{"id":65197,"date":"2015-01-19T00:00:00","date_gmt":"2015-01-19T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/01\/19\/il-modello-putin-dalla-normalizzazione-politica-alla-crisi-ucraina-2\/"},"modified":"2015-01-19T00:00:00","modified_gmt":"2015-01-19T00:00:00","slug":"il-modello-putin-dalla-normalizzazione-politica-alla-crisi-ucraina-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/01\/19\/il-modello-putin-dalla-normalizzazione-politica-alla-crisi-ucraina-2\/","title":{"rendered":"Il modello Putin: dalla normalizzazione politica alla crisi Ucraina"},"content":{"rendered":"<p>Si suole considerare la Russia come un paese che ha sofferto la crisi<br \/>\n<br \/>economica mondiale meno degli altri. In realt&agrave;, nel 2008 il paese<br \/>\n<br \/>sopravvisse a una violenta depressione, nella quale la caduta della<br \/>\n<br \/>produzione risult&ograve; pi&ugrave; significativa che nella maggior parte delle<br \/>\n<br \/>economie sviluppate. Tuttavia, gi&agrave; nell&#8217;anno seguente cominci&ograve; un<br \/>\n<br \/>periodo di crescita, anche se abbastanza limitato. A questa<br \/>\n<br \/>ricomposizione contribuirono le moderate misure keynesiane, destinate<br \/>\n<br \/>a stimolare la domanda. Queste misure, inoltre, furono dettate non solo<br \/>\n<br \/>dalla tendenza del governo ad allontanarsi dalla usuale ortodossia<br \/>\n<br \/>neoliberale, ma anche dal timore di insoddisfazione della popolazione<br \/>\n<br \/>che si manifest&ograve; alla fine del 2011. Nelle condizioni in cui si scatenarono<br \/>\n<br \/>manifestazioni di protesta a Mosca e San Pietroburgo, i circoli dirigenti<br \/>\n<br \/>non rischiarono di portare a termine una serie di misure antisociali<br \/>\n<br \/>pianificate anteriormente, che minacciavano di ampliare seriamente la<br \/>\n<br \/>quantit&agrave; di insoddisfatti.<br \/>\n<br \/>Come conseguenza di questi stimoli, l&#8217;economia russa mostr&ograve; nel 2012<br \/>\n<br \/>risultati relativamente ragionevoli, il che, come qualcosa di straordinario,<br \/>\n<br \/>attir&ograve; l&#8217;attenzione dell&#8217;Europa occidentale, dove si scatenava una crisi<br \/>\n<br \/>finanziaria. Anche il livello di vita e l&#8217;occupazione si ripresero abbastanza<br \/>\n<br \/>rapidamente. Una questione diversa &egrave; fino a che punto risultarono seri i<br \/>\n<br \/>&ldquo;danni&rdquo; causati dalla crisi alla stessa struttura della societ&agrave; e dello Stato.<br \/>\n<br \/>La ricomposizione dell&#8217;economia occult&ograve; le contraddizioni strutturali, e la<br \/>\n<br \/>relativa tranquillit&agrave; politica, dopo il declivio delle proteste del 2011-2012,<br \/>\n<br \/>mascher&ograve; la modifica radicale nella correlazione delle forze sociali e il<br \/>\n<br \/>crescente potenziale nella societ&agrave; per una esplosione nuova e molto pi&ugrave;<br \/>\n<br \/>seria.<br \/>\n<br \/>Il &ldquo;dialogo sociale&rdquo; di Vladimir Putin<br \/>\n<br \/>Le manifestazioni degli anni 2011 e 2012 si suole leggerle come una<br \/>\n<br \/>protesta della classe media, che &egrave; irritata nei confronti del governo<br \/>\n<br \/>autoritario di Vladimir Putin e aspira alla democratizzazione del sistema<br \/>\n<br \/>* Boris Kagarlitski: sociologo e storico. E&#8217; il direttore dell&#8217;Istituto di Studi sulla Globalizzazione e Movimenti Sociali<br \/>\n<br \/>(IGSO), con sede a Mosca. Ricevette il Deutscher Memorial Prize per il suo libro The thinking Reed: Intellectuals<br \/>\n<br \/>and the Soviet State (Verso, Londra, 1988.<br \/>\n<br \/>** Nota: Traduzione dal russo allo spagnolo di Fulvio Franchi. L?articolo &egrave; copia fedele di quello pubblicato nella<br \/>\n<br \/>rivista NUEVA SOCIEDAD N&deg; 253, settembre-ottobre 2014, ISSN: 0251-3552, www.nuso.org.<br \/>\n<br \/>***Nota: Traduzione dallo spagnolo all&#8217;italiano di Laura Buluggiu.<br \/>\n<br \/>politico. Tuttavia, la classe media di Mosca e San Pietroburgo, che<br \/>\n<br \/>costitu&igrave; la base fondamentale della protesta, fu esattamente un prodotto<br \/>\n<br \/>della politica di Putin, edificata sullo stimolo al consumo dovuto alla<br \/>\n<br \/>crescita degli introiti del petrolio. La politica tributaria del governo,<br \/>\n<br \/>eccessivamente liberale rispetto alle grandi imprese, e la disposizione<br \/>\n<br \/>dello Stato a chiudere gli occhi di fronte ai cosidetti &ldquo;schemi grigi&rdquo;,<br \/>\n<br \/>attraverso i quali le medie e piccole imprese evadevano il pagamento<br \/>\n<br \/>delle imposte, crearono le condizioni per una certa ridistribuzione del<br \/>\n<br \/>reddito a beneficio della classe media. Come nelle organizzazioni<br \/>\n<br \/>statali, anche nelle corporazioni private crebbe rapidamente la quantit&agrave;<br \/>\n<br \/>di collaboratori con funzioni indefinite e alte retribuzioni. Sorse uno<br \/>\n<br \/>strato di gerenti, consultori, esperti, rappresentanti di una &ldquo;classe<br \/>\n<br \/>creativa&rdquo;, che nel loro momento crearono una domanda di servizi<br \/>\n<br \/>specifici, cominciando dal business del turismo, che crebbe<br \/>\n<br \/>velocemente, e arrivando a progetti culturali e a tutti i tipi di<br \/>\n<br \/>intrattenimento. Prima a Mosca e San Pietroburgo, e dopo in altre grandi<br \/>\n<br \/>citt&agrave;, cominciarono ad aumentare rapidamente i prezzi degli immobili.<br \/>\n<br \/>Questo, a sua volta, stimol&ograve; un &ldquo;boom&rdquo; delle costruzioni, che fu<br \/>\n<br \/>accompagnato dalla scarsit&agrave; sempre pi&ugrave; acuta di alloggi nel settore<br \/>\n<br \/>degli edifici di &ldquo;classe economica&rdquo;: la schiacciante maggioranza dei<br \/>\n<br \/>nuovi edifici venivano progettati per clienti ricchi, e il vecchio fondo per<br \/>\n<br \/>gli alloggi sovietico caducava e veniva sostituito da alloggi pi&ugrave; costosi,<br \/>\n<br \/>per i quali le persone non avevano abbastanza soldi.<br \/>\n<br \/>Anche se la crisi del 2008 port&ograve; a una drastica riduzione<br \/>\n<br \/>dell&#8217;occupazione e degli introiti della classe media delle capitali1, lo<br \/>\n<br \/>shock non fu continuo n&eacute; profondo. Durante gli ultimi due anni, questi<br \/>\n<br \/>gruppi recuperarono la loro posizione precedente e altres&igrave; la<br \/>\n<br \/>consolidarono. Ancora, la crisi dimostr&ograve; che il livello raggiunto e la<br \/>\n<br \/>qualit&agrave; di vita non venivano garantiti per loro. Inoltre, l&#8217;aumento dei<br \/>\n<br \/>prezzi, che prosegu&igrave; nel 2010, super&ograve; chiaramente l&#8217;incremento dei<br \/>\n<br \/>salari. Nella classe media, crebbe una particolare tensione sociale, pi&ugrave;<br \/>\n<br \/>vincolata a una sfiducia verso il futuro che ai suoi problemi pi&ugrave;<br \/>\n<br \/>immediati. L&#8217;irritazione sembrava diretta soprattutto contro lo Stato, che<br \/>\n<br \/>spendeva troppo denaro in aiuti ai poveri, programmi sociali,<br \/>\n<br \/>industrializzazione, difesa, ecc, invece di creare le condizioni favorevoli<br \/>\n<br \/>per lo sviluppo di quella &ldquo;classe creativa&rdquo;.