{"id":65448,"date":"2015-06-30T00:00:00","date_gmt":"2015-06-30T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/06\/30\/rizzo-stalin-e-omosessuali\/"},"modified":"2015-06-30T00:00:00","modified_gmt":"2015-06-30T00:00:00","slug":"rizzo-stalin-e-omosessuali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/06\/30\/rizzo-stalin-e-omosessuali\/","title":{"rendered":"Rizzo, Stalin e omosessuali"},"content":{"rendered":"<p>Sull&#8217;articolo apparso ieri, nel blog di Marco Rizzo, sulla legalizzazione dei matrimoni gay in America, scritto da Monica Perugini.<\/p>\n<p>Era un bel po&rsquo; di tempo che seguivo l&rsquo;ascesa (eminentemente mediatica, in verit&agrave;; e m&rsquo;auguro che tale resti, visto quanto segue) del Partito Comunista dell&rsquo;ex dilibertiano Marco Rizzo.<\/p>\n<p>Mi ricordo, inizialmente, questo soggetto nuovo apparire ogni giorno pi&ugrave; pubblicizzato per vari canali della televisione e del web, linkato e menzionato in forum, discusso per giornali, plaudito da diversi compagni che auspicano a un ritorno delle sinistre unite sotto un solo grande gonfalone Comunista, sulla scorta del vecchio (o riesumando proprio quello stesso dalle sue ceneri, in un&rsquo;operazione, forse inconsciamente, un po&rsquo; &hellip;retriva?) PCI,<br \/>\n<br \/>al quale ormai la vulgata generale attribuisce come padri costituenti il per quarant&rsquo;anni e pi&ugrave; suo segretario generale Palmiro Togliatti, e &ndash; erroneamente, ed a crudele dimostrazione che certi uomini non cessano d&rsquo;esser torturati nemmeno dopo la morte &#8211; Antonio Gramsci;<br \/>\n<br \/>il quale (com&rsquo;&egrave; noto a quelli che pensano che il diavolo stia nel dettaglio)<br \/>\n<br \/>&egrave; stato cofondatore nel 1921, con lo stesso Togliatti e altri, del PCdI, Partito Comunista d&rsquo;Italia;<br \/>\n<br \/>PCdI che, non ancora sotto la esclusiva egida dello staliniano Togliatti, aveva caratteristiche e &hellip;prospettive, diciamo, un po&rsquo; diverse dal poi divenuto &#8211; e pi&ugrave; ricordato e spesso citato a sproposito &#8211; Partito Comunista Italiano, dal &lsquo;43 in poi.<br \/>\n<br \/>L&rsquo;anno in cui, morto il fascismo, pot&eacute; sortire dalla clandestinit&agrave; e riprendere la politica istituzionale.<\/p>\n<p>Questo per rimettere un po&rsquo; le cose a posto su questo fantomatico e mai esistito &ldquo;Gramsci del PCI&rdquo;, senza troppo addentrarsi nel merito, tuttavia (ce lo risparmiamo; un po&rsquo; per il tempo un po&rsquo; per il rossore di vergogna &#8211; la cosa pi&ugrave; rossa che ha avuto il Pci &#8211; che occorrerebbe)<br \/>\n<br \/>e dato che, oltretutto, non &egrave; questo lo scopo della presente. E che, comunque, tutto il resto &egrave; noia&hellip; Pardon! &hellip; &ldquo;Storia&rdquo;, che i compagni possono studiare liberamente da s&eacute; medesimi e da s&eacute; medesimi trarre gli storici bilanci e le debite conclusioni.<\/p>\n<p>Parlavo di Rizzo.<\/p>\n<p>Era da un po&rsquo;, dicevo, che osservavo, con la diffidenza che purtroppo o per fortuna mi caratterizza, specie in politica, ma senza la quale &ldquo;mi fido poco&rdquo;, come cantava De Andr&eacute;,<\/p>\n<p>questo partito di giorno in giorno prendere fisionomia, sempre meno imprecisa, sempre pi&ugrave; riconoscibile, sia nei suoi dirigenti (dei quali, in fondo, non ci vuole granch&eacute; per saper vita, morte e il solo miracolo, che &egrave; la continua e inspiegabile resurrezione; una semplicissima pagina Wiki basta e avanza assolutamente all&rsquo;uopo!),<br \/>\n<br \/>ma soprattutto nei suoi militanti e simpatizzanti.<br \/>\n<br \/>Perch&eacute; (forse &egrave; un vizio mio, derivatomi dalla brutta storia del leninismo che poi diventa stalinismo, nel giro di qualche luna) penso che un partito, un movimento, un&rsquo;organizzazione in genere,<br \/>\n<br \/>siano pi&ugrave; i militanti a farlo, che i loro leader o portavoce del momento.<\/p>\n<p>A volte in negativo, come il PCUS divenne Stalin, seppure part&igrave; da Lenin.