{"id":65450,"date":"2015-06-28T00:00:00","date_gmt":"2015-06-28T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/06\/28\/nasce-a-bari-una-sezione-del-pcl\/"},"modified":"2015-06-28T00:00:00","modified_gmt":"2015-06-28T00:00:00","slug":"nasce-a-bari-una-sezione-del-pcl","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/06\/28\/nasce-a-bari-una-sezione-del-pcl\/","title":{"rendered":"Nasce a Bari una sezione del PCL"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3087_IMG_9269151011.jpg\" alt=\"3087_IMG_9269151011.jpg\" \/><br \/>\nUno spettro si aggira per la Puglia: lo spettro del Partito Comunista dei Lavoratori.<\/p>\n<p>A seguito di un processo di progressivo radicamento in Puglia, con la nascita di due nuove sedi nella provincia di Taranto, nasce  anche a  Bari una sezione del Partito Comunista dei Lavoratori, nella quale sono confluiti diversi compagni provenienti dalle fallimentari esperienze dei partiti socialdemocratici italiani, in particolare Rifondazione Comunista e SEL.<\/p>\n<p>A Bari la nascita di un partito marxista  rivoluzionario assume un significato molto particolare, essendo questa la terra dove, dieci anni fa, Nichi Vendola, leader di uno dei partiti della &ldquo;sinistra radicale&rdquo;,  si imponeva come governatore delle Puglie e veniva acclamato da masse di lavoratori festanti che, invano, riponevano in lui la speranza di un futuro meno incerto. A bilancio di questa decennale e fallimentare esperienza riformista,  il totale asservimento al modo di produzione capitalistico del sistema di potere politico della sinistra radicale, da SEL a PRC-Federazione della Sinistra, ha drammaticamente contribuito all&#8217;abbassamento del livello di coscienza della classe operaia e contadina pugliese, gran parte della quale, peraltro, pesantemente devastata dalla crisi economica europea e ormai per lo pi&ugrave; sottoproletarizzata. Il recente successo elettorale, in terra di Puglia, del leghista Salvini e la scarsa affluenza elettorale sono, in gran parte, ascrivibili al tradimento delle speranze suscitate nella classe operaia dall&#8217;affermazione di una sinistra che era radicale solo nei simboli e negli intenti, non certo nei fatti.<br \/>\n<br \/>Le grandi capacit&agrave; oratorie di Vendola avevano infatti destato speranze e illusioni nell&#8217;immaginario sia della classe operaia pugliese che di tanti compagni e compagne che, in buona fede, militavano in SEL e Rifondazione Comunista. Tuttavia, con l&#8217;attuazione delle politiche regionali, il vero contenuto della proposta politica del centrosinistra pugliese, totalmente subalterno rispetto agli interessi delle classi dominanti, si &egrave; ben presto svelato in tutta la sua tragica inconsistenza.  La continua concertazione delle sorti e della salute degli operai dell&#8217;ILVA attraverso relazioni amicali tra Vendola e i padroni della fabbrica &egrave; il paradigma della sudditanza della cosiddetta sinistra radicale ai voleri della classe padronale.<br \/>\n<br \/>Nell&#8217;ambito di questa parabola discendente, negli ultimi anni si &egrave; addirittura osservato  uno spostamento ulteriore verso destra di SEL, culminato con la firma,  a ridosso delle elezioni politiche del 2013, del programma PD di Bersani che imponeva il mantenimento dei patti di stabilit&agrave; lacrime e sangue dettati dal capitalismo finanziario europeo.<br \/>\n<br \/>Esattamente in modo antitetico rispetto alla narrazione poetica del leader di SEL, tutta la cosiddetta sinistra radicale pugliese, da SEL a PRC, si &egrave; dunque completamente accodata alle richieste del capitalismo italiano di imponenti tagli alla spesa pubblica, con l&#8217;unico vero obiettivo, ovviamente non dichiarato, di mantenere le poltrone nei vari governi locali e nazionali. Persino alle ultime elezioni regionali pugliesi sia SEL che PCDI hanno sostenuto il candidato del PD Emiliano alla guida della regione, mentre, contemporaneamente, criticavano le politiche di Renzi a livello nazionale.<br \/>\n<br \/>In Puglia, a pagare il salatissimo conto della narrazione vendoliana sono state principalmente le classi meno abbienti, con la sottoproletarizzazione di consistenti pezzi di classe operaia e un generale impoverimento del ceto medio. In questi anni i  cittadini pugliesi hanno assistito impotenti alla chiusura di decine di ospedali pubblici, al costo esorbitante dei servizi sanitari e all&#8217;incremento dei tempi di attesa (mesi o addirittura anni) per le visite specialistiche nei rimasugli di sanit&agrave; pubblica sopravvissuta. Tutto questo mentre i soldi pubblici venivano utilizzati per continuare a finanziare la sanit&agrave; privata.