<br \/>\n<br \/>Anche la situazione rispetto alle spese sociali risult&ograve; essere molto<br \/>\n<br \/>contradditoria. Malgrado la sua visione filantropica, il governo riusciva a<br \/>\n<br \/>destinare sempre pi&ugrave; fondi a sostegno di programmi sociali ed elevava<br \/>\n<br \/>1 Mosca e San Pietroburgo.<br \/>\n<br \/>cos&igrave; il livello di vita degli strati pi&ugrave; poveri della popolazione, dei<br \/>\n<br \/>pensionati, dei medici, dei maestri e degli impiegati statali, che negli<br \/>\n<br \/>anni 90 conducevano una vita di miseria. Tale munificenza si spiegava<br \/>\n<br \/>dagli introiti, che crescevano costantemente, grazie alla vendita di<br \/>\n<br \/>petrolio e altri combustibili. Come risultato, l&#8217;aumento delle spese sociali<br \/>\n<br \/>non ridond&ograve; per le grandi imprese in una carica tributaria troppo<br \/>\n<br \/>pesante, anche se gli ideologi imprenditoriali, si capisce, affermerebbero<br \/>\n<br \/>il contrario.<br \/>\n<br \/>Il motto e l&#8217;ideologia del governo Putin -sia nella sua funzione di<br \/>\n<br \/>presidente che di primo ministro- furono la &ldquo;stabilit&agrave;&rdquo;2. Nel piano politico,<br \/>\n<br \/>il sistema di governo costituito fu spesso considerato una &ldquo;democrazia<br \/>\n<br \/>dirigista&rdquo;. Da un lato, erano presenti i segni esterni di un governo<br \/>\n<br \/>formalmente democratico, dalle competenze dei candidati alle elezioni<br \/>\n<br \/>fino ad una effettiva libert&agrave; di parola che non influ&igrave; in nessun modo<br \/>\n<br \/>nell&#8217;operato del governo. Gli introiti petroliferi sembravano sufficienti per<br \/>\n<br \/>soddisfare tutti, anche se non nella stessa misura.<br \/>\n<br \/>Un&#8217;altro conseguimento importante dell&#8217; epoca di Putin fu la<br \/>\n<br \/>stabilizzazione dell&#8217; elite. Il governo ebbe successo nel mettere fine alla<br \/>\n<br \/>guerra tra clan che lacer&ograve; l&#8217;oligarchia russa nella decade del 1990. Si<br \/>\n<br \/>celebr&ograve; un principio di compromesso coercitivo: lo Stato era disposto a<br \/>\n<br \/>considerare gli interessi di tutti i gruppi, a condizione che questi<br \/>\n<br \/>rispetassero determinate regole del gioco. Gli oligarchi che non<br \/>\n<br \/>obbedivano a tali regole venivano sottomessi non solo alla repressione<br \/>\n<br \/>da parte del potere, ma anche, il che non &egrave; meno importante,<br \/>\n<br \/>all&#8217;ostracismo da parte dei loro colleghi di affari. Il disgraziato destino<br \/>\n<br \/>dei milionari Vladimir Gusinski, Mijail Jodorkovski e Boris Berezovski<br \/>\n<br \/>(scomparso nel 2013)- i cui affari comprendevano petrolio, banca, mass<br \/>\n<br \/>media e altri elementi strategici- non fu estraneo a questi cambiamenti.<br \/>\n<br \/>Questi tre imprenditori facevano parte del gruppo delle persone pi&ugrave;<br \/>\n<br \/>influenti negli anni del governo di Boris Yeltsin e non vollero rinunciare<br \/>\n<br \/>alla loro posizione di privilegio con il nuovo presidente. Perci&ograve; minarono<br \/>\n<br \/>la logica del compromesso generale che radicava alla base del &ldquo;sistema<br \/>\n<br \/>Putin&rdquo;. Il risultato dello scontro fu prevedibile: i tre dovettero emigrare e<br \/>\n<br \/>Jodorkovski, inoltre, pass&ograve; dieci anni in carcere.<br \/>\n<br \/>Nel contesto dell&#8217;aumento dei prezzi del petrolio, si incrementarono<br \/>\n<br \/>anche le quotazioni delle compagnie russe nelle borse nazionali e<br \/>\n<br \/>straniere. L&#8217;esclusione dalla scena del settore &ldquo;indiscipinato&rdquo; della<br \/>\n<br \/>comunit&agrave; delle grandi imprese rese possibile una trasformazione<br \/>\n<br \/>strutturale del capitalismo russo, che rapidamente pass&ograve; da una fase<br \/>\n<br \/>2 Putin esercit&ograve; la Presidenza della Russia tra il 2000 e il 2008 e ritorn&ograve; all&#8217;incarico nel 2012; nel frattempo occup&ograve;<br \/>\n<br \/>l&#8217;incarico di primo ministro, con Dmitri Medvedev -il suo &ldquo;delfino&rdquo;- a capo del Potere Esecutivo.<br \/>\n<br \/>oligarchica a una fase corporativa. La personalit&agrave; dell&#8217;imprenditore<br \/>\n<br \/>significava sempre meno, per cui il potenziale dell&#8217;organizzazione e le<br \/>\n<br \/>risorse della compagnia giocavano un ruolo sempre pi&ugrave; importante. La<br \/>\n<br \/>burocrazia economica spersonalizzata occup&ograve; il posto dei coloriti<br \/>\n<br \/>capitalisti mafiosi dell&#8217; epoca di Boris Yeltsin. Il ruolo crescente nella<br \/>\n<br \/>formazione di una nuova cultura corporativista lo giocarono le<br \/>\n<br \/>compagnie quasi-statali, dove un gruppo di funzionari cattur&ograve; i loro<br \/>\n<br \/>organi direttivi. Cos&igrave;, le relazioni della Russia con l&#8217;Ucraina e Bielorussia<br \/>\n<br \/>si sottomisero in gran parte agli interessi della compagnia Gazprom,<br \/>\n<br \/>particolarmente interessata ai mercati e alle possibilit&agrave; di transito<br \/>\n<br \/>attraverso questi paesi. Inoltre, ogni volta che sorgono dei problemi tra<br \/>\n<br \/>Gazprom e uno o l&#8217;altro governo, il conflitto passa a livello<br \/>\n<br \/>internazionale. Questo &egrave; legato in egual misura con l&#8217;orientamento prooccidentale<br \/>\n<br \/>promosso dall&#8217;Ucraina e con l&#8217;orientamento tradizionalmente<br \/>\n<br \/>prorusso della Bielorussia.<br \/>\n<br \/>Stabilit&agrave; e crisi<br \/>\n<br \/>La politica di compromessi portata avanti dal governo di Putin<br \/>\n<br \/>sembrava funzionare in maniera effettiva non solo in un periodo di<br \/>\n<br \/>crescita economica ma anche, fino a un certo limite, negli anni di crisi<br \/>\n<br \/>come il 2008 e 2009. Tuttavia, la crescita dei profitti corporativi e del<br \/>\n<br \/>consumo individuale si ebbe nel contesto di un catastrofico deficit di<br \/>\n<br \/>investimenti, usura delle attrezzature, deterioramento dell&#8217;infrastruttura<br \/>\n<br \/>dei trasporti, degrado dell&#8217;educazione, insufficienza crescente di quadri<br \/>\n<br \/>qualificati nella produzione e crescente divario rispetto all&#8217;Occidente. In<br \/>\n<br \/>altre parole, il paese si stava divorando il suo futuro. La scomposizione<br \/>\n<br \/>dell&#8217;etica cittadina e la decolletivizzazione della societ&agrave; raggiunsero<br \/>\n<br \/>livelli tali che iniziarono a preoccupare anche coloro i quali detenevano il<br \/>\n<br \/>potere, che non trovaro niente di meglio che cercare di stabilire veicoli<br \/>\n<br \/>sociali artificialmente, orientandosi ai valori tradizionali, agli &ldquo;appigli<br \/>\n<br \/>spirituali&rdquo;3 il cui portavoce &egrave; la Chiesa Ortodossa ufficiale (e in alcune<br \/>\n<br \/>regioni &egrave; l&#8217;Islam ufficiale).