<br \/>\n<br \/>E a volte in positivo, come i tanti compagni di partiti di &ldquo;sinistra&rdquo; sbagliati che, per quanto vi abbiano militato, lavorato, etc, in un soprassalto di mai scomparsa dignit&agrave; (e questo sempre perch&eacute; sono compagni! Ecco perch&eacute; m&rsquo;interessano le persone, e la storia &ndash; amarezza o coraggio, aspettative e lotte quotidiane &#8211; che vive nelle persone, pi&ugrave; che la cogente bandiera, simbolino o &ldquo;leader&rdquo; sotto le quali si radunano provvisoriamente), un bel giorno, si sono riavuti e hanno piantato capra e cavoli, puntando altrove la prua.<br \/>\n<br \/>E stanno, adesso, o dalla parte giusta, o comunque in parti che sono senz&rsquo;altro meno sbagliate delle precedenti.<br \/>\n<br \/>E anche perch&eacute; un leader pu&ograve; dire tutto quello che vuole, ma se le sue idee non sono seguite e riconosciute presso le masse, al massimo sar&agrave; un pessimo o ottimo intellettuale (a seconda dei casi), ma politicamente si risolve in un nulla di fatto.<br \/>\n<br \/>Ecco.<\/p>\n<p>Per i suoi militanti, quindi, pi&ugrave; che per i dirigenti in s&eacute;,<br \/>\n<br \/>la fenomenologia di questo partito m&rsquo;incuriosiva, e la seguivo con una certa attenzione.<\/p>\n<p>Ah, c&rsquo;&egrave; da dire una cosa preliminare.<br \/>\n<br \/>C&rsquo;&egrave; da dire che questo neonato Partito Comunista di Rizzo &egrave; un partito dichiaratamente staliniano e stalinista.<br \/>\n<br \/>Cosa vuol dire staliniano e stalinista?<br \/>\n<br \/>Staliniano vuol dire che si riconosce in Stalin. Ne legittima, apprezza e celebra prassi e teoria, e stalinista, di conseguenza, vuol dire che &egrave; pronto, politicamente, a ripercorrerne le vie, a riproporne pensiero e azione, ergendo a modello di riferimento proprio il tragicamente storico dittatore georgiano.<br \/>\n<br \/>E quali erano i pensieri e le azioni di Stalin?<br \/>\n<br \/>Il pensiero di Stalin era quello di edificare il cosiddetto &ldquo;socialismo in un paese solo&rdquo;, tesi che si contrapponeva sia alla &ldquo;rivoluzione permanente&rdquo; specificamente trotskista,<br \/>\n<br \/>ma anche, in realt&agrave;, all&rsquo;internazionalismo leniniano, ma gi&agrave; marxiano, gi&agrave; socialista per definizione,<br \/>\n<br \/>del comunismo in tutto il mondo.<br \/>\n<br \/>La quale cosa non &egrave; (detta brevemente e necessariamente semplificandola) dovuta al cuore pi&ugrave; grande che avevano avuto Lenin, Trotsky, Marx ed Engels nel voler portare, congiunturalmente con i partiti comunisti del mondo intero, soprattutto l&rsquo;Europa della Comune, il socialismo ovunque, laddove invece il cattivo Stalin voleva tenerselo solo per s&eacute; e il suo hortus conclusus sovietico.<\/p>\n<p>Ma &egrave; la constatazione che il comunismo o &egrave; internazionale o non &egrave;.<br \/>\n<br \/>Per i rapporti produttivi col mondo intero che le borghesie nazionali, a questo stadio dello sviluppo del capitalismo, hanno.<br \/>\n<br \/>E che, a meno che di vivere sotto uno stendardo di bellissimo comunismo nominale (si prenda il caso di Cuba), mentre in realt&agrave; il lavoro, la produzione degli altri popoli e dell&rsquo;altro proletariato, a te, paese &ldquo;comunista&rdquo; nella bandiera, non arriva per inimicizie politiche e disfunzionalit&agrave; economiche di paesi anticomunisti, bhe, si ha piuttosto un bell&rsquo;aborto di comunismo, in una forma ben paradossale!<\/p>\n<p>Tanto paradossale da far s&igrave; che, davvero, si stia meglio nei paesi cosiddetti &ldquo;capitalisti&rdquo; che in quelli isolatamente &ldquo;comunisti&rdquo;, a &ldquo;comunismo nazionale&rdquo;.<br \/>\n<br \/>Il comunismo nazionale, in forma autarchica e autocratica, non ha funzionato e non poteva funzionare.<br \/>\n<br \/>Se i popoli del mondo sono universalmente produttori, questa produzione deve universalmente essere dei popoli del mondo. L&rsquo;internazionalismo, aveva infatti predetto Marx, &egrave; un momento dialettico indispensabile della Storia.