{"id":65263,"date":"2015-03-10T00:00:00","date_gmt":"2015-03-10T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/03\/10\/venezuela-golpismo-cronico\/"},"modified":"2015-03-10T00:00:00","modified_gmt":"2015-03-10T00:00:00","slug":"venezuela-golpismo-cronico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/03\/10\/venezuela-golpismo-cronico\/","title":{"rendered":"Venezuela: golpismo cronico"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2941_venezuela-muestra-nicolas-maduro-480x330.jpg\" alt=\"2941_venezuela-muestra-nicolas-maduro-480x330.jpg\" \/><br \/>\nUna delle caratteristiche della storia del Venezuela chavista &egrave; lo stato di golpismo permanente. Dopo un inizio &ldquo;neoliberale&rdquo;, con un Ministero dell&rsquo;Economia affine alla linea dell&rsquo;FMI, l&rsquo;orientamento nazionalista e la fisionomia bonapartista del nuovo governo determinarono, nell&rsquo;opposizione di destra, una politica orientata a porre anticipatamente fine al nuovo regime. Il golpe civile-militare dell&rsquo;aprile 2002 e il lock-out (serrata) petrolifero e delle imprese alla fine di quell&rsquo;anno non furono eccezioni alla regola. L&rsquo;opposizione di destra boicott&ograve; a lungo dopo l&rsquo;avanzata del governo chavista le elezioni e la lotta parlamentare. Anche quando corresse, con la partecipazione elettorale, quello che defin&igrave; un &ldquo;errore politico&rdquo;, fu duramente criticata da una sua ala, che l&rsquo;accus&ograve; di &ldquo;legittimare&rdquo; il governo; la tendenza golpista non ha mai smesso di esser presente nell&rsquo;opposizione nemmeno quando ha accettato la contesa elettorale. L&rsquo;ingerenza internazionale fu molto evidente nel golpe del 2002, quando cerc&ograve; di predisporre una &ldquo;mediazione&rdquo; costituita da sei paesi. Tuttavia, durante il sabotaggio economico a partire della fine di quell&rsquo;anno, le banche internazionali, non smisero mai di rifinanziare i pagamenti del debito estero. Fino ad oggi, il governo del Venezuela ha mantenuto relazioni eccellenti col sistema bancario internazionale e con le aziende petrolifere alle quali &egrave; associata la PDVSA nel bacino dell&rsquo;Orinoco; nel caso del conflitto con la Exxon ha accettato di pagare gli indennizzi stabiliti dalla sentenza della Giustizia nordamericana.<br \/>\n<br \/>Il chavismo, ad ogni modo, non rinunci&ograve; alle &ldquo;buone maniere&rdquo; quando l&rsquo;opposizione, tardivamente, si pieg&ograve; alla lotta elettorale: dopo le parlamentari del 2011 intervenne in tutte le amministrazioni economiche sotto la sovranit&agrave; provinciale o municipale, il che diede alle autorit&agrave; elette dall&rsquo;opposizione un potere cerimoniale. Il golpismo oppositore fu rimpiazzato nello scenario politico dal golpismo governante. La tendenza golpista e contro-golpista del processo politico raggiunse le forze armate, con il passaggio all&rsquo;opposizione del generale Baduel, niente meno che l&rsquo;uomo che sbaragli&ograve; il golpe del 2002 e riport&ograve; Chavez al governo. A causa di questi eventi, Chavez trasform&ograve; le forze armate venezuelane in un custode politico del regime e in una barriera extra costituzionale contro qualsiasi opposizione politica. Infine, quando l&rsquo;opposizione mise in discussione la legittimit&agrave; delle elezioni che Hugo Chavez aveva vinto di stretta misura su Henrique Capriles, il governo ufficiale rispose con il divieto di parola ai deputati che non respingevano pubblicamente questa contestazione, e recentemente con la loro espulsione dall&rsquo;Assemblea Nazionale. Ne nel golpe del 2002, ne durante il lock-out massiccio del 2002\/3, il governo chavista ricorse alla mobilitazione popolare; ancor meno all&rsquo;occupazione delle imprese sabotatrici o all&rsquo;armamento del popolo. Nel golpe dell&rsquo;aprile 2002, la resistenza popolare sorse dal basso e fu congedata da Chavez con la &ldquo;classica&rdquo; raccomandazione di andare da &ldquo;casa al lavoro&rdquo;. Durante il sabotaggio petrolifero, ci fu in varie raffinerie una mobilitazione dei petroliferi classisti, che assicurarono in questo modo il loro funzionamento.