<br \/>\n<br \/>E&#8217; completamente naturale che, nella ricerca di una strategia di<br \/>\n<br \/>solidariet&agrave;, interessato a preservare lo statu quo, il governo abbia scelto<br \/>\n<br \/>principalmente una variante conservatrice. Ci&ograve; nonostante, questo<br \/>\n<br \/>programma ideologico conservatore, per quanto riguarda la sua<br \/>\n<br \/>realizzazione, cominci&ograve; ad acquisire rapitamente tratti apertamente<br \/>\n<br \/>reazionari e arcaici. La Chiesa ortodossa russa e i suoi rappresentanti<br \/>\n<br \/>nelle strutture politiche del governo semplicemente non sanno agire in<br \/>\n<br \/>3 Riferimento a una parte di un messaggio di Putin al Parlamento Russo del 12 di dicembre del 2012, che fu<br \/>\n<br \/>ampliamente commentato: &ldquo;Oggi la societ&agrave; russa ha un chiaro deficit di appigli spirituali: umilt&agrave;, compassione,<br \/>\n<br \/>commiserazione di uno per l&#8217;altro, sostegno e aiuto reciproco, un deficit di tutto quello che in momenti storici ci rese<br \/>\n<br \/>pi&ugrave; forti, pi&ugrave; resistenti e di cui ci siamo sempre inorgogliti&rdquo;.<br \/>\n<br \/>un altro modo, poich&eacute;, a differenza del protestantesimo e la Chiesa<br \/>\n<br \/>cattolica, non ha una tradizione di dialogo attivo e indipendente con la<br \/>\n<br \/>societ&agrave; e si son tenuti sempre all&#8217;ombra dello Stato.<br \/>\n<br \/>L&#8217;instaurazione degli &ldquo;appigli spirituali&rdquo; e i valori conservatori risvegli&ograve; la<br \/>\n<br \/>legittima irritazione della classe media, orientata verso un modo di<br \/>\n<br \/>vivere occidentale. Anche nell&#8217;ambiente imprenditoriale aument&ograve;<br \/>\n<br \/>l&#8217;opposizione. Gli imprenditori cominciarono a lamentarsi della presenza<br \/>\n<br \/>della corruzione ovunque, anche se sino a poco tempo prima questo<br \/>\n<br \/>stato delle cose gli era del tutto conveniente. In cambio della particolare<br \/>\n<br \/>&ldquo;rendita della corruzione&rdquo; che ricevevano i funzionari, questi ultimi<br \/>\n<br \/>assicuravano loro un accesso diretto o indiretto al finanziamento statale<br \/>\n<br \/>e chiudevano gli occhi alla sistematica mancanza del pagamento degli<br \/>\n<br \/>oneri tributari -gi&agrave; di per s&eacute; bassi secondo i canoni europei- e allo<br \/>\n<br \/>scandaloso rifiuto delle norme sul lavoro, ecologiche, migratorie,<br \/>\n<br \/>sanitarie, ecc. Detto con rigore, la corruzione permetteva che le imprese<br \/>\n<br \/>riducessero radicalmente i loro costi. Ma nelle condizioni di una<br \/>\n<br \/>scandalosa inefficienza della classe imprenditoriale, abituata a un livello<br \/>\n<br \/>di guadagni che superava pi&ugrave; volte quello dell&#8217;Europa occidentale, gli<br \/>\n<br \/>imprenditori iniziaroso ad esigere che lo Stato riducesse loro quei costi<br \/>\n<br \/>connessi con la corruzione, al contempo senza imporre loro gli obblighi<br \/>\n<br \/>che si devono ottemperare in uno Stato propriamente organizzato4.<br \/>\n<br \/>Tuttavia, per quanto la classe media e le imprese si sentissero offese,<br \/>\n<br \/>non furono loro a dare inizio alle proteste che esplosero nel dicembre<br \/>\n<br \/>del 2011 e si estesero sino alla primavera del 2012. Per il governo,<br \/>\n<br \/>risult&ograve; inaspettata la &ldquo;slealt&agrave;&rdquo; delle popolazioni dell&#8217;interno e degli strati<br \/>\n<br \/>pi&ugrave; poveri, che fino a quel momento non mostravano un gran attivismo.<br \/>\n<br \/>Di fatto, non lo mostrarono neanche questa volta. Ci&ograve; nonostante, la<br \/>\n<br \/>stanchezza nei confronti del regime di Putin, la tensione nervosa<br \/>\n<br \/>causata dal periodo di crisi e l&#8217;irritazione verso la corruzione dei<br \/>\n<br \/>funzionari incentivarono una sorta di sciopero elettorale nelle provincie.<br \/>\n<br \/>Nelle elezioni di dicembre 2011, la gente semplicemente non and&ograve; in<br \/>\n<br \/>modo massivo a votare. E il governo cerc&ograve; di occultare questa totale<br \/>\n<br \/>assenza appellandosi all&#8217;alterazione delle cifre. La necessit&agrave; di<br \/>\n<br \/>trasformare urgentemente l&#8217;8% o il 10% di presenza in 65% o il 70%<br \/>\n<br \/>port&ograve; a una grande quantit&agrave; di falsificazioni assurde e ridicole, della<br \/>\n<br \/>quali la pi&ugrave; importante fu la notizia diffusa dalla televisione che in una<br \/>\n<br \/>provincia del sud della Russia la presenza ai comizi aveva raggiunto il<br \/>\n<br \/>4 I rappresentanti dell&#8217;imprenditorialit&agrave; si indignavano pubblicamente dinnanzi a qualsiasi intento del potere statale di<br \/>\n<br \/>passare da un sistema di obblighi reciproci non formali all&#8217;osservazione formale delle leggi in stile europeo.<br \/>\n<br \/>Precisamente questi intenti, anche se molto timidi, intrapresi dalle autorit&agrave; negli anni 2010-2011, provocarono una<br \/>\n<br \/>furiosa indignazione nei circoli liberali della Russia e un&#8217; ondata non meno indignata di pubblicazioni in Occidente<br \/>\n<br \/>a proposito della &ldquo;persecuzione delle imprese&rdquo;.<br \/>\n<br \/>146% degli elettori.<br \/>\n<br \/>E&#8217; dimostrato che la frode elettorale, in maggior parte, non fu motivata<br \/>\n<br \/>n&eacute; dall&#8217;intento di aumentare la percentuale dei voto conferiti al partito<br \/>\n<br \/>ufficialista Russia Unita, n&eacute; per nascondere che effettivamente c&#8217;era<br \/>\n<br \/>stato un boicotaggio popolare alle elezioni. Tuttavia , tra coloro i quali<br \/>\n<br \/>votarono, una quantit&agrave; maggiore del normale lo fece in favore dei partiti<br \/>\n<br \/>dell&#8217;opposizione legale, dove si colloca il Partito Comunista.