<br \/>\n<br \/>Tanto che lo si prende come un &ldquo;profeta&rdquo; della globalizzazione. Ma non &egrave; stato un &ldquo;profeta&rdquo;, &egrave; questo lo sbaglio.<br \/>\n<br \/>E&rsquo; stato il filosofo, il teorico, lo scienziato pi&ugrave; lucido e metodico dell&rsquo;inevitabile &ldquo;globalizzazione&rdquo;, vale a dire, in altre parole, del &ldquo;mercato globale&rdquo;.<\/p>\n<p>Ora, come la dimensione &ldquo;internazionale&rdquo; &egrave; stata irreversibilmente raggiunta dalla storia della produzione umana, cos&igrave;, se comunismo dev&rsquo;essere, il comunismo non pu&ograve; partire, retroattivamente, da una sorta di paradiso perduto, come contrabbandano gli anarchici del primitivismo pi&ugrave; strampalato e quelli della decrescita felice. Verrebbe da citare quei versi (mai incisi, purtroppo) del grande Luigi Tenco, in proposito:<\/p>\n<p>&ldquo;(&hellip;) io che non so che farne del progresso,<br \/>\n<br \/>io che amo la vita primitiva.<br \/>\n<br \/>Ma un mio amico dentista<br \/>\n<br \/>dal quale ero andato,<br \/>\n<br \/>mi disse: Se non ami il progresso,<br \/>\n<br \/>prova a toglierti &lsquo;sto dente<br \/>\n<br \/>con un coltello!&rdquo;<\/p>\n<p>Il comunismo esplode da mali internazionali, nel momento in cui i mali sono internazionali, e, per questo, non pu&ograve; che esserne soluzione internazionale.<\/p>\n<p>Ma a Stalin, tutte &lsquo;ste sottigliezze da intellettuali, queste discussioni, queste analisi, piacevano ben poco.<br \/>\n<br \/>Lo zar era caduto, la rivoluzione era fatta, non c&rsquo;era tanto da cincischiare. Adesso, si tratta soltanto di salvaguardarla; adesso c&rsquo;&egrave; da blindare questa rivoluzione contro il potere, con un nuovo potere! Adesso, compagno, tu lavori e io magno.<\/p>\n<p>Gi&agrave;, perch&eacute; proprio come sotto gli occhi dello stesso Stalin accadde (che per&ograve; non ebbe mai l&rsquo;onest&agrave; di riconoscere lo spaventosissimo errore, ed &egrave; la cifra di quanto ci tenesse al socialismo e quanto, invece, a se stesso!)<br \/>\n<br \/>si verific&ograve; quello che era gi&agrave; prevedibile e predetto.<br \/>\n<br \/>Furono indispensabili le aperture al piccolo capitalismo agrario dei kulaki, poi sempre meno piccolo a quello di industriali e gerarchi, e burocrati e privati, finch&eacute; il capitalismo di Stato non divenne, di nuovo, che il capitalismo della borghesia di Stato. Di caste di funzionari e proprietari, sul groppone del popolo bue che lavorava e pativa come e peggio di prima, in quanto adesso non poteva pi&ugrave; ribellarsi &#8211; a rischio di essere liquidato come &ldquo;nemico del popolo&rdquo;, cio&egrave; nemico di se stesso &ndash; e spedito nei campi di &ldquo;rieducazione&rdquo; della Siberia.<br \/>\n<br \/>Stalin, quindi, &egrave; stato il primo grande e mostruoso errore nella pianificazione del comunismo.<br \/>\n<br \/>Ci&ograve; che segu&igrave;, da lui in poi, &egrave; storia di ordinaria borghesia, che si trova in ogni libro di scuola, in ogni giornale d&rsquo;epoca, per chi ha la mania un po&rsquo; feticistica, come me, di conservarli, o in ogni portale Internet indicato.<br \/>\n<br \/>E questo &egrave; stato l&rsquo;aberrazione pi&ugrave; &ldquo;teorica&rdquo; di Stalin.<br \/>\n<br \/>Quelle pratiche, le conosciamo tutti.<br \/>\n<br \/>Ha ucciso e fatto uccidere pi&ugrave; dei tre quarti del partito bolscevico leninista, i migliori. Persino quelli che, contro il suo nemico giurato Trotsky, lo avevano sostenuto, come Bucharin.<br \/>\n<br \/>Valorosi generali, sapientissimi politici e brillanti intellettuali, il pi&ugrave; noto dei quali, a sintetizzare perfettamente tutte le categorie, fu appunto l&rsquo;ormai ex-capitano dell&rsquo;Armata Rossa, Leon Trotsky.<br \/>\n<br \/>Tutta gente che aveva la grande colpa di dire, o d&rsquo;esser sospettata di dire, che quello che Stalin faceva in Russia non c&rsquo;entrava nulla col comunismo.