{"id":65207,"date":"2015-01-26T00:00:00","date_gmt":"2015-01-26T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/01\/26\/governo-syriza\/"},"modified":"2015-01-26T00:00:00","modified_gmt":"2015-01-26T00:00:00","slug":"governo-syriza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/01\/26\/governo-syriza\/","title":{"rendered":"GOVERNO SYRIZA"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2914_375739_188653021345479_508770328_n.png\" alt=\"2914_375739_188653021345479_508770328_n.png\" \/><br \/>\nLa vittoria elettorale di Syriza, da tempo annunciata, registra proporzioni superiori alle previsioni.<br \/>\n<br \/>La maggioranza dei lavoratori, dei giovani, della popolazione povera , colpiti dalla crisi capitalistica e dalle politiche usuraie del capitale finanziario, cercano in Syriza la propria rappresentanza.<br \/>\n<br \/>L&#8217;ascesa delle lotte di massa che ha investito la Grecia negli anni della grande crisi ha concentrato su Syriza la domanda di svolta. La partecipazione oceanica al comizio conclusivo di Tsipras in Atene , e il clima di piazza che lo accompagnava, anticipava il risultato delle urne.<\/p>\n<p>La grande avanzata di Syriza di questi anni, non &egrave; il frutto di magiche alchimie &ldquo;unitarie&rdquo; o ideologiche, come vogliono far credere gli invidiosi dirigenti della sinistra italiana, che cercano riparo e nuove emozioni in terra greca. E&#8217; il prodotto di tre fattori obiettivi: il crollo del PASOK, travolto dal peso congiunto di una insostenibile austerit&agrave; e della drammatica crisi sociale; una prolungata mobilitazione di massa di lavoratori e di giovani che ,sia pure con una dinamica irregolare , ha conosciuto livelli di partecipazione e radicalit&agrave; senza punti di paragone in Europa; la politica grottesca e settaria del KKE stalinista, unicamente preoccupato di difendere il proprio fortino burocratico, e per questo proteso a dividere il movimento di massa, o addirittura a contrapporsi ad esso, a tutto vantaggio della socialdemocratica Syriza. Tsipras sa chi deve ringraziare.<\/p>\n<p>Ma tutti i nodi vengono al pettine ora, e a partire da ora.<br \/>\n<br \/>La straordinaria domanda di svolta si confronter&agrave; con la politica di Syriza.<br \/>\n<br \/>E non tarder&agrave; a manifestarsi una contraddizione di fondo.<br \/>\n<br \/>La classe operaia e la popolazione povera hanno votato contro gli strozzini del capitale finanziario. Ma Tsipras cerca l&#8217;accordo col capitale finanziario. Tutta la sua politica di corteggiamento delle diplomazie europee, degli ambienti della City, delle tecnocrazie di Bruxelles, mira ad accreditare il profilo di una affidabile forza di governo, disponibile all&#8217;intesa, ed anzi protesa all&#8217;intesa.<\/p>\n<p>Il &ldquo;programma di Salonicco&rdquo; che Tsipras ha usato per la campagna elettorale, annuncia misure di redistribuzione: ritorno della tredicesima, aumento delle pensioni e del salario minimo, elettricit&agrave; ed assistenza sanitaria gratuita per gli strati sociali pi&ugrave; poveri, ripristino dei contratti collettivi. Il nuovo governo dovr&agrave; dare segnali immediati di riscontro degli impegni elettorali assunti, se vuole evitare un precoce suicidio. Ma parallelamente lo stesso Tsipras ha garantito al capitale finanziario europeo il &ldquo;pareggio di bilancio&rdquo;, al punto da ottenere i complimenti del Financial Times. Ed ha assicurato che non intende realizzare alcun annullamento unilaterale dell&#8217;enorme debito pubblico, riscuotendo apprezzamenti per il suo &ldquo;realismo&rdquo;.<br \/>\n<br \/>Potranno conciliarsi le promesse al popolo  con le promesse agli oppressori del popolo?<\/p>\n<p>Syriza punta le proprie carte sulla negoziazione del debito pubblico col capitale finanziario europeo e con gli stati imperialisti del vecchio continente. Tsipras vuole convincere gli strozzini della popolazione greca che una riduzione concordata dell&#8217;enorme debito &egrave; nel loro stesso interesse:&ldquo; se ci riducete il debito saremo in grado di pagarvelo&rdquo;. Il calcolo si basa sul fatto che il grosso del debito greco non &egrave; pi&ugrave; oggi come sei anni fa nella pancia delle banche private tedesche e francesi, ma &egrave; nelle mani di BCE, FMI, Stati europei. La ristrutturazione del debito che Tsipras chiede conta su margini negoziali pi&ugrave; &ldquo;politici&rdquo; e dunque pi&ugrave; ampi che in passato.<br \/>\n<br \/>Vedremo se il calcolo &egrave; fondato. Vedremo se, e in che misura,  gli Stati imperialisti che detengono il debito greco ( Germania, Francia, Italia) saranno disponibili a un sacrificio di cassa. Vedremo se, e in che misura, la BCE, gi&agrave; terreno di difficile composizione di interessi nazionali contrastanti, trover&agrave; margini negoziali significativi col governo Syriza. La preoccupazione di aprire la diga, tanto pi&ugrave; alla vigilia delle elezioni spagnole, sar&agrave; in qualche modo presente. Una possibile soluzione negoziale potrebbe riguardare i tempi di pagamento degli interessi sul debito, pi&ugrave; che la sua riduzione. Ma &egrave; presto per fare previsioni .