{"id":65252,"date":"2015-02-26T00:00:00","date_gmt":"2015-02-26T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/02\/26\/la-lezione-greca\/"},"modified":"2015-02-26T00:00:00","modified_gmt":"2015-02-26T00:00:00","slug":"la-lezione-greca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/02\/26\/la-lezione-greca\/","title":{"rendered":"LA LEZIONE GRECA"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2938_image.jpg\" alt=\"2938_image.jpg\" \/><br \/>\nL&#8217;evoluzione della situazione greca offre indicazioni di inestimabile valore a tutte le avanguardie di classe disponibili a ragionare e a battersi per una soluzione anticapitalistica.<\/p>\n<p>L&#8217;astro nascente di Syriza si &egrave; trasformato in stella cadente in meno di un mese.<br \/>\n<br \/>La grande illusione di un rilancio riformistico in Europa ha subito battuto la testa contro il muro. I gruppi dirigenti di una sinistra italiana allo sbando che cercavano in Syriza la propria resurrezione hanno sbagliato ancora una volta i propri calcoli. Lo sforzo imperturbabile del quotidiano &ldquo;Il manifesto&rdquo; di continuare a presentare Tsipras, contro ogni evidenza, come il condottiero della vittoria, dimostra l&#8217; ipocrisia imbarazzante di un riformismo che non vuole rassegnarsi alla verit&agrave;. O al fallimento dei propri investimenti editoriali.<\/p>\n<p>I fatti hanno parlato con un linguaggio crudo, che non lascia spazio ad equivoci.<\/p>\n<p>Tsipras aveva sperato di potersi ritagliare uno spazio di manovra tra capitale e lavoro. Puntava da un lato alla ristrutturazione negoziata del debito pubblico con gli Stati strozzini, presso i quali da tempo aveva voluto accreditarsi. Dall&#8217;altro ad una riduzione concordata dell&#8217;avanzo primario capace di consentirgli misure sociali immediate e tangibili per confermare l&#8217;impressione della &ldquo;svolta&rdquo;.<\/p>\n<p>LA RESA AI CREDITORI<\/p>\n<p>L&#8217;operazione &egrave; fallita. I creditori strozzini, cio&egrave; gli Stati imperialisti dell&#8217;Unione non hanno concesso a Tsipras neppure la maschera. Il tradimento delle promesse sociali &egrave; apparso clamoroso . Di pi&ugrave;.  Al tavolo da gioco il dinamico ministro delle Finanze Varkufakis non ha potuto nemmeno avanzare le proposte di compromesso inizialmente propagandate ( riduzione del debito, conferenza europea sul debito, riduzione dell&#8217;avanzo primario dal 4,5% all&#8217;1,5%). Perch&egrave; persino quelle timide proposte negoziali erano irricevibili dagli Stati imperialisti. Al contrario sono stati gli Stati imperialisti a dettare le proprie richieste: continuit&agrave; del Memorandum e del commissariamento della Grecia da parte della Troika; salvaguardia delle privatizzazioni rapina gi&agrave; realizzate o avviate; continuit&agrave; della stretta sociale su sanit&agrave; e pensioni; nessun innalzamento della soglia di esenzione fiscale per le famiglie pi&ugrave; povere. Syriza salva l&#8217;&rdquo;ambizione&rdquo; a elevare il salario minimo, come eventualit&agrave; futura, senza quantificazioni e indicazioni di data, e per di pi&ugrave; solo se i creditori daranno via libera. La rinuncia codificata da parte del governo a qualsiasi &ldquo;misura unilaterale&rdquo; d&agrave; ai creditori strozzini un potere di veto totale. L&#8217;unica foglia di fico concessa  a Tsipras &egrave; quella di chiamare il Memorandum &ldquo;le misure in essere&rdquo; e la Troika &ldquo;le istituzioni&rdquo;. La pretesa di Tsipras di aggrapparsi alla semantica per  cantare vittoria &egrave; pi&ugrave; penosa che il riconoscimento della sconfitta. La qualifica di &ldquo;bertinottismo greco&rdquo; si attaglia davvero alla perfezione, se non fosse che la tragedia greca lascia poco spazio al sorriso.<\/p>\n<p>Ci&ograve; che &egrave; accaduto racchiude una formidabile lezione politica. Non c&#8217;&egrave; alcun reale spazio riformistico dentro la crisi capitalistica europea. L&#8217;illusione propagata a piene mani dai partiti della Sinistra Europea, Syriza in testa, circa un possibile compromesso dinamico progressivo dentro la camicia di forza dell&#8217;Unione Europea, si conferma come un volgare inganno per i lavoratori . Subordinare la loro volont&agrave; di cambiamento alle compatibilit&agrave; del capitalismo europeo equivale al tradimento di quella volont&agrave;. Anche quando quella volont&agrave; ha dietro di s&eacute; la forza di una mobilitazione di anni, come nel caso greco. Anzi, quanto pi&ugrave; la domanda popolare di svolta &egrave; radicale, perch&egrave; dettata dalla disperazione sociale e dalla generosit&agrave; della lotta, tanto pi&ugrave; la pretesa di subordinarla al capitale consuma un tradimento vergognoso. Tale &egrave; il tradimento compiuto da Syriza e Tsipras in Grecia.  