<\/p>\n<p>Queste, in breve, le idee e le azioni di Stalin, che si contrappongono specularmente a quelle definite &ldquo;trotskiste&rdquo;.<\/p>\n<p>Ora, &egrave; pur vero, mi dicevo io,<br \/>\n<br \/>che siamo nel 2105! Che non si pu&ograve; stare l&igrave;, veramente, a lesinare su chi si autoattesta come stalinista, chi come trotskista, chi come maoista, questista e quellaltrista.<br \/>\n<br \/>Mettiamo un attimino da parte queste cose, che sembrano davvero querelle fuori dal nostro tempo e menate tra ultrasinistri intellettuali, anzi intellettualISTI, visto che gli &ldquo;ismi&rdquo; fanno sempre pi&ugrave; &ldquo;sinistra&rdquo; di qualcun altro,<br \/>\n<br \/>e basta. Uniamoci e vediamo cosa si pu&ograve; fare per combattere la crisi capitalistica pi&ugrave; feroce degli ultimi ottant&rsquo;anni, su scala internazionale.<\/p>\n<p>Tanto pi&ugrave; che c&rsquo;&egrave; una cosa che va detta.<br \/>\n<br \/>Forse non &egrave; un argomento molto politico, &egrave; pi&ugrave; un fatto di costume, ma il costume a volte fa la storia pi&ugrave; che la fame stessa.<br \/>\n<br \/>Per molta gente, ammettere che Stalin &egrave; stato il mostro che &egrave; davvero stato, &egrave; difficilissimo.<br \/>\n<br \/>Le ci vorrebbe uno psicoterapeuta, per tirarle fuori una cosa del genere.<br \/>\n<br \/>Eh s&igrave;, perch&eacute; Stalin, complice l&rsquo;ignominiosa propaganda di Togliatti in Italia e in Europa,<br \/>\n<br \/>era visto da molti, qui, come ancora un eroe della rivoluzione! Uno che davvero stava facendo il socialismo, in Unione Sovietica. I poveri lavoratori, in Italia, che di certo non potevano andare a Mosca per sincerarsi di persona delle cose, vivevano e si fidavano della campagna pro-Stalin del PCI.<br \/>\n<br \/>Quando tutto venne fuori, dopo la sua morte e la destalinizzazione di Kruscev, alcuni subirono uno choc traumatico, ma la superarono, e continuarono a seguire la verit&agrave; e il comunismo, ripartendo da Lenin e Marx. E cancellando dalla serigrafia il baffo impostore.<\/p>\n<p>Per altri fu talmente grosso il colpo, che non lo ressero. O forse, pi&ugrave; semplicemente, non capirono. Non furono in grado di capire. Era come venirgli a dire che l&rsquo;acqua fosse asciutta.<br \/>\n<br \/>Ed &egrave; probabile che, in tanti, abbiano conservato, contro tutto e tutti, quell&rsquo;immagine &ldquo;buona&rdquo; di Stalin e cos&igrave; l&rsquo;abbiano tramandata ai figli.<br \/>\n<br \/>I quali, se per&ograve; un briciolo di cultura in pi&ugrave; rispetto a questi poveri padri cornuti e mazziati ce l&rsquo;hanno, dovrebbero avere l&rsquo;onest&agrave; di riconoscere le cose come stanno.<br \/>\n<br \/>Ma, magari, questa onest&agrave; non c&rsquo;&egrave;, e allora&hellip;<br \/>\n<br \/>Ecco perch&eacute; dico che &egrave; pi&ugrave; un fatto di costume.<br \/>\n<br \/>Un fatto di famiglia, delle volte. Ignoranza, ma di famiglia.<br \/>\n<br \/>Ne conosco un caso personalmente.<br \/>\n<br \/>E allora? Pu&ograve; avere senso stare ancora l&igrave; a pizzicarsi con uno che magari nello stalinismo nemmeno si riconosce, nemmeno sa che &egrave;,<br \/>\n<br \/>gli hanno solo detto che era un compagno, e lui cos&igrave; l&rsquo;ha mandata gi&ugrave;?<\/p>\n<p>Lo stalinismo pu&ograve; essere incosciente. E&rsquo; questo che voglio dire.<br \/>\n<br \/>E che male pu&ograve; fare uno stalinismo incosciente?<br \/>\n<br \/>Un fascismo incosciente pu&ograve; farne, e ne fa! Perch&eacute; sempre fascismo &egrave;.<br \/>\n<br \/>Ma lo stalinismo&hellip;! In fin dei conti pu&ograve; anche solo essere il riconoscere, per un puro accidente, come compagno, chi compagno non lo era e contro i compagni ha detto e fatto di tutto e di pi&ugrave;.<br \/>\n<br \/>Ma alla prova dei fatti, a me interessa se compagno lo sei tu!<br \/>\n<br \/>E qui si parr&agrave; la tua nobilitate!<\/p>\n<p>A che serve stare ancora l&igrave; con trotskisti e stalinisti! Siamo compagni?