{"id":65183,"date":"2015-01-06T00:00:00","date_gmt":"2015-01-06T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/01\/06\/per-un-intervento-rivoluzionario-alle-prossime-elezionirisoluzione-delleek-conferenza-straordinaria-del-28-dicembre-2014\/"},"modified":"2015-01-06T00:00:00","modified_gmt":"2015-01-06T00:00:00","slug":"per-un-intervento-rivoluzionario-alle-prossime-elezionirisoluzione-delleek-conferenza-straordinaria-del-28-dicembre-2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/01\/06\/per-un-intervento-rivoluzionario-alle-prossime-elezionirisoluzione-delleek-conferenza-straordinaria-del-28-dicembre-2014\/","title":{"rendered":"Per un intervento rivoluzionario alle prossime elezioni\n<br>Risoluzione dell&#8217;EEK &#8211; conferenza straordinaria del 28 dicembre 2014"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2893_image.jpg\" alt=\"2893_image.jpg\" \/><\/p>\n<p>1. La bancarotta economica del Paese e la disintegrazione sociale hanno portato alla pi&ugrave; acuta crisi di potere politico. Il governo Samaras-Venizelos, al collasso,  legato al memorandum della troika, non &egrave; pi&ugrave; in grado di governare; ed un successivo governo basato su Syriza non &egrave; un&#8217;opzione attuabile n&eacute; per le classi dominanti n&eacute; per le masse popolari che presumibilmente lo voteranno.<\/p>\n<p>La corsa a capofitto di Samaras verso l&#8217;obiettivo del completamento del memorandum, con la sua retorica fallita da &ldquo;storia di successo&rdquo;, &egrave; terminata in una tragicommedia. La troika, innanzitutto lo stesso FMI e  Sch&auml;uble, hanno fatto mancare il terreno sotto i piedi del governo Samaras-Venizelos chiedendo nuove devastanti misure antipopolari, e cos&igrave; accelerando verso le elezioni presidenziali ed elezioni politiche anticipate. Non c&#8217;&egrave; dubbio che l&#8217;ultimatum della troika abbia  avuto come destinatario finale non l&#8217;attuale dimissionario primo ministro di destra, bens&igrave; il prossimo, di sinistra. Il cinico ricatto della UE &egrave; chiaro: o Syriza si piegher&agrave; a rifiutare le attese popolari o sar&agrave; schiacciata dai &ldquo;mercati&rdquo; &ndash; come a mandare un messaggio a Podemos in Spagna e a Sinn F&eacute;in in Irlanda.<br \/>\n<br \/>Da parte della UE non c&#8217;&egrave; spazio per compromessi, dal momento che sta colando a picco nella recessione, nell&#8217;ultraindebitamento e nella deflazione, e che la crisi sistemica capitalista dalla periferia minaccia ora il centro: Italia, Francia e la stessa Germania. Dall&#8217;altro lato, la subordinazione politica della destra alla troika e al capitale sta ora eccedendo tutti i limiti di sopravvivenza del popolo. La politica di Syriza di ridurre l&#8217;austerit&agrave; attraverso la negoziazione e il compromesso con la UE, il FMI e il capitale greco e internazionale eccede i limiti imposti dal peggioramento della crisi del capitalismo.<br \/>\n<br \/>La reazione si sta preparando per il confronto, rafforzando le sue posizioni negli apparati statali, parastatali, repressivi, giudiziari, ideologici, cos&igrave; come nelle gang fasciste, per trasformare un governo Syriza in una &ldquo;parentesi di sinistra&rdquo; prima che l&#8217;estrema destra torni a prendersi la rivincita di una controrivoluzione sociale.<br \/>\n<br \/>Le prossime elezioni sono indubbiamente un episodio cruciale della nuova fase della lotta di classe. In ogni caso, qualsiasi risultato possa esserci, &egrave; certo che esse non risolveranno ma esaspereranno ulteriormente la crisi politica e, alla fine, la crisi generale delle classi dominanti. I capitalisti non sono in grado di portare la societ&agrave; fuori dalla crisi del loro sistema. Solo la classe lavoratrice, appoggiata dalle classi popolari che oggi la crisi sta distruggendo, pu&ograve; garantire un&#8217;uscita dalla crisi, preparando l&#8217;abbandono di questo sistema di dominazione borghese e imperialista per il socialismo internazionale nella regione, in Europa e nel mondo intero.