{"id":65428,"date":"2015-06-19T00:00:00","date_gmt":"2015-06-19T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/06\/19\/valutazione-dinsegnamento-e-decomposizione-capitalista\/"},"modified":"2015-06-19T00:00:00","modified_gmt":"2015-06-19T00:00:00","slug":"valutazione-dinsegnamento-e-decomposizione-capitalista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/06\/19\/valutazione-dinsegnamento-e-decomposizione-capitalista\/","title":{"rendered":"&ldquo;Valutazione d&#8217;insegnamento&rdquo; e decomposizione capitalista"},"content":{"rendered":"<p>Questo testo prende forma da un intervento del Partido Obrero (sezione argentina del CRQI &#8211; Coordinamento per la Rifondazione della Quarta Internazionale) nel dibattito sul progetto dell&#8217;Istituto di Valutazione dell&#8217;Equit&agrave; e Qualit&agrave; d&#8217;insegnamento della citt&agrave; di Buenos Aires. Il dibattito ebbe luogo marted&igrave; 12 agosto presso la Comisi&oacute;n de Educaci&oacute;n di Buenos Aires, alla presenza di deputati da tutte le fazioni e un centinaio di docenti. [Traduzione a cura del PCL Sardegna]<\/p>\n<p>Signori deputati: volendo ironizzare sulla mia prevedibile opposizione a questo progetto, un diputato mi ha appena chiesto se, oltre a oppormi al progetto articolato, avessi intenzione di votare anche contro &ldquo;i suoi fondamenti&rdquo;. Senza saperlo, ha colto nel segno: si tratta esattamente di questo. La nostra &egrave; un&#8217;opposizione di princ&igrave;pi, sistematica, che risponde a una visione antagonistica dell&#8217;istruzione e della societ&agrave; in cui quest&#8217;ultima &egrave; inserita. L&#8217;istituto di valutazione docente e di &ldquo;qualit&agrave; d&#8217;insegnamento&rdquo; che ci propone il macrismo non ha nulla di nuovo. La cosiddetta destra moderna, a detta di alcuni, non sta offrendoci niente di nuovo.<br \/>\n<br \/>Da un lato, la &ldquo;valutazione&rdquo; risponde interamente alle riforme dell&#8217;istruzione che gli organi internazionali del capitale finanziario portano avanti ormai da decenni. Dall&#8217;altro, neanche il governo della Citt&agrave; innova nella relazione con la politica nazionale. A difesa del loro progetto, i deputati del PRO hanno invocato la Legge Nazionale dell&#8217;Istruzione, e su questo bisogna dargli ragione. La &ldquo;valutazione d&#8217;insegnamento&rdquo; &egrave; gi&agrave; presente in quella legge e nelle pratiche del Ministero dell&#8217;Istruzione nazionale, il quale si sottopone, gi&agrave; da anni, alle cosiddette prove Pisa, condotte dall&#8217;Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCDE). La tendenza in questo progetto &egrave; comune a tutta la politica dell&#8217;istruzione a livello nazionale. Perci&ograve;, non soprende che gli oppositori &ndash; kirchnerismo e Unencerchino forme per dare consenso al progetto ufficiale.<\/p>\n<p>Valutatori e valutati<\/p>\n<p>L&#8217;Istituto di valutazione sar&agrave; un organismo autarchico, che ammetter&agrave; fondi privati al suo processo di finanziamento. La scuola pubblica pertanto sar&agrave; &ldquo;studiata&rdquo; dal capitale privato. Ora, cos&#8217;&egrave; che verr&agrave; sottoposto alla valutazione? Nel contesto di un&#8217;istruzione colpita dal crollo degli edifici scolastici o il permanente deterioramento dei salari dei docenti, lo Stato si autoesime dal presentare un bilancio sulla sua gestione d&#8217;insegnamento. Al contrario, mette il professore sul banco di prova. A gennaio di quest&#8217;anno, in occasione della crisi delle iscrizioni online, il Ministero dell&#8217;Istruzione della Citt&agrave; promise la sua presenza a quest&#8217;assemblea per &ldquo;quando saranno finite le iscrizioni&rdquo; e per presentare un bilancio del processo. Sono passati otto mesi. E stiamo ancora aspettando. Lo stesso Stato, insieme al governo, che propugna questa valutazione ha schivato in tutti i modi possibili un esame della propria politica, anche dopo aver lasciato pi&ugrave; di 10.000 giovani senza lavoro(?).