<br \/>\n<br \/>E allora! L&rsquo;unione fa la forza.<\/p>\n<p>Ma, torniamo al Pc.<br \/>\n<br \/>In breve accadde una cosa che mi fece per lungo tempo perdere di vista tutto l&rsquo;affaire Rizzo.<\/p>\n<p>Fu una cosa sola, ma che accadde reiterate volte, ed io ho gi&agrave; poca pazienza di mio. Ma a quelle condizioni, avrebbe ceduto persino Gandhi (personaggio per il quale, lo preciso per la stampa gi&agrave; che ne ho l&rsquo;occasione, e mi ci tolgo pure un peso, non nutro la bench&eacute; minima simpatia).<\/p>\n<p>Quello che accadde fu un fatto apparentemente stupido, forse, e forse anche prevedibile,<br \/>\n<br \/>ma che un qualsiasi compagno di senno, e men che meno trotskisti inveterati quali il sottoscritto, che vive quotidianamente con quella piccozza, ancora, nella gola che non scende, non poteva sopportare.<\/p>\n<p>Con l&rsquo;aggiunta che, l&rsquo;ho gi&agrave; detto, sono gi&agrave; assai poco &ldquo;paziente&rdquo; di mio, e abbiamo fatto!<\/p>\n<p>Insomma, Rizzo non la piantava di affastellare foto di Stalin ovunque, e di imbrattarci la sua pagina facebook e il suo blog; di citarlo ed encomiarlo, e cominciavano a fioccare commenti, sicuramente d&rsquo;ignoranti, ma non per ci&ograve; meno indegni o intollerabili, di ammirazione e orrifico revisionismo per uno dei dittatori pi&ugrave; sanguinari del Novecento, al quale imputo, con i suoi affiliati, la causa primaria del fallimento storico del &ldquo;comunismo&rdquo; nel mondo.<\/p>\n<p>L&igrave; per l&igrave; mi sono incazzato, sbottando &ldquo;Ma questo &egrave; coglione!&rdquo;, e mi bast&ograve; disattivare l&rsquo;opzione &ldquo;Segui&rdquo; dalla sua pagina facebook e il segnalibro dal suo blog, per non avere pi&ugrave; notizia di lui, delle sue scempiaggini per social, giornali, e cambiando canale quando sciaguratamente lo incocciavo in tv a vaneggiare di ritorno al muro di Berlino.<\/p>\n<p>Ma &egrave; successa una cosa, ieri, che mi ha fatto andare ben oltre questa rabbia di pancia e lo sdegno precipuamente, poi, per Stalin e per chi lo commemora. Ho capito qualcosa di pi&ugrave;.<\/p>\n<p>Un caro amico e compagno mi mette a parte dell&rsquo;ultima &ldquo;sparata&rdquo; rizziana, in coerentissima continuit&agrave; con tutta la &ldquo;deontologia&rdquo; stalinista, sia nell&rsquo;ex Urss, che in Europa e dovunque avesse accoliti nel mondo.<\/p>\n<p>Sul blog ufficiale del Partito Comunista di Marco Rizzo, tale Monica Perugini non trova di meglio da commentare, alla notizia della legalizzazione delle nozze gay in America, nondimeno che cos&igrave;:<\/p>\n<p>&ldquo;Arma di distrazione di massa.<br \/>\n<br \/>Gli Usa legalizzano le nozze gay ma non escludono che qualche nostalgico sudista a cui il padre ha regalato il mitra (quanta retorica; scusate l&rsquo;interpolazione, ma davvero non si resiste!), possa ammazzare in 5 minuti una decina di persone che non la pensano come lui&rdquo;.<\/p>\n<p>Patetica stronzata del &ldquo;sudista&rdquo; a parte, comunque: &egrave; la trita, nauseabonda, inascoltabile retorica del &ldquo;Hai fatto una cosa buona? Bene, ma siccome ne hai altre tre che sono cattive, non ti riconosco nemmeno quella.&rdquo;<br \/>\n<br \/>Qual &egrave; il senso? Che cazzo di politica &egrave;, una cosa fatta cos&igrave;? <\/p>\n<p>E continua:<\/p>\n<p>&ldquo;Dal paese che si ostina ad essere padrone del mondo a qualsiasi costo e, nonostante la demagogia, non riesce a mascherare secoli di nefandezze, a partire dalla ordinaria e quotidiana ingiustizia sociale, non pu&ograve; arrivare nessun insegnamento apprezzabile.&rdquo;<\/p>\n<p>Ah s&igrave;?<br \/>\n<br \/>Il disconoscimento, secolare, del diritto di matrimonio alle coppie omosessuali da parte di uno dei Paesi pi&ugrave; reazionari e borghesi del mondo, non faceva parte di una quotidiana ingiustizia sociale?<br \/>\n<br \/>Ohi, bella!