{"id":65459,"date":"2015-07-04T00:00:00","date_gmt":"2015-07-04T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/07\/04\/la-battaglia-per-il-referendum-in-grecia-quinto-giorno\/"},"modified":"2015-07-04T00:00:00","modified_gmt":"2015-07-04T00:00:00","slug":"la-battaglia-per-il-referendum-in-grecia-quinto-giorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/07\/04\/la-battaglia-per-il-referendum-in-grecia-quinto-giorno\/","title":{"rendered":"La battaglia per il referendum in Grecia. Quinto giorno."},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/3095_image.jpg\" alt=\"3095_image.jpg\" \/><\/p>\n<p>Venerd&igrave; 3 luglio. La pi&ugrave; grande manifestazione di massa che Atene abbia mai conosciuto dalla caduta della dittatura nel 1974 ha avuto luogo oggi, ultimo giorno della campagna per il referendum del 5 luglio, ed &egrave; stata la manifestazione per il &#8220;no&#8221; all&#8217;ultimatum della troika. Era paragonabile, se non anche pi&ugrave; grande, alla manifestazione del 12 febbraio 2012. Quella manifestazione fu convocata contro il PSI (Private Sector Involvement), l&#8217;haircut del debito estero in particolare verso i prestatori privati, combinato con le nuove misure draconiane d&#8217;austerit&agrave; portate avanti dal governo extraparlamentare di Papademos, imposto arbitrariamente alla Grecia dall&#8217;Unione Europea nel novembre 2011.<\/p>\n<p>Nel 2012 circa un milione di persone si riunirono a piazza Syntagma e nelle strade dei dintorni, ma la sera stessa, dopo le 18:00, vennero presto disperse da un&#8217;offensiva brutale e senza precedenti dalla repressione della polizia antisommossa, che ricorse a grandissime quantit&agrave; di sostanze chimiche contro i manifestanti. Questa volta, le masse &#8211; in gran parte giovani &#8211;  hanno continuato ad affluire in piazza Syntagma fin quasi alla mezzanotte. Per spostarsi dall&#8217;uscita della metro Syntagma al punto di ritrovo in cui l&#8217;EEK si era dato appuntamento nella piazza, una distanza di non pi&ugrave; di un centinaio di metri, ci &egrave; voluta circa un&#8217;ora. Il contemporaneo raduno delle forze pro-UE dell'&#8221;Euromaidan greca&#8221;, allo stadio, era di almeno quindici volte pi&ugrave; piccolo; un dato di fatto che anche la radio pubblica tedesca Deutsche Welle ha dovuto ammettere. &Egrave; stato un grande colpo per il vasto &#8220;fronte unito&#8221; reazionario messo insieme dalla troika imperialista, dai media internazionali e da quasi tutte le forze borghesi della stessa Grecia, inclusi tutti i falliti Primi ministri degli ultimi vent&#8217;anni (Kostas Mitsotakis, Kostas Simitis, Kostas Karamanlis, George Papandreou, Papademos). Si stanno mettendo in campo risorse gigantesche per la campagna di propaganda del &#8220;s&igrave;&#8221; e contro il governo attuale, da rovesciare e rimpiazzare con un servile governo fantoccio di &#8220;unit&agrave; nazionale&#8221;.<\/p>\n<p>Vari motivi mi hanno impedito di recarmi a Patrasso, oggi, per un&#8217;altra manifestazione dell&#8217;EEK in difesa del &#8220;no&#8221; (sono stato sostituito da un altro compagno). Ho pertanto potuto partecipare personalmente ad un avvenimento storico, esperienza unica nei miei decenni di impegno personale nel movimento operaio e nella sinistra, compresi i miei 45 anni nell&#8217;EEK.<\/p>\n<p>Non si tratta solo dell&#8217;imponenza impressionante della manifestazione, ma prima di tutto della sua qualit&agrave; politica, che mostra la sua importanza nella battaglia per il referendum e per ci&ograve; che seguir&agrave;, a prescindere dal risultato.<\/p>\n<p>Fino a ieri sera tutti pensavano che l&#8217;inedita campagna nazionale e internazionale di intimidazione e disinformazione avesse finalmente raggiunto il suo scopo: una maggioranza di &#8220;s&igrave;&#8221;, almeno secondo i sondaggi. Perfino dentro Syriza e An.El. c&#8217;era chi, pentito, voleva la cancellazione del referendum, come tutti i leader del capitale finanziario globale chiedevano. Perch&eacute; tanta paura di una procedura elettorale piuttosto comune nella morente democrazia parlamentare europea?