<\/p>\n<p>Qualit&agrave; d&#8217;insegnamento<\/p>\n<p>Si &egrave; parlato tanto di &ldquo;qualit&agrave; d&#8217;insegnamento&rdquo;. Voi (i deputati) avete polemizzato sugli &ldquo;attributi&rdquo; che sarebbero necessari per quello che si suol chiamare &ldquo;un insegnamento di qualit&agrave;&rdquo;. Noi semplicemente, ci avvaliamo dello stesso concetto di &ldquo;qualit&agrave; d&#8217;insegnamento&rdquo; e chiedo ai compagni docenti di non farsi ingannare nemmeno un attimo dal lessico dei nemici dell&#8217;insegnamento. La categoria di &ldquo;qualit&agrave; dell&#8217;insegnamento&rdquo; ha la pretesa di isolare e sottrarre l&#8217;istruzione alle relazioni sociali che la circondano. Quelle relazioni sociali sono per&ograve; segnate dalla frammentazionee dalla catastrofe sociale, dalla distruzione della famiglia, dalla liquidazione del diritto al lavoro. &ldquo;Qualit&agrave; d&#8217;insegnamento&rdquo;? Signori deputati: in alcune delle scuole di questa citt&agrave; che ho visitato, ci sono alunni che raccontano ai professori dei furti che hanno commesso durante la giornata. I professori riescono solo a raccomandarsi di non usare armi per evitare maggiori conseguenze. La pretesa di considerare l&#8217;istruzione fuori dalle condizioni sociali imperanti e sottoporla a una valutazione isolata, ha naturalmente un&#8217;altra implicazione: si giudica la sua qualit&agrave; come se si trattasse di un qualunque altro prodotto. &Egrave; il primo passo, chiaramente, per assimilarla (l&#8217;istruzione) come una merce qualunque dandole un valore di mercato. Abbiamo sistemi di qualit&agrave; anche nell&#8217;industria dell&#8217;automobile e in molte altre. Bisogna per&ograve; metterlo in chiaro: tanto nell&#8217;istruzione quanto nell&#8217;industria, la qualit&agrave; &egrave; antagonista del capitalismo, il proposito del quale non &egrave; perfezionare i prodotti del lavoro umano nelle varie aree del progresso collettivo, bens&igrave; la ricerca di un beneficio privato. Il &ldquo;controllo di qualit&agrave;&rdquo;, sia dell&#8217;insegnamento o industriale, &egrave; solo un metodo sistematico di riproduzione del processo di lavoro, in vista di tali benefici. Nel caso dell&#8217;istruzione, i &ldquo;controlli di qualit&agrave;&rdquo; rafforzano soltanto l&#8217;unilateralizzazione della conosceza a spese degli stessi alunni. &Egrave; noto, per esempio, quello che succede con le prove Pisa, in cui i docenti, per superare le prove, &ldquo;specializzano&rdquo; gli alunni su argomenti che saranno temi d&#8217;esame. Il tutto, a spese di un processo di apprendimento integrale. La valutazione dell&#8217;apprendimento, pertanto, &egrave; solo un altro passo di degrado e impoverimento. Per far uscire l&#8217;istruzione dal pantano, signori deputati, &egrave; necessario rivoluzionare le relazioni sociali vigenti. La ricostruzione della conoscenza come un processo integrale esige che l&#8217;uomo sia di nuovo riunito col prodotto del proprio lavoro, a partire da una regolazione cosciente del processo di produzione sociale.<\/p>\n<p>Istruzione continua<\/p>\n<p>Ad ogni modo, e se qualcuno avesse ancora dubbi, il progetto ufficiale ci dice chiaramente cosa si intende per &ldquo;qualit&agrave; d&#8217;insegnamento&rdquo;: negli articoli la conoscenza compare sotto la categoria &ldquo;abilit&agrave; e saperi&rdquo;, naturalmente, &ldquo;secondo le nuove esigenze tecnologiche e scientifiche&rdquo;. Pi&ugrave; volte si caratterizza l&#8217;educazione come &ldquo;processo continuo&rdquo;. &Egrave; la concezione dell&#8217;istruzione &ldquo;continua o permanente&rdquo;, che le riforme della Banca Mondiale propugnano fin dagli anni &#8217;70.