<\/p>\n<p>Ma non le basta, e chiosa:<br \/>\n<br \/>&ldquo;Uno stato di diritto che tuteli i pi&ugrave; deboli, gli garantisca di affrancarsi col lavoro e che i diritti sociali non siano calpestati. Se lo saranno potranno esistere tutti i diritti civili. Ma in Un mondo dove i ricchi diventano sempre pi&ugrave; ricchi a danno di poveri che lo sono sempre pi&ugrave; e proprio in queste ore, dove la Grecia viene eletta ad esempio sacrificale dei dettami del capitalismo, i comunisti e le comuniste non si faranno distrarre da questa ennesima pagliacciata mediatica. Giustizia e diritti sociali significheranno anche diritti civili. In caso contrario solo privilegi per i pi&ugrave; ricchi. Orpelli borghesi per marcare le differenze vaneggiando che non ci siano pi&ugrave;.&rdquo;<\/p>\n<p>Quindi, facciamo il punto, perch&eacute; la cosa s&rsquo;&egrave; fatta intrigante.<\/p>\n<p>Occuparsi dei danni che genera il capitalismo e la societ&agrave; divisa in classi<br \/>\n<br \/>(perch&eacute;, ricordiamocelo: il fatto che l&rsquo;omosessualit&agrave; sia cos&igrave; osteggiata, &egrave; dovuto al fatto che per secoli ha regnato la Chiesa! Che scandiva e suggellava la divisione in classi, che allora erano &ldquo;ceti&rdquo; o &ldquo;stati&rdquo;, ma sempre il Potere! E in seno a quel medesimo Potere, che ha scavalcato secoli e &ldquo;riforme&rdquo;, assumendo vesti &ndash; nemmeno poi tanto &ndash; nuove, si &egrave; sviluppato il potere della societ&agrave; borghese contemporanea, che &egrave; quello del modo di produzione capitalistico; se la compagna Perugini si degnasse di leggere qualcosa sul materialismo storico di Marx ed Engels, forse questo lo saprebbe!),<\/p>\n<p>senza occuparsi segnatamente del Capitalismo in s&eacute; e per s&eacute;,<br \/>\n<br \/>questo &egrave; un&rsquo;arma di distrazione di massa e una cosa da borghesi?<\/p>\n<p>Ho capito.<br \/>\n<br \/>Quindi, se intanto le condizioni storiche (morali, etiche) sono quelle che possono portare (come s&rsquo;&egrave; visto!) al superamento di un problema, questo lo si deve rifiutare, questa occasione non deve essere c&ograve;lta, e tu, omosessuale, devi continuare a vivere reietto e marginalizzato, perch&eacute;?<br \/>\n<br \/>Perch&eacute; prima va abbattuto il Capitalismo.<\/p>\n<p>Sarcasmi a parte:<\/p>\n<p>l&rsquo;equivoco di fondo di tutta questa centrifuga di merda, che poi &egrave; la cifra distintiva della mentalit&agrave; &ldquo;stalinista&rdquo;, &egrave; il fatto che, questi, di materialismo storico niente ne hanno capito, e meno di niente sanno, come si vede, &ldquo;predicarne&rdquo;<br \/>\n<br \/>(per altro, riporterei qui di seguito, non foss&rsquo;altro che per farci una omerica risata corale, tutti i commenti di omosessuali e non, a questa eresia che di &ldquo;comunista&rdquo; ha davvero un piffero, ed ha molto, invece, di populismi fascisti, come &ldquo;prima i mar&ograve;!&rdquo;, e puzza di ontologia clericale!),<br \/>\n<br \/>per un semplice motivo.<\/p>\n<p>Gli stalinisti (e Stalin nella sua caratteristica mediocrit&agrave; d&rsquo;impronta religiosa, al secolo) concepiscono il Capitalismo come un monolite, una sorta di Golem, come dio, un ontos da abbattere (salvo, stranamente, essere quelli che non l&rsquo;hanno mai abbattuto e ne hanno, anzi, restaurato le macerie dei pezzi che ne aveva buttato gi&ugrave; la Rivoluzione d&rsquo;Ottobre. Un po&rsquo; come i preti! Che vedono in Dio tutto il bene e la moralit&agrave; del mondo, e sono i primi a trasgredirvi pedissequamente. Chiss&agrave; come funziona! Ma qua, forse, entriamo in territori da psicanalisi). <\/p>\n<p>Quasi personalizzato, s&igrave;.<br \/>\n<br \/>E che, fin quando non hai colpito quello, tutto ci&ograve; che fai &egrave; inutile, nel migliore dei casi, nel peggiore &egrave; una subdola &ldquo;distrazione di massa&rdquo;, cosciente d&rsquo;esser tale, e coglione tu, se ci abbocchi!<\/p>\n<p>Mentre, invero, il capitalismo, il metodo di produzione capitalistico,<br \/>\n<br \/>&egrave; certamente l&rsquo;origine e la causa, variamente declinato e in varie forme oggettivato, di tutti i mali del mondo,<br \/>\n<br \/>ma non &egrave; altro che un dato sistema di rapporti sociali.