Senza alcuna attenuante.<\/p>\n<p>Il cuore del tradimento non sta in un eccesso di arrendevolezza al tavolo negoziale con gli strozzini. Sta nell&#8217;aver accettato e perseguito quel tavolo. Sta nel fatto di aver perseguito l&#8217;accordo con gli Stati strozzini presentandolo come possibile canale di svolta per gli sfruttati. A quel tavolo negoziale il risultato era gi&agrave; scritto in partenza. E tutti i nuovi negoziati annunciati in primavera non faranno che confermarlo. La lezione &egrave; semplice: non si pu&ograve; &ldquo;cambiare l&#8217;Europa&rdquo; col consenso dei padroni d&#8217;Europa; non si pu&ograve; &ldquo;cambiare la Grecia&rdquo; col consenso dei banchieri e degli armatori greci. Solo una rottura radicale col capitalismo greco ed europeo pu&ograve; segnare una svolta vera. Solo un governo dei lavoratori pu&ograve; realizzare tale svolta. Fuori da questa prospettiva, contro questa prospettiva, c&#8217;&egrave; solo l&#8217;eterno ripetersi di una capitolazione obbligata. E un rischio enorme: quello di consegnare l&#8217;inevitabile disillusione popolare alle fauci naziste di Alba Dorata. Il fatto che i dirigenti di Alba Dorata abbiano detto dopo il 25 Gennaio &ldquo;Syriza fallir&agrave;, poi arriveremo noi&rdquo;, non rappresenta affatto un innocuo gesto provocatorio. Rappresenta un lucido disegno. I legami del nazismo greco coi corpi di polizia e le strutture militari  gi&agrave; eredi della dittatura dei Colonnelli (1967), colorano quel disegno di tinte particolarmente inquietanti.<\/p>\n<p>Il bivio di fondo &egrave; inequivocabile: o il movimento operaio greco dar&agrave; la propria soluzione sul terreno rivoluzionario alla crisi del proprio paese oppure c&#8217;&egrave; il rischio drammatico che la soluzione, prima o poi, la dia la  peggiore reazione contro il movimento operaio.<\/p>\n<p>PER UN PROGRAMMA ANTICAPITALISTICO DI EMERGENZA<\/p>\n<p>La necessit&agrave; di una soluzione rivoluzionaria &egrave; peraltro suggerita dall&#8217;emergenza economico sociale. Che detta in forma chiarissima le misure anticapitaliste da realizzare.<\/p>\n<p>E&#8217; necessario innanzitutto annullare il debito pubblico greco verso tutti gli strozzini imperialisti (UE, BCE, FMI, banche private). Un debito di 320 miliardi &egrave; impagabile. Accettare di pagarlo significa condannare  il futuro di generazioni. Puntare a negoziare coi creditori la sua ristrutturazione significa esporsi come si vede a odiosi ricatti e inaccettabili contropartite. La Grecia paga ogni anno pi&ugrave; di 7 miliardi di soli interessi sul debito. Siamo al punto che persino la ventilata tassa patrimoniale sulle grandi fortune ( ad oggi rimossa)  sarebbe chiamata a pagare il debito pubblico agli Stati imperialisti, invece che finanziare la redistribuzione sociale della ricchezza. Non c&#8217;&egrave; altra via che l&#8217; annullamento unilaterale del debito. La tesi diffusa dalla stampa borghese italiana secondo cui l&#8217;annullamento del debito greco significherebbe un colpo al portafoglio dei &ldquo;cittadini italiani, tedeschi o francesi&rdquo; &egrave; una volgare menzogna. I titoli greci nelle casse degli Stati strozzini sono solo il frutto della rapina da essi compiuta sulle tasche dei propri lavoratori ( italiani, tedeschi, francesi), che hanno di fatto pagato l&#8217;acquisto di quei titoli, e al tempo stesso un nodo scorsoio al collo dei lavoratori greci. Se i lavoratori greci tagliano il cappio del debito forniscono un esempio ai lavoratori italiani, francesi tedeschi,  contro i banchieri di casa propria, normalmente detentori del debito pubblico nazionale. L&#8217;annullamento del debito pubblico greco sarebbe dunque un atto di solidariet&agrave; internazionale tra sfruttati dei diversi paesi contro i propri capitalisti e contro lo strozzinaggio imperialista.<\/p>\n<p>In secondo luogo vanno nazionalizzate le banche greche ( e le banche in Grecia dei paesi imperialisti), senza indennizzo per i grandi azionisti. Ogni giorno le banche greche rappresentano il canale di fuga di 300 milioni. Non fuggono i risparmi dei poveracci. Fuggono i capitali degli armatori, dei costruttori, dei capitalisti greci, gi&agrave; grandi evasori fiscali e affossatori ordinari del bilancio pubblico. Il paradosso &egrave; che parte degli &ldquo;aiuti&rdquo; degli Stati strozzini alla Grecia- pagati dai lavoratori europei- servono a ricapitalizzare le banche greche, cio&egrave; a riempire i buchi provocati dalla fuga dei capitalisti greci. Naturalmente questi &ldquo;aiuti&rdquo; vengono fatti pagare a loro volta ai lavoratori greci, chiamati a &ldquo;ringraziare&rdquo; con nuovi sacrifici il salvataggio dei propri banchieri. C&#8217;&egrave; un solo modo di stroncare tutto questo: espropriare le banche greche  unificandole in una unica banca di Stato. E&#8217; l&#8217;unico modo di bloccare la fuga dei capitali, e di costruire oltretutto una vera anagrafe patrimoniale.