<br \/>\n<br \/>Dal momento che l&#8217;epicentro del tutto &egrave; la crisi di potere stessa, la questione primaria di una strategia che si dica rivoluzionaria (tattiche di lotta di classe; tattiche elettorali; programma di transizione; posizione su debito, misure di &ldquo;austerit&agrave;&rdquo; e UE; fronti, alleanze ecc.) deriva da ed &egrave; connessa con questo punto strategico fondamentale.<\/p>\n<p>2. L&#8217;attuale battaglia politica si gioca sul campo nemico del parlamentarismo borghese, controllato dal capitale, dai partiti del sistema e dai media, che condanna al silenzio le voci della sinistra rivoluzionaria. Ciononostante, la battaglia prende corpo esattamente nelle condizioni di decomposizione avanzata del parlamentarismo borghese e sotto le grida di protesta popolari, che forniscono un&#8217;arena importante per un intervento rivoluzionario del EEK.<\/p>\n<p>Queste elezioni politiche anticipate, con la loro puzza soffocante di scandali, &ldquo;acquisti&rdquo;, tangenti, concussioni e voltafaccia, hanno aumentato il decadimento del sistema politico. Hanno completamente smascherato un Parlamento zombie che ratifica decisioni preapprovate da un regime borghese in stato di &ldquo;emergenza&rdquo;. In nome dell&#8217;agonizzante democrazia borghese, i governanti, guidati dai bisogni della guerra di classe, hanno deciso di costruire prigioni &ldquo;di tipo C&rdquo; destinate non solo ai detenuti, ma a qualsiasi tipo di resistenza: per il confino dell&#8217;intera societ&agrave;. Le elezioni non resusciteranno un parlamentarismo morto vivente, sebbene illusioni parlamentari possano crescere con l&#8217;aspettativa di un &ldquo;governo di sinistra&rdquo;.<br \/>\n<br \/>La strada per la libert&agrave; non passa attraverso &ldquo;maggioranze&rdquo; elettorali o coalizioni parlamentari e compromessi fra sinistra e centrosinistra o nazionalisti di destra del tipo di AN.EL. Greci Indipendenti (partito di destra anti-austerit&agrave; &ndash; NdT), ma attraverso l&#8217;autorganizzazione dei lavoratori e la lotta di massa per il loro potere, il potere di chi &ldquo;sta in basso&rdquo; contro il potere di chi &ldquo;sta in alto&rdquo;. Questo sistema ha raggiunto i suoi limiti, e deve quindi essere abbattuto.<\/p>\n<p>3. Il governo Samaras e i partiti dell&#8217;opposizione ufficiale stanno gareggiando per convincere i cittadini su chi sar&agrave;, nel febbraio 2015, &ldquo;il pi&ugrave; affidabile ed efficace negoziatore con la UE, la BCE e il FMI&rdquo; fra il negoziatore di destra, le &ldquo;facce familiari&rdquo; a Juncker, Moscovici e Merkel, e il negoziatore di sinistra, &ldquo;pi&ugrave; duro&rdquo;. In realt&agrave;, comunque sia, non c&#8217;&egrave; nessuno spazio per vere negoziazioni. Da una parte, i diktat di Berlino, Bruxelles e Washington non sono negoziabili; dall&#8217;altra parte, le nostre vite, le vite delle masse hanno raggiunto, se non gi&agrave; superato, i loro limiti, e non possono essere negoziate da nessuno.<\/p>\n<p>Non scegliamo i negoziatori delle nostre vite! Il memorandum non sar&agrave; stracciato da nessun governo borghese, ma dagli stessi lavoratori con uno sciopero politico generale a oltranza come arma per la sua abolizione e per la connessa cancellazione del debito estero per gli usurai internazionali!<br \/>\n<br \/>Chiunque sia eletto, l&#8217;unica scelta &egrave; la continuazione della lotta di classe fino alla vittoria dei lavoratori e di tutti gli oppressi.<br \/>\n<br \/>Se, come molto probabile, la destra, sgretolata, sar&agrave; mandata via, non dovr&agrave; esserci un giorno n&eacute; un&#8217;ora di tregua, negligenza o inattivit&agrave;, in attesa del &ldquo;periodo di grazia&rdquo; concesso al nuovo governo. La potenza delle masse deve immediatamente essere esercitata attraverso tutte le forme di mobilitazione e autorganizzazione delle sue forze nei quartieri, negli spazi pubblici, nei posti di lavoro e di studio. Se la causa della nostra liberazione dalla sofferenza &egrave; lasciata nelle mani dei &ldquo;negoziatori&rdquo;, la reazione nazionale e internazionale che si prepara in agguato per la sua vendetta vincer&agrave;. Quella della vittoria &egrave; una questione strategica al fine di organizzare la battaglia per il potere della parte degli oppressi, lavoratori e disoccupati, poveri e nuovi poveri causati dalla spirale del memorandum.