<br \/>\n<br \/>Il capitalismo, lo sfruttamento e l&rsquo;oppressione, non esiste, senza chi sfruttare, senza chi opprimere, senza nessuno su cui e di cui campare.<\/p>\n<p>E, ancora, tentando icasticamente con la famosa raffigurazione feuerbachiana, &egrave; come la tela di ragno.<br \/>\n<br \/>Al centro ci sta il ragno, che dobbiamo colpire al cuore.<br \/>\n<br \/>Ma noi, al ragno, ci arriviamo per le varie fila che esso ha intessuto. Percorrendole e consumandole, noi le superiamo. E nel momento in cui le avremmo superate tutte, ecco, l&igrave;, con grande sorpresa degli stalinisti che, invece, s&rsquo;aspettavano di trovarsi di fronte il drago di Super Mario,<br \/>\n<br \/>scopriremo che il ragno non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave;!<br \/>\n<br \/>Che &egrave; stato soppresso dalla consunzione, dal superamento, dall&rsquo;aver bruciato, tappa per tappa, la tela medesima!<br \/>\n<br \/>Che &egrave; venuto, automaticamente, dialetticamente, meno.<\/p>\n<p>Ecco perch&eacute; ogni iniziativa &egrave; utile e buona, alla causa del Comunismo.<br \/>\n<br \/>Ecco perch&eacute; tutto fa parte della lotta di classe!<br \/>\n<br \/>Ecco perch&eacute; non arriverai mai a distruggere il dogma liberale del Capitalismo, se non sei nemmeno arrivato a distruggere quello religioso di un dio che ti vieta le unioni omosessuali.<br \/>\n<br \/>Che &egrave; ci&ograve; che, con quella che non mi esimo dal chiamare &ldquo;vittoria&rdquo;, in America &egrave; stato fatto.<\/p>\n<p>Siamo ben lungi dal mondo di uguaglianza e di pace, di lavoro e libert&agrave; vera (non la libert&agrave; di fottere il prossimo dei liberali!), &egrave; chiaro.<br \/>\n<br \/>Anche se adesso, negli Stati Uniti, i gay possono sposarsi.<\/p>\n<p>L&rsquo;America &egrave; sempre il paese che colonizza impietosamente territori e culture, che bombarda i popoli mediorientali ed urla al lupo, al lupo se, poi, ne rinfocola e causa cose orribili come l&rsquo;Isis,<br \/>\n<br \/>&egrave; sempre il Paese che detta le regole del mercato, il Paese pi&ugrave; capitalistico del mondo,<br \/>\n<br \/>la fucina principale della perversione dell&rsquo;ideologia liberista, dell&rsquo;anarchia del mercato, e di ogni spazzatura subculturale di consumismo e reificazione, il Paese della nevrosi e dell&rsquo;alienazione, dell&rsquo;ignoranza e del fanatismo nazionalista,<br \/>\n<br \/>l&rsquo;America &egrave; davvero il Paese dove ognuno (magari non proprio il nipote del sudista; facciamo i poliziotti razzisti che ancora passano con la macchina su un ladro di polli, solo perch&eacute; &egrave; nero)<br \/>\n<br \/>spara a chi vuole, perch&eacute; non la pensa come lui (accusa alla quale, tra l&rsquo;altro, proprio chi si definisce &ldquo;stalinista&rdquo;, dovrebbe avere il buon senso di non ricorrere),<\/p>\n<p>ma ci&ograve; non toglie che sotto la simbolicamente ripugnante bandiera a Stelle&amp;Strisce, in queste ore, un grande passo di democrazia &egrave; stato compiuto.<br \/>\n<br \/>Come non si pu&ograve; dire che le lotte di Martin Luther King o di Malcom X per i diritti ai neri, siano &ldquo;lezioni che non accettiamo&rdquo; perch&eacute; vengono dal &ldquo;Paese dove questo e quest&rsquo;altro&rdquo;&hellip;<\/p>\n<p>Perch&eacute; l&rsquo;umanit&agrave;, anche se gli stalinisti (che preferiscono certamente pi&ugrave; l&rsquo;omofobo dittatore Putin, perch&eacute; &egrave; russo, a una mezza vittoria di democrazia in America, perch&eacute; &egrave; una &ldquo;democrazia&rdquo; americana) non lo sanno ahim&eacute; per definizione,<br \/>\n<br \/>un marxista non la suddivide in &ldquo;nazioni&rdquo;.<br \/>\n<br \/>Anzi: questa &egrave; una cosa che hanno da sempre fatto i nemici acerrimi di Marx.<\/p>\n<p>&ldquo;Proletari di tutto il mondo, unitevi!&rdquo;, era una frase da trotskisti internazionalisti traditori da &ldquo;picconare&rdquo;, secondo gli stalinisti.