<\/p>\n<p>Non hanno paura del perennemente debole e vacillante governo Tsipras, che fino all&#8217;ultimo ha implorato un accordo sui termini dell&#8217;austerit&agrave;. Ci&ograve; di cui le istituzioni imperialiste e le classi dirigenti europee e greche hanno paura &egrave; che proprio questo referendum, in aperta sfida alla troika, possa dare inizio ad una rinnovata esplosione delle masse popolari della Grecia nell&#8217;arena della storia. Ad ogni modo, solo una settimana prima della decisione, Tsipras dichiar&ograve; che era contrario al referendum o alle elezioni anticipate. Il referendum non &egrave; quindi stato in primo luogo una manovra, bens&igrave; il risultato di una pressione dal basso. &Egrave; stato imposto non dalla cosiddetta ala sinistra di Syriza nel suo Comitato Centrale, ma dal malcontento popolare e dalla rabbia contro le continue concessioni del governo greco e la crescente arroganza di FMI, BCE e UE. <\/p>\n<p>Il governo, ovviamente, dice che utilizzer&agrave; la vittoria del &#8220;no&#8221; per nuovi negoziati, il cui contenuto la troika ha gi&agrave; rifiutato senza appello. Il fattore imprevedibile &egrave; stato ancora una volta quello delle masse lavoratici in lotta come protagoniste del cambiamento storico.<\/p>\n<p>Dai tempi di Spinoza, sappiamo che la paura &egrave; un metodo essenziale, indispensabile al dominio di classe. Ma questo metodo ha i suoi limiti, come molti dittatori hanno avuto modo di scoprire, lo Zar Romanov pi&ugrave; di ogni altro. Il primo e pi&ugrave; efficace strumento di intimidazione &egrave; stata la chiusura delle banche, dopo la brusca decisione della BCE di tagliare la linea di salvezza dei fondi di emergenza (Emergency liquidity assistance) alle banche greche &#8211; decisione che &egrave; la causa diretta delle lunghe code di pensionati ai bancomat. <\/p>\n<p>Ci sono ancora dei settori piccolo-borghesi che hanno paura di perdere quel poco che rimane loro, e conservano una fede superstiziosa negli &#8220;dei caduti&#8221; dell&#8217;UE e dell&#8217;euro. Questi settori sono oggetto di abuso da parte delle classi dominanti, che hanno rispolverato tutto il vecchio anticomunismo e tutti gli spettri della guerra civile, mentre ne preparano una nuova. Esse condannano i &#8220;comunisti&#8221; al governo e nello stesso tempo fingono di provare ad evitare una nuova guerra civile, per ottenere la pace sociale e l'&#8221;unit&agrave; nazionale&#8221; fra i macellai e le loro vittime.<\/p>\n<p>Ma la grossa parte della popolazione impoverita della Grecia non ha pi&ugrave; nulla da perdere. Non a caso, ieri, i compagni dell&#8217;EEK di Larissa sono riusciti ad organizzare un combattivo corteo di cinquemila partecipanti. Insieme ad altri compagni della &#8220;Carovana di lotta e di solidariet&agrave;&#8221; (un movimento partito dagli operai della VIO.ME e dai lavoratori della tv-radio ERT3, entrambe occupate per due anni e gestite direttamente dai lavoratori), hanno marciato con una bandiera dell&#8217;EEK al grido di &#8220;tutta la produzione e tutto il potere ai lavoratori&#8221;, ed esponendo il famoso detto di Walter Benjamin &laquo;solo per chi non ha pi&ugrave; speranza ci &egrave; data la speranza&raquo;.<\/p>\n<p>La paura coltivata dai governanti pu&ograve; a volte essere trasformata, e diventare un boomerang contro di loro. Dopo cinque anni di discesa all&#8217;inferno, gli strati pi&ugrave; oppressi e pi&ugrave; combattivi dei lavoratori e dei disoccupati, soprattutto delle giovani generazioni, intraprendono la strada di una nuova ribellione, il passaggio verso una rivoluzione sociale.<\/p>\n<p>La grande maggioranza dei manifestanti di piazza Syntagma era composta da giovani, principalmente senza lavoro e senza speranza di trovarne. Un segnale per un futuro rivoluzionario, che arriva sempre inaspettato.<\/p>\n<p>A luta continua!<\/p>\n<p>Savas Michael-Matsas<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venerd&igrave; 3 luglio. 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