<\/p>\n<p>4. L&#8217;EEK non &egrave; indifferente n&eacute; politicamente sprezzante nei confronti delle larghe masse che sperano in una vittoria di Syriza per poter avere anche il minimo respiro dal soffocamento dell&#8217;austerity. Non teniamo un atteggiamento di equidistanza e non minimizziamo le differenze fra la destra e Syriza, come fa il KKE stalinista. Condividiamo la rabbia del popolo e ci uniamo alla sua lotta. Siamo pronti per l&#8217;azione unitaria contro la troika, il memorandum, la destra nero-blu-verde (dai colori di riferimento rispettivamente di Alba Dorata, Nea Democratia e Pasok. &#8220;NdT&#8221;)<br \/>\n<br \/>e il comune nemico di classe.<\/p>\n<p>Riconosciamo le condizioni e anche i limiti dello spostamento di massa a sinistra che a partire dal 2012 ha preso la forma di un sostegno politico di massa a Syriza, vista non pi&ugrave; soltanto come una forza di opposizione e di pressione al potere borghese, ma come un&#8217;alternativa di governo della sinistra. Ma insieme con le speranze di molti, non ignoriamo le aspirazioni di alcuni &ldquo;ex&rdquo; pro-troika, &ldquo;ex&rdquo; Pasok, &ldquo;ex&rdquo; Sinistra Democratica, e altri furfanti che cercano in Syriza la piscina di Siloam in grado di assolverli dai loro peccati pubblici e di raggiungere la cucchiaiata di miele del potere borghese. Soprattutto, non perdiamo di vista quei gruppi capitalistici, circoli, e politici borghesi che sostengono &ldquo;alleanze necessarie con un governo basato su Syriza&rdquo; che rimanga sempre nel sistema capitalistico e nell&#8217;UE, e che porter&agrave; un domani a politiche di collaborazione di classe.<br \/>\n<br \/>L&#8217;accettazione di una tale collaborazione di classe, che pu&ograve; solo essere contraria agli interessi dei lavoratori e del popolo, &egrave; gi&agrave; presente nella dichiarazione di lealt&agrave; della leadership di Syriza, tesa alla &ldquo;continuit&agrave; dello Stato&rdquo; &#8211; nel momento della sua crisi di potere, a rimanere nell&#8217;UE e nella NATO e ad accettare le condizioni del soffocante coinvolgimento e dominazione imperialista nella nostra regione.<\/p>\n<p>Facciamo appello alle forze che all&#8217;interno della classe lavoratrice, dei giovani, degli intellettuali appoggiano Syriza o investono in essa le loro speranze, a chiedere alla sua leadership di rompere con la borghesia, con i suoi politici, con tutti gli opportunisti e tutti gli attori del potere capitalista. Facciamo appello ad essi perch&eacute; rifiutino la politica della &ldquo;continuit&agrave; dello Stato&rdquo; e gli accordi con l&#8217;imperialismo, il capitalismo in bancarotta, la UE, il FMI e la NATO.<\/p>\n<p>Ad ogni passo che la base popolare di Syriza far&agrave; in questa direzione, noi saremo al loro fianco, pur mantenendo la nostra indipendenza politica, le nostre critiche e i nostri avvertimenti sul fatto che i leader riformisti non sono affatto pronti a queste necessarie rotture. Essi stanno gi&agrave; mostrando la loro servilit&agrave; con le dichiarazioni rassicuranti nei confronti del capitale e della UE, con le loro azioni, e specialmente con il loro programma.<br \/>\n<br \/>Le misure di austerit&agrave; non possono essere cancellate senza un annullamento unilaterale e senza esenzioni del debito nei confronti della prigione della UE, della BCE e del FMI. Le misure di austerit&agrave;, il debito e la troika sono le teste di un&#8217;idra: non possiamo tagliare solo una delle teste lasciando in pace le altre. Il &ldquo;programma di Salonicco&rdquo; (avanzato da Syriza), totalmente inadeguato, vorrebbe svuotare l&#8217;oceano delle sofferenze popolari con un cucchiaino. Tutta la sua lealt&agrave; alla &ldquo;continuit&agrave; dello Stato&rdquo; apre la strada ad una tragedia di tipo cileno del 1973.