{"id":65372,"date":"2015-05-16T00:00:00","date_gmt":"2015-05-16T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/05\/16\/quale-europa-2\/"},"modified":"2015-05-16T00:00:00","modified_gmt":"2015-05-16T00:00:00","slug":"quale-europa-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/05\/16\/quale-europa-2\/","title":{"rendered":"Quale Europa?"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3028_image.jpg\" alt=\"3028_image.jpg\" \/><br \/>\nAtene, 18-20 luglio 2015<br \/>\n<br \/>L&#8217;europa &egrave; diventata l&#8217;epicentro della crisi capitalista mondiale post-2008, ancora non risolta, in ogni aspetto &ndash; sociale, economico, politico, geopolitico.<br \/>\n<br \/>Le pressioni della &ldquo;stagnazione secolare&rdquo;, della recessione e della deflazione affliggono l&#8217;Unione Europea pi&ugrave; di ogni altro agglomerato di paesi, con milioni di persone senza un lavoro, un tetto, cure mediche, istruzione garantita.<br \/>\n<br \/>Tutti gli annunci del superamento della crisi da parte dell&#8217;UE e dell&#8217;Eurozona non hanno superato la prova dei fatti, come dimostra l&#8217;impasse nel confronto tra UE, BCE e Fondo Monetario Internazionale da una parte, e il nuovo governo greco, eletto nel gennaio 2015 con il chiaro mandato di mettere fine all&#8217;incubo della &ldquo;austerit&agrave;&rdquo;, le misure di cannibalismo sociale imposte dalla troika.<br \/>\n<br \/>Le cosiddette &ldquo;istituzioni&rdquo; del capitale finanziario europeo e globale vogliono imporre la continuazione indefinita di tali misure, usando tutti i mezzi del ricatto pi&ugrave; cinico, da gangster della finanza, nonostante la catastrofe sociale che le loro politiche hanno prodotto, e contro la volont&agrave; delle masse popolari impoverite che resistono. La prospettiva di un default greco o di una &ldquo;Grexit&rdquo; dall&#8217;Eurozona, nonostante le dichiarazioni rassicuranti che le conseguenze potrebbero essere &ldquo;contenute&rdquo;, avr&agrave; in definitiva un impatto devastante sull&#8217;economia capitalista globalizzata. Persino la voce della City di Londra, il Financial Times, un protagonista insieme alla stampa capitalista tedesca e al Wall Street Journal in una campagna d&#8217;odio e calunnie contro le richieste anti-austerit&agrave; non solo del governo ma anche dello stesso popolo greco, ha dovuto ammettere: &ldquo;la Grexit potrebbe portare a un tracollo finanziario globale, simile a quello innescato dal collasso di Lehman Brothers nel 2008&#8230;&rdquo; (5 maggio 2015). Anche l&#8217;amministrazione USA ha riconosciuto che un evento del genere rappresenta un &ldquo;rischio sistemico globale&rdquo;, non locale, nazionale o europeo.<br \/>\n<br \/>Ci&ograve; che le classi dominanti temono di pi&ugrave; non &egrave; il solo contagio finanziario-economico, ma il contagio di una resistenza popolare e operaia salda e vittoriosa in tutta Europa, sia nella periferia ultra-indebitata e depressa, sia nel centro: una resistenza in espansione internazionale, a nord, sud, est e ovest.<br \/>\n<br \/>Non &egrave; stato molto pubblicizzato il programma di &ldquo;quantitative easing&rdquo; lanciato dalla BCE nel marzo 2014 che dovrebbe interrompere la crisi o i suoi effetti sociali &ndash; la lotta di classe e i movimenti antisistema. La &ldquo;liquidit&agrave;&rdquo; generata dal programma di Mario Draghi aiuter&agrave; per un breve periodo i banchieri e gli speculatori producendo ancor pi&ugrave; &ldquo;bolle&rdquo; finanziarie che scoppieranno poi in nuovi crack; ci&ograve; arricchir&agrave; qualcuno dell&#8217;1% &ldquo;dall&#8217;alto&rdquo; e impoverir&agrave; il 99% &ldquo;dal basso&rdquo;; ma non potr&agrave; invertire le tendenze di recessione portando cos&igrave; a una ripresa sostenuta, mettendo fine ai tagli ai salari e alle pensioni, all&#8217;austerit&agrave;, alla disoccupazione di massa alla precarizzazione e al depauperamento.