{"id":65296,"date":"2015-04-08T00:00:00","date_gmt":"2015-04-08T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/04\/08\/podemos-speranze-popolari-e-adattamento-al-regime\/"},"modified":"2015-04-08T00:00:00","modified_gmt":"2015-04-08T00:00:00","slug":"podemos-speranze-popolari-e-adattamento-al-regime","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/04\/08\/podemos-speranze-popolari-e-adattamento-al-regime\/","title":{"rendered":"Podemos: speranze popolari e adattamento al regime"},"content":{"rendered":"<p>Fin dalla vittoria elettorale di Syriza in Grecia il 25 gennaio, tutti gli sguardi si sono rivolti in Spagna, in attesa di un &#8220;contagio&#8221;. Le elezioni in Spagna previste per la fine di quest&#8217;anno rendono questa prospettiva ancora pi&ugrave; interessante. Le elezioni del 23 marzo per il Parlamento regionale andaluso, la pi&ugrave; grande comunit&agrave; autonoma della Spagna per popolazione, sono state il primo test per Podemos, il movimento spagnolo che aspira a diventare la Syriza di quel Paese.<br \/>\n<br \/>Pubblichiamo di seguito un&#8217;analisi scritta prima delle elezioni in Andalusia.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2961_B8x-QT7CEAA48_3.jpg\" alt=\"2961_B8x-QT7CEAA48_3.jpg\" \/><\/p>\n<p>La mancanza di centralizzazione e di obiettivi politici disarticolarono il movimento degli &#8220;indignati&#8221;, che occup&ograve; le piazze spagnole nella primavera del 2011. Nell&#8217;autunno di quello stesso anno, la vittoria elettorale del Partito Popolare, di destra, demoralizz&ograve; i partecipanti meno attivi del movimento. Gli scioperi generali del 2012 e le potenti mobilitazioni dei lavoratori del settore pubblico riaccesero lo spirito di lotta. Un&#8217;enorme repressione statale (coronata dalla recente riforma del codice penale) segu&igrave; la formazione del nuovo governo. Oggi, il movimento ha raggiunto il livello pi&ugrave; basso dall&#8217;inizio della crisi.<\/p>\n<p>Le elezioni europee del maggio 2014 hanno cambiato tutto. La destra e i socialisti hanno collassato. Izquierda Unida ha triplicato i suoi voti, e Podemos, che voleva rappresentare la rabbia e la protesta popolare contro le politiche del sistema, ha ottenuto pi&ugrave; di un milione e duecentomila voti (quasi l&#8217;8 per cento). Da quel momento, i sondaggi prevedono una grande crescita del nuovo partito, e perfino la possibilit&agrave; di una vittoria elettorale sul PP e sul PSOE alle elezioni legislative di quest&#8217;anno.<\/p>\n<p>LA NASCITA DI PODEMOS E I SUOI ADATTAMENTI AL SISTEMA<\/p>\n<p>L&#8217;impatto provocato da Podemos &egrave; basato sulla popolarit&agrave; dei suoi giovani leader, soprattutto di Pablo Iglesias. Podemos &egrave; stato creato da un gruppo di professori universitari di Madrid, uniti dalla loro passata militanza nei movimenti e nei partiti di sinistra. Sono stati consulenti di governi in America Latina e hanno diffuso le loro idee attraverso mezzi di comunicazione autonomi. La loro partecipazione a programmi di dibattito televisivi e il loro attivismo nei social network ha moltiplicato la loro audience. Migliaia di persone hanno incominciato ad interessarsi di questo nuovo partito, e hanno formato &#8220;circoli&#8221; locali e di settore. Attualmente Podemos conta pi&ugrave; di 300.000 iscritti.<\/p>\n<p>La politica di Podemos &egrave; stata descritta come populista, e i suoi stessi leaders hanno rivendicato questa caratterizzazione. Dal loro punto di vista, il sistema politico spagnolo &egrave; affetto da due mali principali: l&#8217;assenza di sovranit&agrave; popolare, e la cristallizzazione, fin dalla transizione politica (post-franchista N.d.T.), di una &#8220;casta&#8221; parassitaria formata soprattutto dal personale politico del PP e del PSOE. Per Podemos, la democrazia e la vita dei cittadini sono state soffocate da un regime oligarchico e predatorio, schiavo di un capitalismo cieco e delle imposizioni della burocrazia dell&#8217;UE e della Troika.