{"id":65417,"date":"2015-06-12T00:00:00","date_gmt":"2015-06-12T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/06\/12\/la-lotta-contro-la-buona-scuola-vietato-fermarsi-vietato-indietreggiare\/"},"modified":"2015-06-12T00:00:00","modified_gmt":"2015-06-12T00:00:00","slug":"la-lotta-contro-la-buona-scuola-vietato-fermarsi-vietato-indietreggiare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/06\/12\/la-lotta-contro-la-buona-scuola-vietato-fermarsi-vietato-indietreggiare\/","title":{"rendered":"La lotta contro la buona scuola. Vietato fermarsi. Vietato indietreggiare."},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3067_image.jpg\" alt=\"3067_image.jpg\" \/><\/p>\n<p>La lotta contro la &#8220;Buona scuola&#8221; entra in questi giorni e in queste ore nella sua fase decisiva. Le settimane di mobilitazione che si sono aperte con gli scioperi del 24 aprile e soprattutto del 5 maggio sono sono state la migliore risposta possibile che potesse partire dalle scuole, e la migliore risposta all&#8217;immobilismo e all&#8217;ipocrisia di tanti.<br \/>\n<br \/>Lo sciopero degli scrutini, ancora in corso dall&#8217;inizio di questa settimana, sta registrando un&#8217;adesione massiccia, con punte del 90%, ben oltre i soli docenti sindacalizzati.<br \/>\n<br \/>&Egrave; poi arrivata un&#8217;inattesa bocciatura sulla costituzionalit&agrave; del ddl, in Commissione al Senato, segno che persino nel Palazzo c&#8217;&egrave; chi sembra essere sfiorato da qualche riserva nel propinare la sbobba rancida della &#8220;Buona scuola&#8221; cos&igrave; com&#8217;&egrave;, sapendo dell&#8217;accoglienza finora riservata e consapevoli dell&#8217;inevitabile rischio di aumentare ulteriormente il rifiuto e la resistenza che si stanno oggi manifestando.<\/p>\n<p>Ma la vera risposta alla &#8220;Morta scuola&#8221; di Renzi e compagnia non arriver&agrave; certo dal Palazzo, e neppure da chi dentro il Parlamento sembra essere pi&ugrave; consapevole degli altri del terremoto che rischia di sorprendere l&#8217;allegra e scanzonata maggioranza renziana, e che per questo finge abilmente di voler interloquire e garantire &#8220;aperture&#8221;. La vera risposta pu&ograve; arrivare solamente da quelle centinaia di migliaia di insegnanti che si sono attivati in questo mese e che continuano a farlo, nonostante tutto e tutti.<\/p>\n<p>Nonostante le burocrazie sindacali, che hanno prima ignorato e poi tentato in mille modi di frenare l&#8217;esplosione della mobilitazione, il cui innesco, infatti, si &egrave; rivelato fin dall&#8217;inizio essere totalmente autonomo tanto dalle dinamiche d&#8217;apparato dei sindacati quanto dalle tendenze al compromesso e alle sponde negoziali. E che in questo modo &egrave; stata in grado &#8211; si prenda nota &#8211; di imporre al corpaccione inerte e inerme dei sindacati sia lo sciopero del 5 sia il percorso di agitazione che ne &egrave; seguito (iniziative sul territorio e nelle scuole, boicottaggio Invalsi, ecc.).<\/p>\n<p>Nonostante l&#8217;accidia riformista e il suo logoro copione, secondo il quale i lavoratori non sono mai pronti per reagire; e se lo sono, la reazione &egrave; per forza di cose limitata e inefficace; e se non lo &egrave;, &egrave; bene che non si spinga troppo oltre (perch&eacute; non si sa mai, per carit&agrave;&#8230;)<br \/>\n<br \/>Questa storiella, che &egrave; poi la stessa che ci sentiamo raccontare lagnosamente da anni riguardo a tutto, &egrave; stata smentita esemplarmente proprio dalla lotta contro la &#8220;Buona scuola&#8221;, che ha indicato una volta di pi&ugrave; &#8211; ce ne fosse ancora bisogno &#8211; che non c&#8217;&egrave; scrupolo &#8220;compatibilista&#8221; che tenga, quando i diritti e gli interessi dei lavoratori vengono calpestati. Con buona pace dei riformisti.