<br \/>\n<br \/>La Grecia devastata e in subbuglio &egrave; un microcosmo del mondo capitalista in generale, rappresentando la &ldquo;Grecia potenziale&rdquo; di ogni paese. La divisione tra il centro e la periferia sta svanendo. Ci sono zone di devastazione, ghetti, e la marginalizzazione avanza ovunque. La maggioranza delle persone &egrave; ridotta a una maggioranza di tutti i tipi di minoranze oppresse, alle prese con una crescente discriminazione e brutalit&agrave; poliziesca, vivendo in uno &ldquo;stato d&#8217;eccezione&rdquo; che &egrave; divenuto ora la regola. In ultima istanza, &egrave; questo scontento sociale che sta dietro la crisi di legittimit&agrave; e e le crisi di regime, a vari livelli, nei paesi europei e nell&#8217;UE stessa.<br \/>\n<br \/>La &ldquo;fortezza Europa&rdquo; &egrave; il risultato finale dell&#8217;UE imperialista, razzista, decadente, che ha trasformato il Mar Mediterraneo, da Gibilterra a Lampedusa e Rodi, in un cimitero marino, dove migliaia di migranti e rifugiati dall&#8217;Africa, da Medio Oriente e dall&#8217;Asia muoiono annegati nel tentativo di fuggire da guerre, saccheggi e distruzione alimentati proprio dagli stessi imperialisti europei (e statunitensi).<br \/>\n<br \/>Ma i muri dell&#8217;apartheid di questa Fortezza Europa non sono solo &ldquo;esterni&rdquo;, coi suoi confini controllati dalla macchina omicida di Frontex, ma anche interni, mantenuti sicuri dagli apparati statali ugualmente barbarici, mentre crescono gruppi di estrema destra e fascisti. In patria e all&#8217;estero, siamo tutti migranti, oppressi e sfruttati dallo stesso nemico di classe<br \/>\n<br \/>Il progetto dell&#8217;UE e dell&#8217;introduzione della comune euro-moneta furono dal principio legati alla nuova situazione mondiale, etichettata in modo pomposo e falso come &ldquo;la fine della storia&rdquo; dal trionfalismo borghese in seguito al collasso inglorioso del &ldquo;socialismo reale&rdquo; e la scomparsa dell&#8217;Unione Sovietica. L&#8217;espansione su scala continentale dell&#8217;imperialismo europeo, la sua unificazione su basi capitaliste attorno all&#8217;asse franco-tedesco, la ricolonizzazione dell&#8217;Europa orientale, i Balcani, e delle passate repubbliche sovietiche furono considerate indispensabili nella competizione per l&#8217;egemonia nel mondo post Guerra Fredda.<br \/>\n<br \/>Le tragedie della Grecia e dell&#8217;Ucraina, entrambe collegate alle politiche dell&#8217;Ue, dimostrano chiaramente il fallimento dell&#8217;intero progetto. La Grecia &egrave; l&#8217;anello spezzato della catena internazionale dell&#8217;Eurozona. L&#8217;implosione finanziaria e politica dell&#8217;Ucraina nel caos, Maidan, l&#8217;ascesa dei nostalgici di Bandera e di forze apertamente naziste (coperte, finanziate e mobilitate dalle &ldquo;democrazie&rdquo; occidentali), la resistenza e la ribellione in Donbass, i termini della colonizzazione imposta dal programma del FMI a una popolazione ucraina impoverita, l&#8217;odio nazionalista e lo sciovinismo in svariate salse, il confronto sempre pi&ugrave; aspro tra la Russia, l&#8217;UE e l&#8217;imperialismo NATO: tutti segni chiari non solo di una nuova guerra fredda, ma di un mondo post-post-Guerra Fredda, la fine della &ldquo;fine della storia&rdquo; proclamata un quarto di secolo fa.<br \/>\n<br \/>Tutte le questioni pi&ugrave; drammatiche della storia &ndash; guerre, rivolte, controrivoluzioni, rivoluzioni &ndash; sono tornate nell&#8217;agenda dello stesso continente europeo, non in lontani paesi &ldquo;del Terzo Mondo&rdquo;, in interazione con il Medio Oriente in fiamme e con le convulsioni serpeggianti per i Balcani, nell&#8217;Europa dell&#8217;est, nel Caucaso e nelle ex-repubbliche sovietiche.