<br \/>\n<br \/>I risultati delle elezioni spinsero la classe media delle grandi citt&agrave; a<br \/>\n<br \/>scendere per strada. Le manifestazioni risultarono inaspettatamente<br \/>\n<br \/>massive e, nei primi momenti, abbastanza aggressive. Il motto &ldquo;Per<br \/>\n<br \/>elezioni pulite&rdquo; un&igrave; quasi tutti, dalla sinistra sino all&#8217;estrema destra, sotto<br \/>\n<br \/>bandiere di diverso colore, in manifestazioni a Mosca e San Pietroburgo,<br \/>\n<br \/>e trasmise ai suoi organizzatori la convinzione che tutta la societ&agrave;<br \/>\n<br \/>avrebbe manifestato nell&#8217;immediato contro il governo. Ma in realt&agrave; diede<br \/>\n<br \/>solo testimonianza della presenza di manifestanti apartitici, ai quali in<br \/>\n<br \/>maggior parte poco importava sotto quale bandiera marciare. Il motto<br \/>\n<br \/>astratto &ldquo;Elezioni pulite&rdquo; e i primi giorni di proteste crearono una buona<br \/>\n<br \/>piattaforma per l&#8217;unit&agrave; politica di gruppi molto diversi, ma quasi subito<br \/>\n<br \/>rimase allo scoperto la sua inconsistenza. In definitiva, le elezioni di<br \/>\n<br \/>dicembre furono a loro modo pulite, si distribuirono i posti tra i partiti con<br \/>\n<br \/>status legale, pi&ugrave; o meno in proporzione alle percentuali ricevute.<br \/>\n<br \/>La &ldquo;normalizzazione&rdquo; del 2012<br \/>\n<br \/>Appena si recuperarono dal primo shock, le autorit&agrave; trovarono un mezzo<br \/>\n<br \/>effettivo per neutralizzare le proteste nella capitale. L&#8217;ideologia di questa<br \/>\n<br \/>campagna antiproteste fu estremamente semplice: contraporre alla<br \/>\n<br \/>&ldquo;classe media parasitaria&rdquo; di Mosca e San Pietroburgo il popolo<br \/>\n<br \/>lavoratore dei centri urbani, presentando il governo e il presidente come<br \/>\n<br \/>difensori della pace sociale che rifiutavano una riforma neoliberale.<br \/>\n<br \/>Sorgeva, ovviamente, una domanda: se lo Stato avrebbe limitato e<br \/>\n<br \/>rallentato le riforme antisociali (nel settore casa, salute, educazione e<br \/>\n<br \/>trasporti, tra i vari settori) e chi le portasse a termine. Ci&ograve; nonostante,<br \/>\n<br \/>questa propaganda funzion&ograve;: la maggior parte della popolazione del<br \/>\n<br \/>paese consider&ograve; che il potere era un male minore in confronto con i<br \/>\n<br \/>liberali della capitale. Per questo, la campagna dei seguaci di Putin non<br \/>\n<br \/>fu fondata nella pura retorica. Il potere ricorse a una serie di misure<br \/>\n<br \/>populiste\/&rdquo;keynesiane&rdquo; per stimolare la domanda. Da parte loro, le<br \/>\n<br \/>opinioni dell&#8217;ala destra dei liberali e di coloro che patrocinavano i loro<br \/>\n<br \/>gruppi imprenditoriali con le loro azioni e dichiarazioni confermavano i<br \/>\n<br \/>peggiori timori dei cittadini.<br \/>\n<br \/>L&#8217;ala sinistra della protesta era disorientata e scissa per via della politica<br \/>\n<br \/>dei suoi leaders (principalmente Sergu&eacute;i Udaltsov, del Fronte di Sinistra,<br \/>\n<br \/>i quali preferirono il blocco con i &ldquo;leaders della protesta&rdquo; prima di una<br \/>\n<br \/>proposta di reclami sociali e azioni indipendenti5. Il risultato fu<br \/>\n<br \/>catastrofico per l&#8217;opposizione, gli elettori delle provincie, nella primavera<br \/>\n<br \/>del 2012, concorsero alle elezioni presidenziali e votarono per Putin. E<br \/>\n<br \/>le stesse strutture dell&#8217;opposizione, dopo aver perso una chiara<br \/>\n<br \/>prospettiva strategica, declinarono e si dissolsero.<br \/>\n<br \/>Sembrerebbe che il potere, a tempo debito, aveva risolto i suoi problemi.<br \/>\n<br \/>Ma, come accade spesso, il successo non consolid&ograve; i suoi lati forti nella<br \/>\n<br \/>stessa misura in cui presentava chiaramente le sue debolezze. Dopo le<br \/>\n<br \/>elezioni, il governo, che aveva adottato misure per stimolare la domanda<br \/>\n<br \/>che si considerarono nel 2012 come una concessione temporanea ai<br \/>\n<br \/>votanti delle provincie, non solo ritorn&ograve; bruscamente al corso<br \/>\n<br \/>neoliberista, ma lo indur&igrave; al massimo. Cominciarono ad alzarsi i prezzi e<br \/>\n<br \/>la disoccupazione. La situazione si aggrav&ograve; con l&#8217;ingresso della Russia<br \/>\n<br \/>nella Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). Il passaggio<br \/>\n<br \/>verso una tendenza neoliberista port&ograve; l&#8217;economia a un ristagno nel 2013<br \/>\n<br \/>e a una caduta prevista per il 2014. La popolarit&agrave; di Putin precipit&ograve;. I<br \/>\n<br \/>bilanci regionali cominciarono a mostrare un livello &ldquo;greco&rdquo; di deficit e<br \/>\n<br \/>indebitamento; inoltre, il governo centrale venne condotto in relazione<br \/>\n<br \/>alle amministrazioni provinciali nello stesso modo in cui fece, per<br \/>\n<br \/>esempio, la troika europea rispetto alla Grecia o alla Spagna. Questo<br \/>\n<br \/>cre&ograve; una nuova linea di tensione tra il centro e le regioni. Ma la crisi che<br \/>\n<br \/>si stava generando in Russia scoppi&ograve; ancor prima in Ucraina.<br \/>\n<br \/>La crisi Ucraina<br \/>\n<br \/>Situata tra Russia e Occidente, l&#8217;economia ucraina ricevette implusi<br \/>\n<br \/>critici da entrambi i lati. Cercando di seguire un sostenuto corso<br \/>\n<br \/>neoliberale, i governi ucraini non furono capaci di conseguire un<br \/>\n<br \/>consolidamento delle &eacute;lite simile a quello raggiunto in Russia. A causa<br \/>\n<br \/>del costante deficit di risorse, ebbe luogo una disputa ininterrota tra<br \/>\n<br \/>gruppi oligarchici basati in diverse regioni del paese (con la particolarit&agrave;<br \/>\n<br \/>che le risorse si ridistribuivano sistematicamente dal sud-est industriale<br \/>\n<br \/>verso l&#8217;arretrato occidente agricolo, che costituiva la base elettorale dei<br \/>\n<br \/>partiti di destra). Questa lotta tra oligarchi ha costituito il fondamento e il<br \/>\n<br \/>contenuto del singolare modello democratico ucraino. Ma il sistema<br \/>\n<br \/>politico ucraino, che non super&ograve; la prova della crisi, croll&ograve; nell&#8217;inverno<br \/>\n<br \/>del 2012-2013.<br \/>\n<br \/>5 Il Fronte di Sinistra raggruppa dagli anarchici sino a i neostalinisti, passando per i liberali di sinistra e comunisti<br \/>\n<br \/>critici. Negli ultimi tempi manc&ograve; di una leadership unificatrice capace di dare coerenza a questa diversit&agrave;.<br \/>\n<br \/>Il pretesto formale per le rivolte a Kiev fu il rifiuto del presidente centrista<br \/>\n<br \/>Viktor Yanukovich di firmare un accordo di associazione con l&#8217;Unione<br \/>\n<br \/>Europea. L&#8217;accordo, oltre che una quantit&agrave; di esigenze neoliberali,<br \/>\n<br \/>prevedeva il completo trasferimento delle attivit&agrave; industriali ucraine al<br \/>\n<br \/>sistema di standard tecnici della UE. Non c&#8217;erano i soldi per una<br \/>\n<br \/>riorganizzazione del paese di tale portata, e il tentativo di trasferire<br \/>\n<br \/>questi costi al settore privato significava automaticamente la chiusura o<br \/>\n<br \/>il fallimento di gran parte delle fabbriche. Gli stessi leader imprenditoriali,<br \/>\n<br \/>riconoscendo l&#8217;incombente minaccia, intimarono il presidente<br \/>\n<br \/>Yanukovich a non firmare l&#8217;accordo. Tuttavia, l&#8217;opposizione utilizz&ograve; la<br \/>\n<br \/>ritrattazione come pretesto per organizzare proteste di massa,<br \/>\n<br \/>accusando la riluttanza delle autorit&agrave; ad aprire una &ldquo;prospettiva<br \/>\n<br \/>europea&rdquo; per il popolo ucraino.