{"id":65503,"date":"2015-08-11T00:00:00","date_gmt":"2015-08-11T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/08\/11\/prima-e-dopo-considerazioni-emotive-sugli-sfratti-a-brescia-nella-pausa-dagosto\/"},"modified":"2015-08-11T00:00:00","modified_gmt":"2015-08-11T00:00:00","slug":"prima-e-dopo-considerazioni-emotive-sugli-sfratti-a-brescia-nella-pausa-dagosto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2015\/08\/11\/prima-e-dopo-considerazioni-emotive-sugli-sfratti-a-brescia-nella-pausa-dagosto\/","title":{"rendered":"Prima e dopo (considerazioni emotive sugli sfratti a Brescia nella pausa d&#8217;agosto)"},"content":{"rendered":"<p>Prima c&#8217;&egrave; stata l&#8217;invocazione<br \/>\n<br \/>Prima abbiamo sentito l&#8217;urlo di paura e di rabbia.<\/p>\n<p>Non c&#8217;era altro da fare che andare dove le donne e gli uomini venivano aggrediti nel loro estremo territorio di rifugio.Siamo andati,cos&igrave; un poco a caso,senza pensare troppo;c&#8217;era l&#8217;urgenza del bisogno e le volont&agrave; possibili per soddisfarlo.Era, pi&ugrave; o meno, il tempo seguente alla grande deflagrazione della crisi finanziaria del capitale imperante . Qui,a Brescia gli sfratti esecutivi erano cresciuti improvvisamente del 40% da un anno all&#8217;altro(dal 2008 al 2009).Ad essere colpite le famiglie proletarie espulse dal lavoro e,ulteriormente,impoverite.Fra queste,in larga misura,quelle migranti senza alcuna rete famigliare estesa,senza storia radicata,senza nessuna piccola propriet&agrave;;solo dotate della braccia e della prole.Donne e uomini resi inutili dalle logiche dominanti del profitto.Trasformati in colpevoli di povert&agrave; e condannati all&#8217;umiliazione e all&#8217; annichilimento ultimo.Carne di troppo da segregare in qualche discarica sociale o da ributtare nei territori dannati d&#8217;origine.Senza curarsi del fatto che da l&agrave; migrazione rimane continua e inarrestabile Avevamo solo i nostri corpi e questa maledetta coscienza di classe che non ci lascia chiudere i sogni nel sonno e sfumarli nei mattini.Ma li tiene vigili e presenti cos&igrave; da tormentarci se non facciamo ci&ograve; che sappiamo giusto.Abbiamo solo i nostri corpi e la forza dell&#8217; utopia.E&#8217; cos&igrave; che sono nati picchetti di resistenza antisfratto.Fuori e dentro le case aggredite dal diritto di propriet&agrave;,ci hanno trovati gli sbirri di ogni tipo (i pi&ugrave; integerrimi al dovere,i poliziotti locali addestrati al credo lombardo)e gli avvocati e i proprietari indignati e gli ufficiali giudiziari inflessibili nell&#8217;aurea intangibile della legalit&agrave; statuale.Fuori e dentro le case violentate dal capitale, abbiamo tenuto duro e resistito per la prima volta e per quella successiva e per ogni altra.I fermi,le denunce,l&#8217;arrivo in forze dei reparti mobili antisommossa.Le attese notturne, le porte barricate,gli studenti con gli operai:per davvero.Le facce dure e quelle disperate.I bambini,sempre fra le nostre gambe.L&#8217;avvocato compagno che ci veniva a dire (la prossima volta vi arrestano,non ne possono pi&ugrave;).Il silenzio,la paura,il peso soffocante dello stato bastardo e qualcuno (se fai un picchetto devi mettere in conto che ti farai male.Se non vuoi farti male stai a casa tua).La volta dopo, nel comune amico di Forza Nuova (Trenzano,bassa e cupa bresciana )eravamo forse in 100 a difendere due famiglie e ad aspettare i blindati.E ha conquistare il diritto ad aprire un tavolo di trattative istituzionali che garantisse la possibilit&agrave; reale di confronto con tutte le parti e portasse allo sbocco indispensabile del passaggio da casa a casa per ogni famiglia in stato di MOROSITA&#8217; INCOLPEVOLE.Quella dovuta alla perdita al lavoro e di