<br \/>\n<br \/>L&#8217;opposizione sociale e politica deve cambiare il suo discorso: il popolo &egrave; l&#8217;attore di questo cambiamento, senza distinzione di classe o ideologica; l&#8217;asse dell&#8217;identit&agrave; politica non sono la sinistra e la destra, ma &#8220;quelli che stanno in basso&#8221; e &#8220;quelli che stanno in alto&#8221;. L&#8217;unit&agrave; del popolo deve costruirsi sopra il &#8220;sentire comune&#8221; (le rivendicazioni sentite dalla popolazione), che sarebbe espressione di questa opposizione. A differenza dei populismi di destra, Podemos non si appella a tutta la societ&agrave;, non pretende di rappresentare la nazione, ma il &#8220;popolo&#8221;, opposto al potere. Il leaderismo carismatico si unisce ad un patriottismo popolare di tradizione repubblicana e democratica.<\/p>\n<p>Tutti gli sforzi sono mirati alla conquista del governo: i riferimenti alle lotte recenti esistono, ma vengono utilizzati per catturare questa forza e condensarla attorno al desiderio di arrivare al governo; non ci sono appelli ad estendere queste lotte, a fare di ogni membro di Podemos un organizzatore della lotta. Questa impostazione &egrave; coerente con una militanza passiva (un esempio: nelle elezioni primarie per le elezioni regionali andaluse ha votato meno del 30% degli iscritti al partito) e con il controllo della struttura del partito da parte del nucleo dirigente madrileno e dei suoi seguaci regionali. L&#8217;essersi focalizzati sulle elezioni legislative generali ha portato a non presentare candidature alle elezioni locali di questa primavera: la direzione teme di perdere il controllo dell&#8217;organizzazione, cos&igrave; come teme che i compromessi per formare governi locali potrebbero essere un ostacolo all&#8217;obbiettivo della vittoria in autunno.<br \/>\n<br \/>Le continue allusioni alla &#8220;casta&#8221; politica non hanno impedito ad Iglesias di riunirsi in segreto con Zapatero, presidente del governo dal 2004 al 2011, e con Jos&eacute; Bono, ex ministro della difesa, esponente della destra del PSOE. Pablo Iglesias ha fatto cos&igrave; il suo debutto nella &#8220;grande politica&#8221; (borghese), ancor prima di arrivare al governo.<br \/>\n<br \/>Con l&#8217;aumento della popolarit&agrave; &egrave; aumentata la moderazione programmatica. Nel manifesto programmatico iniziale del partito si parlava di moratoria e audit sul debito, nazionalizzazione parziale delle grandi imprese energetiche, ritorno allo Stato delle imprese privatizzate, proibizione dei licenziamenti per le imprese che fanno profitti, abolizione delle agenzie di lavoro a tempo determinato, fermo degli sfratti e introduzione della daci&oacute;n en pago (procedura mediante la quale si estingue automaticamente il debito al momento della restituzione della casa alla banca o al proprietario, N.d.T.). Cinque mesi pi&ugrave; tardi, nel programma delle elezioni europee venne eliminato il riferimento alla moratoria, mentre si introduceva la creazione di una banca pubblica e il reddito di base universale. Poche settimane fa &egrave; stata presentata la bozza del programma economico del partito; ora si parla di ristrutturazione del debito, di riforma delle banche e dell&#8217;introduzione in esse di &#8220;buone pratiche&#8221;, di regolamentazione dei servizi privatizzati della sanit&agrave; e dell&#8217;istruzione. Risulta evidente un adattamento alle possibilit&agrave; di trasformazione all&#8217;interno della cornice attuale del capitalismo spagnolo e dell&#8217;Unione Europea.