<br \/>\n<br \/>Obama<br \/>\n<br \/>Chavez aveva costruito un regime plebiscitario sostenuto dalle forze armate. Con Maduro, la base plebiscitaria si sta polverizzando a causa del caos economico, l&rsquo;arbitrato passa alle forze armate e il governo sembra avere due o pi&ugrave; teste. La crisi generale del regime chavista accelera la nuova ondata golpista, che comincia agli inizi del 2014 e che divide l&rsquo;opposizione. Il termine golpista (o putchista) &egrave; del tutto adeguato,  dal momento che chiama ad azioni di piazza con lo scopo dichiarato di rovesciare il governo. Passa ad una lotta extralegale, che definisce &ldquo;la soluzione&rdquo;, in opposizione alla lotta legale che continua a portare avanti il settore maggioritario della coalizione d&rsquo;opposizione. Non ha un carattere rivoluzionario ma restaurazionista &ndash; &egrave; cio&egrave; reazionario nel gruppo dirigente e nel programma. Ma &egrave; un golpismo minoritario, la cui unica possibilit&agrave; di trionfo, come avvenne in Argentina nel 1955, &egrave; in una defezione militare o politica all&rsquo;interno del chavismo. Ha ragione Maduro quando individua le fucine di questo golpismo minoritario in Miami e nella Colombia, i suoi fomentatori sono quindi la destra repubblicana e l&rsquo;uribismo colombiano. Per&ograve; &egrave; proprio per questo motivo che tale golpismo &egrave; condannato al fallimento, poich&eacute; l&rsquo;imperialismo e la maggior parte degli Stati latinoamericani hanno puntato tutto sul successo del disarmo delle FARC colombiane, un&rsquo;operazione che conta sull&rsquo;appoggio insostituibile del Venezuela e di Cuba. L&rsquo;ultima cosa che vuole il governo Obama &egrave; una vittoria di questo putchismo; tra Maduro e Leopoldo Lopez, per dirla in termini chiari, Obama &ldquo;sta&rdquo; con Maduro. La preoccupazione degli Stati Uniti &egrave; che l&rsquo;enorme bancarotta economica del Venezuela produca un cambiamento politico ostile ai negoziati del governo colombiano con le FARC.<br \/>\n<br \/>Il governo del Venezuela ha appena accusato il sindaco di Caracas, che appartiene all&rsquo;ala putchista, di tentativo di golpe insieme a militari in pensione e in attivit&agrave;. I resoconti descrivono azioni spericolate e criminali dalle caratteristiche disperate, che quelli coinvolti, tuttavia, negano e che il governo non ha provato materialmente. Immediatamente, tuttavia, l&rsquo;opposizione di destra si &egrave; unificata intorno ad una posizione di partecipazione alle elezioni parlamentari di quest&rsquo;anno. L&rsquo;insistenza, anche da parte dei putchisti dell&rsquo;opposizione, nel qualificare come costituzionale la richiesta che limita ad una dimissione di Maduro, suggerisce che specula con una definizione all&rsquo;interno del chavismo che rimuova Maduro, che &egrave; oggetto di critiche reiterate dalle fila della PSUV, da parte della destra, ma specialmente della sinistra, di fronte alla catastrofe economica che non smette di aggravarsi. Se l&rsquo;opposizione otterr&agrave; la maggioranza parlamentare, sarebbero inevitabili le dimissioni di Maduro o lo scioglimento dell&rsquo;Assemblea Nazionale, che dovrebbe avere il sostegno militare. L&rsquo;alternativa a questa opzione sarebbe la formazione in un governo transitorio di unit&agrave; nazionale,  il cui antecedente si manifest&ograve; lo scorso anno quando si costitu&igrave; una &ldquo;tavola della pace&rdquo;, sotto la mediazione internazionale e del Vaticano.