<br \/>\n<br \/>Per avere pane, lavoro, sanit&agrave;, istruzione, libert&agrave;, &egrave; necessario rovesciare il sistema di fame, disoccupazione, ignoranza e repressione. Altrimenti saremo sepolti sotto le rovine della bancarotta del capitalismo. Occorre una radicale riorganizzazione dell&#8217;economia su nuove basi sociali, cio&egrave; socialiste, secondo un piano scelto democraticamente, che vada incontro ai bisogni sociali; con la nazionalizzazione dei settori strategici, senza indennizzo agli squali capitalisti, sotto il controllo e la direzione dei lavoratori.<br \/>\n<br \/>Occorre un potente fronte unico di tutti i lavoratori e delle organizzazioni popolari, movimenti, associazioni, di tutti i centri di resistenza sociale e di lotta contro la crisi esistenti e che nasceranno, di tutti i militanti della sinistra e del movimento rivoluzionario &ndash; dal KKE a Syriza ad ANTARSYA all&#8217;EEK alle altre organizzazioni di sinistra, agli anarchici e ai movimenti antiautoritari; che distrugga la reazione, il dominio imperialista, lo Stato di polizia, il parastato fascista, la schiavit&ugrave; sociale, e che apra la strada all&#8217;universale emancipazione umana, che per l&#8217;EEK non &egrave; altro che l&#8217;universale comunismo della libert&agrave;.  <\/p>\n<p>5. La crisi non &egrave; una peculiarit&agrave; della Grecia, ma un processo mondiale. All&#8217;epicentro di questa crisi capitalista mondiale c&#8217;&egrave; l&#8217;Europa. Una definitiva fuoriuscita dalla crisi non &egrave; praticabile se essa riguarda un solo Paese, con un&#8217;&rdquo;autarchia&rdquo; o un trinceramento nazionale. Il nazionalismo economico, che caus&ograve; tragedie tra le due Guerre e port&ograve; al secondo conflitto mondiale, divampa ancora, specialmente nell&#8217;Unione Europea, con caratteristiche di estrema destra, di destra o &ldquo;di sinistra&rdquo;, a causa delle misure di cannibalismo sociale della UE e dei suoi governi. Se nel passato il nazionalismo economico ha dimostrato di essere inutile e distruttivo, oggi &egrave; un&#8217;utopia reazionaria, una ricetta per disastri. L&#8217;EEK dichiara senza ambiguit&agrave;: nessun compromesso con il devastante nazionalismo economico, anche avente un segno &ldquo;di sinistra&rdquo;. La salvezza per le masse richiede nient&#8217;altro che una rivoluzione sociale. La lotta rivoluzionaria pu&ograve; iniziare in Grecia o in un altro Paese, ma la sua vittoria non pu&ograve; essere conseguita se non in scala internazionale, con l&#8217;unificazione di tutte le lotte rivoluzionarie, per l&#8217;unificazione socialista della nostra regione e dell&#8217;Europa sulle rovine dell&#8217;UE imperialista.<\/p>\n<p>6. Tutte le necessit&agrave;, le opportunit&agrave; e i rischi del momento storico che stiamo vivendo richiedono che l&#8217;indipendenza politica della classe lavoratrice sia costruita e preservata da un nuovo Trattato di Varkiza [l&#8217;accordo del 1945 fra l&#8217;imperialismo britannico e i partigiani dell&#8217;ELAS traditi dallo stalinismo]. Ci&ograve; che rende pi&ugrave; che mai necessario e urgente l&#8217;intervento politico indipendente delle forze rivoluzionarie, della sinistra rivoluzionaria e dell&#8217;EEK nell&#8217;imminente e, per le masse, cruciale battaglia elettorale.<\/p>\n<p>&Egrave; a questo proposito che abbiamo organizzato il 15 dicembre scorso, nella facolt&agrave; li legge dell&#8217;universit&agrave; di Atene, un&#8217;assemblea pubblica per presentare la proposta dell&#8217;EEK, intitolata &ldquo;Sulla strada di dicembre &ndash; la risposta rivoluzionaria alla crisi&rdquo;, invitando altre organizzazioni della cosiddetta sinistra extraparlamentare e del movimento. ANTARSYA ha risposto all&#8217;invito, e due rappresentanti delle organizzazioni NAR e SEK hanno partecipato e sono intervenuti. Il 18 dicembre c&#8217;&egrave; stato un incontro di delegazioni di ANTARSYA ed EEK (vedi la Dichiarazione del Politburo dell&#8217;EEK del 20 dicembre e il Comunicato congiunto di ANTARSYA ed EEK del 22 dicembre).