<\/p>\n<p>Un marxista, l&rsquo;umanit&agrave; la divide in classi.<br \/>\n<br \/>E l&rsquo;omofobia &egrave;, da sempre, una palla al blasone della roccaforte delle classi dominanti.<br \/>\n<br \/>Se questa, anche negli odiati States che, per altro, fungono da cattedra economica ed etica per i tre quarti del globo terracqueo, &egrave; stata abbattuta,<br \/>\n<br \/>non pu&ograve; che significare un passo in meno verso una, per quanto ancora lontanissima, socialdemocrazia reale nel mondo.<br \/>\n<br \/>Laddove con &ldquo;reale&rdquo; non intendiamo quella del Re. Quella che intendono loro e che intese Stalin.<\/p>\n<p>Ma quello delle &ldquo;res&rdquo;.<br \/>\n<br \/>Dei fatti e della realt&agrave;.<br \/>\n<br \/>Cose con le quali gli stalinisti hanno un rapporto abbastanza imbarazzante&hellip; E ne hanno ben donde.<\/p>\n<p>La grande lezione che ho appreso, da tutto questo, volevo dire, &egrave; stata questa.<\/p>\n<p>Niente ripensamenti!<br \/>\n<br \/>Se un dirigente politico si dichiara &ldquo;stalinista&rdquo;, non c&rsquo;&egrave; se e non c&rsquo;&egrave; ma, e non &egrave; da confondere minimamente con lo stalinismo ingenuo di Peppone di Don Camillo.<br \/>\n<br \/>Questo sa quello che dice.<\/p>\n<p>E lo sa tanto bene, sia lui che i suoi cortigiani,<br \/>\n<br \/>da situarsi perfettamente in linea con il pi&ugrave; becero stalinismo tradizionale.<\/p>\n<p>Quello che sotto una bandiera rossa nasconde imperialismo, nazionalismo e capitalismo, divisione in classi, soppressione di diritti, calunnie e miseria, e privilegi per la solita vecchia grassa borghesia che proprio quella bandiera rossa, doveva lasciarsi alle spalle, e che invece ha solo coperto, come la polvere sotto il tappeto.<br \/>\n<br \/>Nasconde dogmatismo e religione che sostituisce ai vecchi d&egrave;i, soltanto dei nuovi in carne, ossa e baffi, che allo stesso modo esigono ubbidienza e allo stesso sconfessano la realt&agrave; e la rifuggono come la peste peggiore.<br \/>\n<br \/>Proprio quella realt&agrave; che, invece, accelerando in eroico moto rivoluzionario, nomi come Marx, Lenin e Trotsky, hanno cercato di portare alla sua estrema conseguenza, per voltare, il prima possibile, pagina a questo terribile, squallido, infernale capitolo della storia dell&rsquo;umanit&agrave;.<br \/>\n<br \/>E che Stalin ha riportato indietro, a molto prima di loro. Al medioevo, ai tempi delle inquisizioni e dell&rsquo;oscurantismo.<\/p>\n<p>E allora, mai tornare indietro. Altro che cercare riappacificazioni tra trotskisti e stalinisti. Questo &egrave; reazionario. E&rsquo; andare come i gamberi.<br \/>\n<br \/>Il metodo giusto &egrave;, semmai, esattamente l&rsquo;opposto!<br \/>\n<br \/>Significare questa abissale divergenza tra noi e loro con le lotte, con le idee, con l&rsquo;analisi viva giorno per giorno, di quanto accade, del come e del perch&eacute;. E portare alle estreme conseguenza, la frattura ineluttabile del sistema capitalistico tutto, la rivoluzione proletaria internazionale,<br \/>\n<br \/>prima e al meglio che possiamo.<br \/>\n<br \/>Salvando dal macello prospettatoci noi stessi e caterve di infinite altre vittime, nostri fratelli, nostri figli e nostri compagni, e lottando.<\/p>\n<p>Anche contro i rossobruni, i falsi compagni come gli stalinisti di Rizzo, i quali, allontanando con le loro fanfaluche ripugnanti e reazionarie qualsiasi uomo sano di senno dall&rsquo;oggi pi&ugrave; che mai necessaria forza della bandiera rossa e dei suoi eroi in tutti i tempi e tutti i luoghi,<br \/>\n<br \/>non sono meno nocivi che i populismi xenofobi e misoneisti e la destra dichiaratamente liberista e reazionaria del nostro tristissimo tempo.<\/p>\n<p>Salvo Lo Galbo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sull&#8217;articolo apparso ieri, nel blog di Marco Rizzo, sulla legalizzazione dei matrimoni gay in America, scritto da Monica Perugini. 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