<\/p>\n<p>Ma anche nonostante i tanti che, pur teoricamente convinti della necessit&agrave; e dalla possibilit&agrave; di lottare contro il ddl e il governo Renzi, si rifiutano di prendere in considerazione che lo si debba fare duramente e implacabilmente, quanto pi&ugrave; dura e implacabile &egrave; l&#8217;aggressione da parte del governo. Secondo il loro modo di pensare &#8211; che vorrebbe la situazione perennemente segnata dall&#8217;ineluttabilit&agrave; della nostra sconfitta e dall&#8217;inevitabilit&agrave; della vittoria del nemico di classe &#8211; &egrave; sempre troppo tardi per mettere in campo uno scontro vero, perch&eacute; &#8220;l&#8217;opposizione va costruita senza fretta, senza proclami&#8221;, perch&eacute; &#8220;occorre partire dal basso&#8221;, perch&eacute; &#8220;bisogna fare un passo alla volta&#8221;, &#8220;coinvolgere i lavoratori&#8221;, ecc. ecc. Ma quando poi si tratta, nella pratica e non solamente nelle intenzioni, di &#8220;costruire&#8221; e di &#8220;partire dal basso&#8221;&#8230; costoro invocano la &#8220;situazione oggettiva&#8221; sfavorevole e i &#8220;rapporti di forza&#8221; avversi. Finendo cos&igrave; per trincerarsi dietro una passivit&agrave; di fatto che non fa fare un solo passo in avanti n&eacute; alla lotta n&eacute; alla situazione oggettiva da essi evocata.<br \/>\n<br \/>Ecco, la mobilitazione della scuola ha mandato in frantumi anche questo impotente circolo vizioso, costringendo tutti a fare i conti con una realt&agrave; del mondo del lavoro meno pacificata e apatica di quanto possa sembrare.<\/p>\n<p>La risposta c&#8217;&egrave; stata, dunque, pur nei tanti limiti che si sono imposti. Quella che abbiamo visto &egrave; stata una mobilitazione capillare, scuola per scuola, dalle grandi citt&agrave; al pi&ugrave; piccolo e isolato dei comuni. Questa capillarit&agrave; &egrave; stata il riflesso di un&#8217;opposizione alla &#8220;Buona scuola&#8221; molto pi&ugrave; cosciente e significativa di quella espressa da una pur importante e ampia lotta sindacale: &egrave; stata la prima manifestazione di opposizione politica di massa al governo Renzi e alle sue politiche reazionarie, non solo in tema di scuola.<\/p>\n<p>Ed &egrave; quindi a questo livello, e consapevoli di questo spessore politico, che la lotta va assunta e rilanciata. &Egrave; necessario non solo aderire ed essere in sintonia con lo spirito di combattivit&agrave; dimostrato da centinaia di migliaia di insegnanti, ma trasformarlo in carburante di un grande movimento di opposizione politica e sociale generale a governo e padroni, che sappia mettere insieme i molti altri settori lavorativi e sociali gi&agrave; in lotta e mobilitare chi ancora non lo &egrave;, sulla base dei bisogni e delle esigenze che accomunano la stragrande maggioranza dei lavoratori, dei disoccupati e dei giovani italiani, e a partire da un programma che le saldi e le faccia valere in tutta la loro potenzialit&agrave; trainante e unificante: un programma rivoluzionario.<br \/>\n<br \/>La lotta contro la &#8220;Buona scuola&#8221; ha causato una prima importantissima crepa della fase renziana e del suo assetto di potere. Grazie alle sue dimensioni e alla sua radicalit&agrave;, quella crepa pu&ograve; diventare una voragine.<\/p>\n<p>Nella primavera del 1965, in pieno &#8220;centrosinistra storico&#8221;, l&#8217;allora Ministro dell&#8217;Istruzione Luigi Gui present&ograve; un piano di riforma universitaria di impianto conservatore e corporativo, che tentava di &#8220;difendere&#8221; l&#8217;universit&agrave; dalla scolarizzazione di massa trincerandola dietro una gerarchizzazione feudale e dequalificante. Contro la riforma si levarono fin da subito studenti e insegnanti, mettendone in discussione il soprattutto il portato politico. Il fervore della contestazione, che continu&ograve; nell&#8217;autunno del &#8217;65, andr&agrave; a fermentare velocemente e inevitabilmente un contesto e un clima che avrebbero condotto di l&igrave; a poco alla grande esplosione del 1968.<br \/>\n<br \/>Far s&igrave; che l&#8217;autunno del 2015 riservi a Renzi e Giannini qualche piacevole sorpresa &egrave; il modo migliore per rievocare, a cinquant&#8217;anni di distanza, gli auspici del lontano autunno &#8217;65.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori &#8211; Commissione scuola e universit&agrave;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La lotta contro la &#8220;Buona scuola&#8221; entra in questi giorni e in queste ore nella sua fase decisiva. 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