<br \/>\n<br \/>Le politiche delle giunte comunali baresi di centro sinistra, guidate prima da Emiliano e poi da Decaro non sono state in grado, peraltro, di attutire l&#8217;impatto della crisi economica, sicch&eacute; i livelli di disoccupazione nella citt&agrave; di Bari hanno toccato punte record del 18%, con livelli di disoccupazione  di oltre il 40% nella popolazione giovanile, in un quadro di progressiva deindustrializzazione.<br \/>\n<br \/>Nel contempo le condizioni di vita nelle campagne della provincia barese sono rimaste inalterate nella loro struttura feudale,  con un sistema di bracciantato agricolo sottopagato e vessato dal pi&ugrave; bieco caporalato.<br \/>\n<br \/>Persino sul versante dei diritti umani, li&#8217; dove la narrazione vendoliana aveva raggiunto vette inarrivabili, il fallimento delle politiche solidaristiche della buona e bella borghesia barese &egrave; sotto gli occhi di tutti. A chiunque capitasse di fare un giro in citt&agrave;, salterebbe subito agli occhi il contrasto tra i bellissimi e lussuosi palazzi antichi del centro murattiano barese e la ghettizzazione di oltre 200 migranti in una lercia tendopoli, fredda di inverno e maleodorante d&#8217;estate, nel limitrofo &ldquo;quartiere libert&agrave;&rdquo;. Per non parlare deL CIE posto alla periferia della citt&agrave;, vero e proprio lager dove vengono segregati in condizioni disumane centinaia di diseredati, scappati dalle guerre e dalle carestie africane. <\/p>\n<p>Chi conosce le tristi vicende dei partiti socialdemocratici europei del 900, tuttavia, non rimane affatto sorpreso dalla totale incapacit&agrave; della &ldquo;sinistra radicale&rdquo; pugliese di avviare un progetto di trasformazione della societ&agrave; a favore delle classi meno abbienti. Al contrario, la parabola discendente della &ldquo;sinistra radicale&rdquo; pugliese &egrave; l&#8217;ulteriore conferma, se ve ne fosse bisogno, che l&#8217;unica sinistra in grado di trasformare in senso socialista la societ&agrave; deve necessariamente opporsi ad ogni accordo di potere con i partiti della borghesia. L&#8217;unica sinistra che pu&ograve; operare una positiva trasformazione delle condizioni di vita dei lavoratori non pu&ograve; cio&egrave; pensare di conciliare gli interessi dei lavoratori con quelli dei padroni. I fatti pugliesi dimostrano, per l&#8217;ennesima volta, che l&#8217;indipendenza politica del movimento operaio &egrave; l&#8217;unica strada per un cambiamento positivo nelle condizioni di vita dei lavoratori. Solo l&#8217;abbattimento del sistema dei profitti e la nascita di un governo dei lavoratori pu&ograve; consentire una trasformazione verso migliori condizioni di vita dell&#8217;umanit&agrave;.<br \/>\n<br \/>Ed &egrave; esattamente questa la ragione per la quale nasce, si costruisce e si va a radicare a Bari, come precedentemente  in tutta Italia, una significativa e combattiva presenza del PCL, l&#8217;unico partito che non ha mai accettato logiche di subalternit&agrave; rispetto ai partiti della borghesia e si &egrave; sempre speso in difesa degli interessi degli sfruttati. Ed &egrave; particolarmente significativo che tanti compagni delusi, provenienti dalle esperienze di SEL e Rifondazione Comunista, abbiano abbandonato le illusioni riformiste e contribuito alla formazione del PCL a Bari.<br \/>\n<br \/>La nascita di una sezione del PCL a Bari costituisce dunque una straordinaria occasione di ricomposizione di una identit&agrave; comunista per tanti compagni, giovani e meno giovani, che in buona fede avevano invano riposto in SEL o in quel che resta di Rifondazione Comunista le loro speranze di trasformazione radicale della societ&agrave;.<br \/>\n<br \/>A partire da un programma di inequivocabile rottura con il sistema capitalistico e di indipendenza di classe nasce quindi anche a Bari, finalmente, una casa comune dei comunisti, democratica e non settaria, che vuole rappresentare il punto di incontro e di confronto di migliaia di operai, contadini, studenti,  lavoratori, disoccupati, migranti e diseredati, con il fine di sviluppare un progetto di rottura con le classi dominanti e una trasformazione socialista della societ&agrave; italiana.<br \/>\n<br \/>L&#8217;invito a partecipare, controcorrente, all&#8217;elaborazione di un progetto comunista nel PCL di Bari, nell&#8217;ambito dei principi del marxismo rivoluzionario, &egrave; rivolto in particolare sia a  quei compagni baresi profondamente delusi dalle politiche trasformiste delle dirigenze nazionali e locali di PRC e di SEL, che a tutta la galassia giovanile delle organizzazioni studentesche e dei gruppi autonomi della sinistra, con lo scopo di formare avanguardie che sappiano operare nelle laceranti contraddizioni del capitalismo e contribuire al suo abbattimento.<\/p>\n<p>Salvatore de Lorenzo &#8211; PCL sezione di Bari<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno spettro si aggira per la Puglia: lo spettro del Partito Comunista dei Lavoratori. 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