<br \/>\n<br \/>La disposizione iniziale del governo a firmare l&#8217;accordo fu sollevata per il<br \/>\n<br \/>fatto che il paese era in bancarotta. L&#8217;Occidente prometteva soldi e Kiev<br \/>\n<br \/>era disposta ad accettare qualsiasi condizione. Yanukovich vacillava,<br \/>\n<br \/>rivolgendosi alternativamente all&#8217; Occidente, alla Russia e alla Cina, e<br \/>\n<br \/>allo stesso tempo, gli oppositori che protestavano costruivano barricate,<br \/>\n<br \/>bruciavano copertoni delle automobili nelle strade, lanciavano bombe<br \/>\n<br \/>molotov ai soldati delle forze interne e colpivano ai sostenitori del<br \/>\n<br \/>governo.<br \/>\n<br \/>La sollevazione ucraina, appoggiata inizialmente, come a Mosca, da<br \/>\n<br \/>una parte importante degli strati medi delle capitali, fin&igrave; rapidamente<br \/>\n<br \/>sotto il controllo dell&#8217;opposizione radicale di destra, che si appoggiava<br \/>\n<br \/>alla bande di strada di diverse organizzazioni fasciste e semifasciste. In<br \/>\n<br \/>questo senso, il Maidan di Kiev (cos&igrave; chiamato per via del nome della<br \/>\n<br \/>piazza centrale della capitale, Maidan Nezalezhnosti, dove avvenirono i<br \/>\n<br \/>fatti6) si distingueva radicalmente dalle proteste in piazza Bolotnaya, di<br \/>\n<br \/>Mosca. Se in questo ultimo caso il controllo ideologico lo presero i<br \/>\n<br \/>liberali, anche se in un senso chiaramente di destra, a Kiev, dal<br \/>\n<br \/>principio, le posizioni dominanti furono quelle dei radicali di destra,<br \/>\n<br \/>anche se l&#8217;intelletualit&agrave; liberale non voleva riconoscerlo.<br \/>\n<br \/>L&#8217;egemonia dell&#8217;estrema destra nelle proteste di Kiev fu il risultato<br \/>\n<br \/>naturale degli antefatti della democrazia oligarchica ucraina. A differenza<br \/>\n<br \/>della Russia, dove non esisteva un&#8217;opposizione seriamente<br \/>\n<br \/>istituzionalizzata fuori dai partiti della Duma (Parlamento), che erano<br \/>\n<br \/>parte del sistema di una &ldquo;democrazia dirigista&rdquo; (e che attuarono contro le<br \/>\n<br \/>proteste massive), in Ucraina si formarono istanze di pluralismo politico<br \/>\n<br \/>reale, ma nel quadro di un sistema oligarchico l&#8217;elezione era solo tra<br \/>\n<br \/>centristi e quelli di destra. Peraltro, gli ultimi erano sotto la crescente<br \/>\n<br \/>6 Piazza dell&#8217; Indipendenza.<br \/>\n<br \/>pressione di varie organizzazioni fasciste e semi-fasciste che erano<br \/>\n<br \/>incoraggiate dal governo di centro di Yanukovich e dal suo Partito delle<br \/>\n<br \/>Regioni7 in qualit&agrave; di potenziali alternative elettorali all&#8217;opposizione<br \/>\n<br \/>nazionalista di destra. La questione non arriv&ograve; alle elezioni; il cambio di<br \/>\n<br \/>potere, accompagnato dal crollo di fatto della struttura politica del Partito<br \/>\n<br \/>delle Regioni, port&ograve; il paese da un pluralismo politico a una elezione tra<br \/>\n<br \/>la destra e l&#8217;estrema destra, che fino a quel momento avevano attuato<br \/>\n<br \/>unite in un blocco. Gli scontri si trasformarono in combattimenti di strada<br \/>\n<br \/>quando gli attivisti di organizzazioni nazionaliste radicali, unite nella<br \/>\n<br \/>coalizione di Pravy Sektor (Settore di Destra), cominciarono a usare le<br \/>\n<br \/>armi. Nel febbraio del 2014, Yanukovich, dopo aver perso<br \/>\n<br \/>definitivamente il controllo della situazione, fugg&igrave; da Kiev e lasci&ograve; il<br \/>\n<br \/>paese abbandonato alla sua stessa sorte. Il governo non cadde, n&eacute;<br \/>\n<br \/>tanto meno ci fu una presa del potere. Semplicemente si autoliquid&ograve;.<br \/>\n<br \/>Il nuovo governo dell&#8217; Ucraina<br \/>\n<br \/>Sul piano politico, una coalizione di tre partiti (Baktivshina, UDAR e<br \/>\n<br \/>Svoboda8), formata a Kiev dopo la fuga di Yanukovich, si present&ograve; come<br \/>\n<br \/>l&#8217;unione dei radicali neoliberali con i nazionalisti e i fascisti, una formula<br \/>\n<br \/>sino ad allora poco usuale per l&#8217;Europa che, tuttavia, pu&ograve; essere un<br \/>\n<br \/>precedente per altri paesi. Il nuovo governo, formato dagli oppositori di<br \/>\n<br \/>prima nelle condizioni di un caos crescente, non trov&ograve; niente di meglio<br \/>\n<br \/>che cercare di consolidare il suo sostegno da parte di piccoli gruppi<br \/>\n<br \/>radicali di destra che avevano promesso di rimuovere la legge delle<br \/>\n<br \/>lingue officiali, che conferisce lo status di lingua ufficiale al russo e alle<br \/>\n<br \/>lingue di altre minoranze nazionali: l&#8217;ungherese, il rumeno, ecc.<br \/>\n<br \/>Ci&ograve; nonostante, sarebbe totalmente falso interpretare il conflitto in<br \/>\n<br \/>Ucraina come linguistico o culturale. L&#8217;ucraino, che predomina nelle<br \/>\n<br \/>regioni occidentali del paese, &egrave; molto poco diffuso a Kiev, anche se la<br \/>\n<br \/>classe intelletuale russofona della capitale fu raggiunta nel 2013<br \/>\n<br \/>dall&#8217;euforia nazionalista, probabilmente pi&ugrave; dei pragmatici contadini delle<br \/>\n<br \/>provincie di Lvov o Volynsk. All&#8217;aprire lo scrigno di Pandora delle lingue,<br \/>\n<br \/>le autorit&agrave; riconobbero que avrebbero prodotto un&#8217;esplosione di<br \/>\n<br \/>insoddisfazione nelle regioni del sud-est dell&#8217;Ucraina, dove solo una<br \/>\n<br \/>minoranza insignificate fa uso dell&#8217;ucraino. Gi&agrave; da prima, il sud-est<br \/>\n<br \/>votava tradizionalmente per il Partito delle Regioni del destituito<br \/>\n<br \/>Yanukovich, e i gruppi radicali di destra e nazionalisti si appoggiarono<br \/>\n<br \/>nelle zone occidentali del paese. Nello stesso tempo, provocando un<br \/>\n<br \/>confitto intorno alla lingua russa, il nuovo governo cercava di cambiare<br \/>\n<br \/>7 Partito centrista di base russofono creato nel 1997 con il nome di Partito della Rinascita Regionale dell&#8217; Ucraina.<br \/>\n<br \/>8 In ucraino , rispettivamente, &ldquo;Patria&rdquo;, &ldquo;Golpe&rdquo; e &ldquo;Libert&agrave;&rdquo;. Rigorosamente, UDAR &egrave; l&#8217;acronimo in ucraino di<br \/>\n<br \/>Alleanza Democratica Ucraina per la Riforma, che coincide con la parola &ldquo;UDAR&rdquo; (golpe).