<br \/>\n<br \/>In questa visione, la formazione scientifica e universale &egrave; rimpiazzata da &ldquo;abilit&agrave; e saperi&rdquo;; quindi dal dettato di contenuti empirici e di validit&agrave; momentanea che subordinino l&#8217;istruzione alle necessit&agrave; in continuo cambiamento del mercato capitalista. Seguendo questa via, i percorsi di laurea vengono sostituite da da modici &ldquo;studi tecnici&rdquo; l&#8217;attualizzazione delle quali apre il passo a un altro filone, quello dei corsi speciali o master a pagamento. &ldquo;Destra moderna&rdquo;? Ma per piacere!<br \/>\n<br \/>Permettetemi di ricordare, signori deputati, al governatore della Rioja1 che un quarto di secolo fa predicava i vantaggi di &ldquo;studiare informatica invece di sapere filosofia o storia&rdquo; e con questa visione, incominci&ograve; la rigorosa distruzione dell&#8217;istruzione pubblica. &Egrave; in questo modo che questo progetto intende la &ldquo;qualit&agrave; dell&#8217;insegnamento&rdquo;, un progetto che come gi&agrave; detto non differisce in modo sostanziale dalle politiche nazionali in materia di istruzione.<\/p>\n<p>Disarticolazione, privatizzazione, precarizzazione lavorativa<\/p>\n<p>Secondo il progetto che abbiamo tra le mani, la politica dell&#8217;insegnamento verr&agrave; definita a partire da &ldquo;valutazioni, indicatori e studi&rdquo; che l&#8217;Istituto in questione realizzer&agrave;. I sintomi di questa politica per&ograve; si stanno gi&agrave; presentando, sulla pagina web del governo della Citt&agrave; si pu&ograve; notare l&#8217;esistenza di un &ldquo;Bollettino delle Scuole&rdquo; e di un &ldquo;Indice di qualit&agrave; educatia&rdquo;. Per spiegarne il significato, il ministro dell&#8217;istruzione, Bullrich, ha raccontato ai Media i supposti benefici di un regime di &ldquo;ricompense&rdquo; di budget connesso a un &ldquo;ranking&rdquo; (classifica) delle scuole. Naturalmente, &egrave; un meccanismo che render&agrave; ancora pi&ugrave; profonda la frattura del sistema educativo e condanner&agrave; definitivamente quelle scuole che gi&agrave; si trovano ad affrontare le pi&ugrave; dure condizioni sociali. La &ldquo;competizione tra scuole&rdquo; e la differenziazione di budget lascer&agrave; sempre pi&ugrave; spazio agli &ldquo;apporti&rdquo; dei capitali privati per ogni stabilimento e alla manipolazione del processo educativo in funzione degli interessi specifici di questi ultimi. Lo strumento finale di questa privatizzazione della stessa scuola pubblica sar&agrave; il voucher scolastico per famiglia, una delle eredit&agrave; di Pinochet in Cile, paese in cui gli antagonismi sociali si concentrano brutalmente sull&#8217;istruzione. Il progetto abbonda di allusioni alla &ldquo;valutazione della pratica del docente&rdquo;, omette per&ograve; qualunque riferimento allo Statuto del Docente, il quale, d&#8217;altro canto contempla elementi di valutazione fondate sull&#8217;autovalutazone e sulle autorit&agrave; di ogni scuola, oltre a partire dalla conquista di stabilit&agrave; lavorativa e riconoscimento dell&#8217;anzianit&agrave;. Il progetto che abbiamo qui invece, mira a istituire un salario per merito, intendendo per &ldquo;merito&rdquo; i risultati provenienti dai dubbi indicatori di qualit&agrave; elaborati dai finanziatori internazionali della privatizzazione educativa. Tornando un attimo al Cile, &egrave; bene ricordare che anche la stabilit&agrave; lavorativa del docente &egrave; condizionata da tali valutazioni. &Egrave; chiaro che un tentativo di riconversione impresariale della scuola pubblica debba iniziare necessariamente imponendo le conseguenze di una relazione impresariale tra lo Stato e il maestro- questo &egrave; il cuore di tale valutazione educativa. La scuola pubblica riproduce in questo modo i metodi de &ldquo;l&#8217;industria dell&#8217;insegnamento&rdquo; della scuola privata.