<br \/>\n<br \/>La Grecia &egrave; non soltanto la manifestazione pi&ugrave; acuta della crisi europea e internazionale in senso socio-economico e politico. Essa si trova al centro di un triangolo di guerre provocate dall&#8217;intervento imperialista e dall&#8217;esacerbazione della crisi nella regione: l&#8217;Ucraina al nord, Siria e Iraq nel sud-est, la Libia al sud. I pericoli sono aumentati con la scoperta di giacimenti di petrolio e gas nel Mediterraneo orientale e con l&#8217;inasprirsi di tutti gli antagonismi locali e internazionali, prima di tutto quello tra Grecia, Turchia e Cipro. La riconciliazione e la costruzione di un&#8217;alleanza strategica tra Atene, Nicosia, Tel Aviv e ora Il Cairo sotto il macellaio della Rivoluzione egiziana, il generale al Sisi, e, dall&#8217;altra parte, le ambizioni neo-ottomane per l&#8217;egemonia regionale da parte del regime di Erdogan in Turchia, hanno  accumulato dinamite in una regione dove gi&agrave; si &egrave; scatenato un inferno in Siria, Iraq, Libia e Yemen.<br \/>\n<br \/>Non &egrave; una coincidenza che Atene e la Grecia abbiano ospitato, &#8211; in mezzo a tremende lotte sociali contro le politiche della troika e i loro collaboratori greci al potere, cos&igrave; come tra i postumi della prima ondata di rivoluzioni nel Medio Oriente note come &ldquo;Primavera Araba&rdquo; &#8211; due importanti Conferenze Internazionali Euro-Mediterranee. Entrambe sono state organizzate dal Centro Socialista Balcano &ldquo;Christian Rakovsky&rdquo;, dal web network RedMed, e dai partiti rivoluzionari internazionalisti del CRQI; sono state ospitate dall&#8217;EEK [Partito Rivoluzionario Operaio di Grecia, ndt], ma sono rimaste aperte ai lavoratori militanti e alle organizzazioni popolari e ai movimenti sociali da tutta Europa e coinvolti internazionalmente in lotte sociali contro la barbarie capitalista di oggi, cos&igrave; come le forze della Sinistra provenienti da differenti situazioni.<br \/>\n<br \/>La Prima Conferenza, a inizio giugno 2013, &egrave; coincisa, ed &egrave; stata intimamente legata, con la ribellione popolare di Gezi Park, a Instanbul, contro l&#8217;ostilit&agrave; sciovinista che le classi dominanti coltivano su entrambe le coste dell&#8217;Egeo: i rivoluzionari greci e turchi, insieme ad altri militanti della sinistra rivoluzionaria e dei movimenti sociali provenienti da altri paesi e da diverse tradizioni politiche, si sono riuniti in una manifestazione concreta di internazionalismo, discutendo liberamente e stabilendo comuni punti programmatici e piani comuni d&#8217;azione per un superamento socialista della crisi.<br \/>\n<br \/>La Seconda Conferenza Euro-Mediterranea si &egrave; tenuta ad Atene alla fine del marzo 2014, mentre il vulcano ucraino era in piena eruzione. Tra i partecipanti vi furono i comunisti russi e ucraini, oltre ad altri militanti dai Balcani, dall&#8217;Europa Orientale e del Medio Oriente che, dopo un comune dibattito, hanno votato a maggioranza e stabilito una Dichiarazione internazionalista, anti-imperialista e anti-sciovinista. Su questa base politica, ci sono state ulteriori azioni comuni nel successivo esplosivo periodo, nei Balcani, in Ucraina, in Russia e altrove.<br \/>\n<br \/>Ora, una Terza Conferenza Euro-Mediterranea si terr&agrave; ad Atene, tra il 18 e il 20 di luglio, in condizioni coincidenti ancora coi cambiamenti pi&ugrave; drammatici e inaspettati in Europa, occidentale e orientale, nei Balcani, nelle ex-repubbliche sovietiche, in particolare in Ucraina e in Russia, nel Medio Oriente, in Africa, in America Latina, in tutto il mondo odierno attraversato dalla crisi e dalla transizione.<br \/>\n<br \/>Una bozza verr&agrave; presentata per tempo a tutti i partecipanti come materiale per la discussione. I documenti inviati da altri invitati (militanti, partiti, organizzazioni, sindacati, movimenti sociali) sono i benvenuti per la distribuzione e la discussione. Una Dichiarazione Finale sar&agrave; discussa, emendata e votata per essere successivamente diffusa.