<br \/>\n<br \/>la situazione, trasformando le contraddizioni sociopolitiche in nazionali.<br \/>\n<br \/>La Russia, che inevitabilmente condann&ograve; questa politica, si pu&ograve;<br \/>\n<br \/>presentare ora come il principale colpevole di tutti i problemi<br \/>\n<br \/>dell&#8217;Ucraina, di quelli passati, i presenti e i futuri.<br \/>\n<br \/>Il piano funzion&ograve;, ma non completamente come si aspettavano i suoi<br \/>\n<br \/>autori. Il conflitto con la Russia, che si stava scomponendo in uno<br \/>\n<br \/>spazio di tempo gi&agrave; prolungato, si aggrav&ograve; violentemente; una<br \/>\n<br \/>benedizione per il Cremlino fu l&#8217;apparizione di un nuovo nemico nella<br \/>\n<br \/>persona del governatore di Kiev, cos&igrave; utile nel contesto della situazione<br \/>\n<br \/>economica del Paese, che peggiorava. E gli abitanti del sud-est, prima<br \/>\n<br \/>abbastanza tranquilli e leali nei confronti di qualsiasi governo, non solo<br \/>\n<br \/>protestarono, ma si sollevarono apertamente. Inoltre, questa<br \/>\n<br \/>insurrezione attrasse alla sua orbita una quantit&agrave; di gente molto pi&ugrave;<br \/>\n<br \/>numerosa delle azioni nel Maidan di Kiev. Le proteste nel sud-est<br \/>\n<br \/>scoppiarono letteralmente in tutte le citt&agrave;, includendo i centri regionali. A<br \/>\n<br \/>differenza di Yanukovich, che per alcuni mesi cerc&ograve; di mantenere la<br \/>\n<br \/>situazione sotto controllo ed evitare l&#8217;uso delle armi, il nuovo governo<br \/>\n<br \/>schier&ograve; per soffocare le proteste non solo la polizia, ma anche reparti<br \/>\n<br \/>armati dopo la crisi a Kiev del Settore di Destra, il che successivamente<br \/>\n<br \/>provoc&ograve; vittime umane. Gli attivisti del sud-est utilizzarono gli stessi<br \/>\n<br \/>metodi attraverso cui i radicali di destra imposero la loro volont&agrave; al<br \/>\n<br \/>governo precedente. Le manifestazioni di strada presto si trasformarono<br \/>\n<br \/>nella presa di edifici amministrativi. Quello che venne ideato come uno<br \/>\n<br \/>scoppio momentaneo si trasform&ograve; in una esplosione che port&ograve; a una<br \/>\n<br \/>distruzione senza ritorno.<br \/>\n<br \/>Essenzialmente, quello che si distusse fu il sistema statale ucraino. Le<br \/>\n<br \/>regioni del sud-est e anche la Crimea, abitata prevalentemente da russi<br \/>\n<br \/>etnici, iniziarono a reclamare l&#8217;unione con la Russia. Il Cremlino dovette<br \/>\n<br \/>reagire in qualche modo di fronte agli avvenimenti, a maggior ragione<br \/>\n<br \/>quando la ribellione della Crimea e del sud-est risvegli&ograve; nel paese una<br \/>\n<br \/>simpatia massiva.<br \/>\n<br \/>La decisione presa dal Cremlino nei primi momenti sembr&ograve; la migliore<br \/>\n<br \/>possibile: dopo l&#8217;accordo con l&#8217;&eacute;lite della Crimea, le autorit&agrave; russe<br \/>\n<br \/>annessero questa regione in disputa al loro territorio, e le restanti<br \/>\n<br \/>province del sud-est ammutinato vennero liberate al loro stesso destino.<br \/>\n<br \/>Tuttavia, il sollevamento nel sud-est non solo non si placc&ograve; ma, al<br \/>\n<br \/>contrario, si inaspr&igrave;. Le forze di sicurezza russa appoggiarono<br \/>\n<br \/>apertamente il sollevamento, molte volte inoltre senza attendere<br \/>\n<br \/>l&#8217;opinione del Cremlino, la cosa in s&eacute; risult&ograve; una spiacevole sorpresa<br \/>\n<br \/>per Putin e la sua cerchia pi&ugrave; vicina.<br \/>\n<br \/>L&#8217;amministrazione del Cremlino, che aveva ricevuto un beneficio tattico,<br \/>\n<br \/>mise sotto di s&eacute; una bomba di azione immediata. La popolarit&agrave; del<br \/>\n<br \/>presidente, che era aumentata drasticamente nel momento<br \/>\n<br \/>dell&#8217;annessione della Crimea, cominci&ograve; a calare di poco ma senza<br \/>\n<br \/>pausa, appena si vide con chiarezza che altre regioni non potevano<br \/>\n<br \/>aspettare nessun aiuto dalla Russia. Nel frattempo, nelle stesse regioni<br \/>\n<br \/>del sud-est dell&#8217;Ucraina successe qualcosa che non rallegr&ograve; per niente<br \/>\n<br \/>l&#8217;&eacute;lite di Mosca: il movimento di difesa della lingua russa si trasform&ograve; a<br \/>\n<br \/>prima vista in una rivoluzione sociale.<br \/>\n<br \/>Senza limitarsi alla presa di edifici dell&#8217;amministrazione provinciale, gli<br \/>\n<br \/>attivisti di Donetsk e Lugansk si pronunciarono per la creazione delle<br \/>\n<br \/>loro Repubbliche popolari. Inoltre a Donetsk iniziarono molto<br \/>\n<br \/>rapidamente ad acquisire le caratteristiche di un potere alternativo.<br \/>\n<br \/>Questo incentiv&ograve; la presa di dipartimenti di polizia locali e altre istituzioni<br \/>\n<br \/>statali. Alcune prese furono realizzate dalle masse sollevate, ma in molti<br \/>\n<br \/>casi attuarono gruppi armati disciplinati, gli antichi collaboratori del corpo<br \/>\n<br \/>speciale di polizia Berkut e altre forze di sicurezza dell&#8217;Ucraina separate<br \/>\n<br \/>dal nuovo governo di Kiev, o disertori. Alcune divisioni lasciarono il<br \/>\n<br \/>servizio praticamente con il loro completo personale, portando con s&eacute;<br \/>\n<br \/>armi e munizioni. La propaganda ufficiale di Kiev reagg&igrave; chiamando<br \/>\n<br \/>&rdquo;gruppi commando russi&rdquo; gli antichi collaboratori delle sue forze di<br \/>\n<br \/>sicurezza; tuttavia, per la popolazione prorussa del sud-est dell&#8217;Ucraina,<br \/>\n<br \/>queste denuncie non si vedevano come uno screditamento del<br \/>\n<br \/>sollevamento, ma piuttosto come pubblicit&agrave; a favore. Quanto pi&ugrave; si<br \/>\n<br \/>parlava a Kiev di un&#8217;ingerenza diretta e persino di una &ldquo;occupazione&rdquo;<br \/>\n<br \/>della regione da parte della Russia, tanta pi&ugrave; gente in quei luoghi si<br \/>\n<br \/>univa alla protesta considerando che ora la Russia li avrebbe difesi e<br \/>\n<br \/>avrebbe appoggiato i ribelli.<br \/>\n<br \/>Il nuovo governo di Kiev cominci&ograve; a ripetere rispetto agli &ldquo;antimaidanisti&rdquo;<br \/>\n<br \/>del sud-est tutte le imputazioni e teorie cospirative che alcuni mesi prima<br \/>\n<br \/>la propaganda di Yanukovich aveva utilizzato parlando del proprio<br \/>\n<br \/>&ldquo;maidan&rdquo;. Solo che ora tutto questo si sarebbe riprodotto su una scala<br \/>\n<br \/>dieci, cento volte maggiore, e avrebbe acquisito una forma del tutto<br \/>\n<br \/>grottesca.