli &egrave; scaduto l&#8217;affitto con contratto a termine.<\/p>\n<p>Ecco, la Titan spende e spande con i capitali che le procura Goldman Sachs, poi se ci sono problemi coi profitti, viene a chiedere conto agli operai! Se i profitti calano, ecco che si ricorre alle materie prime in Cina, dove costano meno; si delocalizza la produzione all&#8217;estero, in particolare in Turchia, dove ci sono meno tutele e salari pi&ugrave; bassi: tutto questo solo per abbattere i costi e fare maggiori profitti &ndash; come ha scritto un operaio Titan: Oggi i padroni, o producono dove costa meno o devi produrre e costare meno tu! Allora vedete che il vostro interesse, che &egrave; poi l&#8217;interesse a vivere dignitosamente e a mantenere le vostre famiglie, si scontra con l&#8217;interesse dell&#8217;azienda, che &egrave; l&#8217;interesse ad abbassare i costi e ad aumentare i profitti, e basta!<br \/>\n<br \/>E l&#8217;azienda i suoi interessi li sa portare avanti, gli operai della Titan lo sanno: &egrave; dal 2009 che si va avanti con cassa integrazione, esuberi, mobilit&agrave; &#8220;volontaria&#8221;, letterine di babbo natale varie, omert&agrave; sul fatto delle merci cinesi. E l&#8217;azienda &egrave; riuscita a mandare a casa una parte degli operai, nonostante la loro lotta. Cosa dovrebbe essere cambiato, oggi? Ieri l&#8217;azienda voleva mandare a casa un tot di operai, e l&#8217;ha fatto. Oggi vuole chiudere lo stabilimento, e se gli operai non rigettano l&#8217;accordo, lo chiude, lo chiude lo stabilimento! E non c&#8217;&egrave; da illudersi che le istituzioni possano migliorare la situazione per i lavoratori, basta vedere che cosa &egrave; successo in passato: a chi sono andati i soldi per il terremoto del 2012? Agli operai o ai padroni? Ai padroni, alla Titan come all&#8217;electrolux l&#8217;anno scorso! Mentre gli operai Titan dovevano a lavorare anche il sabato. E come ripaga l&#8217;azienda gli sforzi degli operai? Licenziandoli!<br \/>\n<br \/>Allora &egrave; giunto il momento di perdere l&#8217;illusione che ci possa essere un accordo che vada bene a tutti: o si imporr&agrave; l&#8217;interesse dell&#8217;azienda, o si imporr&agrave; l&#8217;interesse degli operai. E l&#8217;interesse degli operai pu&ograve; imporsi non con la delega in bianco alla burocrazia sindacale, a quei burocrati che hanno svenduto l&#8217;Electrolux e la Titan!<\/p>\n<p>LA VITTORIA SI OTTIENE CON LA LOTTA! Gli operai dell&#8217;INNSE di Milano, che sono venuti a proiettare il documentario sulla loro lotta, ce l&#8217;hanno detto. Ma la lotta non si fa da soli, non si pu&ograve; fare da soli, sopratutto ora che il danno che si pu&ograve; fare al padrone &egrave; sempre minore. Allora vanno coinvolti prima di tutto gli operai di Finale Emilia: loro hanno avuto l&#8217;aiuto di Crespellano col terremoto del 2012, adesso tocca a loro sostenere i propri compagni nella lotta. Ma potrebbe non bastare. Abbiamo visto che i padroni fanno fronte compatto, quando serve, dietro a Confindustria e simili: ecco, agli attacchi frontali bisogna rispondere con UN FRONTE UNICO OPERAIO che coinvolga tutte le altre realt&agrave; a rischio e in lotta del territorio e della regione, quindi la Kemet, la Guaber di Casalecchio (dove 80 operai rischiano il licenziamento e la chiusura dello stabilimento), l&#8217;Electrolux, la Marcegaglia, quanti pi&ugrave; stabilimenti possibile! L&#8217;azienda deve avere paura, bisogna fare paura con la forza dell&#8217;unione nella lotta. E la lotta per il posto di lavoro &egrave; importante, s&igrave;, ma non basta: dev&#8217;essere un&#8217;occasione per riflettere, per confrontarsi sul fatto che non &egrave; possibile che vincano sempre gli interessi dei padroni, che tutta la nostra societ&agrave; &egrave; basata sui loro interessi, che a questo modello di societ&agrave; bisogna opporre un&#8217;alternativa dove siano invece gli interessi delle masse e dei lavoratori a dettare l&#8217;agenda.<\/p>\n<p>Di fronte a un attacco radicale del padrone, serve una risposta radicale di lotta, senza alcun illusione di salvezza per mano delle istituzioni o dei sindacati.<\/p>\n<p>La lotta pu&ograve; continuare fintanto che gli operai potranno stare dentro le mura della fabbrica e controllarla, a Crespellano come a Finale Emilia!<\/p>\n<p>Gli operai e le operaie non possono che difendere le fabbriche e i macchinari di produzione, opponendosi alla scelta dei padroni di buttare sul lastrico centinaia di famiglie da un giorno all&#8217;altro!<\/p>\n<p>I padroni non hanno pi&ugrave; nulla da dare e sfruttano la crisi per sfruttare ancora di pi&ugrave; gli operai: l&#8217;unica prospettiva concreta &egrave; la lotta della classe operaia, &egrave; prendere il controllo della produzione negli stabilimenti sotto attacco e OCCUPARE le fabbriche a rischio chisura!<\/p>\n<p>Per lottare bisogna per&ograve; organizzarsi: gli operai Titan devono farsi promotori di un COMITATO DI LOTTA OPERAIO, autonomo dal sindacato e democraticamente eletto, riunito in assemblea permanente con rivendicazioni chiare:<\/p>\n<p>_AZZERAMENTO DI OGNI ATTUALE DELEGA E DESIGNAZIONE DI RAPPRESENTANTI OPERAI IN TOTALE AUTONOMIA, REVOCABILI IN OGNI MOMENTO<\/p>\n<p>_RIFIUTO DI QUALSIASI ACCORDO CHE PREVEDA LICENZIAMENTI<\/p>\n<p>_OCCUPAZIONE TOTALE DELLA FABBRICA DI CRESPELLANO<\/p>\n<p>_UNITA&#8217; DI LOTTA CON I COMPAGNI DI FINALE EMILIA<\/p>\n<p>_ESTENSIONE DI UN COORDINAMENTO DEI LAVORATORI ESTESO ALLE ALTRE FABBRICHE DEL TERRITORIO, CON ADESIONE DEI LAVORATORI ALDILA&#8217; DELL&#8217;APPARTENENZA SINDACALE<\/p>\n<p>_CREAZIONE DI UNA CASSA DI RESISTENZA  PER SOSTENERE SCIOPERI E OCCUPAZIONI<\/p>\n<p>_PREPARARSI PER UNO SCIOPERO CONTINUATO E DIFFUSO FINO ALLA VITTORIA<\/p>\n<p>_Se i padroni non sono in grado di gestire l&#8217;azienda, NAZIONALIZZARE SOTTO CONTROLLO OPERAIO LA TITAN E TUTTE LE FABBRICHE A RISCHIO CHIUSURA!<\/p>\n<p>PCL Romagna sez. Domenico Maltoni<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tattica di Marchionne dell&#8217;attacco generale in FIAT modellato stabilimento per stabilimento, ripresa dalla stessa Electrolux e che non trov&ograve; a suo tempo nessun&#8217;opposizione reale&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[],"class_list":["post-65146","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-dalle-sezioni-del-pcl","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65146","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65146"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65146\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65146"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65146"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65146"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}