<br \/>\n<br \/>Sia all&#8217;assemblea pubblica che all&#8217;incontro con ANTARSYA, al di l&agrave; dell&#8217;accordo su specifici punti programmatici (come la cancellazione del debito, le nazionalizzazioni senza indennizzo, il controllo dei lavoratori), l&#8217;EEK ha insistito sulla prospettiva del potere dei lavoratori come risposta rivoluzionaria antisistema alla crisi politica e come base di confronto con la proposta di governo di Syriza, e ha categoricamente rifiutato qualsiasi compromesso con qualsiasi nazionalismo &ldquo;di sinistra&rdquo;, e di conseguenza collaborazioni con formazioni quali &ldquo;Piano B&rdquo; e PAMES, che hanno organizzato iniziative con riconosciuti rappresentanti dell&#8217;area della &ldquo;sinistra nazionalista&rdquo; della Francia e dell&#8217;Italia imperialiste (Nikonoff e Campo Antimperialista).<br \/>\n<br \/>Purtroppo, la maggioranza di ANTARSYA, con la responsabilit&agrave; di NAR, ARAN e ARAS (uniti in PAMES) non solo non ha tenuto conto dei rilievi critici dell&#8217;EEK, ma ha anche firmato solennemente un&#8217;alleanza politico-elettorale con PAMES. &ldquo;Piano B&rdquo;, che &egrave; in questa coalizione fin dall&#8217;inizio, nello stesso momento in cui stringe la mano alla maggioranza di ANTARSYA non si fa problemi ad agitare provocatoriamente il suo nazionalismo e il suo feticismo per la dracma. I leader di &ldquo;Piano B&rdquo; hanno firmato il 19 dicembre (il giorno dopo l&#8217;incontro con ANTARSYA) una dichiarazione comune pubblica &ldquo;per la creazione di un polo patriottico democratico&rdquo; con l&#8217;EPAM di Kazakis e l&#8217;inesistente &ldquo;Dracma &ndash; Movimento Democratico Greco Cinque Stelle&rdquo; di&#8230; Katsanevas (un corrotto statista ex Pasok)!!<br \/>\n<br \/>Ovviamente, l&#8217;EEK non avrebbe mai accettato di essere associato a tanto discredito, nemmeno in nome della sinistra rivoluzionaria, con il pretesto di vincere &ldquo;le correnti che tendono a differenziarsi dal riformismo e si spostano a sinistra&rdquo;. Non &egrave; difficile vedere che i &ldquo;patrioti&rdquo; di &ldquo;Piano B&rdquo; non rompono con il riformismo, e sono anzi alla destra del KKE, e anche di determinate forze interne a Syriza.<br \/>\n<br \/>Senza essere accusati di voler &ldquo;interferire&rdquo; negli &ldquo;affari interni&rdquo; di ANTARSYA, con la responsabilit&agrave; ed il coraggio derivanti da decenni di lotta comune, chiediamo ai compagni di ANTARSYA, specialmente ai compagni di NAR e della sua organizzazione giovanile, nKA, di rifiutare quest&#8217;opportunista alleanza politico-elettorale e di rifiutare di cadere nella palude del nazionalismo &ldquo;di sinistra&rdquo;.<\/p>\n<p>7. In queste circostanze specifiche, estremamente difficoltose in termini di tempi e di necessit&agrave; finanziarie, l&#8217;EEK deve sostenere sulle sue spalle la battaglia per l&#8217;indipendenza politica della classe lavoratrice e per l&#8217;internazionalismo proletario, e parteciper&agrave; in maniera indipendente alle elezioni. La voce dell&#8217;EEK sar&agrave; la voce della rivoluzione; una voce minoritaria, e tuttavia inconciliabile e insubordinata. Abbiamo il dovere di mostrare l&#8217;unica via d&#8217;uscita, di discutere con i lavoratori il pi&ugrave; possibile, di mobilitarli fin da ora per l&#8217;indomani della sconfitta dei sostenitori del memorandum, di reclutare e organizzare forze rivoluzionarie, di prepararci ed educarci da avanguardie combattenti per la battaglia storica che incombe. L&#8217;esistenza dell&#8217;EEK, la sua ragion d&#8217;essere, &egrave; la lotta incessante per la rivoluzione permanente internazionale, con le pi&ugrave; diverse condizioni &ndash; a volte straordinariamente sfavorevoli, sfidando ostacoli e avversari sulla strada della liberazione sociale e del comunismo.<\/p>\n<p>Proviamoci ancora! Andiamo avanti con fermezza! Raccogliamo questa sfida storica!<\/p>\n<p>EEK (Partito Rivoluzionario dei Lavoratori), 28 dicembre 2014<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1. La bancarotta economica del Paese e la disintegrazione sociale hanno portato alla pi&ugrave; acuta crisi di potere politico. 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