<br \/>\n<br \/>Tuttavia, le scale e la radicalit&agrave; del confronto in nessun modo possono<br \/>\n<br \/>essere spiegati esclusivamente dalla logica di uno scontro politico. La<br \/>\n<br \/>politica economica del nuovo governo delimit&ograve; la linea di una forte<br \/>\n<br \/>divisione sociale, che nessuna retorica nazionale pu&ograve; occultare. Gli<br \/>\n<br \/>oligarchi, che all&#8217;epoca di Yanukovich si approfittavano delle possibilit&agrave;<br \/>\n<br \/>di un&#8217;influenza informale nel governo, ricevettero ora incarichi ufficiali<br \/>\n<br \/>come governatori. Poco dopo, le elezioni presidenziali organizzate dalla<br \/>\n<br \/>nuova amministrazione conferirono l&#8217; incarico di presidente a uno dei<br \/>\n<br \/>maggiori capitalisti del paese, Piotr Poroshenko, che nemmeno per<br \/>\n<br \/>salvare le apparenze cerc&ograve; di nascondere la sua attivit&agrave; imprenditoriale.<br \/>\n<br \/>Dopo la firma di un accordo con il Fondo Monetario Internazionale<br \/>\n<br \/>(FMI), il governo aument&ograve; drasticamente i prezzi del gas e dei farmaci e<br \/>\n<br \/>tagli&ograve; i sussidi all&#8217;industria. La tendenza neoliberale che anche prima<br \/>\n<br \/>avevano seguito i circoli dirigenti sia in Russia che in Ucraina, con<br \/>\n<br \/>alcune eccezioni, ora si radicalizz&ograve;. Proprio per questo la retorica<br \/>\n<br \/>nazionalista divenne molto necessaria per Kiev: non gli restavano altri<br \/>\n<br \/>mezzi di consolidamento sociale. Nell&#8217;Ovest del paese e nella capitale,<br \/>\n<br \/>la crescente indignazione, dopo un p&ograve;, riusc&igrave; a conservare la retorica<br \/>\n<br \/>nazionalista e la propaganda antirussa, ma rispetto agli abitanti agli<br \/>\n<br \/>abitanti dell&#8217;est, questi metodi producevano un effetto inverso. Cercando<br \/>\n<br \/>di placare l&#8217;incendio nell&#8217;ovest, il governo butt&ograve; pi&ugrave; legna al fuoco<br \/>\n<br \/>nell&#8217;est.<br \/>\n<br \/>La ribellione<br \/>\n<br \/>Il primo intento di soffocare lo scontro nel sud-est con l&#8217;aiuto<br \/>\n<br \/>dell&#8217;Esercito Ucraino non riusc&igrave; nell&#8217;aprile di questo anno, quando una<br \/>\n<br \/>moltitudine di gente disarmata riusc&igrave; a fermare e persuadere una parte<br \/>\n<br \/>dei militari, facendo fallire l&#8217;&rdquo;operazione antiterrorista&rdquo; avviata da Kiev.<br \/>\n<br \/>Tuttavia, la scalata di violenze continuava. Il 2 di maggio, nelle strade di<br \/>\n<br \/>Odessa, ritornarono a prodursi scontri tra gruppi sostenitori del nuovo<br \/>\n<br \/>governo arrivati in citt&agrave; e i suoi oppositori, dopo di ch&eacute; una moltitudine<br \/>\n<br \/>riunita dai combattenti del Settore di Destra incendi&ograve; la Casa dei<br \/>\n<br \/>Sindacati, insieme alla quale si erano riuniti attivisti locali di sinistra e<br \/>\n<br \/>prorussi. La gente che riusciva a scappare dal fuoco veniva fatta fuori<br \/>\n<br \/>nelle strade, e quando il fuoco cominci&ograve; a estinguersi, gruppi di<br \/>\n<br \/>combattenti commisero atti di rappresaglia contro coloro i quali erano<br \/>\n<br \/>nascosti negli appartamenti alti degli edifici, che non erano stati<br \/>\n<br \/>raggiunti dalle fiamme. Morirono almeno 46 persone, e molti dei quali<br \/>\n<br \/>sopravissero furono arrestati dalla polizia. Il giorno seguente, una<br \/>\n<br \/>moltitudine sollevata di cittadini di Odessa liber&ograve; gli arrestati, ma alcuni<br \/>\n<br \/>di essi furono nuovamente arrestati o assassinati nei giorni successivi.<br \/>\n<br \/>Immediatamente dopo il pogrom di Odessa arrivarono notizie di fatti di<br \/>\n<br \/>violenza non meno crudeli a Mariupol, dove la guardia nazionale spar&ograve;<br \/>\n<br \/>e bruci&ograve;, nell&#8217;edificio della sezione di Affari Interni della citt&agrave;, a decine di<br \/>\n<br \/>poliziotti che si erano opposti a usare le armi contro la popolazione. Allo<br \/>\n<br \/>stesso tempo, nelle citt&agrave; che stavano sotto il controllo della Repubblica<br \/>\n<br \/>di Donetsk9, inizi&ograve; un processo spontaneo di trasformazioni sociali: i<br \/>\n<br \/>lavoratori presero le fabbriche, le autorit&agrave; locali nazionalizzarono le<br \/>\n<br \/>imprese, i minatori dichiararono lo sciopero e reclamarono un aumento<br \/>\n<br \/>del salario.<br \/>\n<br \/>Dopo la tragedia di Odessa, la tendenza dell&#8217;Ucraina verso una guerra<br \/>\n<br \/>civile divenne irreversibile. Per gli abitanti di Donetsk e di Lugansk10, fu<br \/>\n<br \/>evidente che nel caso in cui non si fossero mantenute le loro<br \/>\n<br \/>repubbliche, gli aspettava la stessa sorte di Odessa. La richiesta per la<br \/>\n<br \/>federalizzazione dell&#8217;Ucraina, che inizialmente univa tutti gli oppositori di<br \/>\n<br \/>Kiev, ora era cambiata in una chiamata all&#8217;indipendenza assoluta o<br \/>\n<br \/>all&#8217;unione con la Russia. Ci&ograve; nonostante, le autorit&agrave; russe chiaramente<br \/>\n<br \/>non erano disposte a unirsi con le provincie in mano a una popolazione<br \/>\n<br \/>ribellatasi con le armi, a maggior ragione quando una parte importante<br \/>\n<br \/>dei reclami sentiti in aprile e maggio nelle manifestazioni dei federalisti<br \/>\n<br \/>avrebbero potuto risuonare in modo non meno detonante in Russia,<br \/>\n<br \/>dove altres&igrave; era cresciuta la tensione tra il centro e le regioni.<br \/>\n<br \/>Nel referendum dell&#8217;11 maggio del 2014 fu proclamata la Repubblica<br \/>\n<br \/>Popolare di Donetsk e Krivoi Rog, creata nel 1918 dai bolscevichi e i<br \/>\n<br \/>socialisti rivoluzionari di sinistra. Tale repubblica fu sterminata dalle forze<br \/>\n<br \/>tedesche, con le cui baionette si impose l&#8217;autorit&agrave; della Rada (Consiglio)<br \/>\n<br \/>Centrale di Kiev alle regioni del sud-est dell&#8217;Ucraina. Questa volta, la<br \/>\n<br \/>guerra civile si dispiega negli stessi fronti e, in larga misura, con lo<br \/>\n<br \/>stesso contenuto sociale (ma non ancora politico).<br \/>\n<br \/>Anche se la lotta armata ebbe luogo nel territorio di due provincie, lo<br \/>\n<br \/>scontro non si limita a quei territori. A Jarkov, Odessa, Zaporizhia e altri<br \/>\n<br \/>centri dell&#8217;Ucraina si formarono organizzazioni clandestine che hanno<br \/>\n<br \/>per oggetto la fondazione di un nuovo Stato: Nuova Russia. A Kiev e<br \/>\n<br \/>nelle provincie dell&#8217;Ucraina centrale l&#8217;opposizione al potere si organizz&ograve;<br \/>\n<br \/>in gruppi fondamentalmente di sinistra, tra i quali il pi&ugrave; conosciuto &egrave; il<br \/>\n<br \/>partito Borotba (lotta). Il governo rispose con repressione: gli uffici dei<br \/>\n<br \/>&ldquo;borotbisti&rdquo; furono destituiti e alcuni dei suoi leader hanno un mandato di<br \/>\n<br \/>cattura. A fine luglio anche il Partito Comunista dell&#8217; Ucraina fu bandito di<br \/>\n<br \/>fatto.