<\/p>\n<p>In terzo luogo &egrave; necessario espropriare le cento grandi famiglie del capitalismo greco, a partire dagli armatori. Gli armatori greci detengono il 20% della marina mercantile mondiale. Eppure la Costituzione greca (art 96) regala l&#8217;esenzione fiscale agli armatori. I quali concentrano nelle proprie mani le redini del capitalismo greco e una ricchezza immensa. Gli armatori minacciano di &ldquo;portare altrove la propria flotta&rdquo; nel caso si chieda loro di pagare le tasse. C&#8217;&egrave; un solo modo di replicare al ricatto: sequestrare la loro flotta, acquisirla allo Stato. Senza indennizzo ovviamente, visto che l&#8217;indennizzo &egrave; gi&agrave; stato loro pagato da mezzo secolo di esenzioni fiscali. L&#8217;esproprio degli armatori, dei grandi costruttori, dei capitalisti dell&#8217;industria alimentare e farmaceutica- combinato con la nazionalizzazione delle banche- consentirebbe di riorganizzare da cima a fondo l&#8217;economia greca ponendola sotto controllo dei lavoratori. E rappresenterebbe oltretutto l&#8217;unica misura capace di stroncare alla radice la corruzione.<\/p>\n<p>PER UN GOVERNO DEI LAVORATORI E DELLA POPOLAZIONE POVERA<\/p>\n<p>Queste tre misure fra loro collegate sono indispensabili e urgenti per salvare la societ&agrave; greca.<br \/>\n<br \/>Possono essere imposte solamente dalla forza rivoluzionaria della mobilitazione operaia e popolare. Possono essere realizzate solamente da un governo dei lavoratori e della popolazione povera di Grecia, basato sulla loro organizzazione e la loro forza.<\/p>\n<p>Se solo Syriza e KKE lo volessero potrebbero formare in pochi giorni tale governo e realizzare immediatamente queste misure con un semplice voto parlamentare: rompendo  col partito reazionario di ANEL,  raccogliendo la volont&agrave; e le esigenze popolari, appoggiandosi sulla mobilitazione del popolo. Ma non vogliono. Syriza come si &egrave; visto si &egrave; votata all&#8217;accordo con gli strozzini. Il KKE non vuole battersi per il potere dei lavoratori, ma si limita a salvaguardare il proprio spazio. Gli uni e gli altri vocati a coltivare le proprie rendite politiche dentro la societ&agrave; borghese, o nel ruolo di governo ( borghese) o nelle vesti di opposizione ( di sua maest&agrave;).<\/p>\n<p>La costruzione del partito della rivoluzione &egrave; all&#8217;ordine del giorno in Grecia. Il Partito operaio rivoluzionario greco (EEK) &egrave; impegnato nella costruzione di questo partito. I fatti dimostrano, giorno dopo giorno, che solo un partito rivoluzionario, capace di unificare sul proprio programma tutte le avanguardie di classe e di movimento, pu&ograve; candidarsi a dirigere i lavoratori e la popolazione povera di Grecia verso l&#8217;unico sbocco coerente: la conquista proletaria del potere, il rovesciamento del potere borghese, l&#8217;instaurazione del potere dei lavoratori e dei loro organismi democratici e di massa. Di certo un governo dei lavoratori greci, con la sua stessa esistenza e con le proprie misure rivoluzionarie, costituirebbe un esempio per i lavoratori di tutta Europa, e un fattore eccezionale di mobilitazione per gli Stati Uniti socialisti d&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Il PCL &egrave; a fianco del partito fratello EEK, nella lotta comune per la rivoluzione socialista.<\/p>\n<p>MARCO FERRANDO<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;evoluzione della situazione greca offre indicazioni di inestimabile valore a tutte le avanguardie di classe disponibili a ragionare e a battersi per una soluzione anticapitalistica.&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-65252","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65252","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65252"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65252\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65252"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65252"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65252"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}