<\/p>\n<p>Valutazione e decomposizone capitalista<\/p>\n<p>Finalmente, e come socialista rivoluzionario, mi sento in obbligo di indicare quale sia, a nostro giudizio, il significato di fondo di questa riforma che vuole istituirsi nella citt&agrave;. Ci troviamo di fronte a un altro tentativo di adattare l&#8217;istruzione al declino dell&#8217;ordine sociale in cui viviamo, alla decadenza del capitalismo. &Egrave; passato molto tempo da quando il capitalismo esaur&igrave; le sue fattezze &ldquo;progressive&rdquo;, da quando, per esempio, sosteneva l&#8217;istruzione pubblica per formare coloro i quali sarebbero poi stati sfruttati. Dopo questa caduta, il capitalismo, non riesce neanche pi&ugrave; a istruire i propri schiavi! Da un lato ha bisogno di liberare la spesa pubblica dalle spese dell&#8217;istruzione, per sostenere invece i parassiti usurai del debito pubblico. Dall&#8217;altro, si esige che l&#8217;istruzione si trasformi, lei stessa, in un altro filone da sfruttare come rimpiazzo per le attivit&agrave; industriali i cui benefici diminuiscono. L&#8217;istruzione viene demolita dalla caduta e dall&#8217;esaurimento di un&#8217;intera organizzazione sociale. Bisogna rivoluzionare tale societ&agrave; per riscattare l&#8217;istruzione. Insisto: c&#8217;&egrave; tutto un regime sociale che spinge a questa nefasta valutazione, e questo si rende evidente quando vediamo l&#8217;identit&agrave; di propositi tra ufficialisti (propugnatori) e oppositori del sistema, oltre le sfumature particolari che li separano in questo dibattito. Avviso tutti quanti della possibilit&agrave; che questo progetto, che fino ad ora &egrave; rimasto un patrimonio solitario del macrismo, finisca, come spesso succede in questa legislatura, per ottenere un altro consenso reazionario. Perci&ograve; facciamo un appello fervente ai sindacati dei docenti, ai compagni lotta qui presenti, allo sviluppo di un&#8217;intensa deliberazione nelle scuole, per opporci e preparare azioni di lotta contro questo &ldquo;istituto&rdquo; reazionario. Questa &egrave; la prospettiva, questa opposizione viscerale del nostro blocco Frente de Izquierda al progetto di cui dibattiamo. Grazie Mille.<\/p>\n<p>Note<br \/>\n<br \/>1 Poche ore prima Pino Solanas aveva fatto riferimento al macrismo come &ldquo;destra moderna&rdquo;<\/p>\n<p>Marcelo Ramal [dirigente del Partido Obrero, deputato della citt&agrave; di Buenos Aires per il Frente de Izquierda, e<br \/>\n<br \/>professore dell&#8217;Universit&agrave; di Buenos Aires e dell&#8217;Universit&agrave; di Quilmes]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo testo prende forma da un intervento del Partido Obrero (sezione argentina del CRQI &#8211; Coordinamento per la Rifondazione della Quarta Internazionale) nel dibattito sul&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[],"class_list":["post-65428","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-internazionale","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65428","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65428"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65428\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65428"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65428"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65428"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}