<br \/>\n<br \/>In questa situazione il Cremlino non aveva scelta: era obbligato ad<br \/>\n<br \/>appoggiare Donetsk e Lugansk. Tuttavia quest&#8217; appoggio era<br \/>\n<br \/>9 Stato autoproclamato dagli attivisti filorussi dal 7 di aprile del 2014.<br \/>\n<br \/>10 Anche nella citt&agrave; di Lugansk si autoproclam&ograve; la Repubblica Popolare di Lugansk il 27 di aprile del 2014.<br \/>\n<br \/>chiaramente forzato. Il governo russo cerc&ograve; al massimo di utilizzare la<br \/>\n<br \/>sua influenza nei territori delle repubbliche sollevate per promuovere i<br \/>\n<br \/>suoi protetti nei posti chiave e ridurre al minimo il processo di<br \/>\n<br \/>trasformazioni sociali che era cominciato spontaneamente. Allo stesso<br \/>\n<br \/>tempo, i funzionari di Mosca lavorarono insieme alla gente dell&#8217;oligarca<br \/>\n<br \/>ucraino Rinat Ajmetov, che prima avrebbe finanziato il partito delle<br \/>\n<br \/>regioni, per influire questa volta in entrambi i lati del conflitto al<br \/>\n<br \/>contempo. I rappresentanti di Ajmetov occuparono posti sia<br \/>\n<br \/>nell&#8217;amministrazione ufficiale che nelle strutture della repubblica di<br \/>\n<br \/>Donetsk, cercando con tutti i mezzi di frenare e bloccare le risoluzioni<br \/>\n<br \/>sulla nazionalizazzione e altre domande radicali degli insorti. Gli<br \/>\n<br \/>organismi del potere creati a Donetsk e Lugansk erano inefficienti gi&agrave;<br \/>\n<br \/>senza di esse, pieni di gente occasionale e non preparata per un serio<br \/>\n<br \/>lavoro autonomo. Quando si comprese che il sostegno di Mosca si<br \/>\n<br \/>sarebbe limitato alla fornitura di attrezzature militari e, di tanto in tanto di<br \/>\n<br \/>armamento obsoleto da magazzini del periodo sovietico, si scopr&igrave; in<br \/>\n<br \/>quale misura i sostenitori delle repubbliche non erano preparati per il<br \/>\n<br \/>conflitto. E solo la mostruosa incompetenza dei militari ucraini, unita alla<br \/>\n<br \/>franca mancanza di volont&agrave; delle truppe di spargere sangue in una<br \/>\n<br \/>operazione punitiva, permise che i distaccamenti di miliziani formati alla<br \/>\n<br \/>leggera resistessero i primi due mesi di combattimenti.<br \/>\n<br \/>Il centro della ribellione fu la citt&agrave; di Slaviansk, il cui sistema difensivo fu<br \/>\n<br \/>comandato dal volontario russo Igor Strelkov, che dopo di ci&ograve; passo da<br \/>\n<br \/>essere uno specialista in storia militare conosciuto da pochi a leader<br \/>\n<br \/>militare popolare. Quando a luglio del 2014 i distaccamenti di Strelkov<br \/>\n<br \/>abbandonarono Slaviansk e si trasferirono a Donetsk, lui gi&agrave; aveva sotto<br \/>\n<br \/>il suo comando qualcosa di simile a un esercito regolare. L&#8217;arrivo di<br \/>\n<br \/>Strelkov a Donetsk fu accompagnato dall&#8217;esilio dagli organismi del<br \/>\n<br \/>potere della repubblica dei sostenitori di Ajmetov e di molta gente<br \/>\n<br \/>collegata con l&#8217;amministrazione del Cremlino, ai quali si colpevolizzava<br \/>\n<br \/>di aver cercato di cedere la citt&agrave;. Allo stesso tempo, arrivarono a<br \/>\n<br \/>Donetsk e a Lugansk masse di volontari dalla Russia, ispirati da ideali<br \/>\n<br \/>sia di sinistra che nazionalisti. Le domande sociali del movimento<br \/>\n<br \/>passavano di mano in mano con il motto &ldquo;Difesa del mondo russo&rdquo;,<br \/>\n<br \/>anche se erano pochi coloro i quali potevano dire precisamente in cosa<br \/>\n<br \/>consiste la differenza di questo &ldquo;mondo&rdquo; con altri &ldquo;mondi&rdquo;.<br \/>\n<br \/>L&#8217;ala sinistra del movimento si form&ograve; ideologicamente il 7 di luglio,<br \/>\n<br \/>quando a Yalta, nel territorio della Crimea annesso alla Russia, i<br \/>\n<br \/>rappresentanti delle organizzazioni di sinistra della Nuova Russia si<br \/>\n<br \/>incontrarono con i loro confratelli russi e con attivisti occidentali del<br \/>\n<br \/>movimento antibellico. Il Manifesto di Yalta proclama come obiettivo<br \/>\n<br \/>della sua lotta il superamento del capitalismo oligarchico, la formazione<br \/>\n<br \/>di un&#8217;economia mista con uno sviluppo del settore sociale e la creazione<br \/>\n<br \/>di una &ldquo;repubblica sociale&rdquo; in tutto il territorio dell&#8217;Ucraina.<br \/>\n<br \/>* * * * * *<br \/>\n<br \/>La crisi ucraina avanz&ograve; allo svilupparsi di quella russa, e in gran parte<br \/>\n<br \/>cambi&ograve; il suo carattere, al provocare uno scontro con l&#8217;Occidente e<br \/>\n<br \/>porre in primo piano slogan di &ldquo;dignit&agrave; nazionale&rdquo;. Precisamente<br \/>\n<br \/>l&#8217;Occidente, che pretende un&#8217;espansione dell&#8217; Organizzazione del<br \/>\n<br \/>Trattato dell&#8217;Atlantico del Nord (NATO) e l&#8217;inclusione dell&#8217;Ucraina nella<br \/>\n<br \/>sua sfera d&#8217;influenza, sta provocando un conflitto che Mosca cerca di<br \/>\n<br \/>evitare con tutte le sue forze. Tuttavia, non riuscir&agrave; ad evitarlo, poich&eacute; le<br \/>\n<br \/>contraddizioni palesate dalla crisi mondiale hanno un carattere obiettivo.<br \/>\n<br \/>Per la Russia, nel corso di questo scontro, passano al primo piano gli<br \/>\n<br \/>sforzi per l&#8217;indipendenza economica, che semplicemente non possono<br \/>\n<br \/>risolversi nell&#8217;ambito dell&#8217;ordine esistente e nel mentre che si conservino<br \/>\n<br \/>le strutture sociali e politiche precedenti. I circoli dirigenti moscoviti della<br \/>\n<br \/>Russia cercarono di unire forzatamente una politica estera indipendente<br \/>\n<br \/>con un ordine interno conservatore. Ampliano la cooperazione con i<br \/>\n<br \/>paesi del BRICS, invitando a una trasformazione delle regole<br \/>\n<br \/>economiche internazionali, ma queste regole, a loro volta, sono la<br \/>\n<br \/>condizione fondamentale dell&#8217;esistenza e della prosperit&agrave; dell&#8217;oligarchia<br \/>\n<br \/>russa. In altre parole, lo sviluppo degli avvenimenti inevitabilmente<br \/>\n<br \/>trasformer&agrave; un conflitto di politica estera in uno scontro di politica interna<br \/>\n<br \/>e sociale.<br \/>\n<br \/>La &ldquo;democrazia dirigista&rdquo; russa passer&agrave; alla storia dietro la storia<br \/>\n<br \/>oligarchica ucraina. E chiss&agrave;, pu&ograve; essere che precisamente in queste<br \/>\n<br \/>convulsioni stia nascendo oggi non solo una nuova Russia, ma anche<br \/>\n<br \/>una nuova Europa.<\/p>\n<p>di Boris Kagarlitski *<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si suole considerare la Russia come un paese che ha sofferto la crisi economica mondiale meno degli altri. 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