<br \/>\n<br \/>Il punto &egrave; un altro. Qualsiasi negoziato con gli strozzini del capitale finanziario, prevede per definizione contropartite. La Grecia ha gi&agrave; ottenuto una ristrutturazione del proprio debito cinque anni fa. Ma il contraccambio del &ldquo;favore&rdquo; ottenuto &egrave; stata la politica di austerit&agrave; cui i lavoratori greci si sono ribellati. Si pu&ograve; pensare oggi a una nuova ristrutturazione, o a una qualsivoglia concessione dei creditori, senza che questi chiedano contropartite? Tsipras vuole la comprensione degli strozzini. Ma gli strozzini chiedono dazio. Pi&ugrave; i creditori faranno concessioni, pi&ugrave; chiederanno garanzie ai debitori. Ma la classe operaia e i giovani di Grecia non hanno gi&agrave; pagato abbastanza?<\/p>\n<p>Tsipras ha garantito che non romper&agrave; con la Unione europea degli Stati capitalisti. Non romper&agrave; con la Nato. Non toccher&agrave; la propriet&agrave; privata, neppure quella dei potentissimi armatori. Non toccher&agrave; lo Stato, nelle sue strutture decisive, a partire dall&#8217;esercito. Per questo ha ottenuto patenti e credenziali insospettabili, persino dal FMI e dai banchieri del Merril Linch. Ma non sar&agrave; semplice continuare a riscuotere il plauso dei capitalisti, e al tempo stesso il plauso dei lavoratori e disoccupati greci.<\/p>\n<p>Di fronte alle contraddizioni annunciate, come si svilupper&agrave; la dinamica della lotta di classe e di massa in Grecia? Subentrer&agrave; un effetto delusione e di ripiegamento, o una reazione di lotta e di scavalcamento? L&#8217;evoluzione della situazione greca dipender&agrave; in larga misura da questo snodo. L&#8217;esperienza storica ci dice che a fronte di un governo borghese &ldquo;riformista&rdquo; sono possibili entrambe le dinamiche. Nel primo caso, il rischio sarebbe una capitalizzazione a destra del disincanto, in presenza oltretutto della destra nazista ( Alba Dorata) pi&ugrave; minacciosa d&#8217;Europa e con significative entrature nell&#8217;apparato militare dello Stato. Nel secondo caso si porrebbe ancor pi&ugrave; nettamente l&#8217;esigenza di una direzione autonoma e alternativa del movimento.<\/p>\n<p>In ogni caso la politica rivoluzionaria &egrave; chiamata alla prova dalla vicenda greca.<br \/>\n<br \/>L&#8217;autonomia e l&#8217;opposizione al governo Syriza &egrave; la prima necessit&agrave;. Nessuna tregua andr&agrave; data al nuovo governo.<br \/>\n<br \/>Una politica di accomodamento col capitale finanziario non pu&ograve; dare risposta alla domanda di svolta dei lavoratori greci. Tutte le pi&ugrave; elementari rivendicazioni del movimento di massa che in questi anni ha attraversato la Grecia pongono di fatto la necessit&agrave; della rottura col capitalismo greco, con la Unione Europea degli Stati capitalisti, con gli strozzini del capitale finanziario.<\/p>\n<p>Annullamento unilaterale del debito pubblico della Grecia!<br \/>\n<br \/>Nazionalizzazione delle banche, senza indennizzo per i grandi azionisti, e loro unificazione in una unica banca di Stato, sotto controllo sociale!<br \/>\n<br \/>Esproprio degli armatori, della grande industria alimentare, dell&#8217;industria farmaceutica, e di tutti i grandi gruppi capitalistici, sotto controllo dei lavoratori!<br \/>\n<br \/>Sviluppo della  autorganizzazione operaia e popolare, e suo coordinamento nazionale<br \/>\n<br \/>Solo un governo operaio e popolare, basato sulla forza e l&#8217;organizzazione dei lavoratori e della mobilitazione di massa potr&agrave; realizzare queste misure di svolta.<\/p>\n<p>Questo programma anticapitalista &egrave; l&#8217;unica reale soluzione del dramma sociale della Grecia. L&#8217;esperienza di ogni giorno prover&agrave; che nella camicia di forza del capitalismo greco ed europeo nessuna svolta reale sar&agrave; possibile. Solo una rottura anticapitalista potr&agrave; aprire una nuova via.<br \/>\n<br \/>Occorrer&agrave; portare questa proposta rivoluzionaria fra le masse, a partire da quelle che hanno visto in Syriza, illusoriamente, la risposta alla propria domanda di svolta. Ogni politica settaria verso la base di massa di Syriza va bandita. Il settarismo burocratico del KKE &egrave; stato il miglio regalo a Tsipras. Si tratta di far fronte comune col sentimento di massa che chiede la svolta volgendolo progressivamente contro la politica del governo.<br \/>\n<br \/>La politica dei bolscevichi verso il governo Kerensky &egrave; una buona scuola per la politica dei rivoluzionari greci.<\/p>\n<p>I nostri compagni del Partito operaio rivoluzionario greco ( EEK) sono e saranno come sempre al loro posto di combattimento. La grande domanda di svolta che si &egrave; indirizzata su Syriza, non poteva premiare elettoralmente il nostro piccolo partito.  Ma ora il nuovo scenario del governo Syriza apre alla sua sinistra uno spazio nuovo di costruzione. Tanto pi&ugrave; ora  la costruzione del partito rivoluzionario leninista resta il punto decisivo, quale che sar&agrave; la piega degli avvenimenti. Ai  compagni del EEK va  il nostro augurio e il nostro sostegno.<\/p>\n<p>MARCO FERRANDO<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vittoria elettorale di Syriza, da tempo annunciata, registra proporzioni superiori alle previsioni. 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