<br \/>\n<br \/>&ldquo;Boliborghesia&rdquo;<br \/>\n<br \/>La repressione scatenata dal governo contro le &ldquo;garimbas&rdquo; (provocazioni di piazza) dell&rsquo;opposizione non mira a contrastare un golpe che non &egrave; ancora sostenuto dall&rsquo;imperialismo ne dalla principale corrente dell&rsquo;opposizione di destra. Nel pieno di una penuria e di una quasi iperinflazione che distrugge le condizioni di vita delle masse, &egrave; un avvertimento contro qualsiasi tentativo di fronteggiare il governo dal lato delle rivendicazioni popolari. Il governo denuncia una &ldquo;guerra economica&rdquo; dei padroni senza accorgersi che la base oggettiva di questa guerra &egrave; la disorganizzazione economica imposta dal governo e che gran parte di essa ha come protagonista la sua stessa &ldquo;boliborghesia.&rdquo; &Egrave; ci&ograve; che ha denunciato Jorge Giordani, ministro dell&rsquo;economia con Chavez. Il chavismo ha pagato a peso d&rsquo;oro le nazionalizzazioni, che oggi vegetano al causa del saccheggio impostogli dalla burocrazia statale. La nazionalizzazione del monopolio delle comunicazioni, Verizon, &egrave; stata fatta a prezzi di Borsa, ben al disopra del suo valore reale; quella della Sidor ha lasciato in mano allo Stato tutti i passivi nascosti del gruppo Techint. Hanno prodotto un dissanguamento dello Stato e oggi sono responsabili della penuria e dell&rsquo;aumento delle importazioni. Le importazioni sono state finanziate con l&rsquo;emissione di debito pubblico, che si &egrave; rapidamente convertito in debito estero. Il sistema dei cambi &egrave; stato la fonte di un&rsquo;enorme accumulazione finanziaria, incoraggiata dallo Stato. Le autorizzazioni ad importare, a 6.50 bolivares, sono deviate al mercato nero, che oggi quotizza a 175 bolivares. Per arrestare questo sabotaggio economico, l&rsquo;ala sinistra del PSUV chiede la nazionalizzazione del commercio estero, cio&egrave; l&rsquo;abolizione del commercio privato delle importazioni e il controllo operaio dell&rsquo;industria nazionalizzata, ma ci&ograve; &egrave; incompatibile con un governo impelagato nell&rsquo;accumulazione capitalista. La sinistra del PSUV sferza(fustiga) il &ldquo;capitalismo di Stato&rdquo;, per&ograve; non si accorge che il suo superamento dipende dall&rsquo;esistenza di una classe operaia indipendente che contenda il potere ai &ldquo;capitalisti di Stato&rdquo;.<br \/>\n<br \/>Indipendenza<br \/>\n<br \/>In questa situazione di estrema crisi, sarebbe semplicemente suicida l&rsquo;accodamento al chavismo, che ricorre alle minacce di golpe della destra affinch&eacute; la classe operaia continui a rimanere saldamente legata al carro bolivariano. &Egrave; bastata la caduta del prezzo del petrolio perch&eacute; &ldquo;il socialismo del XXI secolo&rdquo; perdesse la propria base redditiera di sostentamento. La stessa ha cominciato a colpire i governi bolivariani di Bolivia ed Ecuador, e il governo &ldquo;lavoratore&rdquo; del Brasile.  Perch&eacute; i lavoratori possano sconfiggere un colpo di stato della destra, ci&ograve; che &egrave; all&rsquo;ordine del giorno oggi &egrave; la conquista della loro indipendenza politica. Quando la repressione statale, che si rivolge contro la destra, si esaurir&agrave; per via della crisi economica, lo stesso regime che denuncia un golpe finir&agrave; con lo stabilire un compromesso con l&rsquo;opposizione di destra.<br \/>\n<br \/>&Egrave; urgente l&rsquo;appello a costruire in Venezuela un partito operaio indipendente.<\/p>\n<p>Jorge Altamira<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle caratteristiche della storia del Venezuela chavista &egrave; lo stato di golpismo permanente. 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