<\/p>\n<p>CAMBIAMENTI NELLA SINISTRA RIFORMISTA<\/p>\n<p>Molti mesi prima delle elezioni europee, Izquierda Unida tent&ograve; senza alcun esito di ampliare le sue forze cercando di attrarre diverse piattaforme di movimenti e attivisti sociali. Questa organizzazione contava sul fatto che la crisi del PSOE e le mobilitazioni sociali avrebbero aumentato in maniera rilevante i suoi guadagni elettorali. Il risultato delle europee fu il 10%, meno dello sperato. Il voto a Podemos ha ridotto di molto il suo potenziale di crescita. Attualmente si concentra su IU un&#8217;enorme pressione. Una parte della dirigenza cerca di resistere all&#8217;ondata di Podemos, anche se accetta candidature comuni con diversi gruppi di sinistra; un altro settore propugna invece apertamente una convergenza completa, nonostante le differenze. Anche se il programma di questa coalizione (Izquierda Unida) dominata dal Partito Comunista di Spagna &egrave; alla sinistra del programma di Podemos in molti aspetti, IU si &egrave; compromessa nella gestione del sistema, avendo governato con il PSOE municipi e comunit&agrave; autonome, e non riuscendo a districarsi da scandali di corruzione gravissimi che colpiscono i due partiti maggioritari.<br \/>\n<br \/>In Catalogna la situazione &egrave; diversa. IU e i suoi alleati sono riusciti a formare una coalizione per le elezioni locali di Barcellona &#8211; coalizione che si presenter&agrave; in molte citt&agrave; catalane &#8211; con diversi movimenti di sinistra e con Podemos. Tempo fa IU fece appello alla costruzione di una &#8220;Syriza catalana&#8221;, obbiettivo ora conseguito. ICV-EUiA (&#8220;Iniciativa per Catalunya Verds-Esquerra Unida i Alternativa&#8221;, la coalizione catalana di IU) &egrave; riuscita a neutralizzare l&#8217;effetto negativo rappresentato dalla pressione dei nazionalisti di centrosinistra alla sua destra e della CUP (&#8220;Candidatura d&#8217;Unitat Popular&#8221;, sinistra indipendentista) alla sua sinistra.<br \/>\n<br \/>Pertanto, l&#8217;arrivo di Podemos e le aspettative che esso suscita &egrave; il fenomeno pi&ugrave; rilevante, anche se non l&#8217;unico, del riassestamento del panorama della sinistra riformista. L&#8217;ascesa di Podemos destabilizza il panorama della sinistra e dell&#8217;attivismo politico. Le convergenze in corso potrebbero creare una svolta a sinistra in diversi territori.<\/p>\n<p>OPPORTUNITA&#8217;<\/p>\n<p>A maggio, le elezioni locali e regionali in tutti i municipi e nella maggior parte delle comunit&agrave; autonome daranno una misura della forza di Podemos e delle differenti candidature unitarie della sinistra riformista. Una pesante sconfitta della destra e del PSOE potrebbe essere di stimolo alla lotta sociale e a delle ridefinizioni politiche a sinistra. In uno scenario che vedesse il trionfo della sinistra in citt&agrave; e regioni importanti, la pressione affinch&eacute; si affrontino i problemi fondamentali dei lavoratori e degli strati popolari condurr&agrave; ad un salto qualitativo di politicizzazione. La sinistra marxista deve essere presente attivamente in tutto questo processo, discutere con le migliaia di lavoratori e giovani che si sono illusi con l&#8217;arrivo di Podemos, e creare un polo di indipendenza di classe che stabilisca con seriet&agrave; un programma di rottura, un&#8217;alternativa socialista e popolare. L&#8217;entrata in scena dei lavoratori, come forza organizzata ed indipendente, dotata di un proprio programma, &egrave; imprescindibile per l&#8217;inizio di un processo di vera sfida nei confronti di un sistema politico decomposto. &Egrave; questo il momento.<\/p>\n<p>Pedro Marlez<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fin dalla vittoria elettorale di Syriza in Grecia il 25 gennaio, tutti gli sguardi si sono rivolti in Spagna, in attesa di un &#8220;contagio&#8221;. 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