ogni altra fonte di sostentamento possibile.Sono continuate le resistenze , gli assalti (corazzati) alle case barricate,i blitz improvvisi per sgomberare,le azioni di risposta (colpo su colpo); ma,al contempo,abbiamo questa valvola di sfogo che &egrave; il tavolo di trattative in Prefettura.Una sorta di moratoria di fatto quasi generalizzata ottenuta dalle lotte continue e riproposte;messo sempre in discussione, ma voluto,ormai,da tutte le parti coinvolte.Vista la resistenza che non cessa e si moltiplica,nei diversi comitati,coordinamenti,associazioni che la organizzano con sempre pi&ugrave; perizia di pratiche e di teorie.Senza illusioni e cedimenti perch&egrave; abbiamo chiara la visione che il tavolo prefettizio &egrave;, sempre comunque,determinato dalle lotte.Dal picchetto che urla gi&agrave; nel suo mettersi in strada, nel drappeggiarsi delle bandiere di lotta e degli striscioni evocativi:&#8221;NESSUNACASASENZAPERSONE:NESSUNAPERSONASENZACASA&#8221;&#8221;STOP SFRATTI,DISTACCHI,PIGNORAMENTI&#8221;.E l&#8217;ultimo che amiamo che amiamo pi&ugrave; degli altri perch&egrave; ci ricorda, ogni volta,la lotta emblematica di Anna,la pensionata ottuagenaria,sfrattata dall&#8217;ALER dopo una vita sfruttata in filatura e la pensione ripartita tra figli  nipoti senza lavoro.Nella conoscenza delle 28.000 case vuote e letteralmente abbandonate che l&#8217;ALER ha in Lombardia. Nonch&egrave; della vergogna dei milioni elargiti come consulenze e sterne agli amici di cordata:leghista o forzaiola che sia.Erano arrivati,una mattina qualunque di lotta,a buttare per strada Anna e la sua vita.Ci hanno trovati,pieni di furore,e se ne sono andato on il loro fabbro e i loro avvocati e gli sbirri statali e locali che li avevano accompagnati.Da allora ANNA non ha pi&ugrave; paura e neppure la vergogna che la faceva tacere e subire lo sfratto nascosta nella sua vita silenziosa gli aiuti e ricordi. Tutto sarebbe avvenuto da prassi e da legge se non fosse stato per un vicino militante di resistenza e di ferocia anticapitalista.Lo striscione che da allora ci portiamo in giro(ANNANONHAPIU&#8217;PAURA).A Brescia dal 2009 ad oggi quasi 13.000 famiglie sotto sfratto.Circa 60.000,fra bambini,donneeuomini colpevoli di povert&agrave; e di inutilit&agrave; al profitto,a rischio di essere buttati per strada.O di togliere cortesemente,il disturbo come i due sposi di Nuvolento(paese sulla strada del garda a due passi dal capoluogo)che,prima dello sfratto esecutivo si sono sparati e fanculo tutto.Qualcuno si &egrave; salvato,lottando con noi e con ogni altro nelle condizioni medesime.La maggior parte &egrave; stata spazzata via o &egrave; a rischi di esserlo.Non possiamo far altro che continuare a lottare per casa per casa, qu&igrave; a Brescia come sempre pi&ugrave; dappertutto perch&egrave; questa fa parte delle lotte giuste e necessarie. Quelle<br \/>\n<br \/>che in s&egrave; hanno i germi della convivenza possibile e altra:fondata sulla solidariet&agrave; e sul dono.quelle che mettono in discussione i parametri decisivi e fondanti dello stato e del capitale:il domino,lo sfruttamento,il profitto,l&#8217;obbedienza,   le gerarchie.<br \/>\n<br \/>DOPO,c&#8217;&egrave; stata la comprensione di quello che abbiamo fatto e continueremo a fare:<br \/>\n<br \/>DA CIASCUNO SECONDO LE SUE POSSIBILITA&#8217;<br \/>\n<br \/>A CIASCUNO SECONDO I SUOI BISOGNI:<\/p>\n<p>Claudio Taccioli del comitato ANTISFRATTI\/DIRITTOALLACASA di Brescia-Partito Comunista dei Lavoratori Brecia<\/p>\n<p>Claudio Taccioli &#8211; PCL Brescia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima c&#8217;&egrave; stata l&#8217;invocazione Prima abbiamo sentito l&#8217;urlo di paura e di rabbia. 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