<br \/>\n<br \/>Una sessione speciale sar&agrave; dedicata al dibattito tra i militanti del movimento operaio e dei sindacati, per elaborare un Manifesto di Lotta e Solidariet&agrave;, insieme a un Piano comune d&#8217;azione, in particolare per l&#8217;Europa e il Medio Oriente. I problemi dell&#8217;organizzazione rivoluzionaria a livello nazionale e internazionale devono essere discussi con urgenza, in particolar modo alla luce delle drammatiche esperienze pi&ugrave; recenti.<br \/>\n<br \/>Alcuni dei punti programmatici per il dibattito che proponiamo per il dibattito sono:<\/p>\n<p>&bull; Lottare per la cancellazione di TUTTO il debito che depreda e distrugge le vite di milioni di persone, attraverso l&#8217;esproprio delle banche sotto controllo operaio;<br \/>\n<br \/>&bull; Tutta i piani di &ldquo;austerit&agrave;&rdquo; e di cannibalismo sociale imposti dall&#8217;UE, dalla BCE, dal FMI e dai governi capitalisti devono essere fermati immediatamente. I capitalisti devono pagare per la crisi del loro sistema di sfruttamento, non sono gli sfruttati a dover pagare!Dobbiamo lottare per restaurare salari, pensioni e diritti sociali della classe operaia in base ai bisogni sociali, non per il profitto di pochi.<br \/>\n<br \/>&bull; Contro la disoccupazione di massa, noi chiamiamo alla lotta per la proibizione dei licenziamenti, per la distribuzione delle ore di lavoro fra tutti i lavoratori. I lavori pubblici delle infrastrutture, di cui si ha un bisogno vitale e immediato, devono essere sviluppati per creare nuovi posti di lavoro.<br \/>\n<br \/>I baroni della grande industria ricattano continuamente i lavoratori per accettare ulteriori tagli agli stipendi e ai posti di lavoro, giustificandosi affermando che altrimenti dovrebbe chiudere o delocalizzare le loro fabbriche all&#8217;estero; la nostra risposta dovrebbe essere: occupare tutte le fabbriche che chiudono o licenziano i lavoratori in massa, espropriare queste fabbriche, senza indennizzo, farle funzionare di nuovo sotto il controllo e la gestione dei lavoratori.<br \/>\n<br \/>&bull; Per una lotta risoluta contro il fascismo, il razzismo e la discriminazione che colpiscono immigrati e rifugiati, donne, minoranze sessuali, tutte le minoranze oppresse!<br \/>\n<br \/>&bull; Mettere fine allo Stato di polizia e all&#8217;ipocrita &ldquo;Stato d&#8217;emergenza&rdquo;, smantellando l&#8217;apparato repressivo dello stato borghese.<br \/>\n<br \/>&bull; Eliminare la NATO e smantellare tutte le basi militari e le alleanze imperialiste, opponendosi attivamente e sconfiggendo i loro piani di guerra verso l&#8217;Est e il Sud, verso le ex-repubbliche sovietiche con lo scopo di ristabilire &ldquo;legge e ordine&rdquo; imperialisti nel caos che loro stesi hanno prodotto nel Medio Oriente. Piena solidariet&agrave; alle lotte anti-imperialiste delle nazioni oppresse in Africa, nel Medio Oriente, nella Palestina occupata, nel Kurdistan diviso, in Asia e in America Latina!<br \/>\n<br \/>&bull; Il nostro grido di battaglia dovrebbe essere: farla finita con tutti i governi borghesi!  Per governi dei lavoratori e per il potere operaio! Farla finita con l&#8217;Unione Europea degli imperialisti, la prigione dei popoli! No alla trappola reazionaria del nazionalismo! Per l&#8217;unificazione rivoluzionaria socialista dell&#8217;Europa da Lisbona a Vladivostok!<\/p>\n<p>Il Comitato Organizzatore della Terza Conferenza Euro-Mediterranea<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Atene, 18-20 luglio 2015 L&#8217;europa &egrave; diventata l&#8217;epicentro della crisi capitalista mondiale post-2008, ancora non risolta, in ogni aspetto &ndash; sociale, economico, politico, geopolitico. 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